Napoli morto Vincenzo Manzi di Teggiano travolto dai treni della Circumvesuviana

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Napoli , Campania È avvolta nel mistero la morte di Vincenzo Manzi, il 55enne originario di Teggiano del Cilento , in provincia di Salerno, ma residente da tempo a Ercolano, il cui corpo sfigurato e orrendamente mutilato è stato trovato ieri mattina poco dopo le sei lungo i binari della Circumvesuviana, all’altezza della stazione di Portici via Libertà in direzione sud. Almeno due convogli devono aver colpito in pieno l’uomo, finito per qualche ragione sulla traiettoria dei treni. La macabra scoperta è avvenuta poco dopo l’apertura della stazione, quando il buio avvolgeva ancora via Libertà. Il cadavere era riverso tra i binari e la banchina, a pochi metri dalla galleria che attraversa il parco della reggia borbonica. Suicidio, disgrazia o altro? Per tutta la giornata gli investigatori hanno provato a dare una risposta ai tanti interrogativi che circondano la morte dell’uomo, ma al momento ci sono soltanto dubbi. A dare l’allarme è stato il conducente di un treno diretto ad Ercolano, che ha segnalato alla centrale operativa della linea ferroviaria la presenza del corpo lungo la linea. A quell’ora erano già transitati altri due treni in quella direzione, di cui uno direttissimo con destinazione Sorrento, ma nessuno si era accorto di nulla. E qui scattano i primi dubbi. La morte risale alla sera prima, in corrispondenza con uno degli ultimi transiti in stazione, o alle prime ore di ieri mattina? Nemmeno i primi rilievi medico-legali sono riusciti a dare una risposta a questo interrogativo. Di certo c’è che la polizia ha trovato tracce di sangue sulla motrice di un convoglio utilizzato sulla tratta, ma non è certo che si tratti del primo ad aver travolto l’uomo: potrebbe essere uno di quelli che hanno investito Manzi quando aveva già perso la vita. Il traffico sulla tratta della Circum è stato immediatamente bloccato dopo la scoperta del cadavere, mentre gli altoparlanti della stazione hanno avvisato i passeggeri che già affollavano la stazione che «per motivi di ordine pubblico» il servizio era momentaneamente sospeso. Sul posto gli uomini del commissariato di polizia, col vicequestore Frongillo ed il commissario Gallo, oltre ai carabinieri della stazione, col maresciallo Scarati. L’uomo è stato identificato grazie ai documenti che portava addosso. Alla polizia municipale, coordinata dal colonnello Sallusto l’arduo compito di sbloccare gli ingorghi che immediatamente hanno paralizzato tutta la zona. In molti, pur di raggiungere il posto di lavoro, in mancanza dei treni hanno fatto ricorso all’auto, facendo impennare in maniera vertiginosa il traffico automobilistico. La situazione è tornata alla normalità sono in tarda mattinata quando, completati gli accertamenti di rito, è ripresa la circolazione dei treni. A coordinare le prime indagini nella stazione è stato il pubblico ministero di turno in Procura, Milena Cortigiano, giunta a Portici insieme al medico legale che ha compiuto i primi esami sulla salma, trasferita poi al I Policlinico di Napoli per l’autopsia. La polizia scientifica ha acquisito anche le immagini del sistema di videosorveglianza della Circum. Nei fotogrammi acquisiti si vedrebbe solo il cadavere riverso sui binari, nulla, invece, sul momento della caduta. In mattinata è stata anche sentita dalla polizia l’ex moglie del Manzi. Ma dal colloquio non sono emersi elementi utili alle indagini. Fonte Il Mattino articolo modificato dopo gli aggiornamenti

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