CAPACCIO Forestale&Mazzette, giudizio abbreviato per la Santoro: pm Cardea chiederà da 8 a 10 anni di carcere

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CAPACCIO. Rito abbreviato secco per Marta Santoro ed Antonio Petillo. Il pm Maurizio Cardea della Procura della Repubblica di Salerno, titolare dell’inchiesta sullo scandalo mazzette che ha travolto i due ex sovrintendenti della Forestale, non ha intenzione di mostrare clemenza ed ha espresso parere negativo sulla richiesta di patteggiamento avanzata dal collegio difensivo dell’ex comandante della stazione di Foce Sele, diretto dall’avv. Antonio Zecca, che aveva proposto una pena su richiesta delle parti pari a 4 anni. Si eviterà dunque il pubblico dibattimento, non saranno ascoltati testimoni e la decisione verrà presa nell’udienza preliminare: in eventuale sentenza di condanna, la pena da irrogare sarà ridotta di un terzo secco. Per i sette reati ed i 16 capi d’accusa contestati, il pm Cardea avrebbe intenzione di chiedere dagli 8 ai 10 anni di carcere per la Santoro, che rischierebbe in tal caso una condana di 6-7 anni, con eventuale computo delle attenuanti. Il pubblico ministero si è opposto anche al rito abbreviato, condizionato all’audizione di due testi, richiesto invece dai legali del coniuge Petillo, in quanto sono stati già ascoltati in maniera eloquente, secondo il punto di vista dell’accusa. Il processo, dunque, non si terrà più al cospetto dei giudici della prima sezione penale (salta la data dell’8 febbraio fissata per la prima udienza), ma davanti al gup Elisabetta Mancini del Tribunale di Salerno, che dovrà ratificare il giudizio abbreviato e stabilire una nuova data per l’udienza in Camera di Consiglio: non è escluso che, d’intesa tra le parti, il procedimento possa svolgersi anche in maniera congiunta. In ogni caso, la sentenza è appellabile. MARTA “È SERENA” DOPO 126 GIORNI IN CELLA Il noto penalista salernitano Antonio Zecca si dice soddisfatto per la concessione, da parte del gip Renata Sessa, degli arresti domiciliari alla Santoro in un’abitazione sita in un luogo al momento non svelato “per garantire la necessaria privacy e pace” all’imputata dopo ben 126 giorni di detenzione e isolamento nel carcere di Fuorni. Avvocato Zecca, come avete accolto la decisione del gip? “Ora potremo studiare meglio una difesa di qualità, intendo dire in maniera più serena, in quanto la signora Marta, molto provata dalla reclusione, avrà modo di prepararsi e riflettere con maggiore lucidità e tranquillità, ritrovate con la vicinanza dei figli e dei familiari stretti, tranne del marito per ovvi motivi”. In prima istanza, aveva avanzato una richiesta di patteggiamento a 4 anni, non è così? “Si, avevo proposto di patteggiare 4 anni nell’ottica di garantire, meglio possibile, il non ritorno in carcere alla mia assistita, ma posso dire anch’io che, ormai, si procederà con il rito abbreviato secco”. Come si spiega la decisione di concedere i domiciliari dopo ben tre rigetti? “Io dico che era ora, forse anche i giudici si sono resi conto che la restrizione in carcere, a questo punto, non era più necessaria”. Pare che la Santoro abbia mostrato maggiore collaborazione nell’ultimo interrogatorio in cella, facendo anche dei nomi… “Sicuramente c’è stata più dovizia di particolari, ma sempre nell’ottica di chiarire i margini di responsabilità in determinati episodi. Nomi? Guardi non posso dire nulla, ma ribadisco che Marta Santoro ha fatto tutto solo per il figlio, un figlio adorato che ha fatto perdere lucidità ad una madre”. Cosa ci può dire in merito al filone d’inchiesta parallelo che ipotizzerebbe l’azione di un’associazione per delinquere, a Capaccio? “Direi che non è una novità… niente di più da aggiungere”.

SCRITTO DA ALFONSO STILE STILE TV

FONTE http://www.stiletv.it/index.php/news/10384/Forestale&Mazzette_giudizio_abbreviato_per_la_Santoro_e_Petillo