Una madre e un padre.

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Una madre e un padre.

Nel triste evento della perdita della mamma, Tina Piccolo ci ha inviato il seguente articolo, già apparso su “Donne manager”, chiedendocene la pubblicazione anche nel nostro giornale. Ringraziando la redazione di “Donne Manager”, lo pubblichiamo quale atto di omaggio alla memoria della mamma e del papà di Tina Piccolo, porgendo i sentimenti del nostro cordoglio.

Alberto Del Grosso 

Giornalista Garante del Lettore  

di PositanoNews 

Una madre e un padre.

di piccolotina 

I matrimoni di una volta non esistono più. Che il male e il bene, la prostituzione e l’innocenza siano caratteristiche del mondo, è una cosa risaputa. Oggi la via di conoscenza diretta è soprattutto il sesso, come se delle” mutande” fossero il simbolo di emancipazione o di libertà. Una volta ci si incontrava, il matrimonio era soprattutto già deciso dai parenti compiacenti e l’amore si faceva tra mamma, papà e alla presenza di altri testimoni. Non ci si poteva frequentare liberamente e la donna che “sbagliava” era una puttana dichiarata. L’amore? Ma l’amore era tabù, l’amore erano lenzuola bianche e la verginità da mostrare a una suocera bigotta, in attesa di “un fatto avvenuto”. 

I tempi sono cambiati, da un eccesso all’altro, la droga, lo spinello, il “Viagra”, le vie dell’omessualità, tutto è normale, poi i medici dicono che mai come in questo tempo così progredito gli uomini soffrano di impotenza e le donne sono divenute anche ninfomane e lesbiche. Insomma l’equlibrio sembra cosa magica, impossibile, da un contesto a un altro, contraddittori al massimo.

Mamma e papà erano belli, lei una principessa al comando del papà finanziere, lui arruolato volontario a 16 anni per la guerra, sognando di fare l’eroe. Si incontrarono, si piacquero, mamma aveva la rivendita di “Sali e tabacchi” e papà prese il vizio del fumo. Schiavi, comunque entrambi di educazioni autoritarie che poi hanno fatto ereditare anche a me, fortunatamente si scelsero e si vollero. Sono nata io, dopo tre anni, e papà credeva di non avere figli. Allora, maschio offeso nella sua virilità, pregò la Madonna che gli facesse nascere anche una figlia femmina e senza una gamba. Venni al mondo io, e mamma mi confidava, che ero così bella che il medico incantato mi guardava con la bocca spalancata. Papà, militare incallito, non potette venire in licenza e mandò un suo soldato a vedermi “E guarda bene se ha una gamba in meno!” si assicurò preoccupato. Il primo uomo che mi guardò le gambe fu un bel soldatino al comando di papà e mi trovò “perfetta”.

Mamma e papà si sono amati, litigavano sempre e io facevo da paciere, poi quando vedevo che il mio papà Comandante si avvicinava alla mia mamma arrabbiata e le diceva “Carmela è ‘a cchiù bella d”e femmene” e lei si addolciva, mi ritiravo in punta di piedi e ringraziavo Dio. Mamma si sentiva un pò oscurata dal suo eroe, da quel militare tutto stellette e lustrini, sempre in prima fila e lei, sempre dietro, seduta seminascosta…”Mamma sei bella” le ripetevo e sai far tutto, la sua cucina era una delizia..Io no, non so mettere in padella due uova, andrei avanti a merendine e bevande. 

La mia specialità è la penna, la pazienza, la poesia, è stato l’insegnamento, gli eventi culturali, il crescere tre figli, praticamente da sola, il rinunciare ai diritti di femmina e di donna, l’aiutare gli altri, sempre e comunque. Poi quell’allarme, il veder sfiorire un pò il fascino, la decantata bellezza nella solitudine. Ho hatto un pò da padre e da madre ai miei stessi genitori che sono finiti baciandomi le mani. E si sono incredibilmente amati “Dove sta papà?”, “Dove sta mamma?” era la domanda di entrambi. E quando papà, ammalato di cancro, disse al medico “Lasciate stare me e pensate a lei” ebbi la consapevolezza che l’amore esiste, è così, anche tra litigi, prese di posizioni, inutili controversie, poi vince, vince sempre.

Mamma e papà sono lassù. Lui con le sue inestimabili medaglie al valore, lei col suo credo e la sua gelosia placata. Sono uniti per sempre e Dio sorride, lo so che sorride. Vince l’amore. Stanno abbracciati quei matti che hanno lasciato tanti problemi da risolvere ancora. Dio mio com’è dura! Ma credi che Tina Piccolo sia una roccia? E’ solo una piccola donna che crede, che spera, che scrive. Forse c’è un pò di sole anche per me….”na lenza ‘e sole” tra le guerre di un’insana società. Sono stanca, stanchissima. Chiudo, mamma e papà, vogliatevi bene per l’eternità.

Tina Piccolo

AMBASCIATRICE DELLA POESIA ITALIANA NEL MONDO-CRITICO DI ARTI VISIVE E LETTERARIE.

 

 

 

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