Napoli, il dramma trasporti. Niente soldi per il metrò: corse saranno tagliate

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NAPOLI – Anche l’ultimo baluardo del sevizio pubblico cittadino, la linea 1 della metropolitana, cade sotto i colpi del mancato sblocco dei fondi del decreto 174. «Ci sono treni del metrò fermi in deposito che non possiamo riparare perché non ci sono soldi per pagare la manutenzione ordinaria». L’allarme parte direttamente dall’assessore alla Mobilità Anna Donati. Progressivamente, come un effetto domino, dopo l’Anm anche Metronapoli subisce il contraccolpo del mancato sblocco dei fondi del salva-comuni. Il quadro è nero e i numeri del disagio sono impietosi: i treni in circolazione prima erano nove con due di supporto, pronti in deposito, in caso di emergenze e di guasti. Oggi sono soltanto sette, ma la differenza sta nel numero delle carrozze. I nove treni in circolazione erano composti quasi tutti da sei vagoni, per una somma che si aggirava tra le 50 e le 54 carrozze. Oggi c’è stato un ridimensionamento: i sette treni disponibili sono composti tutti da quattro vagoni per una somma totale di 28 ai quali si aggiungono i due della navetta Università, che prima invece viaggiava con quattro carrozze. Il problema principale riguarda i treni di supporto, che ad oggi non sono disponibili, causa manutenzione. «Non essendo in condizioni di pagare i fornitori, Metronapoli ha dovuto fermare alcuni treni e quindi di fatto anche sulla metropolitana gli utenti stanno subendo gravi disagi soprattutto in certe giornate e negli orari di punta dove le corse saltano». Se prima un treno passava ogni sette minuti, adesso invece la tempistica si è spalmata e la frequenza è diminuita: si va dai nove minuti, al quarto d’ora, questo significa che i tempi sono quasi raddoppiati. «Basti pensare – spiega la Donati – che per mantenere la frequenza in nove minuti si fa un treno a doppia composizione e non tripla come avveniva prima, questo ovviamente impedisce a molti utenti di prendere il treno». Bisogna però sottolineare che non è certo colpa dell’azienda guidata dall’amministratore unico Alberto Ramaglia se oggi ci si trova in queste condizioni di gravi disagi. La Donati spiega infatti i motivi per i quali si è arrivati a questo punto: «Le due partecipate della mobilità vantano crediti nei confronti del comune per 350milioni. Del fondo di anticipo alle due aziende sarebbero spettati 120 milioni, così il Comune avrebbe potuto pagare i debiti pregressi dovendo rispettare il cronologico. Se questi soldi arrivassero, una quota robusta andrebbe appunto ad Anm e Metronapoli, perché sono le aziende alle quali non riusciamo a corrispondere l’ordinario». Qui si parla di soldi che servirebbero a pagare i pezzi di ricambio dei treni, che ovviamente i fornitori senza assicurazioni di pagamento preventive non sono più pronti a fornire. «Si è accumulato negli anni – incalza la Donati – questo super debito e se non arrivano subito i fondi previsti dal salva-comuni c’è poco da stare sereni. Con i soldi riusciremo a sopravvivere o comunque a respirare». A tutto questo si deve aggiungere che alle porte ci sono nuove aperture previste, come quella di piazza Garibaldi, che dovrebbe avvenire dopo l’estate. Si rischia dunque di ritrovarsi con una linea più lunga e pochi treni disponibili. Un problema non da poco che senza i fondi promessi dal governo centrale rischia di trasformare l’ennesima emergenza in un’assurda normalità.

di Valerio Esca IL MATTINO.IT