Costiera amalfitana a rischio raccolta rifiuti il consorzio non paga da mesi la testimonianza di positanonews VIDEO

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Le preoccupazioni espresse qualche mese fa dal sindaco di Praiano Giovanni Di Martino sono giustificate, nonostante la proroga dei sei mesi dei consorzi (la scadenza era prevista per il 31 dicembre scorso ma non ci risulta che in Costiera amalfitana ci sia stata qualche iniziativa dei sindaci, potrebbero anche averla fatta ma la stampa non ne è a conoscenza, ndr) . Da Amalfi, Positano, Ravello i dipendenti sono in agitazione ma fanno il loro lavoro, mentre a Salerno, giustamente, hanno fatto sentire maggiormente la loro voce . Positanonews ha raccolto una testimonianza di un dipendente della Costa d’ Amalfi  “Mi sveglio alle 3 per arrivare a lavorare qui alle 4. Sono mesi che non ricevo lo stipendio, mia figlia è in ansia ha paura che non posso comprarci i libri di scuola, ma continuo a lavorare perchè non si possono lasciare paesi così sporchi, anche perchè questo comune paga al consorzio è il consorzio che non paga noi. Sono riuscito anche a bloccare un mutuo, ma fino a quando me lo concederanno?” .  Carmine, Torrione, Fuorni, via Diaz: sono solo alcune delle zone che, ieri mattina, gli operatori di Salerno Pulita, non hanno “visitato” per raccogliere l’immondizia. «Ci sono stati dei ritardi perchè il personale è stato impegnato in un’assemblea sindacale e da quanto ci hanno riferito, hanno effettuato un servizio ridotto, senza riuscire a raggiungere tutte le strade cittadine», ha spiegato l’assessore comunale all’Ambiente Gerardo Calabrese. Dai centralini di Salerno Pulita, agli utenti che hanno chiesto spiegazioni circa il mancato ritiro della spazzatura, è stato spiegato che i dipendenti erano in sciopero. Versione, questa, non confermata dal sindacato. «Dal 23 abbiamo dichiarato lo stato di agitazione – ha spiegato Agostino Arguto della Confsal Fesica – Non si effettuano più straordinari, dunque il servizio espletato è solo parziale». La protesta durerà «fin quando il prefetto non ci convocherà per attivare le procedure previste dalla legge». La richiesta è partita ieri. Il sindacato ha inviato un documento al prefetto, al sindaco, al presidente della società, all’Ispettorato del lavoro e al dipartimento dell’Asl per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, «nonché alla Procura della Repubblica per gli accertamenti di competenza in caso di omissioni d’atti d’ufficio». Il motivo principale che ha fatto scoppiare la protesta dei lavoratori, sono «i continui, ripetuti ed ingiustificati ritardi nella corresponsione delle retribuzioni». La mensilità di gennaio, da quanto si è appreso, non è stata ancora versata: «forse se ne parla la settimana prossima», attacca il sindacalista che denuncia «le forti tensioni che quotidianamente vivono i lavoratori perchè sono preoccupati per il loro futuro. Vogliamo conoscere le condizioni economiche della società e sapere a quanto ammontano le esposizioni debitorie con le agenzie di lavoro interinale ed i fornitori. Dopodichè, per tutelare i posti di lavoro, dovranno dirci perchè non si riscuotano i crediti dai morosi, a partire dal Comune di Salerno che non versa il dovuto», ha tuonato Arguto. Ma nel mirino finiscono anche «la carenza d’igiene e messa in sicurezza degli automezzi; l’inefficace e solo parziale controllo sugli abnormi conferimenti selvaggi di rifiuti indifferenziati e speciali con conseguente forte esposizione dei lavoratori a rischi da agenti biologici, chimici e di ogni genere». Intanto, nelle more che il prefetto convochi i sindacati, i salernitani, al risveglio, potrebbero ancora trovare sotto il portone di casa, i rifiuti lasciati la sera precedente: «Il servizio resterà parziale fin quando non ci siederemo attorno ad un tavolo», ha infatti puntualizzato Arguto.

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