È morto Pietro Mennea, oro e primatista del mondo nei 200. Uomo del Sud VIDEO

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.uno del Sud non poteva fare i risultati che ho fatto io [..] prima dei giochi olimpici del 1972 venne al campo di riscaldamento Gianni Brera, famoso scrittore e giornalista, venne lì e chiese al mio allenatore, posso conoscere Mennea? Volevano attribuirmi una genetica particolare […], lui fa: “scusa ti puoi mettere di spalle?” Io mi misi di spalle e lui mi fa: “scusa ti posso toccare il cranio?” Comincia a toccarmi il cranio per diversi secondi e alla fine mi fa: “i tuoi avi sono originari della Mesopotamia!!” […] Poi, con il tempo ho capito perché Gianni Brera aveva fatto questa considerazione, ti volevano attribuire sempre una genetica particolare, invece, noi, veniamo dalla terra della fatica dove per avere una cosa devi sudare più degli altri…. (Pietro Mennea – Barletta, 28 giugno 1952 – Roma, 21 marzo 2013)
(P)

Nato a Barletta nel 1952, aveva 60 anni e lottava da tempo contro un male incurabile. Nel 1979 corse i 200 in 19″72, stabilendo un record del mondo durato quasi 17 anni

 ROMA – Immediate, numerosi e piene di dolore e di ricordi le reazioni alla notizia della morte di Pietro Mennea. Dall’altra grande campionessa dell’atletica azzurra, Sara Simeoni (“Sono molto, triste, se n’è andato un pezzo della mia vita”) al presidente del Coni Malagò – che ha annullato tutti gli impegni ed è rientrato a Roma – e della Fidal, Giomi, a tanti campioni ed ex campioni dello sport italiano, da Livio Berruti a Valentina Vezzali a Josefa Idem.

SARA SIMEONI – “Se n’è andato un pezzo della mia vita”. Sara Simeoni ricorda Pietro Mennea. “E’ un momento di tristezza incredibile, per me che ho vissuto anni bellissimi insieme a Pietro – spiega a Raisport la vincitrice dell’oro nel salto in alto a Mosca 1980 – allenandoci fianco a fianco, sopportando gli allenamenti insieme. Ci facevamo coraggio. Erano anni in cui non avevi la possibilità di avere riferimenti o qualcuno che ti potesse dare consigli. L’atletica in quegli anni era un fai da te, ci siamo costruiti con il nostro carattere e il nostro modo di fare ed abbiamo fatto risultati importanti”. “Pietro – aggiunge – è stato grandissimo. Non so che dire, potevo attendermi di tutto, ma non questa notizia”.

GIOMI – “E’ una situazione troppo dolorosa, si fa fatica a fare commenti, perché non solo era un grande uomo di sport, ma anche un grande amico. Proprio qualche settimana fa ci eravamo ripromessi di vederci presto, al telefono. E non ci siamo riusciti. Adesso 

 

ci stiamo già muovendo per allestire la camera ardente che si aprirà questo pomeriggio al Coni. Per la Fidal è un giorno tristissimo”. Così Alfio Giomi, il presidente della Federazione Italiana Atletica Leggera.

PESCANTE – “Si tratta di uno dei più grandi atleti della storia dello sport italiano e mondiale”. Mario Pescante, membro del Cio ed ex presidente del Coni, ricorda così, all’Adnkronos, Pietro Mennea. “Sono legato a Pietro Mennea dal ricordo di Mosca dove venne con il piccolo lottatore Maenza a smaltire una forma di ansia che lo aveva preso. L’ho avuto addirittura come collaboratore di segreteria, poi ha fatto quello che ha fatto – prosegue Pescante -. Credo che quella vittoria rappresenti la sintesi della personalità dell’uomo prima che dell’atleta: difficoltà interiori superate combattendo con se stesso e poi esplodendo sul campo”. “Credo che sia uno degli ultimi ‘visi pallidì che si sono visti affermare nelle gare di velocità e poi da lì è cambiata la storia del velocismo. Sono rimasto traumatizzato – conclude Pescante -, sia per l’età, sia perché era un atleta in tutti i sensi”.

COLLIO – “Non ci posso credere, non sapevo nulla della sua malattia, l’ho sentito circa un mese fa al telefono e non riesco a rendermi conto che non ci sia più. Mennea è stato un grande esempio per me. Certo non eravamo amici, ma ci incontravamo spesso alle gare e ci confrontavamo… da lui c’era solo da imparare. Sono veramente senza parole. Tristissimo”. Così il velocista italiano, Simone Collio, all’Adnkronos, commenta la notizia della scomparsa di Pietro Mennea.

IDEM – ”Sgomento e profonda tristezza, è questo ciò che ho provato apprendendo la notizia della scomparsa di Pietro Mennea” E’ quanto afferma in un messaggio di cordoglio Josefa Idem, senatrice del Partito democratico e campionessa olimpionica. ”Mi stringo alla famiglia a cui rivolgo il mio pensiero rammentando che la grandezza dell’atleta, pari alle sue qualità umane, lasceranno indelebile in tutti noi il suo ricordo”.

BERRUTI – ”Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione”. Livio Berruti, medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960, ricorda così Pietro Mennea. ”Mennea è stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All’atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce”. ”Tra noi c’è stato un rapporto molto dialettico – ricorda ancora Berruti -: per lui l’atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele”.

VEZZALI – “E’ una notizia che mi ha lasciato di stucco. Lo avevo visto proprio a Jesi a giugno prima delle Olimpiadi in occasione della presentazione di un suo libro. Avevamo cenato insieme, aveva scherzato con il mio Pietro”. Inizia così il ricordo di Pietro Mennea della campionessa azzurra Valentina Vezzali, portabandiera alle Olimpiadi di Londra. “Lo ricordo con quegli occhi da bambina con i quali da bambina lo vedevo compiere imprese per la nostra Italia. Guardavo il mio mito” ha ricordato la Vezzali. “Ha fatto grande la nostra Italia, è una grandissima perdita, mi auguro che quello che ha fatto per il nostro sport rimanga ben radicato nei nostri cuori e possa essere d’esempio per le future generazioni”.

BALDINI – “E’ indimenticabile quel 200 a Mosca in ottava corsia, rimane nella leggenda dello sport”. Così Stefano Baldini, vincitore della maratona alle Olimpiadi di Atene, ha ricordato, ai microfoni di Rai News 24, Pietro Mennea scomparso oggi. “La sua figura era di riferimento nel momento in cui l’atletica era davvero lo sport di riferimento a livello nazionale. Per me è stato motivo di ispirazione, le prime gare che ho visto sono state quelle con Mennea e Simeoni. Pietro lavorava tanto, viveva a Formia, forse è il primo esempio di atleta che ha fatto lo sport da professionista nel modo giusto, costruendo i suoi risultati giorni dopo giorno con tanto allenamento”.

CALLIGARIS – “Ha dimostrato che il muscolo numero uno si chiama cervello e che quando quello funziona si arriva anche dove neppure gli scienziati sanno spiegare”. L’ex nuotatrice Novella Calligaris, protagonista in vasca alle Olimpiadi del 1972 e oggi giornalista di Rai News 24, ricorda così Pietro Mennea scomparso oggi. “E’ stato un atleta straordinario, complesso, per certi versi spigoloso, ma estremamente generoso. E’ stato un uomo a 360 gradi”.

CARRARO – “Le medaglie olimpiche, le straordinarie vittorie, il record del mondo durato moltissimo, il fatto che per molti anni tra i 10 migliori tempi nei 200, molti fossero suoi, hanno collocato Pietro Mennea tra i più grandi dell’atletica mondiale di tutti i tempi”: così Franco Carraro ha ricordato la figura dell’atleta. “Ha ottenuto tutto ciò – ha aggiunto – grazie al talento naturale e a una vita di sacrifici indicibili. Aveva un carattere complesso, ma non gli si poteva non voler bene per la sua generosità e per l’amore che aveva per lo sport. E’ stato un fantastico rappresentante di una atletica pulita e ha onorato lo sport italiano. Per lui – ha concluso Carraro – un ricordo di commossa gratitudine”.
 
GIOMI – “E’ sempre stato veloce, e veloce se ne è andato. Con la forza della mente e delle gambe sconfiggeva gente magari non pulita come lui all’epoca”. Alfio Giomi, presidente Fidal, ricorda così, a “Radio Sportiva”, Pietro Mennea. “Forse non stava simpatico a tutti, ma era una grande persona davvero. Mennea era un personaggio dello sport italiano, non solo dell’altetica, vorrei che il suo ricordo e pensiero a lui rivolto, andasse oltre perchè questo si merita Pietro”.

GOLA – “Non sapevo che stesse male, per me è stato uno choc”. Nel giorno della scomparsa di Pietro Mennea, anche l’ex presidente della Fidal Gianni Gola si unisce al coro dei ricordi dell’indimenticabile atleta azzurro. “E’ un ricordo lunGo decenni -ha detto Gola all’Italpress-. L’ho visto a Fiumicino dopo il bronzo a 20 anni alle Olimpiadi di Monaco 1972, parlammo perchè voleva entrare nelle Fiamme Gialle e poi tutto il resto, la sua carriera e quello che ha rappresentato in termini personali di successo e di motivazioni per gli altri. Credo che possa essere considerato uno dei più grandi ispiratori di motivazioni per i giovani, chiunque lo guardasse diceva ‘se c’è riuscito lui a battere i neri ci posso provare anche iò. Lo sport italiano gli deve questo oltre al grande esempio per una vocazione quasi monacale per il modo in cui ha fatto l’atleta, con serietà e scrupolo”.

SAPPE – “Con la scomparsa di Pietro Menna, grande sportivo italiano ed internazionale, salutiamo non solo un esempio di sportività e di lealtà olimpica ma anche il fondatore del gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria, le Fiamme Azzurre. Fu lui, infatti, a crearlo, ricevendo un incarico ministeriale”. E’ quanto scrive in una nota Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, in relazione alla prematura scomparsa di Pietro Mennea. “Il SAPPE piange dunque la scomparsa di un grande esponente dello Sport pulito, un esempio per i giovani e per tutti gli sportivi”.

ARESE – “Io ero capitano in quella squadra in cui lui era uno dei protagonisti. Non ci vedevamo spesso, ma quando succedeva ci manifestavamo sempre grande stima reciproca. Penso sia una perdita non solo per l’atletica italiana ma per tutto lo sport italiano”. Così l’ex atleta ed ex presidente della Fidal, Franco Arese, ricorda l’ex compagno ed amico Pietro Mennea nel giorno della sua scomparsa. “La sua voglia di arrivare, la sua serietà, il suo agonismo, non hanno avuto eguali. Ci lascia questi valori, è stato un grande atleta e un grande uomo. Lo ricordo con affetto e stima”.

IL CALCIO VICINO A MENNEA – Anche il mondo del calcio piange la scomparsa di Pietro Mennea. Stasera a Ginevra in occasione della partita amichevole con il Brasile, si legge sul sito della Federazione italiana gioco calcio, verrà osservato un minuto di silenzio e gli azzurri scenderanno in campo con il lutto al braccio per onorare la memoria del campione olimpico.  “Lo sport italiano è in lutto, per la scomparsa di uno dei suoi atleti più grandi, la ‘Freccia del sud’, Pietro Mennea. La Juventus piange la sua scomparsa e si unisce al cordoglio di tutto il paese”, si legge in una nota pubblicata sul sito del club bianconero. “Oggi è venuto a mancare un pilastro dell’atletica italiana e mondiale, Pietro Mennea. L’As Roma si unisce al cordoglio per la sua scomparsa”, si legge in un comunicato su twitter. “Le strade di Pietro Mennea e dell’Inter si erano incontrate per l’ultima volta in quel maggio del 2010, allo stadio Flaminio di Roma, e raccontavano di una storia di sport vero, di successi, di campioni. Di Mennea, oro olimpico a Mosca nel 1980 e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996, e di quella squadra che da li a poco sarebbe tornata assoluta protagonista del calcio e della quale lui era un grande tifoso”. E’ il ricordo che l’Inter, sul proprio sito, fa di Pietro Mennea, appassionato tifoso nerazzurro, che si è spento stamane a Roma. “Mennea è stato uno dei più grandi sportivi italiani ed ha detenuto per 17 anni il record del Mondo sui 200 metri piani con il tempo di 19″72. L’Ac Milan esprime il suo più sentito cordoglio e si unisce al dolore della famiglia”. Lo scrive il club rossonero sul proprio sito in ricordo dello scomparso campione olimpico, Pietro Mennea.

PAGNOZZI – “Se n’è andato uno dei primi atleti in assoluto nella storia dello sport italiano. Ha rappresentato una svolta epocale ed ha insegnato al mondo dello sport che con l’impegno e la determinazione quasi maniacale si poteva arrivare anche ai vertici del mondo”. E’ il ricordo dell’ex segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi, nel giorno della scomparsa di Pietro Mennea. “di lui ho un ricordo molto particolare, legato al suo carattere, al suo modo di esprimersi, al suo essere sempre spontaneo”, ha aggiunto Pagnozzi.

ABODI – “Pietro Mennea è un esempio luminoso di persona di qualità tenuta sempre ai margini”. A dirlo è Andrea Abodi, presidente Lega Calcio Serie B intervenendo a un convegno dedicato all’etica nello sport a Milano. “Aveva – prosegue – una sensibilità superiore alla media di tutti i dirigenti sportivi”.

ANTONIO ROSSI – “Abbiamo perso un grandissimo uomo di sport e un pezzo della storia dell’atletica mondiale. Ma soprattutto, un esempio eccezionale di tenacia, forza e voglia di vivere”. Lo dice all’Agi Antonio Rossi, canoista campione olimpionico e mondiale del Kajak, ricordando Pietro Mennea. “Sono profondamente commosso per la sua scomparsa – dice l’atleta -. Con lo stesso stile che lo ha contraddistinto sulla pista, Pietro Mennea ha spinto fino all’ultima falcata anche nella vita lasciando un segno indelebile che dovrà guidare sia chi sfida il cronometro o gli avversari, sia chi si misura ogni giorno con le avversità dell’esistenza”.

DORIA – “Lui era pane e atletica, viveva per questo sport, i risultati ottenuti li ha voluti con tutto se stesso”. L’ex atleta azzurra Gabriella Dorio, oro nei 1500 alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 e per tanti anni compagna di nazionale, ricorda così all’Italpress Pietro Mennea scomparso oggi. “E’ stato un colpo di fulmine la notizia per me – ha detto ancora la Dorio -, non sapevo stesso male. Il ricordo di Pietro è legato a quelli tra i più belli della Nazionale, abbiamo vissuto gli anni migliori della Nazionale assieme. Pietro io l’ho visto correre che ero una bambina, avevo vinto un viaggio premio a Monaco per le Olimpiadi e poi eravamo insieme alle Olimpiadi di Montreal per la prima volta anche se io ero ancora molto piccola e lui grande”.

fonte.repubblica

Che Vita! ah puoi dirlo, sento sempre il peso di un controllo appeso al collo / Che Vita! Pietro Mennea e Sara Simeoni son rivali alle elezioni”. Così cantava Samuele Bersani nel brano Che vita, del 2002, uno dei suoi più celebri. Mennea è stato anche ad Amalfi e Praiano uno sportivo vero che merita il primo piano di Positanonews il quotidiano della costiera amalfitana e penisola sorrentina 

 

 FOTO CAMERA ARDENTE