Positano Lorenzo Cinque questa Pasqua non ha favorito la Costiera amalfitana

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Il ponte pasquale a ridosso della primavera non ha mai premiato i grandi attrattori periferici come la Costiera amalfitana, se non per le classiche gite fuori porta, a dirlo, al quotidiano della Campania Il Mattino di Napoli, in un servizio a firma di Mario Amodio  dedicato al sold out di Salerno città è Lorenzo Cinque titolare dell’albergo Hotel casa Albertina e referente regionale della categoria , che parla della costa d’ Amalfi e non solo .  «Il trend appare in ripresa, anche se paghiamo le condizioni meteo. Ma il vero problema resta la competitività sul mercato turistico del sistema ricettivo rispetto agli altri Paesi», osserva il presidente di Federturismo Campania Lorenzo Cinque. Sarà una Pasqua a tinte fosche? «Diciamo che il trend pasquale è legato alle previsioni meteo, ma uno sbocco c’è per domenica e lunedì. La verità è che la Pasqua così in anticipo non ha mai premiato le nostre zone. Siamo pronti, ma non possiamo dire di aver registrato il tutto esaurito. S’ipotizza un 70 per cento, ma c’è da valutare anche la situazione d’incertezza che regna in questi periodi…». Si spieghi meglio. «Molti italiani, che poi sono gli habitué del periodo pasquale, hanno preferito desistere, mentre altrettanti europei hanno posticipato le partenze a metà aprile. Calano, invece, i numeri dagli Stati Uniti e aumentano le presenze dal mercato brasiliano che da anni sta dimostrando interesse per la Costa d’ Amalfi e Napoli». Cosa manca al sistema locale per essere alla pari con altre località europee? «Il problema è nazionale e riguarda i costi di esercizio. Se non si esercita una revisione, che non vuol dire solo agevolazioni su gas e energia, non potremo essere competitivi con altre nazioni. Berlino, ad esempio, ha richiamato più turisti di Roma. Tolto il manufatturiero che è in crisi, l’unica cosa su cui possiamo fare affidamento è il turismo». Come? «Gli albergatori non chiedono contributi a pioggia o grandi eventi, ma essere messi in condizioni di competere con le strutture europee, usufruendo di sgravi e revisioni dei tributi. Solo così potremo pensare di avere aziende aperte 11 mesi l’anno e non sei. E, soprattutto, di non tagliare il personale». Stagionali, dunque, a rischio? «Vorrei affrontare diversamente la questione: la priorità è il rinnovo del contratto di lavoro collettivo, in scadenza il 30 aprile, col quale si mettono a riparo quelle figure necessarie per fare turismo, dalle guide agli applicati di portineria, dagli chef agli addetti di sala. Puntiamo a maggiori garanzie sociali e a un nuovo approccio sociale che fino ad oggi non siamo riusciti a definire». Oggi, però, c’è anche molto management esterno che vi affianca… «Cominciamo a prevedere nuove figure professionali come i procacciatori di presenze che studiano il web, i mercati e definiscono le nuove strategie. Oggi si studia come cercare di arrivare prima. Un tempo c’era una lotta fratricida tra albergatori di Amalfi, Positano e Sorrento, ora c’è una attività consortile per combattere la concorrenza straniera e attrarre fette di mercato». Cosa manca alle nostre zone per compiere quel salto di qualità? «Per troppi anni abbiamo parlato il burocratese senza essere fattivi. Un esempio. Pontecagnano può diventare il secondo varco di accesso alla Campania. Intorno allo scalo, ora più che mai, bisogna ravvivare l’interesse del mercato dei voli charter e sarebbe sbagliato non trovare soluzioni se si considerano le gravi difficoltà di alcuni Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. I nostri amministratori devono capire che non è più tempo di teoria, ma di mettere in pratica le armi migliori». Il grosso problema resta la mobilità. «Già, code e rallentamenti, la statale, si sa, non è adatta a grandi flussi. Se abbiamo perso appeal è anche colpa del caos assoluto. Dobbiamo avere l’intelligenza di dare un buon sistema di mobilità. Senza di questo penalizziamo non solo il turismo, ma anche la qualità della vita di chi ci vive». A breve ritornerà la Coppa America. Potrà fare da volano? «Certo. Napoli sarà l’attrattore, ma penso che anche i piccoli satelliti come Costiera amalfitana, Cilento e Penisola sorrentina potranno avere benefici».