Lettere da Piano di Sorrento- Il randagismo in Penisola Sorretina: un fenomeno irrisolto

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO IL RANDAGISMO IN PENISOLA SORRENTINA: UN FENOMENO IRRISOLTO In questi anni abbiamo speso fiumi di parole in difesa dei randagi, cani e gatti, compagni di vita dell’uomo, specie i primi; le nostre battaglie sono rimaste senza un valido riscontro; continuano gli abbandoni ed i maltrattamenti di questi animali domestici, soltanto la pietà di pochi dà loro conforto ed assistenza per le condizioni disumane in cui ancora vivono. Nel campo legislativo si sono fatti passi avanti per la tutela di questi nobili amici; il reato di maltrattamenti è stato inserito nel nostro codice penale, con una pena significativa ed anche l’abbandono viene perseguito dalla legge; da ultimo, con la legge 11 dicembre 2012 n. 220 non è vietato possedere o detenere animali “da compagnia” nei condomini, sul piano pratico, però, sono pochi i veri animalisti e quelli che rispettano gli animali “da compagnia”. In località “Le Tore”, sul Monte Faito, abbondano i randagi abbandonati; altrove vivono in condizioni disperate. Aldilà della personale inciviltà di alcuni che continuano ad avvelenare, restando impuniti, cani e gatti, vi è l’assoluta insensibilità dei pubblici amministratori, i quali hanno risolto, si fa per dire, il problema facendo accalappiare i cani e mandandoli nei “lager” oltre Sorrento, e pagano pure una retta. Ora la libertà, come è risaputo, è il bene più prezioso cui si possa aspirare. Se si avverte, giustamente, la sofferenza dei detenuti nelle nostre carceri, che hanno amareggiato anche il nostro Presidente della Repubblica, ci si chiede perché i cani, esseri con diritto ad un’esistenza ed ad una dignità di vita, debbano soffrire aldilà delle sbarre in un abominevole luogo, definito “canile”, privo di qualsivoglia confort o sistemazione decente di vita ? Non si vuole capire che, soprattutto i cani, hanno bisogno di affetto, di calore umano e non soltanto di cibo, peraltro di scadente qualità. I cani vengono abbandonati continuamente ed i loro proprietari, o possessori, raramente sono puniti con una sanzione pecuniaria. Queste persone sfuggono alla legge perché gli animali non portano i microchip e così non possono essere individuate. Coloro che abbandonano gli animali dovrebbero, a loro volta, conoscere la privazione della libertà, per rendersi in parte conto del loro cattivo operato. In Penisola Sorrentina non si è mai voluto realizzare una struttura per poter ospitare, anche in transito, i cani (mi riferisco ai rifugi previsti dalla legge regionale e che dovrebbero essere presso ogni Comune). La nobildonna Elena Abagnara, vedova Castellano, ebbe a scrivere nel suo testamento del febbraio del 1984: “esigo che il ricavato della vendita dei miei beni andrà a finanziare la costruzione di un centro per dare ospitalità a cani e gatti randagi, con vitto ed alloggio da vivere in modo umanitario”. So che vi è stato tutto un avvicendarsi su questo testamento; quasi un braccio di ferro tra la Lega del Cane, il Comune di Sorrento, la Regione e coloro che furono designati per l’esecuzione del testamento: ma il centro non si è realizzato, COME MAI ? Giro questa domanda a coloro che sanno. In realtà in Penisola Sorrentina, per fortuna, esistono persone caritatevoli nei confronti di questi poveri animali; persone che si privano delle loro sostanze e prodigano il loro impegno personale per questo nobile scopo, di sistemare questi malcapitati esseri dimenticati dall’uomo. E non mi si venga a dire, ancora una volta, che ci sono problemi più importanti; non vi sono sufficienti scuole, il problema della droga, minori maltrattati etc. Certamente sono pagine vergognose ma ci si può gloriare della sofferenza di esseri che non possono difendersi ? Il grande Schopenhauer ha scritto, fra l’altro: “Chi non ha conosciuto e non ha avuto un cane…non ha conosciuto l’amore !” Ma a quanti interessa ? È un periodo di “anticultura” che va a braccetto con la dissacrazione dell’ambiente. (Avv. Augusto Maresca)