Election Day al Tatum con Deidda, Mazzariello e Del Prete

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Questa sera, alle ore 19,30 live aperitif al Tatum di Ciccio Verrengia per aspettare i risultati della 17th legislatura

 

           

 

 

Di Olga Chieffi

Ekkehart Krippendorff ne “L’Arte di Non Essere Governati”  si chiede  “Che cos’è la Gloria dei Cesari al cospetto di una sola Sonata di Mozart? Che cos’è la fama di Luigi XIV al confronto anche solo di una delle Madonne dipinte da Raffaello?….” Secondo Krippendorff, rifondare la politica su basi etiche è ormai un dovere imprescindibile e per adempiere a questo compito epocale abbiamo bisogno di modelli. In particolare tre sono i paradigmi privilegiati dall’autore: Socrate, con il suo atteggiamento di continua “autocritica etica” e di critica delle virtù pubblicamente sancite e autorizzate; Goethe, che come ministro a Weimar dimezzò l’esercito del granducato; Mozart, nelle cui sinfonie gli strumenti dialogano “liberi dal dominio”, rendendo così udibile una prospettiva di libertà per l’intero genere umano. Sulle tracce del  grande politologo tedesco, Francesco “Ciccio” Verrengia, unitamente alla sua Donatella, hanno organizzato per questa sera alle ore 19,30, un live aperitif, per dare un vero senso e una dritta etica a questo Election Day. Nel loro musicalissimo locale, il celebrato Tatum, si esibirà un trio di rilevanza internazionale con Julian Oliver  Mazzariello al pianoforte, Dario Deidda al contrabbasso e Luigi del Prete alla batteria. Julian Oliver Mazzariello è un artista profondamente coinvolto nello sviluppo di tutte le potenzialità dell’improvvisazione e dell’idioma jazzistico. Con questo trio, è capace di spaziare tra tutti gli aspetti di questa musica, da un avanzato cromatismo, all’esplorazione delle pieghe più liriche delle ballads, il tutto affrontato con uno spirito inflessibilmente progressista. Il pianoforte di Mazzariello non ricorrerà a sotterfugi particolari, restando fedele ad una sana, schietta, onesta, moderna tradizione, a cui si può arrivare unicamente avendo tutte le carte in regola e giocandole con trasparente sincerità ed ironia. Julian si farà apprezzare per il suo pianismo agile, duttile nell’enunciazione stilistica, ora peculiarmente ispirato a fraseggi sassofonistici, ora rarefatto e soffuso per l’esecuzione delle ballads, lasciando emergere una particolare poliedricità, implacabilmente personalizzata da un’originalità definita in ogni dettaglio, che tende ad evidenziarsi nella scansione del fraseggio, nella ricercata preziosità armonica del tocco, che ha pochi eguali. Alle sue spalle una sezione ritmica di rara eleganza che non si lascia irretire dalle sirene del tecnicismo: il basso amico di Dario si dimostrerà solido come una roccia, nel pieno delle proprie facoltà espressive, profondo e affascinante, la batteria di Del Prete, risulterà l’ossatura sicura di ogni brano, andando a completare un insieme perfetto, il cui “quarto” componente sarà il divertimento, l’ironia che ammanterà sia l’aspetto tematico che le fasi “libere”, soprattutto quando il gioco improvvisativo diverrà multiplo, scambievole, incrociato.