Piano di Sorrento: Lotta al bracconaggio, denunciato L. P, del posto, cresce il mercato per il nord Italia.

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Piano di Sorrento: Antibracconaggio, operazione congiunta.

di Vincenzo Maresca.

Piano di Sorrento. Non li ferma nemmeno la pioggia, la grandine, il freddo intenso dell’ultimo periodo, sono sempre all’opera rischiando a volte la vita per catturare piccole prede indifese da rivendere ai mercatini dell’hinterland napoletano o da spedire a ristoranti del nord Italia. Sono sempre loro, i terribili cacciatori di frodo, che con l’irrefrenabile fenomeno del bracconaggio distruggono e catturano specie volatili spesso appena nate. Una autentica fobia che ha generato un blitz congiunto da parte del corpo forestale dello Stato di Castellammare di Stabia coordinato dal comandante provinciale Sergio Costa ed agli ordini del comandante capo Gioacchino Cascone con alcuni volontari del wwf penisola sorrentina che all’alba di ieri si sono appostati lungo i rivoli che dalla frazione della Trinità si inseriscono nel vallone di San Giuseppe che sfocia a Marina di Cassano. Seguendo le numerose segnalazioni giunte al numero “SOS Ambiente” le giubbe verdi hanno intercettato ed individuato un bracconiere del posto, L. P. , successivamente denunciato in stato di libertà per detenzione di fauna particolarmente protetta e maltrattamento di animali. Non pochi erano infatti gli uccelli catturati e detenuti in anguste gabbiette arrugginite in condizioni incompatibili con la loro natura ed in situazioni igienico sanitarie precarie. Ma ecosistema ed ambiente naturale continuano ad essere a rischio, almeno fino a quando il mercato del bracconaggio continua a fruttare un giro di affari milionario che si mantiene sulla morte crudele di specie animali indifese. Fringuelli, pettirossi, cinciallegre ed altri volatili non riescono quasi mai a sfuggire alle mire dei bracconieri che dopo averli catturati li spennano e li congelano per assicurarsi scorte da vendere anche fino a maggio. Chiusi in sacchetti sigillati finiscono poi sulle tavole dei ristoranti del centro-nord Italia dove i clienti apprezzano il succulento piatto della polenta ed osei con uccellini serviti allo spiedo cucinati al fuoco del camino o in padella con pancetta e salvia. Secondo indiscrezioni i ristoranti comprano prede anche 400 alla volta, diverso il business dei privati che invece fanno riferimento ai bracconieri solo poche volte all’anno per organizzare cene con amici. Le tecniche? Alcuni usano ancora archetti o tagliole con scatto a molla, regolarmente venduti nei negozi di caccia, altri invece sono già passati ai richiami acustici elettromagnetici proibiti dalla legge.