Piano di Sorrento le mani su Marina di Cassano arrivano altre concessioni, Anna Iaccarino si oppone

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Il Consigliere comunale indipendente Anna Iaccarino ha presentato in mattinata le osservazioni relative al possibile rilascio di una nuova concessione prevista sull’arenile di Marina di Cassano. Della nuova concessione dovrebbero beneficiarne i titolari del “Bagni Tina” e sarebbe comunque una concessione un po’ atipica, come si evince dall’atto di avviso, pubblicato il 21 marzo scorso sull’albo pretorio on line del Comune di Piano di Sorrento. L’area da concedere, attualmente spiaggia libera, dovrebbe servire per l’organizzazione di “…pubblici trattenimenti ed eventi per una durata massima di giorni trenta dal 21 al 31 luglio e dal 5 al 25 agosto 2013”, ma, soprattutto, ”… al di fuori degli orari destinati alla balneazione”. Proprio su questo punto la Iaccarino ha osservato: “…dall’esame congiunto delle ordinanze della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e del Comune di Piano di Sorrento e della normativa di rango superiore non si evince alcun “orario destinato alla balneazione”, pertanto appare oltremodo illegittimo il rilascio di una concessione demaniale che abbia come presupposto un elemento non contemplato dal nostro ordinamento. Infatti, oltre a danneggiare i cittadini fruitori degli arenili liberi, che vedrebbero immotivatamente comprimere i propri diritti, si creerebbero disagi agli stessi concessionari, atteso che questi ultimi non saprebbero da che ora a che ora potrebbero beneficiare dell’area concessa e, soprattutto, non avrebbero alcun potere per richiedere agli eventuali bagnanti di “sgomberare” la porzione di arenile destinata eventualmente ai pubblici trattenimenti ed eventi”. “Al di là della questione meramente tecnica – ha poi aggiunto la Iaccarino – ritengo ingiusta l’ennesima “privatizzazione” a Marina di Cassano. Dopo i lavori del porto, costati ai contribuenti fior di quattrini, i carottesi sono stati progressivamente espropriati del loro mare e ora si vogliono eliminare quei pochi spazi di uso pubblico rimasti. Inoltre, l’area è già abbastanza congestionata e poco vivibile e si pensa di incrementare ulteriormente le attività “notturne”, senza prima individuare degli strumenti che siano in grado di garantire ai residenti i propri diritti ad una vita normale”.