La dolce vita a spese dei cittadini di Castellammare. Così il superconsulente ha sperperato soldi

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CASTELLAMMARE – Ma chissà quanto era buono quel vino. Gli stabiesi se lo augurano sul serio, perché sono stati loro a pagarne il conto: 101 euro per una sola bottiglia. Rimborsati da Palazzo Farnese. A gustarlo, invece, sono stati in pochi: Francesco De Vita, il superconsulente chiamato dal sindaco Luigi Bobbio a fare da coordinatore tecnico della fantomatica cabina di regia politico-istituzionale, e chi quel giorno ha cenato con lui. Era il 23 ottobre 2010. Milano, ristorante Armani Nobu: erano passati appena 22 giorni da quando aveva avuto inizio il super-incarico da 165mila euro (rimborsi esclusi) in nome e per conto del Comune e l’avvocato aveva già a chi offrire una bottiglia tanto pregiata in un pasto che si concluse centellinando un whisky da 18 euro a bicchiere. Per obiettivi istituzionali, ha dichiarato quando ha chiesto e ottenuto il rimborso da Palazzo Farnese. Per fini privati, sostengono i pm Barbara Aprea e Maria Benincasa della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Al momento Francesco De Vita è agli arresti domiciliari, in quel di Roma, con le accuse di peculato e abuso d’ufficio su disposizione del gip Emma Aufieri che ha emesso l’ordinanza cautelare. Nei prossimi giorni sarà interrogato dal giudice e dovrà scegliere se avvalersi della facoltà di non rispondere o dare la sua versione dei fatti. Accanto a lui sono indagati l’ex sindaco Luigi Bobbio per abuso d’ufficio e il dirigente comunale Vincenzo Battinelli per il quale è scattato il divieto di dimora dalla Campania e che deve rispondere di concorso in peculato per avere dato il via libera ai pagamenti a favore del consulente d’oro: 30mila euro circa bruciati in appena 16 mesi. Quale che sarà l’esito dell’inchiesta condotta dagli uomini della Guardia di Finanza della Compagnia di Castellammare, agli ordini del capitano Girolamo Franchetti, l’elenco dei rimborsi ottenuti da De Vita è uno spaccato assai sintomatico di come sia stato interpretato lo spirito di servizio per un ente pubblico ai tempi dell’amministrazione Bobbio: 150 scontrini della “vergogna” – al netto di quelli per il rimborso dei trasporti- che, messi uno dietro all’altro, suonano come uno schiaffo a qualsiasi “spending review”, ma soprattutto alla crisi economica che attanaglia la città. Non bastava l’indennità da 165mila euro, De Vita dal settembre 2010 al novembre 2011 ha presentato un mare di scontrini per ottenere altrettanti rimborsi. Oltre a quello tranquillamente rimborsato da Palazzo Farnese per un pranzo consumato 21 giorni prima della nomina ufficiale, oltre ai mille euro bruciati a Milano nel ponte d’Ognissanti del 2010, oltre alla notte di Capodanno trascorsa al Crowne Plaza per festeggiare l’arrivo del 2011, oltre alla domenica al Bikini insieme a un’altra persona, oltre ai week end milanesi nei quali l’avvocato sarebbe stato accompagnato da Martina Malà, una 34enne della Repubblica ceca, oltre a tutto questo, l’elenco che pubblichiamo in queste due pagine rappresenta un inventario della “sprecopoli” a Palazzo Farnee. La top ten dei rimborsi Non aveva remore De Vita. Dai 14,80 € per una pizza da Rossopomodoro a Roma il 16 maggio 2011 agli oltre 800 euro per due notti al Principe di Savoia a Milano, l’avvocato si faceva rimborsare spese di ogni sorta. Spesso di media entità. Quelle che superano i 500 euro su contano sulla dita di una mano. Eppure si arriva intorno ai 30mila euro. Per la serie: è la somma che fa il totale. Il conto sdoppiato Magari sarà stata una distrazione, ma Francesco De Vita ha anche presentato due volte lo stesso conto a Palazzo Farnese. E il Comune glielo ha pagato due volte quel pranzo presso il Roadhouse Grill di Roma da 42,60 euro per due commensali. Come? In prima battuta De Vita ha presentato lo scontrino fiscale vero e proprio. In seconda, invece, la ricevuta che non alcun valore ai fini fiscali. Stesso pranzo, stessa cifra. Pagata due volte dai contribuenti stabiesi. Lo stakanovista Tra i giorni di festa per i quali De Vita si è fatto rimborsare soldi dal Comune di Castellammare, perché sarebbe stato impegnato a svolgere alti compiti istituzionali per il bene della città, c’è nel 2011 anche la festa del primo maggio. Cifra piccola: 18,50 € spesi all’American Steakhouse di Roma. Al lavoro nella festa dei lavoratori. Un vero stakanovista. Il pieno nei week end Capitolo trasporti: la vera “cenerentola” nelle spese del coordinatore della cabina di regia. Appena due i voli aerei tra Milano Linate e Napoli Capodichino che si è fatto rimborsare: in tutto 286 euro, centesimo più, centesimo meno. De Vita preferiva viaggiare in auto, facendosi ovviamente rimborsare il pieno di benzina dal Comune di Castellammare. Peccato che spesso il rifornimento fosse fatto a Roma, il sabato e la domenica. Una volta anche soltanto per 20 €. Un po’ pochi per affrontare in auto tutto il viaggio Roma-Castellammare.

di ALESSANDRA STAIANO METROPOLIS