ANGRI SALERNO ACCUSE SHOCK DALLA GERMANIA L´INSALATA E´ CON IL TOPICIDA

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Insalata con topicida, partita da Angri in provincia di Salerno. L’accusa schock  è partita dalla Germania , lo riporta l’ANSA  08 marzo 23:07 , IL Titolare respinge accuse, non e’ confezionata,mai usato topicida. Ma le preoccupazioni sono estese anche in costiera amalfitana e penisola sorrentina che si riforniscono da Amalfi a Sorrento nei mergati ortorfutticoli dell ‘ Agro Nocerino – Sarnese, zona a rischio inquinamento, come Caserta l’ex terra del lavoro ora terra del fuoco o terra dei veleni, di cui la Campania , grazie a politici e camorra oramai è piena . Sono partite dall’azienda Ortofrutticola La Trasparenza di Angri, le cassette di verdura nelle quali le autorità tedesche hanno rinvenuto del topicida. Il titolare dell’azienda, Antonio La Mura, di 51 anni, contattato dall’Ansa, respinge ogni responsabilità. ”L’insalata – dice – non era confezionata e io non uso topicida. Non vendo direttamente in Germania, ma solo ai mercati generali. Ci sono altri intermediari; il topicida può essere stato messo in uno di questi passaggi”

Berillio, cromo, arsenico, rame, stagno, vanadio, nichel. Se l’Agro nocerino fosse una miniera, la varietà dei metalli pesanti e dei veleni avrebbe reso la zona l’Eldorado campano. Invece nell’ultimo secolo è diventata la terra dei veleni., dice Domenico Barbati su Il Mattino di Napoli . Cavaiola e Solofrana in primis, poi il Rio Sguazzatorio e tutta una serie di torrenti e ruscelli depositano il proprio carico di veleni nel Sarno rendendolo il fiume più inquinato d’Europa. Proprio in questa zona, delimitata anche dal riconoscimento del Dop (denominazione di origine protetta) per il pomodoro San Marzano, arriva il carico del Solofrana con i veleni del polo conciario irpino e quello degli scarichi industriali che con il Caviola passa da Cava, Nocera Superiore, Nocera Inferiore. Poi c’è l’Alveo Comune (l’insieme di Caviola e Solofrana). Il problema però non sono i fiumi in quanto tali. Questa terra, nella quale si produceva la gran parte delle derrate alimentari per la capitale Napoli, già nel regno delle Due Sicilie, ha una produzione agricola intensiva di verdura e ortaggi come poche altre nell’area del Mediterraneo. Negli ultimi quaranta anni in crisi è andato il sistema di manutenzione fluviale e l’abuso di scarichi industriali. Lentamente, grazie all’opera dei detriti, i letti dei fiumi si sono sollevati anche di decine di centimetri e gli argini, sempre gli stessi dal periodo borbonico, hanno cominciato a cedere. Ad ogni esondazione Solofrana e Cavaiola lasciano sui terreni dell’Agro il loro carico micidiale di veleni. In quelle terre ed in quelle serre costruite ai limiti degli argini e «bagnate» dall’acqua dei fiumi, in questi anni gli agricoltori hanno dovuto continuare a produrre: insalata, pomodori, carciofi, finocchi, cipolle. Così, ora, le analisi dell’Arpac registrano livelli anche cento volte superiori ai limiti consentiti e quindi sopportabili dal corpo umano. Non è un caso che i dati del Registro Tumori della Provincia di Salerno e i dati epidemiologici sul territorio, evidenziano un aumento esponenziale di malattie tumorali negli ultimi dieci anni. Man mano che i fiumi depositavano sui terreni il loro carico mortale e i prodotti coltivati entravano nella catena alimentare le statistiche di mortalità per neoplasie hanno fatto registrare picchi sempre crescenti. Molti sindaci del territorio hanno cominciato a preoccuparsi correndo ai ripari. Il monitoraggio dei terreni, per esempio, a Castel San Giorgio, ha determinato il blocco delle coltivazioni per circa un anno. Anche a Nocera Inferiore, ogni volta che il Solofrana e l’Alveo Comune rompevano gli argini puntuale arrivava dal Comune lo stop per gli agricoltori. E qui scatta l’altro problema. Chi controlla? Chi risarcisce gli agricoltori dei danni? Chi verifica la catena dei prodotti ortofrutticoli con due grandi mercati, quello di Nocera-Pagani e di Sant’Egidio così vicini ai luoghi di produzione? Insomma queste terre «felix» lentamente si stanno trasformando in altro. Sempre più importante diventa la sicurezza dell’ambiente per evitare che in tavola invece di prodotti doc si portino invece veleni in grado di uccidere lentamente.

Inserito da Alberto del Grosso aggiornato dalla redazione Michele Cinque