“Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua!”

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Lezione n. 6
Abbiamo già detto che tutti possiedono qualcosa di buono da mettere al servizio di Dio ( quindi dei fratelli, il che equivale a dire della chiesa e perciò degli uomini tutti).
Ad ogni dono deve corrispondere un ruolo, un compito, un incarico. In Romani 12:4-8 troviamo scritto:
“Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro. Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; se di ministero, attendiamo al ministero; se d’insegnamento, all’insegnare; se di esortazione, all’esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.”
Questi doni sono dunque di diverso tipo, ovviamente non siamo tutti uguali, ma abbiamo – per carattere, cultura, esperienze di vita, insomma per un insieme di circostanze differenti – ognuno dei talenti particolari. Leggiamo in II Pietro 1:5-8, che come cristiani tutti dobbiamo crescere: “. . . mettendoci ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’autocontrollo, all’autocontrollo la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo”
Gli apostoli citano vari tipi di ministeri- ossia incarichi – e varie attitudini personali, quali la capacità di insegnare, di esortare, di assister ed aiutare materialmente, di organizzare e sovraintendere , di ospitare, ecc. ; alcuni hanno anche una fede più solida ed un coraggio più forte e risoluto; altri, timidi e riservati, possono comunque svolgere un gran lavoro “dietro le quinte” prima di crescere pian piano in personalità e sobria intraprendenza. Sappiamo, però, che senza “le quinte” lo spettacolo non va in scena, nessun grande interprete sale sul palco.
Alcuni possono ricevere dalla chiesa un compito espressamente regolato dalla Parola di Dio; altri invece possono essere validi ed insostituibili cooperatori dei primi, in una varietà di modi e situazioni.
I cristiani credono ed insegnano che Cristo non intese mai edificare la chiesa così come molto spesso gli uomini la intendono, ossia una specie di super-organizzazione mondiale, centralizzata e gerarchicamente costituita, con tanto di centri di potere “morali” ed economici che capillarmente dirigano ogni attività periferica. Ciò non significa però che la chiesa di Cristo non abbia una propria organizzazione stabilita da Dio. Ordine e divisione di ruoli non significano di per sé autoritarismo e diseguaglianza; d’altro canto, la libertà del cristiano non deve mai scadere nell’anarchia. L’importante è trovare il giusto equilibrio ed il Vangelo ci vuole guidare proprio in questo! Come vedremo meglio più avanti, ogni singola comunità deve, secondo il Nuovo Testamento, vivere affrontando auto-sufficientemente e sotto la propria responsabilità, l’impegno che le sta dinanzi. La chiesa, stabilita a misura d’uomo, è concepita per far sì che ogni suo singolo membro ne sia parte attiva, integrante, direttamente responsabile; ciò non sarebbe possibile –nella sostanza- se si dovesse passivamente stare agli ordini di un’entità umana lontana (tipo un “papa”), senza discutere, senza scegliere, col rischio (più che reale, come si può constatare nel cattolicesimo, nei testimoni di Geova , ecc.) che lo sbaglio dottrinale del capo umano coinvolga d’un sol colpo tutte le membra del mondo.
Seguendo il Nuovo Testamento, invece, una singola comunità, anche grande e “rinomata”, può apostatare senza per questo doversene necessariamente tirare dietro altre, che, se sono serie e consapevoli, continueranno a servire Dio con fedeltà.
Quando parliamo di organizzazione e di ruoli, dunque, sia chiaro che intendiamo sempre riferirci alla singola comunità di cui ognuno fa parte, così come ognuno è direttamente responsabile solo della propria famiglia e non di quelle altrui. Senza voler escludere – e anche di questo si potrebbe parlare – collegamenti ed aiuti fra le varie chiese ( = congregazioni), sia dunque ben chiaro che ogni comunità è, in linea di principio, “un compartimento stagno” nel quale Dio ci chiede di crescere e far crescere : è questo il campo nel quale ognuno deve seminare e mietere. Dio ci chiede di imparare ad occuparci del nostro orto e , se lo facciamo come Lui richiede, ne abbiamo più che a sufficienza!
In Efesini 4:1-16 troviamo dei passi fondamentali :“Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti. Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Salito in alto, egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini». Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa. È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore; ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore.”. Dunque, dopo aver ripetuto ancora una volta che il corpo è unico ( così come Uno è Dio e unico è il patrimonio di insegnamenti che Egli ci ha lasciato, la Bibbia), e che tuttavia ognuno di noi ha differenti doni, Paolo afferma che Cristo, asceso al cielo, ha distribuito doni agli uomini, dopo aver portato via con Sé, “prigionieri”, i nostri peccati (Giovanni 1:29, 12:31,14:26 e 16:7-13 – Gesù sconfigge Satana sulla croce , dando la possibilità agli uomini di ricevere il dono dello Spirito Santo).
E cosa ha fatto lo Spirito Santo? Come abbiamo visto, ha suggellato l’attuazione della salvezza, tramite il battesimo e l’entrata dei battezzati nel corpo di Cristo. Ha, in poche parole, iniziato a guidare gli apostoli in “tutta la verità”, ponendo le fondamenta dell’edificio, e poi preoccupandosi anche dell’edificazione dello stesso. Continuando infatti la lettura del passo di Efesini 4, vediamo che Cristo ha donato, stabilito: Apostoli, Profeti, Evangelisti, Pastori e Maestri. In I Timoteo 3 e Tito 1 , Paolo cita anche i Diaconi. Se apostoli e profeti (dunque :la dottrina di Cristo) sono il fondamento ancor oggi presente per noi negli scritti biblici, gli altri incarichi servono per completare, attuare il lavoro, ossia “ . . per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di un uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” : costruendo dunque in altezza , in armonia, e simbiosi con la base, ma analizzeremo i vari compiti e requisiti nella prossima lezione.
Come la Scrittura afferma, in I Corinzi 12:19 ss. : “Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci sono dunque molte membra, ma c’è un unico corpo; l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro, mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua. E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue. Sono forse tutti apostoli? Sono forse tutti profeti? Sono forse tutti dottori? Fanno tutti dei miracoli? Tutti hanno forse i doni di guarigioni? Parlano tutti in altre lingue? Interpretano tutti?Voi, però, desiderate ardentemente i doni maggiori!” .
A che sarebbero serviti gli apostoli senza il lavoro (a volte appariscente, a volte oscuro) di tanti sinceri fratelli? Quanti nomi, nel Vangelo, che possono passare inosservati solo ad una lettura superficiale! Quanti cristiani che hanno fatto chissà quante cose più di noi, senza passare agli onori della cronaca degli uomini (ma il loro nome è scritto nel libro della vita: Filippesi 4:3, Apocalisse 21:27)! Basta dare un’occhiata a Romani 16 per venire a conoscenza di tanti fratelli e sorelle che hanno consentito agli apostoli di erigere mura robuste:
“ Salutate Prisca e Aquila: per salvarmi la vita hanno rischiato la testa . . . Maria, che ha faticato molto per voi . . . Andronico e Giunia, miei parenti di prigionia . . . Apelle, che ha dato buona prova in Cristo . . . Trifena e Trifosa, che hanno lavorato per il Signore . . .” non sempre si trattava di fratelli “eminenti” . . . ma quali insegnamenti e che esempi!
Entrando nel corpo di Cristo con discrezione, umiltà e determinazione al tempo stesso, scopriremo mille sforzi di cui farci carico ma di cui riparleremo nella prossima lezione.
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“La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”