COME LA POLITICA INFLUENZA L’ECONOMIA

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COME LA POLITICA INFLUENZA L’ECONOMIA

L’ingovernabile Italia affonda Piazza Affari (-4,89% in chiusura) e l’Europa dei mercati finanziari. All’indomani di un voto che secondo la gran parte della stampa internazionale ha consegnato la vittoria «a populismi e false promesse», la grande speculazione è tornata all’attacco. Il premier uscente Mario Monti ha convocato un vertice sull’ emergenza dell’economia e dei mercati a Palazzo Chigi con il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli e il ministro degli Affari europei, Enzo Moavero. Al termine di due ore di confronto a palazzo Chigi, i partecipanti si sono limitati a confermare il «consueto monitoraggio» della situazione.

Dalla Cancelliera Angela Merkel sarebbero arrivate (a mercati chiusi) parole rassicuranti sulle prospettive del nostro paese, da ieri di nuovo fonte di preoccupazione per tutta l’Eurozona. «L’Italia troverà la sua strada» avrebbe detto Merkel in una seduta dell’Unione (Cdu-Csu) secondo quanto riferito da uno dei partecipanti alle agenzie di stampa.

L’AVVERTIMENTO DI MOODY’S – La famosa agenzia mette in allerta l’Italia e l’Europa dei rischi legati alla possibilità di nuove elezioni e di un perdurare dell’incertezza politica. «Potremmo considerare l’ipotesi si abbassare il rating del debito italiano in caso di ulteriore deterioramento delle prospettive economiche del Paese e di difficoltà nella realizzazione delle riforme», fa sapere l’agenzia. Moody’s – il cui annuncio è giunto quando in Italia era notte – ha assegnato al Paese un rating Baa2 nel luglio 2012, insieme a un outlook negativo che esprimeva tutta le perplessità degli osservatori sulla solidità delle riforme strutturali e fiscali.

LA CAUTELA DI S&P – Prima dell’intervento di Moody’s era emersa invece una maggiore cautela da parte di Standard & Poor’s, per la quale il rating del debito sovrano italiano non sarà «immediatamente» influenzato dall’esito delle elezioni ma saranno le scelte politiche che farà il prossimo governo a determinare il voto che la società di rating Usa attribuirà all’Italia. Spetta quindi a PD, PDL e Movimento 5 stelle il destino di un popolo, di una generazione e qualcosa di più…

Piazza Affari apre i battenti in profondo rosso insieme al resto d’Europa, ma è sui titoli dell’indice Ftse Mib che si accaniscono le vendite. Il tonfo raggiunge rapidamente il 5% in avvio quando le banche vengono quasi tutte colpite dalla sospensione per eccesso di ribasso. Poco dopo mezzogiorno, il secondo crollo (-4,8%) e una nuova raffica di sospensioni. Tuffo all’inferno per Intesa Sanpaolo (-10,4%) fino a che la Consob interviene con il divieto, che resta in vigore fino a mercoledì, di vendere allo scoperto i titoli della prima banca italiana. Una misura anti-speculazione che non si vedeva dai giorni più neri della crisi. Nel pomeriggio la pressione delle vendite pare leggermente allentarsi con l’indice in calo del 4% circa, mentre Intesa riduce le perdite al 7%. In chiusura l’ultimo scivolone: il ribasso alla fine è del 4,89% con le banche in maglia nera e perdite teoriche pari a 17 miliardi sull’intero listino.

SPREAD – Lo spread Btp/Bund, è salito fino a 350 punti per poi ripiegare leggermente a 344 in chiusura, sopra la cosiddetta quota Monti, il livello considerato gestibile (287 punti). L’euro inoltre si è indebolito contro il dollaro a 1,3063 dopo aver toccato i minimi di 1,3017.

L’Italia all’indomani di queste controverse elezioni si trova già dinanzi ad un cruciale bivio: la volontà degli italiani, i loro desideri e le loro aspirazioni da una parte, l’Unione Europea dall’altra. Le diverse correnti politiche al momento in Parlamento dovranno saperle bilanciare, dimostrando autonomia decisionale e responsabilità civica contro un differenziale BTP/Bund che non accenna a stabilizzarsi entro limiti rassicuranti.

Il sogno di noi tutti per ora, a prescindere da chi governi, è sicuramente di poter tornare a guardare al futuro con serenità lasciando ai politici l’economia, ai banchieri la finanza e ai cittadini la vita.

Simone Ambrò

Giornalista

 

 

 

 

 

 

 

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