CRISI DEL COMMERCIO PENISOLA A RISCHIO DEFAULT

0

In penisola  sorrentina crisi profonda dei consumi negozi aperti e supermarket con orari non stop per catturare i pochi clienti che all’ultimo momento vogliono nel weekend fare un pranzo più completo. Ormai stiamo quasi alla fine di febbraio e molti locali sono ancora chiusi per i due mesi del periodo invernale, al fine di limitare costi di gestione durante i mesi cosidetti “morti” durante il quale non c’è flusso turistico che possa dare respiro un po’ all’economia di piccole società e ditte che vivono del commercio e del turismo. Non c’è una programmazione, un consorzio, un ente che puo’ dare un forte impulso a d attività turistiche che in passato hanno dato la possibilità di incrementare il fatturato e di conseguenza un sostegno ai giovami per creare nuovi posti di lavoro. Queste le riflessioni e ossevazioni di un operatore che non vuole essere menzionato circa la difficoltà ogni giorno di poter continuare un ‘attività trentennale. Forti le pressioni fiscali. alti i costi di gestione e ancora altissimi i canoni di locazione . Avere un negozio al corso italia a Sorrento comporta una difficoltà notevole per gestire attività con almeno un dipendente, una commessa che da un amno al titolare nei momenti maggiori di afflusso di pochi gruppi di turisti che girano con il capogruppo e l’accompagnatore per i vicoli di Sorrento. Salvatore un giovane commerciante ai nostri microfoni si lamenta della politica cittadina che non prevede nessun sostegno alle attività artigianali e commerciali del centro storico. Si parla tanto di Sorrento nel mondo e nei periodi morti che si fa auto e moto parcheggiati in maniera selvaggia senza nessun controllo del forze dell’ordine a tutela dei residenti e quanti vogliono godersi le bellezze dei monumenti di rara bellezza che danno lustro alla nostra città. C’è chi si porta il motorino fino a dentro il negozio dice un vecchietto del condominio di via San Cesareo. Pensate a come era bella nostra città con l’arrivo di turisti americani danarosi. che spendevano e consumavano i prodotti delle nostre terre. Spazi desolati , la società operaia , luogo di incontro per atanti sorrentini senza i protagonisti che fraquentano il locale per giocare a carte. La piazzetta senza sedie e i tavoli dle famoso Bar che in restate ospita tanti turisti. Un periodo di crisi economica che ha messo in ginocchio tanti commercianti che hanno bassi margini di guadagno per le vendite crollate con la concorrenza di grandi centri commerciali. L’aria che si respira è pesante si spera in un governo cittadino meno sordo ed un cambiamento a livello nazionale dice un sindacalista. Ci vuole coraggio!!! molti hanno negoziato i fitti dei negozi nel luogo più richiesto a Sorrento che va da piazza Tasso alla Cattedrale. Non si pagano più canoni di 10000 EURO MENSILI. C’è una SORRENTO CHE SOFFRE e veramente i piccoli commercianti sono pronti a chiudere le saracinesche per evitare il fallimento ormai soffocati dall tasse, da false promesse elettorali dei soliti politici noti , dalle cartelle esattoriali di EQUITALIA che imperversa con notifiche di cartelle pazze a dieci cifre. Si spera dice un artigiano che domani si cambia anche a livello lcale con consiglieri assessori e sindaco più attenti ai veri problemi di tanti commercianti cittadini che vogliono vivere onestamente e ritornare ad una SORRENTO BELLA CON LE SUE TRADIZIONI dove gente operosa e coraggiosa apre ogni giorno al mondo la propria attività offrendo cortesia e prodotti di qualità che HANNO DA SEMPRE SOSTENUTO una realtà economica che soffre ma non muore e resiste al rischio della globalizzazione LUIGI MARESCA