Costiera amalfitana vertenza SITA Campania ancora slittamento si aspetta Caldoro

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Costiera amalfitana vertenza SITA Campania ancora slittamento si aspetta Caldoro Niente avvio della procedura di mobilità collettiva per i 463 lavoratori, almeno fino al prossimo 10 febbraio, e un urgente – e definitivo – incontro direttamente con il presidente della Campania, Stefano Caldoro, per ottenere le richieste avanzate più volte, e disattese anche ieri sera. È questa, in sintesi, la decisione presa dai vertici della Sita Sud dopo il lungo incontro di ieri con l’assessore regionale ai Trasporti, Sergio Vetrella, i rappresentanti delle Province di Salerno e Napoli, i sindaci di alcuni comuni della costiera amalfitana, convocati dalla conferenza dei sindaci della costa d’ Amalfi con Agerola e Massa Lubrense , , e le segreterie regionali e provinciali dei sindacati del comparto. Una riunione dagli esiti quantomeno «in bianco e nero»: se da un lato, infatti, la soluzione più volte chiesta dall’amministratore dell’azienda, Giuseppe Vinella, non è ancora arrivata, dall’altro lato, almeno sul versante occupazionale, è stata data una breve boccata d’ossigeno, dopo che più volte la Sita Sud aveva annunciato già da oggi l’avvio della procedura di mobilità. «Abbiamo posto all’attenzione dell’assessore Vetrella – ha spiegato Simone Spinosa, direttore della Sita Sud in Campania – le difficoltà finanziarie cui dobbiamo far fronte per via dei corrispettivi così bassi e non adeguati dal 2002. Per riequilibrare i conti c’è bisogno di un aumento di 75 centesimi di euro per ogni chilometro effettuato». Che vuol dire, passare dagli attuali 1,80 euro a 2,55. «Gli Enti presenti – ha aggiunto Spinosa – hanno confermato di non avere risorse aggiuntive disponibili, ecco perché abbiamo chiesto e ottenuto un incontro urgente con Caldoro, perché è l’unico in grado di disporre misure finanziarie per adeguare il valore dei corrispettivi». La continuazione del servizio di trasporto della Sita Sud sul territorio campano è, quindi, ancora appesa a un filo. «Sta di fatto – ha detto Spinosa – che se non dovessero concretizzarsi le proposte che abbiamo avanzato, la strada che abbiamo tracciato sarà confermata». Con l’aumento di corrispettivo chiesto dalla Sita Sud ci saranno, conseguenzialmente, delle riduzioni ai chilometri di servizio. «Gli Enti – ha commentato Sergio Galdi, segretario provinciale Fit Cisl – hanno palesato le proprie difficoltà a reperire le risorse per provvedere ad un significativo aumento di corrispettivo. Manovra che, comunque, significherebbe tagli ai servizi ed esuberi nell’azienda». Ovvero circa settanta esuberi da gestire attraverso ammortizzatori sociali. Tra le problematiche sollevate dall’azienda c’è, poi, anche il ritardo di presentazione del bando di gara pubblica europea con il quale la Regione avrebbe intenzione di assegnare il servizio di trasporto già a partire dal 2013, e, di conseguenza, la scadenza dei «contratti ponte» che da anni regolano il settore, senza prevedere alcun rinnovo sostanziale degli stessi contratti, ma una semplice proroga. Che la Sita Sud ha disconosciuto, perché, appunto, legata ad una continuità del servizio che, però, non è stata affiancata né da adeguamenti dei corrispettivi, né da qualsiasi altra manovra finanziaria. È proprio questo uno dei fattori determinanti del braccio di ferro che si sta rafforzando tra azienda e Regione. «Occorre mettere in campo tutte le misure possibili affinché la Sita Sud rimanga in Campania – ha sottolineato Amedeo D’Alessio, segretario provinciale Filt Cgil – perché il suo abbandono sarebbe una sconfitta vergognosa per il comparto in regione, per non contare la tragedia occupazionale che ne deriverebbe e le enormi difficoltà per l’utenza».

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