Sant’Ignazio di Layola, Matteo Ricci, San Giuseppe Moscati nel segno del pellegrino della carità di Papa Francesco

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Nota di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo il Testo “Sant’Ignazio di Layola,  Matteo Ricci,  San Giuseppe Moscati nel segno  del pellegrino della carità di Papa Francesco” di Pierfranco Bruni,Presidente Nazionale del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” e Responsabile del Progetto “Minoranze Linguistiche ed Etnie” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i Beni Librari, le Biblioteche e il Diritto d’Autore

 

 

 

 

 

Sant’Ignazio di Layola,  Matteo Ricci,  San Giuseppe Moscati

 

nel segno  del pellegrino della carità di Papa Francesco

 

di Pierfranco Bruni

 

 

 

 

 

La speranza nella carità è un messaggio di una Chiesa che raccoglie la fragilità degli uomini e attraversa il misericordioso del divino.

 

La filosofia e la cultura del pellegrinaggio cristiano del mondo dei Gesuiti abbraccia la francescanità in un messaggio spirituale, che si “materializza” negli esempi, nelle azioni, nel gesto della presenza del Cristo tra noi. Dentro la cristianità di Papa Francesco ci sono attraversamenti di esempi nella verità.

 

La parola misericordiosa nel linguaggio di Papa Francesco  pone una riflessione dentro la Chiesa dei nostri giorni.

 

Io scettico nella Istituzione ma credente in Cristo resto nel segno della preghiera. Cristiano senza Chiesa? Ignazio Silone ha raccontato l’avventura di un povero cristiano nel destino di Celestino V, al quale resto molto legato.

 

Ma Chiesa deve dare esempi. Esempi come rappresentante di una antropologia della spiritualità. Una strada ardita ma bella.

 

Nella vita dei Gesuiti ci sono presenze folgoranti. Pellegrinaggi tra civiltà che hanno segnato destini.

 

Un eretico credente è sempre un eretico alla Papini. Papini è la voce più ribelle di un uomo finito che trova nella storia di Cristo la voce della salvezza.

 

Ebbene, la misericordia è carità. E per Papa Francesco, che ha vissuto in Argentina, nel Sud degli Occidenti smarriti e attraversati dai Mediterranei in viaggio, la sua esperienza di uomo e di cristiano gesuita ha proprio quella bellezza come dono in una fede che deve essere vissuta nei cuori. Un gesto di spiccata umiltà.

 

Ma la cultura dei Gesuiti ha le sue altezze e le sue “evoluzioni”.

 

La Chiesa vincente è proprio in quella storia che si lascia afferrare dal mistero. Il carisma del francescanesimo è la “notizia” del tragico quotidiano che si trasforma in speranza. E mi pare che Papa Francesco abbia celebrato il suo pellegrinaggio nel nome sia mariano che cristocentrico.

 

La storia dei Gesuiti è una avventura ricca di straordinari destini.

 

Il pellegrinaggio di Matteo Ricci  ha penetrato la Cina portando in Oriente il Cristo in Croce e il Cristo risorto ed ha consegnato alla Chiesa di 500 anni fa la testimonianza di una civiltà incrociata tra spazio e tempo, ponendo in riflessione sia gli elementi teologici sia quelli filosofici sia quelli scientifici. Una grande presenza nella cristianità dei popoli.

 

La Chiesa vincente è quella di San Giuseppe Moscati. Un Santo che ha vissuto il passaggio, nei suoi percorsi alla santità, da Paolo VI a Giovanni Paolo II nella rettitudine dei modelli dei Gesuiti. La Compagnia di Gesù nell’evento del “Racconto del Pellegrino” di Sant’Ignazio. Un cammino tra le epoche e le civiltà.

 

Tre storie nella santità dei processi oltre ogni secolarizzazione e nel segno del miracoloso. Il “contemplante nell’azione” o il “contemplativo nell’azione” è nel viaggio di Sant’Ignazio di Loyola. Nel messaggio di Monsignor Filippo Santoro c’è la speranza che si fa creato.

 

Non è soltanto la volontà della speranza.  È la speranza di un pellegrinaggio, in un mondo smarrito, che tutti dovremmo vivere e compiere.

 

Papa Francesco punta lo sguardo ad Assisi per narrarci il volto delle “creature” e leggerci il Vangelo non solo come recitativo pregante ma come  quotidianità nel nostro presente. 

 

È questa la Chiesa che vince nella bellezza della conoscenza, della consapevolezza e del mistero rivelante in Dio!

 

Matteo Ricci è stato un pellegrino tra le genti. Non solo con la fede ma anche con l’intelligenza. San Giuseppe Moscati ha segnato, nella nostra contemporaneità, un legame forte tra carità e bellezza nel segno del dono. Donarsi. Il viandante Sant’Ignazio ha avuto la lungimiranza di un Gesù vivo nei nostri destini.

 

Papa Francesco è la tradizione offerta alla ricerca della verità nella salvezza.

 

Credo molto a questo Papa, perché, superando gli illuminismi e tutti i relativismi sottolinea il senso della pietà.

 

Noi abbiamo bisogno di questa pietà per essere e restare popolo orante.