Napoli. Circolo Lucano "Giustino Fortunato". Presentazione del libro "Aragosta Blu" di Rolando Attanasio.

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Sabato 16 Marzo 2013, alle ore 17.30, 

al Circolo Lucano “Giustino Fortunato”,  

per la serie “Conversazioni”,  

Maurizio Vitiello incontra Rolando Attanasio,  

autore del libro “Aragosta Blu”,  

recentemente pubblicato dalle Edizioni Eracle.  

 

Sabato 16 Marzo 2013, alle ore 17.30, al Circolo Lucano, in Via Raffaele Tarantino, 4, al Vomero – Napoli (tel/fax 081 5789428),  per la serie “Conversazioni” incontro curato da Maurizio Vitiello, sociologo, critico d’arte e docente della Fondazione Humaniter, con intervista a Rolando Attanasio, scrittore-artista, autore del recente libro“Aragosta Blu”, Edizioni Eracle.  

Previsti interventi di Pino Cotarelli, Franco Lista e Carlo Spina. 

Letture di Maria Rosaria Riccio e Aldo Spina. 

 

(dal libro)  

– Noi uomini tutti, ai primordi, siamo affreschi semoventi, figure erotiche erose dall’acqua e dal fuoco dei sentimenti, dalle emozioni e dal tempo, sbagliati e non … poiché Napoli tutta è acqua lunare e fuoco solare senza pietà! 

– … calderone di poesie non scritte ma che ti colano in testa attraverso le stelle e le strade infuocate. 

– … a Napoli il paradiso lo puoi solo rubare. 

– Solo vivendo alcuni controsensi puoi divenire tu stesso il controsenso, poiché i popoli e i loro ambienti interagiscono continuamente con sconcertante coerenza. Ho solo immaginato … e d’improvviso ho cominciato a scrivere, avendo la sensazione che non stessi solo scrivendo, ma che stessi dipingendo o sognando ad occhi aperti e ricordando poi … riuscivo a ricomporre una parte del mio mondo e del mondo che mi circondava e che invece m’appariva intrepido, travolgendomi come in un film. 

 

Scheda su “Aragosta Blu”/ Presentazione di Maurizio Vitiello:  

“La natura offre spettacoli tanto straordinari quanto curiosi; recentemente è stata pescata un’aragosta di colore blu, una rarità che deriva da un disturbo genetico, che colpisce un crostaceo su due milioni. 

“Aragosta Blu” è uno di quei titoli che ti fanno sognare; è indovinato, riuscito a tal punto che, per scommessa, ti andrebbe di scrivere “Corallo Blu”, tanto per distinguere dell’elemento apotropaico per eccellenza, ben richiesto per corni e cornetti rossi a Napoli, un’accezione cromatica “altra”, proveniente dall’arcipelago della Malesia. 

Pittore visionario, artista digitale, sceneggiatore, Rolando Attanasio svolge la sua attività di sperimentazione attraverso la pittura, il teatro, la scrittura. 

In questo “romanzo di vita“, più che “romanzo di formazione”, cala la beatitudine dell’essere napoletano sino al midollo. 

Non c’è nessuna declinazione nichilista in queste pagine singolari e la fusione tra letteratura, testo teatrale e poesia fanno di questo libro un magma scorrevole, in cui ci sono sì impurità, ma tante, tante verità, deliziosi convincimenti, calibrate rarità antropologiche, “segreti” partenopei scritti per essere letti. 

L’autore spiega l’anima e i suoi variegati racconti non sono altro che segmenti di vita; vita vissuta intensamente e regolata da vicende che l’hanno centrifugata abbastanza per renderla particolare, a tratti unica. 

Dentro, ma proprio dentro, nascosta ma mica tanto, c’è la poesia che sorregge il tutto; nel flusso di coscienza che invade la carta c’è urgenza di raccontare Napoli per raccontarsi, per dire io ci sono. 

Rolando Attanasio s’interessa da artista multidisciplinare di angolare la “presa” sulla vita e “angolando” su Napoli sa bene che potrà “universalmente” rispecchiarsi. 

Napoli c’è; c’è quella irredimibile e quella ostinata a vivere, quella “ferita a morte” e quella polverizzata dalla cenere degli imbrogli, quella di grandezze estreme e raffinate e quella di scivoli mortali. 

Napoli è una città che lustra la vita, te la lava; ci si bagna nell’orrore, ci si salva nel fuoco delle passioni inobliabili. 

Ma, se vuole, ti irriga il solco del cuore. 

Il blu specchiato dal mare ci percorre e solo il cielo, “alter ego” in blu, può metaforicamente dissetarci. 

Bimillenaria e superba, quanto ruffiana, si stende la città, ad arco, in un abbraccio mancato.” 

 

 

 

 

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