Hotel Palumbo a Ravello e Furore Inn alberghi a prezzi stracciati prossime aste 25 giugno e 18 luglio

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Il 28 marzo è tornato all’asta l’ Hotel Palumbo di Ravello   l’11 aprile il  Furore In,  entrambe aste andate di nuovo deserte e rinviate prossime aste 25 giugno e 18 luglio e, dal momento che il prezzo scende continuamente,  si sta vendendo a prezzi stracciati, sul periodico cartaceo in edicola fra Amali e Sorrento Positanonews vi ha dedicato un’ampio spazio. Destini incrocati, seppur per motivi diversi, per due grandi alberghi in Costiera amalfitana il celebre e famoso Hotel Palumbo, che voleva comprare il patron del Napoli De Laurentiis, e il Furore Inn . Quattro milioni di euro e più per comprare un mega albergo in costa d’Amalfi. Non è uno scherzo, se non del destino, ma quello che sta succedendo al Furore Inn, la struttura alberghiera nata dove doveva esserci un centro sportivo con piscine, che ha visto sotto inchiesta il sindaco Raffaele Ferraioli con il costruttore Aniello Lanzara e mezzo gotha delle istituzioni in provincia di Salerno e Regione Campania, coinvolgendo nella società di gestione Futura Spa anche l’ex deputato della Margherita Lusi con articoli su Repubblica e Corriere ed un’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Nuzzi, poi finita nel nulla. Ma non si è trattato solo di un’operazione di dubbia legittimità, come sollevata dalla Procura, ma anche di dubbia proficuità, per il pubblico non ne parliamo, deprivato di beni e fondi pubblici, ma anche per il privato; la gestione dei Cioffi di Ravello, da Londra, che ha cercato di risollevare le sorti della struttura, non è servita a nulla, tanti illusi da possibili posti di lavoro sono rimasti delusi miseramente e diversi hanno lavorato senza esser pagati o pagati in riardo. Dopo l’inchiesta per presunte violazioni urbanistiche, da cui sono usciti prosciolti tutti gli indagati, la societá aveva deciso di mettere in liquidazione l’albergo per fronteggiare una complessa situazione debitoria. Si è poi arrivati alla procedura esecutiva, promossa dall’istituto di credito Bnl, e la proprietá dell’immobile è stata messa all’asta. Il giudice esecutivo aveva fissato varie udienze di vendita, prima con un prezzo base di 8 milioni e 205mila euro, poi scesi a 6 milioni e 154mila euro lo scorso anno e quattro milioni e mezzo lo scorso 28 giugno. In vendita c’è la piena proprietá del lussuoso complesso: i cinque livelli della struttura alberghiera, il centro benessere, il blocco degli uffici e della reception. La storia del “Furore Inn Resort” inizia nei primi anni Ottanta con la progettazione di un complesso turistico-sportivo da realizzare in contrada Sant’Elia. La struttura principale fu costruita, direttamente dal Comune, quando il piano urbanistico territoriale dell’area sorrentino-amalfitana non era ancora legge regionale. Successivamente venne costituita la “Futura srl”, una societá mista con la partecipazione diretta dell’amministrazione comunale, che predispose e presentò un progetto di completamento. Nel 1997 il salto definitivo: dopo l’iter burocratico, l’inizio dei lavori che poneva fine a tutti gli ostacoli, che si erano frapposti, per il completamento del complesso ricettivo. Il Furore “Inn Resort”, dunque, dal settembre del 2001, divenne realtá con le sue attrezzature sportive (piscina, palestra, fitness, campo da tennis e centro benessere), le 25 camere per l’ospitalitá turistica, il ristorante e le strutture complementari. Deserte  anche la seconda asta  per l’hotel Palumbo questa del  28 marzo 2013, nonostante l’interessamento, dopo De Laurentissi, di un petroliere, come Volpe, e di imprenditori russi,  con il rischio di allungare per anni la vendita dell’immobile, che arriva a 8 milioni e 800 mila euro ; facendone precipitare il ricavo, come è successo con il Furore Inn l’albergo fra Amalfi ed Agerola sui Monti Lattari, ma anche il valore rendendone con il tempo obsolete attrezzature ed arredamento. Pare che ci fossero degli interessati ai singoli lotti, ma vi sono dei problemi di non poco conto a vendere separatamente il complesso per certi versi interdipendente. Uno storico albergo della costa d’ Amalfi è stato messo all’asta dalla banca Monte dei Paschi di Siena. Lo splendido Albergo della cittadina della Costiera amalfitana è all’asta. Il patron del Napoli pare volesse comprarlo ma il prezzo (pare che i proprietari, Mark Vuilleumier e le tre sorelle volessero circa 25 milioni di euro ) fu considerato troppo alto. Sono tanti gli immobili che stanno finendo all’asta in costa d’ Amalfi ma questo è di particolare pregio. Tante le presenze in questo è stato uno degli alberghi più celebri della Campania ora in stato di decadenza e di difficile utilizzo per i costi di gestione (stando alla perizia) senza contare le difficoltà di frazionare in tre i beni visto che nella cantina ci sono i generatori dell’albergo. Fra gli ospiti in 137 anni c’è stato Richard Wagner che lasciò il suo autografo sul libro degli ospiti della locanda Palumbo, allora presso Villa Episcopio, il 26 maggio 1880 «Il Magico Giardino di Klingsor è trovato!», in riferimento all’ispirazione tratta quel giorno nella Villa Rufolo per le scene del secondo atto del Parsifal. Poi la regina Paola di Belgio, Harald Principe di Danimarca, Maria Gabriella di Savoia, Teodora Principessa di Danimarca, Ruprecht Principe Ereditario di Baviera, Anna di Francia Duchessa di Aosta, Principessa Nina Galitzine, Umberto di Savoia, poi il Generale Clark, Badoglio e Togliatti. Truman Capote, Paul Valery, Maurice Rostand, Henry Forster, Henry de Montherlant, Tenessee Williams, Curzio Malaparte, Federico Fellini, Valentina Cortese, King Vidor ,fino alla storia d’amore di Brad Pitt e Angelina Jolie del 30 ottobre del 2004 come ancora ricordano i ravellesi. Ora questa struttura valutata per la quale sono stati chiesti, pare, sino a 25 milioni di euro, poi 13 milioni di euro, rischia di essere venduta, se verrà venduta, per sett-otto milioni di euro, a prezzi stracciati, insomma, anche se la vicenda Furore Inn, che rimane chiuso ancora a differenza del Palumbo che comnque funziona, dove vi sono stati degli investimenti pubblici, personale che vanta debiti, imprenditori  che hanno investito quello che hanno guadagnato in Inghilterra a Londra dove avevano le attività  come i Cioffi di Ravello  che hanno sprecato i loro risparmi, è sicuramente più grave, complessa e dannosa per la collettività , sotto certi aspetti si può parlare di destini incrociati e ci fa pensare ad una storia da romanzo di Italo Calvino con retroscena nebulosi e un futuro incerto con una cappa di tristezza ed amarezza per tante speranze svanite.  RAVELLO PRIMA ASTA DESERTA HOTEL PALUMBO CON TUTTI I PARTICOLARI