Villa Jovis tra degrado, incuria, crolli, infiltrazioni e lavori fantasma. Guarda il reportage video

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Degrado, incuria, crolli, infiltrazioni. Questo ed altro è oggi Villa Jovis, sul promontorio del Monte Tiberio a Capri. Quel che resta della villa da cui Tiberio guidò l’impero romano per circa undici anni è in condizioni vergognose. Gli scavi archeologici vivono uno dei peggiori momenti della storia. I ruderi sono chiusi ai visitatori da gennaio scorso e lo saranno fino al 24 marzo. Sul sito web del Comune di Capri si specifica che la chiusura al pubblico, decisa dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, è legata a lavori di restauro. Si tratta però di lavori fantasma, visto che fino a questo momento non vi è traccia di nemmeno un operaio. Erbacce, rovi, sterpaglie, arbusti, cedimenti, crolli, infiltrazioni, umidità. Tutto questo lungo i percorsi di Villa Jovis. La torre del faro, sul salto di Tiberio, inoltre sta lentamente cadendo a pezzi a causa della presenza di alcune robuste radici nella struttura. Massi di medie o grosse dimensioni, poi, franano in continuazione dal Parco Astarita lungo il viale Amedeo Maiuri, la strada comunale che porta agli scavi, creando potenziale pericolo ai passanti.

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