Sorrento,oltre ai riconoscimenti, rimanga alta la guardia circa le infiltrazioni malavitose.

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di Salvatore Caccaviello

Sorrento – Nel festeggiare anche quest’anno l’ennesimo riconoscimento a livello mondiale, circa la qualità delle nostre splendide strutture alberghiere,  qualcosa però di diverso e preoccupante si respira nell’aria che potrebbe far temere per il futuro. Oltre alla crisi economica che inesorabilmente attanaglia anche le famiglie sorrentine, preoccupazioni dovute ad episodi criminosi  che negli ultimi periodi, in maniera costante, si stanno verificando lungo il nostro territorio, fanno riflettere circa la sicurezza che da sempre è stata una costante per la nostra città.  Senz’altro fanno bene alla nostra economia turistica ed al morale dei cittadini  riconoscimenti da parte del Travelers’ Choice Hotel Awards 2013 che colloga le strutture alberghiere sorrentine tra le migliori al mondo. Tuttavia tematiche come la sicurezza ed il contrasto al fenomeno criminoso devono per forza di cose essere delle priorità per le nostre amministrazioni. Sorrento, insieme alla costiera amalfitana,  per decenni sono state considerate  isole felici  in un contesto ,come quello campano, ad alto rischio criminale. Località in cui gli abitanti ,sfruttando le bellezze del territorio che offre  paesaggi unici al mondo,  nei secoli si sono adoperati in maniera egregia realizzando strutture ricettive di alto livello, offrendo nel contempo servizi di eccellenza con personale di primissima qualità. Il frutto di secoli di lavoro, di dedizione e passione verso  una professione che nel tempo ha portato ricchezza e benessere alla nostra comunità , differenziandola sia dal punto di vista economico che della qualità della vita dal resto del territorio campano. Ebbene proprio tali qualità sembrano negli ultimi tempi attirare verso la penisola sorrentina,oltre ai frequenti fenomeni di microcriminalità che danneggiano in modo irreversibile l’immagine della città nel mondo, anche grossi investimenti di dubbia provenienza ad opera della criminalità organizzata. E’ stato appunto questo l’allarme ed  l’ulteriore riconferma da parte del Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia, Federico Cafiero De Raho presente ieri presso la Sala Consiliare del Comune di Sorrento alla presentazione del libro “ La Repubblica delle stragi impunite”insieme all’autore l’ex Magistrato, il Senatore Ferdinando Imposimato. Con la sua immensa esperienza, senza esitazione,  il Procuratore De Raho, alla domanda dei giornalisti circa la presenza della camorra  nel territorio sorrentino, ha dipinto un quadro realistico e concreto della situazione.  Sorrento non può essere esclusa dal fenomeno camorristico, in quanto non esistono zone che si possono considerare lontane dalle aspirazioni della criminalità organizzata, sebbene in taluni casi si continua a sostenere il contrario. La camorra trova terreno fertile proprio nei territori meno preparati a reagire a tali fenomeni. Le infiltrazioni  della criminalità organizzata nelle realtà produttive del settentrione sono esempi palesi. Sotto tale aspetto  Sorrento e la penisola sono senz’altro da considerarsi prede a portata di mano. A tale proposito il Procuratore non ha escluso che vi siano, indagini in corso circa  investimenti di dubbia provenienza a Sorrento. La città visto il momento si deve preoccupare e correre al più presto ai ripari, prima che sia troppo tardi. 18 gennaio 2013  – salvatorecaccaviello positanonews

 

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