DE LAURENTIIS E IL PROBLEMA MAZZARRI.PIOLI PER IL DOPO MAZZARRI

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Miki De Lucia: Il 30 giugno 2013 scade ufficialmente il contratto di Walter Mazzarri ,ma la data per decidere la permanenza di mazzarri al Napoli sara’ il 20 Maggio

 

 

La crisi di Cavani e una media punti preoccupante: si prova a blindare la Champions. De Laurentiis parla al gruppo Cannavaro rientra Maggio e Inler sono sotto esame

A dieci giornate dalla fine del campionato Mazzarri non ha ancora deciso se resta al Napoli.De Laurentiis punta su Pioli del Bologna.Ormai nell’ambiente del Napoli si avverte quel senso di precarieta’,e il disagio di una incertezza,che amplifica il malessere in campo,le difficolta’ attuali,la crisi dei risultati.Walter Mazzarri e de Laurentiis si sono dati appuntamento per fine Maggio,solo allora il Mister decidera’ il suo futuro.Ma il presidente non ci sta, e ha contattato Pioli del Bologna.Il decennio di De Laurentiis è stato caratterizzato, innanzitutto,dalla solidita’ di una filosofia e cio’ ha contribuito a suscitare non solo i riconoscimenti tecnici,ma anche quelli ambientali di un mondo che è stato sollecitato a programmare  con lucidita’ e lugimiranza.Risulta atipico ,rispetto alle abitudini del Napoli,che non si abbiano certezze a dieci giornate,dalla fine del campionato,sul destino di Walter Mazzarri,della sua volonta’.Ne’ un si,ne’ un  no.              

        

 

Il Napoli si ritrova oggi a Castel Volturno. Mazzarri dovrà valutare le condizioni di Britos che ha saltato la sfida del Bentegodi dopo l’operazione alla mandibola. Rientrerà sicuramente pure Cannavaro dopo la squalifica. In mediana restano delle incognite sia Inler che Maggio, entrambi sotto-tono, così come Pandev che non riesce ad esprimersi ai suoi livelli. L’Atalanta non è un avversario facile. «Gli azzurri – ha spiegato Pierpaolo Marino, grande ex della partita – possono ancora essere la seconda forza del campionato. La Juve ha qualcosa in più, ma il valore del Napoli è comunque importante. Contro di noi sarà una gara molto difficile e per me molto emozionante». NAPOLI La situazione è diventata preoccupante. Il Napoli non riesce ad uscire dal tunnel. Mazzarri la nega, ma l’evidenza dice il contrario: in 5 gare, gli azzurri hanno collezionato solo 4 punti con una media di 0,88 che non ha nulla a che vedere con un ritmo da primato. La Juve ne ha approfittato e vola verso il secondo scudetto consecutivo, ma pure il Milan può ringraziare: i rossoneri hanno rosicchiato sette lunghezze e adesso puntano in maniera decisa al secondo posto che è la priorità di questo gruppo. Il futuro. L’obiettivo è ritrovarsi perché la Champions League è patrimonio che non può essere dilapidato a 10 giornate dalla fine dopo una stagione quasi sempre nelle posizioni di vertice. Il Napoli deve ritrovarsi blindando lo spogliatoio dalle voci riguardanti il futuro di alcuni, su tutti Mazzarri. Il ciclo del tecnico arriverà alla conclusione al termine della stagione. L’ipotesi Inter lo intriga, vuole nuovi stimoli e non rinnoverà con De Laurentiis ma per ora questi discorsi andranno in secondo piano. Il tecnico chiederà a tutti il massimo impegno: 10 gare al massimo per conquistare un grande risultato che sarà fondamentale sia per i giocatori che per l’allenatrore, quale eventuale biglietto da visita per la sua nuova destinazione (l’Inter). Solo a quel punto il Napoli può programmare la nuova stagione e magari stringere sui possibili sostituti con Stefano Pioli in pole: il condottiero del Bologna sembra pronto ad una nuova avventura. Patto di ferro. La situazione per Mazzarri può essere ancora rimediata. Potrebbe arrivare pure De Laurentiis per cementare un rinnovato spirito. La crisi è mentale perché il contraccolpo dopo il pari con la Juve si è fatto sentire. Il tentativo di rimonta ha prosciugato energie, ma adesso bisogna ricalibrarsi. Il problema è anche fisico: troppi uomini chiave non sono all’altezza della situazione. La crisi. L’emblema è Cavani. È all’asciutto da 8 gare. La conclusione è quasi figlia del suo attuale momento: non riesce a sbloccarsi e questa astinenza sta diventando un problema. Era il principale terminale offensivo di una squadra che giocava per lui. Il Napoli è calato, anche lui ne sta risentendo. Il risultato è una squadra che non riesce a sbloccarsi. Manca l’apporto di Pandev, mentre Insigne ha le attenuanti del primo anno da protagonista in A. Male anche Maggio che dall’infortunio alla mano non si è più espresso ai suoi livelli ma soprattutto Inler, tra i peggiori dell’ultimo periodo.