Perugia, imprenditore uccide due impiegate Regione e si suicida: «Perso 160mila euro»

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Perugia, imprenditore uccide due impiegate Regione e si suicida: «Perso 160mila euro»

L’assassino è salito negli uffici del settore Istruzione, ha gridato: «Mi avete rovinato la vita» e ha fatto fuoco

 

 

Fonte: Il Messaggero TV 06 marzo 23:13

     

PERUGIA – Andrea Zampi, imprenditore di 43 anni, è entrato negli uffici della Regione, al Broletto, nelle stanze vicine a quelle della vicepresidente Carla Casciari, e ha sparato uccidendo due donne. Si chiamavano Margherita Peccati e Daniela Crispolti. La prima vittima sarebbe stata freddata a un metro di distanza; dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che fosse seduta alla sua scrivania. La seconda vittima, invece, sarebbe stata colpita nel corridoio. Era precaria una delle due impiegate della Regione Umbria uccise oggi negli uffici del Palazzo del Broletto.
L’uomo impugnava una Stoeger Beretta cougar calibro 9: un’arma automatica con 13 colpi. Lui avrebbe sparato 6 o 7 volte.

«Ne ho ammazzate due…» e poi, poco dopo, «adesso non rimane che uccidermi»: sono le ultime parole di Andrea Zampi dopo avere ucciso due impiegate della Regione. Secondo alcune testimonianze, le due donne si trovavano in sala riunioni e non c’ entravano niente con le pratiche relative all’azienda di famiglia dell’imprenditore.

Zampi è entrato nell’edificio della Regione poco dopo le 12, al civico 61. L’uomo è salito al quarto piano, al settore Istruzione ed ha gridato: «Mi avete rovinato la vita».
Prima ha esploso alcuni colpi di pistola in aria. Poi, tra il panico dei presenti, è entrato in uno degli uffici, e dopo aver colpito le due donne è entrato in un’altra stanza, qui ha puntato la pistola contro se stesso ed ha premuto il grilletto. È morto all’istante.

L’uomo aveva protestato più volte, nelle scorse settimane, forse anche in quegli uffici, per il sistema di accreditamento legato alle agenzie di formazione.
Per settimane si era presentato anche col padre, negli uffici della Provincia, protestando anche lì. Secondo quanto trapela da indiscrezioni, all’uomo, titolare di un’agenzia di formazione a Perugia, sarebbe stato bloccato un finanziamento di circa 100mila euro.

Prima del raptus di follia, ad alcuni dipendenti aveva detto: «A voi non sparo». Poi è andato dritto nell’ufficio della vittima.

Attimi di terrore. «Ho sentito gli spari e ci siamo chiusi a chiave negli uffici», racconta un dipendente della Regione.

«Ho sentito 3 o 4 spari – racconta Alessio, neolaureato, che era negli uffici della Regione per un assegno di ricerca – carabinieri e polizia ci hanno detto di restare dentro le stanze, e ci hanno fatto stendere a terra». Diversi dipendenti della Regione sotto choc sono stati soccorsi dai sanitari del 118. Una donna è stata ricoverata in ospedale.

«Una tragedia terribile, che dà il polso del clima del Paese in questo momento – ha detto il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali – uscendo dagli uffici del Broletto – un fatto del genere deve far riflettere tutti». A Perugia è stato dichiarato il lutto cittadino.

«Sono finito». Così aveva detto a dicembre Andrea Zampi, l’uomo che a Perugia questa mattina ha ucciso a colpi di pistola due impiegate della Regione Umbria e poi si è tolto la vita, in una intervista agli studenti della scuola di giornalismo Rai della città umbra per un’inchiesta su corsi di formazione e finanziamenti. Manifestando la sua preoccupazione per una burocrazia che aveva sospeso i fondi già stanziati per lui, diceva: «Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata… mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160 mila euro di finanziamento approvato». «Potremmo dire: è stata una bella botta», replicava l’intervistatore. «No, io sono finito», aggiungeva Zampi.

Per mancanza dei requisiti previsti dalla legge, la Regione aveva da poco revocato l’accreditamento all’agenzia di formazione dei genitori di Andrea Zampi che oggi ha ucciso due impiegate a Perugia. Un provvedimento che sarebbe stato comunque provvisorio come emerge anche dall’esame del Bollettino ufficiale della Regione Umbria pubblicato oggi.

«La misura è davvero colma, basta – ha detto la presidente della Regione Catiuscia Marini – le persone che lavorano nella pubblica amministrazione tutti i giorni compiono il loro dovere con dedizione e sacrificio. Niente può giustificare questo orrendo clima. La crisi è profonda e difficile. Bisogna avere, tutti, lucidità e coraggio di dire basta. Sono vicina al dolore di due donne vittime, ancora, di cieca violenza

 

Inserito da Alberto Del Grosso