La IV edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico e Open Day , due grandi eventi al Marone di Meta

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Sorrento. Nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT), sostenuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, e introdotta dal brano inedito “Metamorfosi” del cantautore Francesco Rainero, si celebrerà quest’anno venerdì 12 gennaio 2018, dalle ore 18:00 alle ore 24:00 in oltre 400 licei classici su tutto il territorio nazionale.

Alla  “Notte del Liceo Classico” in penisola sorrentina  ha aderito il Liceo Classico Publio Virgilio Marone  da venerdì 12 fino a sabato 13, l’evento coinciderà con  l’ Open Day dell’istituto rivolto a tutte le terze medie, si prevede una affluenza non solo da Vico Equense , Sant’Agnello, Massa Lubrense, Capri ma anche dai paesi limitrofi della Costiera amalfitana, Positano e Praiano da alcuni anni si stanno orientando in massa verso Meta lasciando Amalfi.

L’Open Day comincerà dalle 9 fino alle 13 e coinvolge tutti gli studenti e le loro famiglie che si stanno organizzando, sotto la guida dei docenti e della preside Arpino, al meglio in tempi record. Dal  linguistico, alla psicologia e materie umanistiche ai laboratori di inglese, francese, tedesco,  Latino e Greco al Liceo Classico Computazionale, sul quale si sta puntando come esperimento pilota in Campania e nel Sud Italia, con una presentazione già fatta ai dirigenti delle varie scuole medie e alle amministrazioni due mesi fa, seguita con foto e video da Positanonews.

Contemporaneamente la scuola di Meta ospita anche un liceo francese con il quale si è in collegamento con intensi scambi culturali. All’ingresso ci sarà anche il murale contro la violenza sulle donne e il pregiato calendario, frutto di un grosso lavoro condiviso, di cui abbiamo già parlato e continueremo a parlare. Ci sarebbero da scrivere non articoli, ma libri, per quante attività fa il liceo, molte di queste potete conoscerle sull’aggiornato sito del Marone a cui rimandiamo per i dettagli e le informazioni precise ed ufficiali.

La “Notte del Liceo Classico”, comincerà alle 18 fino alle 22:30 di venerdì 12, introdotta dalla  Dirigente Scolastica, Immacolata Arpino, con la proiezione del video “La Notte del Liceo Classico” e la lettura dell’ elaborato vincitore “La cultura classica tra valori e disvalori di un mondo sottoposto all’ incombere di una nuova e subdola barbarie” . Ci saranno varie iniziative di grande spessore, il teatro in lingua francese, letture di poemi e versi di greco, latino, spettacoli nelle varie lingue e una mostra di Angela Vinaccia , il tutto finirà in bellezza con l’inno  ” A Selene” in rete con i Licei aderenti all’ iniziativa.

L’idea di partenza è molto semplice: dimostrare in maniera evidente che il curricolo del classico, nonostante tutti gli attacchi subìti negli ultimi anni, è ancora pieno di vitalità ed è popolato da studenti motivati, ricchi di grandi talenti e con abilità e competenze che oltrepassano di gran lunga quelle richieste a scuola, ma che su di queste si innervano e si fondano. Ecco perché, in contemporanea, in quelle sei magiche ore, gli oltre 400 licei classici aderenti apriranno le loro porte alla cittadinanza e gli studenti si esibiranno in tutta una serie di performance legate ai loro studi e alla esaltazione del valore formativo della cultura classica.

Chi durante quelle ore si recherà in uno di questi licei, potrà assistere a maratone di lettura, recitazioni teatrali, concerti, dibattiti, presentazioni di volumi, incontri con gli autori, cortometraggi, cineforum, degustazioni a tema ispirate al mondo antico e quant’altro la fantasia e la voglia di fare degli studenti e dei docenti saprà mettere in atto. La Notte del Classico è più che una festa. È, innanzi tutto, un modo alternativo ed innovativo di fare scuola e di veicolare i contenuti, un puntare su una formazione di natura diversa che non va a sostituire quella tradizionale, ma le si affianca in maniera produttiva e proficua.

Il bello della Notte Nazionale non è tanto, o comunque non è solo, nella Notte stessa, ma nei lunghi e laboriosi preparativi che la precedono, che fanno sì che gli studenti identifichino i locali in cui quotidianamente vivono le ansie e le aspettative di un cammino faticoso ma gratificante di studio con un ambiente ludico, in cui cultura vuol dire gioia, piacere di condivisione, rispetto dei tempi e delle parti.

Tutti assieme, in una Italia finalmente unita nell’ideale di difesa, promozione e salvaguardia delle nostre radici più autentiche, quelle della civiltà greco-romana. Perché, secondo quanto afferma il cantautore Rainero nell’inno dell’evento, “come Teseo che spiega le vele bianche, Icaro che vola e copre le distanze, Prometeo scopre un fuoco che non lo fa bruciare, la storia può cambiare”.

 

Praiano, testimonianza di Zeggio “Dovevamo andare ad Amalfi e Ravello, non sono stato travolto perchè ero più avanti”

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Praiano , Costiera amalfitana Oramai sono tornati tutti a Belluno, sarà difficile girare le spalle a questa tragedia ( nella foto la donna sopravvissuta alla Praia a Praiano dopo la tragedia ) . Positanonews sul posto ha ripreso il luogo esatto della tragedia come dai resoconti dei soccorritori da foto e video , oggi sul Corriere del Mezzogiorno una bella e dettagliata intervista fatta  con rigore e precisione dal giornalista professionista Gabriele Bojano

«Dovevamo andare ad Amalfi e a Ravello, poi abbiamo visto quella discesa, abbiamo lasciato l’auto e ci siamo incamminati. Non l’avessimo mai fatto, oggi la nostra amica Mariangela sarebbe ancora con noi». Nicola Zeggio, l’imprenditore di 57 anni che a Belluno si occupa di impianti di condizionamento e pannelli radianti, fa fatica a raccontare la tragedia che l’ha visto protagonista a Praiano con la moglie Nicoletta Bressa e l’altra coppia di amici, Carlo Talamini e Mariangela Calligaro, travolti martedì mattina da un’onda anomala e risucchiati dal mare. Le vacanze in Costiera amalfitana sono finite prima del previsto e il ricordo che hanno lasciato purtroppo non è lo stesso che si aspettavano quando sono partiti.

Signor Zeggio, come era cominciato per lei il 2018?

«In modo molto tranquillo, eravamo andati in aereo fino a Napoli e poi a Capodichino avevamo preso un’auto a noleggio con cui abbiamo fatto un giro a Sorrento prima di fermarci a cena a Praiano».

Era già stato in Costiera amalfitana?
«Sì, ma ero molto piccolo. Mia moglie e l’altra coppia di amici invece non c’erano mai stati».

Cosa è successo martedì mattina?
«La nostra idea era fare trekking, avevamo deciso di andare ad Amalfi e a Ravello».

E invece?
«Abbiamo visto questa discesa, abbiamo lasciato l’auto e ci siamo incamminati».

Il tempo però non era buono. Non era un rischio avventurarsi lungo un sentiero che non conoscevate?
«Avevamo visto un raggio di sole, sembrava che dovesse migliorare».

C’erano dei cartelli lungo il tragitto che invitavano alla prudenza?
«Se c’erano io non li ho visti».

E sua moglie? E i suoi amici?
«Nessuno mi ha riferito di aver visto cartelli con l’indicazione di pericolo».

Nessuno vi ha scoraggiato dal proseguire? Solitamente la gente del posto fa così con i “forestieri”.
«Nessuno ci ha dissuasi, non abbiamo incontrato nessuno. C’erano solo due persone ferme al parcheggio vicino a un furgone, le stesse alle quali mi sono rivolto per i soccorsi».

Che ora era?
«Tra le 10.30 e le 11».

Continui pure, prego.
«Ci siamo incamminati e a un certo punto il percorso finisce, c’è un ristorante».

Vi siete resi conto del pericolo?
«Le onde si infrangevano contro la balaustra ma arrivava solo qualche spruzzo. In un punto la strada si abbassava facendo una curva e lì le onde erano più alte».

Avete proseguito?
«Siamo arrivati fino in fondo, si passa sotto una torre antica e si gira proprio lì intorno».

Il punto più vicino al mare.
«Tornando indietro e all’altezza di quest’abbassamento, sempre in corrispondenza del ristorante, ero a una ventina di metri più avanti rispetto agli altri quando ho sentito un boato fortissimo e girandomi ho visto la schiuma che aveva sovrastato completamente il percorso, per alcuni metri, e cominciava a trascinare mia moglie e i miei amici. Uno di loro, non so neanche chi fosse perché non riuscivo a riconoscerlo, era aggrappato disperato al parapetto. Neanche il tempo di rendermi conto cosa stava succedendo che una seconda onda li ha trascinati direttamente a mare. Tutto nel giro di non più di 15 secondi».

E lei cosa ha fatto?
«Sono corso sulla spiaggia che non è così distante da dove avevamo lasciato la macchina, un paio di minuti, e ho detto alle persone che avevo visto poco prima di chiamare i soccorsi. Poi sono ritornato in zona e ho urlato a mia moglie di raggiungere la spiaggia a nuoto. Fortunatamente è riuscita ad attaccarsi a una boa in mezzo al mare mentre gli altri due stavano alla deriva».

Attimi concitati e di grande disperazione.
«Sono corso di nuovo sulla spiaggia e lì ho incontrato un marinaio che ringrazierò per tutta la vita, che si è procurato un salvagente e una lunga cima. A quel punto mi sono spogliato e mi sono tuffato con il salvagente che ho portato a mia moglie. Ci siamo attaccati assieme e siamo stati tirati dal marinaio evitando gli scogli».

E i vostri amici?
«Quando sono arrivato sulla spiaggia li ho intravisti, lontani… nel frattempo era arrivato il gommone della Guardia Costiera per il loro salvataggio. Purtroppo per Mariangela non c’è stato nulla da fare…»

Avevate scattato foto della vostra vacanza di Capodanno?
«Sì, sono tutte nei telefonini persi in mare».

Che cosa le ha detto il sindaco di Praiano?
«Si è messo a disposizione per qualsiasi evenienza e mi ha aiutato per gli aspetti burocratici legati alla salma».

Tornerà in Costiera amalfitana?
«Non le rispondo… la Costiera è un posto meraviglioso però vederci morire una persona con cui hai un’amicizia decennale… è un ricordo che resterà indelebile, forse anche di più».

Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Netto Maiori Via Orti, 44 Tel. 089 8541640 aperto giovedì pomeriggio

Netto Sorrento Via Santa Lucia, 15 tel 081 8781454 Aperto giovedì pomeriggio e domenica mattina

Netto Sant’Agnello Corso Italia, 178 tel 081 8774851 aperto giovedì pomeriggio aperto domenica mattina orario continuato

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Istituti scolastici, Giovanni Innocenti: “Nostro dovere è vigilare costantemente”

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AVERSA. Continua l’impegno per le scuole da parte del consigliere del comune di Aversa, Giovanni Innocenti. Nella mattinata di venerdì 19 gennaio, infatti, il consigliere, in compagnia dell’architetto Franco Benedusi, ha effettuato dei sopralluoghi in alcuni degli istituti scolastici aversani.
Dopo aver intensificato i rapporti con la periferia aversana, come il quartiere di Urra Casas, dove è stato avviato un discorso spalla a spalla con i presenti, Giovanni Innocenti non molla la spugna, ponendosi sempre nuovi obiettivi e guardando la città nella sua totalità.
“E’ dovere dell’amministrazione, guidata dal sindaco Enrico De Cristofaro – dice l’aversano –, vigilare su quelle che è lo stato degli istituti che ogni giorno sono frequentati dai nostri figli. E’ nella loro direzione che una giusta amministrazione si deve muovere, è nei loro confronti che si deve cercare di fare di più per far sì che possano formarsi nel migliore dei modi ed essere i cittadini modello del futuro. Siamo pronti a valutare le proposte migliori e porci in una condizione favorevole al progresso del territorio”.

Prevenzione incendi la Regione Campania ignora Positano, Praiano, Maiori e la Costa d’ Amalfi nonostante i disastri

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Prevenzione incendi la Regione Campania ignora Positano, Praiano, Maiori e la Costa d’ Amalfi nonostante i disastri di questa estate.

Il Movimento 5 Stelle Campania ha presentato un’interrogazione firmata da Marì Muscarà e Michele Cammarano per chiarire alcune scelte contenute nel decreto dirigenziale 329 con cui viene pubblicato il bando regionale per accedere ai finanziamenti che riguardano misure di prevenzione incendi secondo quanto stabilito dal Piano Regionale per la prevenzione incendi 2014-2016 (PSR Campania 2014/ Tipologie di intervento 8.3.1. :”Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamita’ naturali ed eventi catastrofici”)

45 milioni di euro destinati ai Comuni, da distribuire in base a tre categorie di rischio: basso, medio, alto.

Ci risulta inacettabile che quasi tutti i comuni della Costiera amalfitana, nonostante gli ultimi devastanti roghi che li hanno martoriati durante la scorsa estate, siano stati classificati a rischio “basso” escludendoli dalla possibilità di accedere ai finanziamenti.

Praiano e Positano, in particolare.

Praiano è forse stata più fortunata di altri comuni. Ma considerando che l’esperienza ci dimostra che la probabilità di incendi, a causa dei cambiamenti climatici, è sempre più alta, questa circostanza fortuita non deve farci abbassare la guardia e minimizzare il pericolo, perché le condizioni sono tutte a nostro sfavore perché si arrivi alla devastazione di quel poco di verde che ci è rimasto, senza dimenticare in primo luogo che ciò configura anche un pericolo per la popolazione.

A noi sorprende l’allegra gestione dei poteri centrali, che ormai sono sempre più lontani dal comprendere e risolvere le vere necessità del territorio e delle persone che lo abitano.

Sappiamo che una sola amministrazione non può far molto in questo caso, ma perché tutti i comuni della costiera non fanno fronte comune per vedere riconosciuta questa necessità? Potrebbe essere un’occasione per dimostrare finalmente che la conferenza dei sindaci ha una qualche efficacia…

Infine, si rende sempre più indispensabile l’esistenza di un piano minimo di intervento sia in fase preventiva, sia nel momento dell’emergenza, che sia caratterizzato da un maggior coordinamento e che indirizzi alla creazione e sviluppo di gruppi di cittadini che siano messi in condizione di operare in termini di logistica e disponibilità di mezzi.

Se neppure questo è possibile, un senso lealtà e responsabilità verso i concittadini impone che questi ultimi ne siano informati. Meno risorse dallo Stato Centrale, più tasse per il cittadino e meno sicurezza per il territorio e i suoi abitanti: se queste sono le condizioni, i cittadini correttamente informati saranno ben più predisposti ad agire di conseguenza autorganizzandosi.

Ci auguriamo che ci sia una risposta politica adeguata alla situazion

Lotta, suda e vince la Folgore Massa

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Battuta con coriacea grinta la Pallavolo Ostuni ed arriva la terza vittoria consecutiva

 

 L'immagine può contenere: una o più persone, persone che praticano sport e campo da basketSorrento – Dopo la bella prova esterna di sette giorno or sono, suda, lotta e vince la Folgore Massa ed arriva la terza vittoria consecutiva battendo la Pallavolo Ostuni.

Una gara con i costieri che battono cassa specie nei primi due parziali ma che li vede essere impacciati in qualche fase di gioco con il muro e qualche battuta che erano da rivedere, ma poi passato questo balbettare, tutto si metteva sul binario giusto anche grazie ai soliti Scialò, Ferenciac e Della Mura, fino a quando è restato sula parquet, perché nel secondo set è caduto male dopo un muro ed ha dovuto lasciare la gara a favore di Cuccaro. Solo il terzo parziale è restato in bilico poiché la squadra pugliese al rientro sul parquet sembrava determinata a non cedere le armi e si giocava il tutto per tutto, anche prendendo un bel vantaggio di ben cinque punti.  Ma poi Ferenciac e Scialò ci mettevano il cappello ed il pari era cosa fatta dopo la grintosa rimonta che vedeva la squadra ospite cedere pian piano il passo grazie anche ad errate giocate e ricezioni. Il sorpasso era cosa fatta e la gara era in cantiere.

Un primo set inizialmente che vedeva un inizio sciolto della Folgore ma la Pallavolo Ostuni si rifaceva sotto ed impattava, anche grazie al muro ed a qualche battuta costiera che doveva essere riveduta. Della Mura murava a dovere, Scialò con la diagonale in zona 2, Ferini con le schiacciate in zona 4 ed il muro Scialò/Deserio, davano quell’input ai biancoverdi che prendevano delle buone distanze dopo il riequilibrarsi della gara. Il ritmo saliva e gli ostunesi che si erano rifatti sotto con un buon ritmo, però spezzato dal time-out chiamato dal coach Esposito, venivano inchiodati da un errore di Pugliese che li condannava.

Anche nel parziale successivo venivano inchiodati, ma stavolta anche se inizialmente tenevano la Folgore sulla corda, qualche buon lampo costiero ed un errore loro cedevano quasi di schianto con i massesi che incameravano ben 6 punti di distacco. Ma nel contempo dovevano fare a meno di Della Mura che cadeva male a terra dopo aver effettuato un muro, doveva lasciare per forza di cose il posto a Cuccaro. La squadra dei tre colli cerca di spezzare il ritmo dei massesi con il coach Viva che chiama il time out, però non serve a nulla perché ormai i gialloblù sono in barca nonostante che abbiano una flebile reazione. L’ace di Scialò portava i costieri sul 24-16 e la schiacciata di Ferrini non ben bloccata in ricezione, chiudevano il set sul 25-19.

Più faticato l’ultimo poiché gli ostunesi si ridestavano e mettevano sul parquet tutto quello che non avevano messo nei precedenti set. Non c’erano da parte dei costieri le buone scelte a muro e questo faceva si che i pugliesi andassero a nozze, ma l’attacco di Scialò all’incrocio delle righe metteva ko il muro ostunese. La gara sembrava riaprirsi da parte degli uomini del coach Viva, anche perché gli uomini del coach Esposito facevano qualche regalo e per spezzare il ritmo avversario egli chiamava un time out, che dopo risultava vincente perché Ferenciac con il suo servizio, Scialò da zona 2 e Ferrini incappellavano il pari 21. A questo punto la gara era una lotta punto a punto ma il colpo di Ferrini e la palla di un ostunese che toccava l’asticella, davano il set e la gara alla Folgore che così incamerava la terza vittoria consecutiva.

Ora si ci godrà il riposo imposto tra la fine del girone di andata e l’inizio di quello di ritorno il 4 febbraio, quando i massesi saranno di scena in quel di Potenza alle ore 18.00 ncontro la Giocoleria che all’andata fu battuta a fatica.

CAMPIONATO PALLAVOLO SERIE B/MASCHILE – GIRONE B – 13^ GIORNATA

SNAV FOLGORE MASSA –  PALLAVOLO 2000 ORTHOGEA OSTUNI 3-0

(25-20, 25-19; 25-23)

SNAV FOLGORE MASSA: Ferrini, Ferenciac, Cuccaro, Deserio, Denza (L1), Scialò, Aprea, Evangelista, Amitrano, Pontecorvo (L2), Miccio, Cormio. Della Mura.

Coach:  Nicola Esposito.

PALLAVOLO OSTUNI: Balestra, Sabatelli, Angrisano, Galdi, Zonno, Lenoci, Di Pinto (L1), Taurisano, Lotito, Schena, Zilli, L’Abbate, D’Ignazio (L2), Blasi. Coach: Viva.

1° Arbitro: Manuele Renzi (Latina).  2°Arbitro: Simone Racchi (Formia).

 

GISPA

 

Tramonti, manifestazione in onore di San Sebastiano: il Santo della Polizia Locale in Costiera – FOTO

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A Tramonti c’è stata la manifestazione in onore di San Sebastiano, che si venera nella Chiesa San Giovanni Battista della frazione Campinola. Il Santo Patrono dei Vigili Urbani il 20 gennaio richiama ogni anno tutti i comandi della Polizia Locale di Tramonti, Maiori, Minori e Cetara, uniti nel Comando associato “Costa d’Amalfi”, mentre dai comuni limitrofi è giunta anche una rappresentanza da Atrani.

Foto di Nicola Mammato (via Facebook)

Dopo i ringraziamenti istituzionali del Sindaco di Tramonti, Antonio Giordano, avvenuti avvenuti alla presenza di tutte le autorità nella vicina sala oratoriale, si è dato inizio alla funzione religiosa celebrata dall’Arcivescovo Mons. Orazio Soricelli e Don Jean Jacques Luzitu. Oltre alle rappresentanze istituzionale dei sindaci della Costiera, come il sindaco di Minori, Andrea Reale, il sindaco di Scala, Luigi Mansi e il vicesindaco di Maiori, Chiara Gambardella, tra le autorità militari presenti c’erano i comandi delle stazioni dei Carabinieri di Tramonti e Maiori, i comandi della Guardia di Finanza di Salerno e Positano, i comandanti della Guardia Costiera di Maiori, Cetara e Amalfi e i Vigili del Fuoco di Maiori. Nutrita anche la presenta del mondo del volontariato, con il Nucleo Intercomunale di Protezione Civile, il Coordinatore della Protezione Civile di Pietramelara (Caserta), la Croce Rossa Italiana Costiera Amalfitana e la Pubblica Assistenza “I Colibrì”. Le celebrazioni di San Sebastiano a Tramonti hanno assunto negli ultimi tempi un importante eco in tutta la Costa d’Amalfi, invocando la protezione del Santo per chi opera ogni giorno per la sicurezza e la tutela dei cittadini. Seguiranno aggiornamenti fotografici.

Sant’Agnello ventennale del centro Francis Marion Crawford – VIDEO

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Venti anni per Il Centro studi e ricerche “Francis Marion Crawford, arti, mestieri e tradizioni popolari in Penisola sorrentina” , questa sera si è tenuto un evento a  Villa Crawford a Sant’Agnello alla presenza del sindaco costiero Piergiorgio Sagristani, dei prof. Salvatore Ferraro e Gordon M. Poole e del presidente del Centro Antonino De Angelis.

Era il 30 giugno del 1997 quando i soci fondatori sottoscrissero davanti al notaio Adolfo Cannavale l’atto costitutivo del ‘Centro Studi e ricerche Francis Marion Crawford’, l’anno successivo prendeva avvio la pubblicazione dell’annuario “Genius Loci”, in cui, nei dodici numeri finora pubblicati, si è dato conto dell’attività con i tanti, pregevoli, contributi provenienti da specialisti di varia scienza e umanità, italiani e stranieri. Vale per tutti ricordare lo stretto rapporto instaurato con la fondazione americana ‘Francis Marion Crawford Memorial Society’ voluta e animata dall’instancabile compianto John C. Moran evento che ha ricevuto il patrocinio del comune di Sant’Agnello e la collaborazione dell’Istituto Salesiano diretto da madre Angela Balbo.

Un Centro che spazia fra la Costa di Sorrento e quella di Amalfi di grande spessore e valore culturale.

Dall’archeologia alle specie aliene: il mare di Ischia si racconta con la Lega Navale

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Al via un ciclo di incontri in collaborazione con Regno di Nettuno, Anton Dohrn e Marina di Sant’Anna a cavallo tra biologia, economia e sostenibilità
La Repubblica-PASQUALE RAICALDO
19 Gennaio 2018

L’inquinamento da microplastiche, minaccia costante agli ecosistemi del Tirreno meridionale, e la citizen science, la pesca sostenibile e la presenza di organismi alieni nel nostro mare, complice la sua progressiva tropicalizzazione: Ischia si interroga sul suo mare tra passato e futuro con una serie di incontri, organizzati dalla sezione isolana della Lega Navale Italiana, in collaborazione con l’area marina protetta “Regno di Nettuno” (che abbraccia Ischia, Procida e Vivara), con il laboratorio di ecologia del Benthos della stazione zoologica Anton Dohrn e con Marina di Sant’Anna.

L’iniziativa, “Incontri con il nostro mare”, è rivolta in particolare alle scuole: nel primo appuntamento si è discusso del progetto di scienza partecipata promosso dall’Area Marina Protetta del Regno e concretizzatosi in un portale web (www.citizensciencerdn.org) nel quale confluiranno tutte osservazioni e avvistamenti da parte dei cittadini.

Venerdì 2 febbraio, alle 10, nella sede della Lega Navale (banchina olimpica 4, Ischia) si parlerà invece, con gli esperti di Marina di Sant’Anna, di “Rifiuti plastici in mare: dalle isole galleggianti alle microplastiche”: in particolare sarà illustrato l’impatto dei rifiuti in mare sulla vita degli organismi marini. “La plastica – spiegano gli organizzatori – è un materiale diventato ormai parte integrante della vita di tutti i giorni ma diversi fattori, tra cui uno smaltimento non appropriato, fanno sì che grandi quantità di questo materiale arrivino in acqua ogni giorno”. Venerdì 16 febbraio (ore 10, stesso luogo) i ricercatori della stazione zoologica Anton Dohrn parleranno invece delle problematiche ecologiche connesse con le attività di pesca a diversa scala, e della loro sostenibilità ambientale ed economica, con particolare attenzione alle problematiche di sovrasfruttamento delle risorse ittiche.

Il 2 marzo riflettori puntati sugli “Alieni del nostro mare”: il Tirreno è sempre più popolato da specie non native (aliene o autoctone), che peraltro costituiscono un pericolo potenziale alla conservazione della biodiversità indigena. Il ciclo di incontri si chiude il 16 marzo, alle 10, con “La storia sotto il nostro mare”: la cooperativa Marina di Sant’Anna illustrerà le scoperte archeologiche che, negli ultimi anni, hanno portato alla luce il porto della città romana di Aenaria, nella baia di Cartaromana, aprendo una nuova, affascinante pagina nella storia dell’isola d’Ischia. E del suo mare, naturalmente.

Ecco il manifesto di Lorenzo Mattotti per il Comicon 2018

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Due Pulcinella stilizzati, vestiti di azzurro, che sembrano muoversi a passi di danza, come due marionette. Ecco il manifesto ufficiale del Comicon 2018. A firmarlo, il magister di quest’anno, Lorenzo Mattotti. Il Salone internazionale del Fumetto di Napoli ideato da Claudio Curcio, quest’anno celebra i suoi primi vent’anni: l’appuntamento è sempre alla Mostra d’Oltremare, dal 28 aprile al 1 maggio. Attesi, come sempre migliaia di visitatori e fan, provenienti da tutta Europa (l’anno scorso i biglietti venduti furono oltre 130mila). Mattotti, magister per questa edizione, sarà protagonista anche della mostra “Seguendo le Tracce,” che si terrà a Villa Pignatelli dal 6 aprile al 27 maggio. “Volevo riprendere un archetipo di Napoli – dichiara, commentando il suo manifesto per la rassegna – e anche se può sembrare una scelta banale, ho sempre pensato che Pulcinella fosse un personaggio forte, iconico, misterioso e metafisico, ma allo stesso tempo sbracato e popolare, perfetto per rappresentare le tante anime del Fumetto. Volevo ovviamente allontanarmi dallo stereotipo del supereroe (anche se porta una maschera) ed è per questo che ho scelto di interpretare in chiave moderna, anche psichedelica, un personaggio della cultura e della tradizione partenopea”.
La Repubblica-PAOLO DE LUCA
19 Gennaio 2018

“The Light Between Us”: Darren Almond in mostra a Villa Pignatelli

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Appuntamento alle 12 di sabato 20, a Villa Pignatelli, per l’inaugurazione di “The Light Between Us”, mostra di Darren Almond, organizzata dalla Fondazione Donnaregina in collaborazione con il Polo museale della Campania e con “Incontri Internazionali d’Arte”. L’exhibit opere appartenenti a differenti capitoli della ricerca dell’artista inglese. Ogni sua serie rappresenta infatti un’indagine sulla relazione tra spazio e tempo, memoria e dialettica. Ogni immagine proviene dai tanti viaggi di Almond in luoghi remoti o poco conosciuti del mondo. “The Light Between Us”, include anche lavori dalla serie “Fullmoon”, iniziata nel 1998. Si tratta di fotografie di paesaggi notturni, tutte composte durante la luna piena e con lunghi tempi di esposizione. I luoghi sembrano immersi in una luce non familiare, quasi da giorno, in piena notte. In particolare, tra le opere in rassegna, ci sono scatti del 2015, quando Almond ha viaggiato nei profondi canyon delle cartiere intorno ad Amalfi, seguendo le orme del pittore romantico tedesco Carl Blechen, contemporaneo di William Turner. Le immagini sono state realizzate usando la luce solare diretta filtrata da un vetro nero. Tra gli altri viaggi di Almond, documentati nei suoi lavori,il Circolo Polare Artico, la Siberia, le Sacre montagne della Cina e la foce del fiume Nilo. Nel 2007, ispirato dal poeta Joseph Brodsky, si è recato anche nella città di Dudinka in Siberia, a documentare col suo obiettivo l’inquinamento della miniera locale di nichel a Norilsk. La mostra rientra in “Progetto XXI”, la piattaforma attraverso la quale la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone dal 2012, di esplorare da un lato la produzione artistica emergente dall’altro le pratiche artistiche più apprezzate degli ultimi decenni.
20 Gennaio 2018-La Repubblica

Fiume Sele, il “saluto” della lontra: l’avvistamento è eccezionale

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Fiume Sele, il “saluto” della lontra: l’avvistamento è eccezionale

Una lontra fa capolino, curiosa, nel fiume Sele, in un luogo in cui la presenza del mammifero non era ancora censito. Così, le fotografie di Raffaele Imondi rappresentano un nuovo documento, eccezionale, sulla presenza di un animale in via d’estinzione, che popola la vicina oasi Wwf di Persano. “Eravamo usciti per un’azione di monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti – racconta Imondi, guida ambientale Aigae – quando la sagoma della lontra, intenta ad attraversare il fiume, ha catturato l’attenzione mia e di Maurizio Fraissinet (già presidente del Parco nazionale del Vesuvio e vicepresidente di Federparchi, n.d.r.). L’esemplare ha fatto capolino per qualche secondo, poi è scomparso. Dopo 5 minuti, rieccolo: ha riattraversato il fiume, è salito sulla riva ed è nuovamente sparito”. Secondo recenti stime del Wwf sono appena 600 gli esemplari di lontra stimati in Italia: il loro areale di distribuzione, concentrato al solo Meridione, dall’Abruzzo alla Puglia, alla Calabria e in particolare alla Campania e alla Basilicata, è notevolmente ridotto. Ma gli avvistamenti lasciano spazio a prospettive rosee, come recentemente confermato da Antonio Canu, presidente di WWF Oasi: “Le sensazioni che la lontra stia un po’ meglio ci sono. Molto si deve all’istituzione delle aree protette e abbastanza alla crescente sensibilità di amministratori e comunità. Ma molto è ancora da fare, perché basta un niente e la situazione può nuovamente precipitare”.
La Repubblica-PASQUALE RAICALDO
20 Gennaio 2018

Il Costa d’Amalfi subisce una brutta botta col Castel San Giorgio

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Costieri sfortunati, dopo il forte svantaggio ed in inferiorità numerica non riesce la rimonta

 

Foto di Michele Abbagnara tratta dal sito costadamalficalcio.com

 Redazione – Quella presa in casa dal Costa d’Amalfi è una brutta botta col Castel San Giorgio, con i costieri che sono sfortunati che dopo il forte svantaggio ed in inferiorità numerica non riescono ad effettuare la rimonta.

Da un lato c’è molto rammarico per aver gettato via alle ortiche una partita che si poteva e doveva vincere dopo il colpaccio di sette giorni orsono in casa dell’Audax Cervinara, ma dopo il gol subito dal dischetto per un ingenuo regalo, c’è una buona reazione ficcante con ben tre palle gol, poi un altro regalo per il tris sangiorgese, ma dopo c’è la veemente risposta biancazzurra che tenta il vano recupero andando a segno per due volte nel finale di gara.

La gara – PRIMO TEMPO

9’   CDA  Controllo volante di Marino, e rovesciata spettacolare che termina alta sulla traversa.

16’  CSG  Conclusione di Romano U, dal limite, palla alta con Faggiano che controlla.

28’  CDA  Palla che arriva, dopo un colpo di testa di Marino, a Vitiello, tutto solo in area, tenta la battuta di prima intenzione ma la palla viene respinta da un difensore.

34’  CSG  0-1  Fallo di mano di Palumbo, calcio di rigore realizzato da Romano U.

37’  CDA  Azione strepitosa di Mascolo, cross da sinistra, e Ferrara di testa centra il palo.

41’  CDA  Miracolo di Cesarano che devia in angolo su botta sicura di Marino.

Una prima frazione che si gioca fino a metà tempo con ritmi bassi e che stenta a decollare, ma poi è un decollo verticale specie dopo il vantaggio regalato per un fallo di mano in area, con i costieri che reagiscono a spron battuto ma non riescono ad impattare anche per la sfortuna che li ferma sul palo.

SECONDO TEMPO

10’  CDA  Botta di Mascolo dai 20 metri, palla troppo centrale.

14’  CSG  Destro di Maio, Faggiano in angolo.

16’  CDA  Miracolo di Cesarano su Mascolo.

27’  CSG  0-2  Bella triangolazione al limite dell’aria, palla a Maio che di sinistro realizza.

29’  CDA  Destro di Ferrara, para Cesarano.

35’  CSG  0-3  Clamoroso errore difensivo, e Maio si ritrova tutto solo davanti a Faggiano e lo trafigge.

36’  CDA  (e) Espulso Cestaro per vivaci proteste.

40’  CDA  1-3  Punizione morbida di Mascolo e Marino di testa accorcia le distanze.

45’  CSG  (rig) Dal dischetto Maio cerca il cucchiaio, para Faggiano.

48’  CDA  2-3  Azione prorompente e Mascolo dal limite fa 2-3.

Un secondo tempo con i sangiorgesi che vanno a segno per due volte, una delle quali ancora su un’ingenuità, che poi errano un altro rigore dato e questo da la forza della veemente reazione al Costa che dopo aver sfiorato la rete, ne segna due in inferiorità numerica nel finale di tempo che era diventato un assalto al fortino.

Una sconfitta che pesa e che fa male, perché quando i costieri hanno deciso di giocare si sono dimostrati una squadra coriacea e grintosa anche con un uomo in meno. Ma le ingenuità ed i troppi regali  in questa categoria non sono perdonati. Ed ora c’è da prepararsi per la difficile trasferta in quel di Battipaglia.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 18^ GIORNATA – 3^ RITORNO

COSTA D’AMALFI – CASTEL SAN GIORGIO 2-3
Goals:
34’ Romano U (rig, CSG); st – 27’ e 35’ Maio (CSG), 40’ Marino (CDA) – 45’ Mascolo (CDA).
COSTA D’AMALFI: Faggiano, Cantilena (20’st Criscuoli), Palumbo, Cestaro, De Luca, Vigorito, Vitiello L (27’st Pommella), Di Landro (25’st Catalano), Marino, Mascolo, Ferrara D (45’st Ferrara V).
A disp. Napoli, Vitiello R, Aliberti.   Allen: Contaldo.

CASTEL SAN GIORGIO: Cesarano, Somma, Terrone (32’pt Matrone), Maio, Romano M, Cuomo (38’st Vitiello), Di Sanza, Ferrara, Romano U (40’st Siano), Ferrentino (21’pt Ndao, 16’st Iapicco), Napoletano.
A disp: De Luca, Olimpo.   Allen: Cerminara.
Arbitro: Gerardo Garofalo di Torre del Greco.

Assistenti: Salvatore Gambino (Nocera Inferiore) – Cristiano Pelosi (Ercolano).
Espulso: 36’st Cestaro (CDA) per proteste.

Ammoniti: st – 22’ Iapicco  (CS G),  32’  Romano M (CSG), 33’  Mascolo (CDA), 39’ Ferrara (CDA).

Note: giornata serena, erba sintetica buona, spettatori 200 circa. Al 45’st Faggiano para un calcio di rigore di Maio.
Angoli: 5-6.  Recupero: 2’pt e 4’st.

 

GISPA

 

Da un batterio antartico nuove prospettive per la cura del tumore al polmone

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Antartico
Lo studio dei ricercatori della stazione zoologica Anton Dohrn e della Federico II su una molecola isolata di un microscopico organismo marino
La Repubblica-PASQUALE RAICALDO
20 Gennaio 2018

Arrivano da un microscopico batterio marino antartico, lo Pseudoalteromonas haloplanktis TAC125, interessanti prospettive per la lotta ad alcune forme di cancro ai polmoni, con le eccellenze napoletane in prima linea in un progetto di ricerca italo-danese, i cui risultati sono stati pubblicati – lo scorso 19 gennaio – sulla rivista Nature Scientific Reports.

Effettuati presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Napoli Federico II, con il supporto dei ricercatori della stazione zoologica Anton Dohrn, gli studi di ecobiologia molecolare, effettuati su batteri isolati nelle regioni marine dell’Antartide, hanno portato alla caratterizzazione di alcuni metaboliti dal comprovato interesse nelle applicazioni terapeutiche. In particolare una, quella che promette novità nella lotta alle forme più subdole dei tumori ai polmoni: una molecola prodotta dallo Pseudoalteromonas haloplanktis in grado di sopprimere selettivamente cellule tumorali A549, modello della forma molto aggressiva di cancro del polmone detta “non a piccole cellule”, senza interferire con la sopravvivenza delle cellule sane.

Applicazioni potenziali che risponderebbero all’interesse globale ad identificare nuove molecole in grado di indurre una specifica morte cellulare programmata mediante segnali immunologici, senza dunque intaccare i tessuti sani, come avviene con i cicli chemioterapici. E dunque sono i batteri marini, che costituiscono un terreno fin qui in larga parte inesplorato, a tendere una mano all’uomo nei progressi, potenziali, alla lotta contro i tumori. Il progetto, coordinato dalla professoressa Maria Luisa Tutino del Dipartimento di Scienze Chimiche della Federico II, e dalla dottoressa Giovanna Romano della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ha visto il coinvolgimento di svariate competenze chimiche e biologiche, tra le quali le giovani ricercatrici Filomena Sannino e Clementina Sansone. Nel dettaglio, lo studio si è incentrato sul fenomeno di attivazione, solo nelle cellule tumorali, di uno specifico percorso di morte cellulare detto “piroptosi”.

“La scoperta di questa molecola, l’acido 4-idrossibenzoico, già impiegato nell’alimentazione umana, apre nuovi scenari – spiegano le ricercatrici – sia agli studi dei meccanismi molecolari della piroptosi, che allo sviluppo di terapie innovative, più efficaci e minimamente tossiche per il paziente, per poter debellare anche altre tipologie di cancro”.

Notizie scritte senza punto, alla faccia della grammatica

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Cilento, Valle dell’Angelo, rotolando per un secolo e oltre

Numeri da far riflettere, su di un social, l’ex sindaco di San Mauro, gc, ha fatto una ricerca, mettendo in luce il calo di abitanti, costante nel tempo, di un paese non lontano da Piaggine, Valle dell’Angelo, passato dai 1832abitanti del 1861 ai meno di 300 abitanti dello scorso anno, per la precisione 237   (di lupo chiama lupo)

Incontro di preghiera per l’unità dei cristiani – chiesa di S. Francesco: Sorrento

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Nella Chiesa di San Francesco a Sorrento, mercoledi 24 gennaio 2018, il nostro Vescovo Monsignor Francesco Alfano si raccoglierà in pregherà accanto al rappresentate in Italia della chiesa Russa Ortodossa il reverendo Ieromonaco Ambrogio Matsegora e il Rev Jon Backhouse, della Chiesa anglicana di Napoli, nell’ambito del progetto di preghiera per l’unità dei cristiani.

Si celebrerà anche quest’anno, dal 18 al 25 gennaio, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Potente è la tua mano, Signore” è il tema, frammento del canto di lode a Dio innalzato da Mosè dopo il passaggio del mare e l’uscita dall’Egitto. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa ecumenica di preghiera nel quale tutte le confessioni cristiane pregano insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso. Questa iniziativa è nata in ambito protestante nel 1908 e nel 2008 ha festeggiato il centenario. Dal 1968 il tema e i testi per la preghiera sono elaborati congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, per protestanti e ortodossi, e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per i cattolici.
A livello diocesano ci troveremo per una Liturgia ecumenica della Parola che si terrà mercoledì 24 gennaioalle ore 19.00 presso la Chiesa di San Francesco in Sorrento. Al momento di preghiera, insieme al nostro Arcivescovo, parteciperanno P. Ambrogio Matsegora, Vicario generale del Patriarcato di Mosca in Italia, e il Rev Jon Backhouse, della Chiesa anglicana di Napoli. 
Un’altra iniziativa è la Preghiera Interreligiosa, promossa dalla Comunità Tabor, che si svolgerà martedì 23 gennaio, alle ore 19.30 presso il nuovo centro La Tenda-Open Space di Castellammare di Stabia.
È disponibile on-line per poterlo scaricare il sussidio per la preghiera personale e nelle comunità.file attached   Sussidio

 

La manifestazione del «Gay pride» il 30 giugno a Pompei. Il sindaco Amitrano: «Non ho mai autorizzato questo evento»

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Il 30 giugno il Gay Pride Campania si farà all’ombra del Santuario di Pompei. E il sindaco Pietro Amitrano sbotta: «Non ho mai autorizzato la manifestazione». Il presidente dell’Arcigay di Napoli, Antonello Sannino, replica: «Noi la manifestazione la faremo lo stesso. Il sindaco non può vietare nulla». L’annuncio ufficiale, di Pompei che ospiterà la prossima edizione del pride campano, è arrivato al termine dell’assemblea del coordinamento «Campania Rainbow», al quale hanno preso parte le associazioni, movimenti e collettivi Lgbt della regione. Dopo Salerno, Benevento, Caserta, Bagnoli e i vari pride napoletani, «l’orgoglio Lgbt sfilerà per la prima volta a Pompei», fanno sapere gli organizzatori, «in una città, seppure altamente simbolica e di grande interesse internazionale, non capoluogo di provincia». Al primo cittadino, però, non è andato giù il fatto di aver dovuto sapere dai media che la sua città ospiterà il Gay Pride Campania. «Non ho mai ricevuto alcuna richiesta per autorizzare una manifestazione pubblica in data 30 giugno 2018. Alcuni mesi fa incontrai informalmente Sannino che mi accennò dell’idea di portare a Pompei il pride regionale 2018. Ci dicemmo che ne avremmo riparlato. In pratica mi hanno messo di fronte al fatto compiuto. Non voglio entrare nel merito della vicenda – precisa il sindaco, fresco di accuse di razzismo ai suoi concittadini che hanno espresso contrarietà all’impiego dei profughi negli Scavi – ma trovo quanto meno scorretto dover apprendere dal web che il 30 giugno si terrà il Pompei Pride 2018. Non è così che si procede. Per rispetto di questa amministrazione, ma anche di tutto coloro che invece si attengono alle procedure». Antonello Sannino, dal canto suo, procede con l’organizzazione del primo, e forse non ultimo, Pompei Gay Pride. «Il sindaco non può vietarci la manifestazione, può non darci il patrocinio. Cosa ben diversa. Se poi fa come Vladimir Putin che ha varato una legge anti-gay, non saprei cosa pensare. Eppure Amitrano è un sindaco di sinistra. È del Pd, lo stesso partito di governo che ha varato la legge Cirinnà sul matrimonio egualitario. Noi il 30 giugno saremo in piazza a Pompei. Nessuno potrà avvicinarci e dire: “da qui dovete andare via”. Il pride della Campania conta numeri esorbitanti e non ci sono solo gay. Gli eterosessuali che sfilano con noi sono decine di migliaia», precisa Sannino. Ed ancora: «Al pride di Pompei parleremo del rispetto dei diritti umani a 360 gradi: testamento biologico, diritto allo studio, ius soli e mutilazioni genitali femminili in uso in almeno 30 paesi dell’Africa». (Susy Malafronte – Il Mattino)

Cava de’ Tirreni. Disfida dei Trombonieri. Chiesto l’utilizzo dei fondi ministeriali per le rievocazioni storiche

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Accedere al fondo nazionale del Ministero per i beni e le attività culturali per le rievocazioni storiche. È questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni che ha dato il via libera al progetto per la realizzazione dell’edizione 2018 della «Disfida dei Trombonieri», l’evento che ogni anno rievoca le vicende eroiche che condussero il popolo cavese ad ottenere nel 1460 il riconoscimento della Pergamena Bianca dal Re Ferrante I d’Aragona. L’Ente cercherà di attingere finanziamenti dal Ministero che, lo scorso settembre, ha varato un apposito fondo di 2 milioni di euro che consente di finanziare, fino ad un massimo di 50.000 euro, 40 progetti nel prossimo triennio. Nello specifico, in collaborazione con l’Atsc (Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni) e con la partecipazione dell’Ente Montecastello, la giunta Servalli ha approvato il progetto dal titolo «Rievocazione Storica – La Disfida dei Trombonieri – La Pergamena Bianca», comprensivo del programma e del quadro economico finanziario, da trasmettere al Ministero. Il progetto candidato al finanziamento è stato strutturato in tre momenti: la storica benedizione dei trombonieri in occasione dei festeggiamenti in onore del SS. Sacramento (9 giugno); la rievocazione storica dei «guasti» del 1460, il Corteo Storico, il giuramento dei Capitani ed il sorteggio dell’ordine di sparo (il 30 giugno), e la Disfida che si terrà il primo luglio allo Stadio con la gara di sparo con i caratteristici pistoni. Per la realizzazione del progetto è prevista una spesa complessiva di 64.000 euro, di cui 32.000 dovrebbero essere a carico del Comune e 16.000 a carico del Ministero. I restanti 16.000 euro invece dovrebbero essere incamerati grazie agli sponsor. «Si tratta di un’ opportunità – afferma il vice sindaco con delega ai grandi eventi, Enrico Polichetti – che ci permetterebbe di organizzare una manifestazione ancora più bella e di promuoverla in maniera più efficace. Auspichiamo che il Ministero tenga in debita considerazione una manifestazione unica al mondo». (Valentino Di Domenico – Il Mattino)

Salerno diventa “capitale” del trekking. Al Fitur di Madrid la presentazione di pacchetti per gli escursionisti

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Salerno si candida a diventare una piccola capitale del turismo escursionistico. Per provare a richiamare visitatori in città anche quando le Luci d’artista sono ormai spente. Martedì mattina una delegazione di tour operator e guide Gae è partito alla volta di Madrid per partecipare al Fitur, Feria internacional de turismo, che fino al 21 vedrà riuniti buyers ed addetti ai lavori per presentare le nuove strategie in materia di turismo, promozione dei nuovi prodotti e industria dell’ospitalità. Accomodation Salerno, con Travel Before e Dapro viaggi, saranno ospiti di uno stand della Regione Campania per promuovere pacchetti dedicati a chi ama il trekking, che prevedono l’organizzazione di escursioni all’aria aperta e la sistemazione in b&b e case vacanze, con la formula del pernottamento e della prima colazione. Gli itinerari riguardano il Parco nazionale del Cilento, i Picentini, la Valle dei mulini e il Sentiero degli dei per la costiera amalfitana. La novità di quest’edizione 2018 sarà la presentazione del Sentiero del principe, un’idea di Adriano De Falco, guida Gae e leader di Il Duomo trekking. Da maggio ad oggi sono circa seicento le persone che hanno battuto i dieci chilometri del circuito ad anello che dal Duomo porta al Castello di Arechi per poi raggiungere le pendici di monte San Liberatore. E la passeggiata ha stregato perfino la rinomata Walden toscana, agenzia specializzata nella promozione di viaggi a piedi ed ecosostenibili, al punto che quest’anno per il tradizionale appuntamento con il Social trekking è stata scelta la Salerno longobarda. Grazie all’intermediazione di Leonardo Ricciardi di Outdoor Campania e alla collaborazione di Andrea Perciato di Trekking Campania, dal 23 al 25 febbraio quasi duecento escursionisti provenienti da tutta Italia faranno tappa in città per un mini tour alla scoperta delle bellezze naturali e storico artistiche del territorio. «C’è un segmento tutto da intercettare – spiega De Falco – nel quale crediamo molto. Occorre fare di più per promuovere la sentieristica e diventare una meta appetibile per le tante persone, sia italiani che stranieri, che amano il cammino. Abbiamo la fortuna di avere paesaggi invidiabili, sfruttarli significa muovere l’economia e destagionalizzare il turismo, riuscendo a riempire le strutture alberghiere ed extralberghiere anche nei cosiddetti periodi morti, come appunto febbraio». Ne è convinto anche Leonardo Ricciardi, che con Outdoor è stato pioniere in tal senso: «Siamo stati tra i primi ad organizzare gite in kayak con gli ospiti dell’ostello. Oggi siamo ancora più attrezzati ed il nostro calendario di attività è veramente fitto. Fare rete con le associazioni e puntare sulla promozione è importante, anche se occorre essere suffragati da una crescita del livello culturale locale». Un appello alle istituzioni arriva affinché si costruisca un piccolo ponte sopraelevato che consenta a chi vuole raggiungere a piedi il castello di Arechi di non ritrovarsi tra asfalto, smog e autovetture in fila. Attualmente, infatti, arrivati alle vecchie carceri femminili si è costretti a percorrere un piccolo tragitto “cementificato”, prima di tuffarsi nella pineta e di continuare la propria passeggiata. Altro neo riguarda la segnaletica, molto spesso assente o logorata dall’incuria, come più volte lamentato dai turisti, in particolare gli stranieri, che amano attraversare a piedi le città e le loro colline. A Madrid si parlerà anche del Sentiero del principe e di un social trekking per cui sono già arrivate diverse prenotazioni dal Nord Italia. Ricco il programma della tre giorni: venerdì 23, dopo l’accoglienza dei partecipanti, si terrà la proiezione del documentario “Road to myself” di Alessandro Pira, girato in parte sul monte Cervati. Sabato 24 è la giornata dedicata all’escursione, mentre nel pomeriggio si terrà un giro nel centro storico. La chiusura, in serata, è affidata ai Daltrocanto di Antonio Giordano con un concerto nel complesso monumentale di Santa Sofia. Domenica grande passeggiata collettiva fino alla panoramica cima di San Liberatore, da dove si domina Salerno e tutta la penisola amalfitana. (Barbara Cangiano – La Città) 

Ambiente e qualità della vita a Capaccio Paestum. Il Comune si candida al progetto “Spighe verdi 2018”

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Ambiente e qualità della vita: Capaccio Paestum si candida al progetto “Spighe verdi 2018”. L’ente ha aderito all’iniziativa della Foundation for environment Education Italia, che certifica la qualità ambientale delle località rurali, premiando le buone pratiche di sostenibilità che hanno effetto positivo sugli ecosistemi, ma anche sulle popolazioni, sul turismo e sulla commercializzazione dei prodotti agricoli. Si basa sull’esperienza Fee nella gestione del programma internazionale “Bandiera blu”. L’idea alla base è quella di un percorso che riconosca ad un intero territorio l’impegno a voler trovare e conservare un equilibrio tra ambiente, società ed economia. Il progetto deve dunque essere condiviso tra Comune, agricoltori, associazioni, ma anche singoli cittadini e gli stessi turisti che diventano i soggetti attivi per la sua realizzazione. L’adesione al programma è volontaria e del tutto gratuita per i comuni e viene formalizzata mediante l’autocandidatura, valutata poi da una Commissione di valutazione composta da rappresentanti del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Corpo forestale dello Stato, dell’Ispra, del Cnr, di Confagricoltura e della Fee Italia. Il Comune, diretto dal sindaco Franco Palumbo, quest’anno ha già concorso per la Bandiera blu, ottenuta per la terza volta consecutiva. Tenendo conto però anche della vocazione rurale del territorio, l’ente ha deciso di candidarsi anche per il progetto “Spighe verdi”, dando mandato al responsabile dell’area I, Antonio Rinaldi, di porre in essere tutti gli atti consequenziali e necessari. (La Città)

Napoli. Marcella Marconi è la prima donna alla guida dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte

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Galeotto fu il planetario di Viareggio. Quella visita, da bambina, ha plasmato il suo sogno di studiare le stelle. Marcella Marconi lo realizza nel 2000, quando prende servizio all’Osservatorio astronomico di Capodimonte. Ne diventa prima ricercatrice e, 18 anni dopo, spezza un tabù, ottenendo l’incarico di direttrice. È la prima donna, nei 211 anni di attività dell’antica struttura a ricoprire l’incarico. Classe 1971, padre ingegnere, madre giurista: Marconi si laurea in Fisica nella sua Pisa e si specializza in Astronomia a Firenze. Poi stage a Vienna e a Los Alamos in New Mexico, prima di arrivare a Capodimonte. Lieve accento toscano, occhi azzurri, Marconi sostituisce nell’incarico Massimo Della Valle. «Un onore per me – afferma – Ho ottenuto questo incarico nel centro astronomico più antico d’Italia, nella città che amo. Il mio obiettivo è lasciare un segno. Portare un po’ di Napoli nei progetti dei nuovi telescopi in costruzione in Cile e, perché no? Anche su Marte nel 2020». Marconi, quale sarà la prima cosa che farà da direttrice? «Mantenere alto il prestigio internazionale dell’Osservatorio. E per raggiungerlo vanno fatte ricerca e formazione. Ho intenzione di rafforzare quindi i rapporti con le università e di creare una convenzione con la Federico II. Cercherò di dare più possibilità agli studenti campani di lavorare qui». Ci saranno nuove assunzioni? «Compatibilmente coi fondi del Miur speriamo di avere un ricambio. È necessaria una forza lavoro nuova, che si affianchi a quella già presente, eccellente. Siamo coinvolti in molti progetti internazionali e occorrono giovani leve». Al di là del valore culturale e storico, che appetibilità può avere per un giovane astronomo una struttura inaugurata oltre 200 anni fa? «L’Osservatorio è tutt’altro che obsoleto. È nell’attività di ricerca che si svolge il nostro lavoro, che tocca tematiche di punta per l’astronomia mondiale. Siamo un’equipe di 40 scienziati e quello di Napoli è un caso unico in Italia di osservatorio impiegato su molte linee: dalla fisica solare ai pianeti extra solari, fino all’evoluzione stellare, all’esplorazione di Marte e costruzione di telescopi». Telescopi come l’E-Elt. «Si tratta di uno dei telescopi di prossima generazione, con 39 metri di diametro e costruito dall’European Southern Observatory in Cile, a una quota di tremila metri. Avrà capacità superiori addirittura al telescopio spaziale Hubble ed entrerà in funzione nel 2024, diventando un nuovo faro per tutti i settori di punta dell’astrofisica. L’Osservatorio è coinvolto nella progettazione di un modulo di ottica adattiva, il cui nome è “Maory”. È di un’importanza fondamentale, che servirà a correggere gli effetti della turbolenza atmosferica durante le osservazioni. Capodimonte è stato anche principale artefice del Vlt Survey Telescope, sempre in Cile. È entrato in funzione nel 2011 ed è sfruttato anche per trovare la controparte elettromagnetica delle onde gravitazionali, ossia il loro evento scatenante. Anche in questo caso i dati rilevati sono stati esaminati qui. Siamo sempre in prima fila nella ricerca astronomica internazionale. Basti anche pensare al progetto Cta». Sarebbe? «Parliamo di un osservatorio per lo studio dei raggi gamma ad altissima energia. Ci aiuterà a indagare sugli ambienti estremi dal punto di vista energetico e ai confini della fisica, come i buchi neri. Anche questo osservatorio sarà costruito in Cile». E per quanto riguarda Marte? «Un precedente direttore dell’Osservatorio, Luigi Colangeli, ha collaborato con Francesca Esposito alla prima missione ExoMars, dell’Agenzia spaziale europea. Il loro scopo era quello di creare uno strumento in grado di misurare le caratteristiche atmosferiche del pianeta rosso. Purtroppo la sonda andò distrutta nel 2016, nell’impatto con la superficie marziana in fase di atterraggio, ma nel 2020 ci sarà ExoMars2, sempre con guida napoletana». Più fortunata è stata la sonda Gaia, a cui ha lavorato anche lei. «Sì, è stata lanciata nel 2013 ed è in orbita. È importante per determinare le distanze cosmiche ed entro il 2020 ci fornirà una mappa tridimensionale inedita di oltre un miliardo di stelle. Abbiamo avuto un primo flusso di dati l’anno scorso, tutti studiati nei nostri laboratori. A fine ciclo la precisione sarà totale, come se osservassimo l’unghia di un astronauta sulla Luna, dalla Terra». (Paolo De Luca – la Repubblica)

Se il terapeuta è il mio computer. Una seduta col robot programmato per migliorare l’umore

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È una bellissima cosa quando il tuo psicoterapeuta ha il senso dell’umorismo. Lo è molto meno se ne ha così poco da dovertelo spiegare («Non è mia intenzione minimizzare i problemi, ma mi piace scherzare quando è il momento giusto») e soprattutto se la sua idea di una battuta è l’immagine animata di un cucciolo di istrice. D’altronde non è colpa sua, è stato programmato così: il mio «psicoterapeuta» è un robot. Si chiama Woebot, comunica solo via messenger e — spiega la didascalia sotto l’immagine di un automa ispirata al cartone animato Wall-E — è «pronto ad ascoltare 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Senza lettini, farmaci, roba dell’infanzia. Solo strategie per migliorare l’umore. E occasionali battute bonarie». Lo ha inventato una psicologa che lavorava all’Università di Stanford, Alison Darcy, ed è «istruito» per svolgere terapie cognitive comportamentali basate «sull’idea che non sono gli eventi in sé a crearci problemi, ma il modo in cui li pensiamo», chiarisce diligentemente nella prima seduta. Per avvertirmi poi che «per quanto possa sembrare intelligente, non sono capace di capire realmente le sfumature», che «a volte mi sbaglio» ed esortarmi a «non usare questo come un sostituto dell’aiuto umano». Alla fine della seduta si rivelerà di gran lunga il suo consiglio più utile. Il lavoro con Woebot è pensato per durare minimo due settimane e inizia con una valutazione dello stato mentale: quattro domande per sapere se e quanto spesso negli ultimi 15 giorni mi sono sentita «ansiosa, nervosa o sull’orlo»; se non sono stata in grado di controllare le mie preoccupazioni; se non ho mostrato «interesse o piacere nel fare le cose» e se ero «giù, depressa o senza speranza». Poi chiede come sto adesso mostrandomi una serie di opzioni. Sarebbe utile sapere quali. La chat però si inceppa, io non riesco a leggerle e scopro la mia risposta solo dalla replica di Woebot. «Sentirsi determinata e motivata è grandioso! Ben fatto!!» assicura in un crescendo di punti esclamativi. Inutile scrivergli che c’è stato un errore, che a quel punto mi sento demotivata e piuttosto vorrei essere a casa a guardare la tv. Il robot mi ringrazia di aver condiviso con lui il mio stato d’animo e va avanti per la sua strada. «Vuoi che il risultato sia un cambiamento in: 1. il tuo modo di pensare; 2. il tuo stato d’animo; 3. un’abitudine/dipendenza; 4. una relazione; 5. tutte le cose di cui sopra; 6. altro?». «Altro». «Ho capito. Hey, mi dispiace ma le mie categorie sono limitate . Maaaa… gli strumenti che ho sono super d’aiuto per gli umani che lavorano sulle altre aree nominate». Al terzo «super» e al quarto «hey» posso solo rimpiangere gli psicoanalisti a cui si dà del lei. Nel corso della giornata Woebot mi proporrà una quantità illimitata di emoticon e faccine, esortazioni entusiastiche («Sei bravissima!», «Ottimo lavoro!», «Oggi ti stai impegnando sul serio!»), immagini animate di cuccioli e omini danzanti. Le cose migliorano solo quando mi suggerisce di scegliere degli obiettivi «SMART»: la parola, che in inglese significa «intelligenti» è in realtà un acronimo per «specific, measurable, achievable, realistic, time-limited» («specifici, misurabili, raggiungibili, realistici, limitati nel tempo»). E quando mi costringe ad analizzare i modi in cui le tre affermazioni con cui mi fa descrivere il mio stato d’animo sono «distorsioni cognitive» basate sulla generalizzazione, l’opposizione tutto/ niente, il presumere ciò che gli altri pensano o il senso di colpa. Sono esercizi tipici della terapia cognitivo-comportamentale che spesso vengono somministrati via computer, con esiti anche positivi. Il problema di Woebot però è proprio quello che la sua creatrice Alison Daercy ritiene il suo punto di forza: proporsi come un «coach automatizzato» che intrattiene con l’utente una vera «conversazione». Anche se a sorpresa nell’immagine con cui saluta i miei buoni risultati a fine sessione c’è davvero una sottile ironia — è l’uomo di latta del Mago di Oz che balla di gioia — non funziona. Woboet non ha nemmeno un filo dell’empatia del personaggio del libro. Che è poi il segreto di ogni bravo psicoterapeuta. (Elena Tebano – Corriere della Sera)   

Cilento rurale. Benvenuti nel Paese del Marracuoccio. Lentiscosa dedica un museo al prezioso legume

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Per tutti è il Paese del Marracuoccio, l’unico posto al mondo dove nasce e cresce il legume dalle straordinarie proprietà divenuto presidio Sloow Food. Da qualche giorno c’è un motivo in più per raggiungere Lentiscosa, frazione collinare a pochi passi dalla più rinomata Marina di Camerota. Nel centro storico del paese è stata inaugurata la Casa Museo intitolata a don Francesco Crispino, parroco nel borgo cilentano dal 1953 al 1968. Lo spazio allestitivo nasce per iniziativa di Gerardo De Luca, ex impiegato delle Poste, innamorato della sua terra, di cui vuol far scoprire storie e memorie. Ed è un viaggio nel passato quel che propone – non solo ai turisti ma ai suoi stessi concittadini – attraverso la ricostruzione della vita quotidiana dei contadini cilentani. Donne e uomini la cui laboriosità è pari alla dignità. All’interno della Casa Museo si posso ammirare cimeli storici raccolti nelle varie abitazioni del paese, testimonianze del quotidiano rurale rimasto integro fino agli anni Settanta del Novecento. Ogni reperto conserva intatto un pezzo di storia da tramandare alle nuove generazioni. «Per non perdere la memoria – ha dichiarato De Luca nel corso dell’inaugurazione – ho cercato di creare questo museo per lasciare ai giovani quella che è stata la storia dei nostri avi». Non a caso il museo è stato intitolato a don Crispino, figura ancora oggi di riferimento per la comunità clientana. Per anni ha guidato le sorti spirituali del borgo, lasciando un ricordo indelebile nei cuori degli abitanti di Lentiscosa. «La Casa Museo – ha sottolineato l’assessore alla cultura Teresa Esposito – è un tassello importante che va ad aggiungersi ai percorsi storici e artistici delle nostre frazioni». Una sezione speciale del museo è riservata alla tradizione contadina. Non poteva essere altrimenti nel Paese del Marracuoccio dove si lavora per recuperare, tutelare e la valorizzare “il piccolo legume” da poco diventato ufficialmente, grazie all’impegno e alla determinazione sia dei produttori che degli enti locali, Presidio Slow Food. Simile ad un pisello o ad una lenticchia, ma più piccolo e squadrato, questo legume appartiene alla famiglia delle cicerchie (Lathyrus cicera è il suo nome scientifico) e per secoli è stato impiegato come alimento per il bestiame ma anche come fonte proteica per le popolazioni più povere o come cibo di sostentamento in periodi di carestia. Oggi sono rimasti in sei a Lentiscosa a coltivarlo: Domenica Caiazzo, Luca Cella, Domenico Cusati, Giuseppe Marotta, Lorenzo Pacelli e Sandro Mattia Peluso, con le loro aziende a conduzione familiare. La superficie coltivata si aggira intorno ai tre ettari e la produzione annua è di pochi quintali. Il Presidio «Maracuoccio di Lentiscosa», insieme alle altre otto eccellenze del territorio cilentano divenute Presidi Slow Food, dalle Alici di Menaica alla Cacioricotta del Cilento, dal Cece di Cicerale alla Soppressata di Gioi, vuole quindi salvare questo prodotto dall’oblio, rilanciarne la produzione, coinvolgere e sensibilizzare i giovani sull’importanza di questa coltura e creare una rete locale di ristoratori. All’interno del museo si racconta la storia del marracuoccio, che si può trovare soltanto a Lentiscosa e da nessun’altra parte nel mondo. Per apprezzare la maracucciata il modo migliore è venire nel Cilento e abbandonarsi ad un’esperienza fisica e culturale: non solo la possibilità di assaporare specialità gastronomiche senza eguali, ma anche nutrirsi della storia dei luoghi, godere delle bellezze naturalistiche del Parco nazionale con i suoi incantevoli itinerari, oppure tuffarsi nelle acque cristalline delle baie raggiungibili solo via mare, o ancora immergersi nella storia visitando i siti archeologici di Paestum e Velia oppure le grotte preistoriche di Marina di Camerota. (Carmela Santi – Il Mattino)

Mastro Antonio Amato, l’ultimo scalpellino: «Ho ottantacinque anni, con me scomparirà l’arte della pietra a Ravello»

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A Ravello la loro arte muraria è un marchio. Un marchio di famiglia. Perché sono tante le abitazioni e le ville che testimoniano la maestria di mastro Ciccio Amato e di suo figlio Antonio. L’unico, quest’ultimo, ad aver ereditato il talento del genitore. E non solo nella tecnica di realizzazione delle bocche di fuoco, ovvero monumentali camini a baldacchino costruiti in turece o in tufo grigio, così come nella realizzazione di bifore, portali e frontali. La loro impronta, quella appartenuta al nonno agli inizi del ‘900, contamina anche immobili tra i più sontuosi, come villa Cimbrone o la Rondinaia, aggrappata com’è alla roccia che dà a strapiombo su Castiglione. Mastro Antonio, ottantacinque anni compiuti da poco, è l’ultimo depositario di antichi segreti di costruzione. Quelli appresi dal padre, autodidatta innamorato del suo lavoro e alla cui arte Guido Fulchignoni dedicò un libro dal titolo «Il Fuoco e la Luce». Una genialità ed ecletticità pari a quella degli scalpellini-architetti che edificarono le cattedrali medievali. Lui, che tra gli ultimi lavori vanta il restauro di Palazzo Avino, non è solo un abile artigiano ma anche un impareggiabile artista, sulla scia paterna, dello scalpello e del martello. «Di notte, mentre tutti dormivano – racconta mastro Antonio – stavo vicino a lui e guardavo quei blocchi sistemati sul tavolo della cucina prendere forma. Ero incantato dal modo con cui usava scalpello e martello. Come si accorse della mia passione mi mise all’opera facendomi scolpire su pietra i contorni delle figure che prima di realizzare aveva riprodotto su carta». Alcune di queste opere realizzate nel tempo, anche per diletto, mastro Antonio le conserva nella sua abitazione di via Trinità a Ravello. «Il portale tufaceo dell’ingresso è l’ultima cosa che ho fatto – confessa – nel 2014 lo vide Sgarbi e si complimentò. Poi l’intervento subito al ginocchio alcuni anni fa mi ha limitato moltissimo. Avevo un’impresa di oltre venti operai e ho fatto lavori un po’ ovunque. Quelli recenti più importanti all’ex palazzo Sasso e a Castiglione in un’antica villa che si affaccia sul mare, proprio sul bivio». Altre sue opere anche da Cumpà Cosimo e a Scala: tutte della stessa spettacolare fattura, contraddistinte dal marchio di famiglia. Ovvero quella tecnica sopraffina di lavorazione della pietra. «Dei nove figli, tutti avviati con sacrifici agli studi, solo io ho imparato il mestiere di papà – racconta – Anche lui era figlio d’arte, l’aveva appreso a sua volta dal padre che aveva lavorato alla costruzione di Villa Cimbrone e della Rondinaia. Lui era giovanissimo quando entrò a far parte della squadra di trenta operai che si occuparono di quei lavori». Un custode della storia e della memoria artistica della città della musica, che ha cercato di valorizzare anche da assessore ai tempi del sindaco Salvatore Sorrentino. «La mia è un’arte destinata a scomparire – lamenta Amato – Il mio lavoro mi manca tanto – confessa mastro Antonio che per anni ha realizzato il palco di villa Rufolo ai tempi in cui l’Ept si occupava della programmazione dei concerti Wagneriani – Il rimpianto è che nessuno ha seguito le mie orme». Con orgoglio pesca i ricordi. E la sua mente va ai tempi in cui la sua arte era ricercata un po’ ovunque. «Ho lavorato anche fuori Ravello perché me la cavavo bene e poi la nostra era una tecnica particolare – confida questo fuoriclasse – Proprio come lo era il papà, definito da chi lo conosceva «ruvido ma essenziale». Ma soprattutto «elegante e lineare nelle sue forme artistiche». (Mario Amodio – Il Mattino)

Napoli. In tre anni 26.370 multe a parcheggiatori abusivi per 19 milioni, non pagate perché risultano nullatenenti

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Il conto fa venire i brividi. Solo negli ultimi tre anni i parcheggiatori abusivi di Napoli hanno ricevuto 26.370 multe, ognuna da 726 euro. Ovviamente nessuna di quelle contravvenzioni è stata pagata perché, ufficialmente, gli abusivi risultano nullatenenti: questo significa che dal 2015 ad oggi l’esercito partenopeo degli abusivi ha accumulato un debito con il Comune di Napoli che supera i 19 milioni di euro. Adesso potete anche fare spallucce e pensare che è un problema dell’amministrazione comunale. Ma sappiate, cittadini napoletani, che è un problema anche vostro. Perché quei 19 milioni di euro avrebbero potuto contribuire all’acquisto di nuovi bus, ad esempio, oppure potevano essere utilizzati per le mense scolastiche o per rimettere a posto le strade perforate di buche o semplicemente per rimettere in sesto il bilancio claudicante della città. Invece quella valanga di soldi non è uscita dalle tasche degli abusivi e non è finita nel bilancio del Comune, ma contribuirà a renderlo ancora più ingestibile. Perché per un certo periodo quei soldi verranno considerati come una possibile posta attiva del bilancio comunale, poi con il tempo verranno spostati nella casella dei crediti «difficilmente esigibili» e nel frattempo i conti saranno drogati da numeri che alla fine dovranno essere inesorabilmente cancellati. Ecco, quando spegnete l’auto e sentite «dotto’ una cosa a piacere», sappiate che pescando la moneta per piazzarla nella mano tesa del taglieggiatore voi vi impoverite, lui si arricchisce. E con quei soldi non porta nemmeno un po’ di beneficio alla città. D’accordo, molti adesso staranno pensando che un povero cristo non diventerà mai ricco grazie alla moneta che gli lasciamo al parcheggio. Pensiero sbagliato. Giusto per rinfrescare la memoria a chi non ricorda i numeri del «settore», ricordiamo che il mercato del parcheggio abusivo genera mediamente sull’intero territorio cittadino due milioni di introiti al mese, che moltiplicati per dodici mesi fanno 24 milioni di euro: siete ancora convinti che non ci si possa arricchire con il parcheggio abusivo? Ecco perché il mondo degli abusivi è gestito in maniera diretta o indiretta (a seconda delle aree cittadina) dalla camorra, sotto forma di clan che gestiscono i vari territori. Le strade «appartengono» ai clan che consentono l’occupazione solo dietro diretto pagamento o piazzando direttamente persone di fiducia. E qui scivoliamo sul tema delle figure professionali. In città sono state censite circa mille persone, uomini e donne, che svolgono il mestiere di parcheggiatore abusivo «fisso»: cioè gestiscono la loro strada ogni giorno. Ai mille stanziali si aggiunge un numero quasi altrettanto consistente di «volanti», quelli che entrano in azione solo nei weekend o in occasioni di particolare affollamento. Adesso torniamo al conto iniziale, quello che parte dai numeri ufficiali forniti dal comando della polizia municipale. Se esistono duemila abusivi e vengono inflitte ottomila multe all’anno, significa che ognuno dei taglieggiatori da strada prende più multe durante i dodici mesi. Sappiamo per certo che c’è un recordman del settore il quale nel corso della vita ha collezionato ben 270 multe; però abbiamo dati riferiti agli ultimi tre anni e ci atterremo a quelli. Per cui ipotizziamo che in media ogni parcheggiatore ha ricevuto circa tredici multe in tre anni. Se così fosse ognuno degli abusivi avrebbe un personale debito di circa 9.500 euro con il Comune, cioè con noi che siamo costretti anche a piazzargli qualche moneta in mano per evitare di ricevere maleparole (se va bene) o danni alla nostra automobile. Alla luce di quel che avete letto finora non pensate anche voi che sarebbe ora di estirpare questa piaga? Magari chiedendo a gran voce che qualcuno intervenga, magari anche evitando di utilizzare gli abusivi come garagisti personali. (Paolo Barbuto – Il Mattino)

Tramonti. Semi di leccio e quercia per il rimboschimento dopo gli incendi della scorsa estate

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Amore e rispetto per la propria terra: con in mente questi concetti la Pro Loco di Tramonti ha dato vita a una campagna di rimboschimento del polmone verde della Costiera amalfitana, dopo i terribili incendi della scorsa estate. Nei giorni scorsi i volontari della Pro loco hanno fornito a tutti i cittadini dei semi di quercia e di leccio da piantare in un vaso da fiori, dove accudirli e farli crescere. Successivamente i giovani fusti saranno portati nel loro habitat naturale, la montagna, dove saranno piantati andando a colorare di verde le zone distrutte dalle fiamme. Il patrimonio boschivo di Tramonti è uno dei fiori all’occhiello del comune collinare della Divina ed è necessario che i cittadini e le autorità lo difendano e lo tutelino. La Pro Loco riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle attività turistiche, in particolare per quel che concerne i prodotti tipici dell’enogastronomia e dell’artigianato locale, le tradizioni popolari, la tutela e la salvaguardia dei patrimoni storico-artistici, architettonici, culturali e ambientali. Tramonti, insieme con Maiori e Positano, è stato uno dei comuni più colpiti dagli incendi della scorsa stagione estiva. Un’escalation di distruzione che ha visto andare in fume centinaia di ettari di macchia mediterranea, nonostante il grande impegno profuso per settimane dai vigili del fuoco e dai volontari. A distanza di mesi, però, quella ferita è ancora aperta, con molte zone che portano ancora evidenti i segni della distruzione. Proprio per vedere rinascere il rigoglioso comune collinare la Pro Loco ha pensato di dare vita a questa lodevole iniziativa, invogliando i cittadini a far crescere i semi di quercia e leccio, piante tipiche di questa terra. Nelle scorse settimane in diversi comuni della Costiera si è discusso su come bonificare le zone interessate dagli incendi, dove evidentemente il rischio di frane e smottamenti è sensibilmente aumentato. Come tutte le rinascite e le ricostruzioni anche questa richiederà tempo, ma con l’aiuto non solo della Pro Loco ma dei tanti tramontani legati alla propria terra, presto la cenere generata dagli incendi sarà solo un brutto ricordo. (Salvatore Serio – La Città)  

“L’arte di scegliere il vostro futuro” al Liceo Grandi di Sorrento

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Due appuntamenti, due date, venerdi 12 gennaio e sabato 20 gennaio 2018, per conoscere meglio e di più questa Istituzione Liceale. Incontrare i docenti, vedere i grandi laboratori e soprattutto quella galleria d’arte all’ingresso con gli elaborati prodotti negli ultimi anni dagli studenti, quadri e statue e recentemente musica, tanta musica sui palcoscenici della città di Sorrento.

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Trentenne salernitana bloccata a Londra: «Da due mesi chiamo il Consolato per il passaporto ma non risponde nessuno»

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Il telefono squilla a vuoto, oppure la linea risulta occupata. Da due mesi e – ormai – centinaia di tentativi. Da un lato della cornetta c’è Federica Barbaro, trentenne salernitana, da 10 anni a Londra per motivi di lavoro. Dall’altra parte il Consolato generale d’Italia nella capitale britannica che Federica sta cercando di contattare – invano – da settimane per ottenere un banale appuntamento che avvii la procedura per il rinnovo del passaporto in scadenza. Documento che le è indispensabile per non rimanere intrappolata a Londra, senza la possibilità di poter viaggiare e ritornare a casa (anche in caso di emergenze) e che abbia anche il valore di una carta d’identità. «Non posso lasciare il Paese – spiega – e se mi succede qualcosa non ho un documento valido. Sono due mesi che chiamo, mando messaggi e mail. Sto tentando attraverso tutti i canali possibili, ma niente. Nessuna risposta. E sto solo cercando di ottenere un banalissimo appuntamento. Ma mi avevano avvisata di questo disservizio perché tanti italiani hanno lo stesso problema, sempre con il Consolato a Londra». A rendere ancora più irreale e kafkiana la situazione è il fatto che più Federica cerca alternative, più resta impigliata nei nodi di incomprensibili lungaggini e disservizi. «Ho provato a rivolgermi alla questura ma non possono far nulla senza il nulla osta del Consolato e, anche in questo caso, bisogna attendere mesi. Al Comune di Salerno, invece, mi hanno detto che non possono rilasciarmi la carta di identità perché sono residente a Londra. Non ho bisogno del permesso di soggiorno, in quanto me lo garantisce la mia cittadinanza, che però è provata dal passaporto e con la patente mi posso identificare ma non posso muovermi. Il risultato è che sono esasperata e indignata». E Federica sottolinea anche come tutto ciò sia «anacronistico e assolutamente fuori contesto storico e culturale». «Vivo – chiarisce – in una città dove non pago nulla di persona, non faccio nulla al telefono e, poi, mi ritrovo a scontrarmi contro la totale inefficienza del Consolato». Fino al luglio del 2017 il Consolato aveva un sistema di prenotazione online per prendere un appuntamento per il rinnovo. Non è stato mai un servizio particolarmente efficiente, con tempi di attesa di circa 3 mesi per avere un appuntamento, ma dava comunque la possibilità di parlare con qualcuno per poi aspettare i tempi normali per ricevere il passaporto (un mese circa). «Era un sistema lungo e frustrante, ma alla fine funzionava. Da luglio, invece, non è più consentito fare nulla online, si deve per forza chiamare. Hanno anche offerto un numero solo ed esclusivamente per il servizio passaporti, peccato che si possa chiamare solo dalle 8 e 45 alle 13, ma il numero risulta staccato o occupato. Se provi a contattarli attraverso il centralino del Consolato, la voce automatica rimanda all’altro numero. E, se mi presento in sede, non mi fanno nemmeno entrare perché non ho un appuntamento, quindi il carabiniere manco mi fa parlare». Insomma, stando anche alle critiche di fuoco degli italiani a Londra che si leggono sulla pagina online del Consolato sembrerebbe che, nonostante si trovi in Inghilterra, tra gli uffici della Harp House vigano le stesse prassi della burocrazia italica. (Eleonora Tedesco – La Città)  

Salerno. Bilancio di Luci d’artista. Meno bus turistici. Flop per la ruota panoramica, chiesta proroga fino ad aprile

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Salerno. Meno pullman turistici, più visitatori provenienti dal Nord Italia: sono questi i dati che principalmente caratterizzano l’edizione 2017-2018 di Luci d’artista, che se da un lato ha registrato un leggero calo di presenze rispetto agli anni precedenti, dall’altro ha visto crescere un turismo più consapevole e meno “mordi e fuggi”. «Siamo partiti in ritardo e in sordina a causa del contenzioso con la Blachere Illumination – ricorda l’assessore comunale all’Annona Dario Loffredo – ma ci siamo ripresi in corso d’opera, come conferma l’occupazione media di alberghi, b&b e case vacanze». Alcune attrazioni, come Lumina Minervae, sono state un successo. Altre, come la ruota panoramica, si sono rivelate un flop rispetto all’anno precedente, «per via delle condizioni meteorologiche». Un dato è certo: per l’edizione numero tredici occorrerà fare dei correttivi. I dati. La mostra di Leonardo da Vinci ha fatto staccare oltre 10.000 biglietti, mentre l’esposizione dei presepi di sabbia al museo diocesano ha conquistato quasi 25.000 visitatori. «È andata bene ma si poteva fare di più – ammette l’assessore – Per l’anno prossimo occorrerà individuare una location più facilmente raggiungibile dalle famiglie con i passeggini». Imprevisto il risultato di Lumina Minervae: in poche settimane i giochi di luce ricreati nell’antico orto di Matteo Silvatico, hanno raggiunto quota 15.000 visitatori. A deludere le aspettative, invece, i dati relativi alla ruota panoramica di piazza della Concordia: l’anno scorso, a guardare Salerno dall’alto, erano stati in 90.000. Quest’anno, invece, sono stati appena 50.000. «Colpa del maltempo», spiega l’assessore, anticipando che a Palazzo di Città è arrivata una richiesta di proroga della concessione dello spazio, per far restare la ruota fino ai primi di aprile. «La giunta dovrà esprimersi sui tempi, ma siamo favorevoli a concedere una proroga, anche perché la ruota non è strettamente legata al tema del Natale, dunque potrebbe continuare a fungere da grande attrattore». Alberghi e strutture extralberghiere. Come ogni anno sono il segmento che più di altri ha beneficiato dell’effetto Luci d’artista. Il tasso di occupazione media è stato dell’80 per cento, in particolare grazie a week end da tutto esaurito. Fino a quello del 13-14 gennaio, infatti, trovare posto in città, in particolare nel centro storico, era difficilissimo. Diverso lo scenario di questo fine settimana, dove in pochi hanno potuto contare ancora sul sold out, con ben 259 disponibili su booking.com, delle quali 149 in super offerta a partire da 32 euro a notte. Gli addetti ai lavori hanno lamentato, però, che a fronte dell’overbooking dal venerdì alla domenica, durante la settimana non si riuscivano a riempire le strutture. «Una considerazione giusta e costruttiva – chiarisce Loffredo – Ecco perché, nel corso della prima riunione organizzativa proporrò di stilare, già a partire da giugno-luglio, un cartellone di eventi capace di richiamare pubblico dal lunedì al giovedì. Penso a un sistema in rete tra i teatri cittadini, a partire dall’Augusteo, da adibire a set per il cabaret e la satira e alla sala Pasolini, dove potrebbero trovare posto spettacoli e iniziative per bambini». Loffredo immagina una programmazione quotidiana e non spot, anche per questo, con netto anticipo rispetto a quest’anno, sarà lanciata anche la chiamata alle armi per gli sponsor. I mercatini. A fronte di 112 stalli a disposizione ne sono stati assegnati 82. La gestione, per la prima volta è toccata al Comune, senza intermediazioni, con l’obiettivo, ribadisce l’assessore, «di garantire prezzi più bassi. Siamo passati dai 3.900 euro dell’anno precedente per una casetta sul lungomare, al prezzo massimo di questa edizione di 1.700 euro più Iva». Nonostante gli “sconti”, non sono mancate le critiche relative alla disorganizzazione, in particolare per il servizio di guardiania. «Dopo questo esperimento sarà necessario fare due cose: anticipare la data di apertura dei mercatini per consentire agli espositori di arte presepiale di incrementare le vendite già prima dell’Immacolata. E poi proseguire sulla linea di quest’anno, caratterizzata da una forte sinergia con la Camera di Commercio e le associazioni dell’artigianato. La priorità, come ho più volte ribadito, è ascoltare le esigenze degli operatori, per fare sempre meglio». I turisti. Rispetto alle passate edizioni, quest’anno si è registrata una maggiore affluenza di persone provenienti da Nord Italia, in particolare da Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. «E c’è stato un turismo meno “mordi e fuggi” e anche di maggiore qualità. Lo abbiamo desunto dal calo della richiesta delle card per la scontistica legate ai pullman. Questo conferma la crescita della manifestazione figlia di un’intuizione di Vincenzo De Luca e ci obbliga a fare meglio». Una curiosità: in città ha soggiornato per un lungo periodo anche un gruppo di giapponesi: «Merito della partecipazione sempre più assidua alle fiere di promozione turistica, in particolare Rimini e Londra, che ci hanno accreditato come manifestazione di primo piano». I bus. Un dato certo ancora non c’è, ma stando ad indiscrezioni, il numero è in calo rispetto alle passate edizioni. Molti hanno scelto di raggiungere Salerno in treno o in macchina, però la flessione induce a riflettere anche sulla necessità di cambiare. «Le Luci da sole non bastano più – ammette Loffredo – Bisogna riempire di contenuti la kermesse, con un’offerta sempre più ricca e variegata. Riproporremo anche il villaggio di Babbo Natale». Le “nuove” Luci. Videomapping, installazioni site specific, proiezioni a mare, incursioni digitali: sono queste le idee sulle quali l’amministrazione si confronterà già a partire dalle prossime settimane. Con un’apertura anche agli artisti locali che potranno proporre i loro bozzetti. (Barbara Cangiano – La Città)

Da febbraio le multe stradali arriveranno direttamente sulla casella di posta elettronica certificata

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Per qualcuno è una buona notizia perché ci fa fare passi avanti verso la smaterializzazione dei documenti con risparmio di costi di carta e di spedizione, per altri – quelli che sperano nello sforamento dei tempi per la notifica – decisamente no: dal primo febbraio le multe stradali arriveranno direttamente sulla casella di posta elettronica certificata, la Pec. Una rivoluzione che interessa ovviamente tutti i cittadini obbligati per legge ad avere un indirizzo Pec (aziende, imprenditori, professionisti) e coloro che per scelta hanno deciso comunque di fornirsi di questo strumento. Per tutti gli altri resterà valido il tradizionale canale della raccomandata. Attenzione però: chi riceverà le multe via Pec non potrà dire “non l’ho vista”. La norma (operativa in seguito all’emanazione da parte del ministero dell’Interno del Decreto del 18 dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio scorso) considera la multa spedita «nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione» e notificata «nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna completa del messaggio Pec». Due messaggi generati in automatico dal sistema, al di là del fatto che la mail sia stata effettivamente aperta oletta dall’interessato. Insomma i distratti, quelli che cambiano spesso l’indirizzo di domicilio fiscale proprio per non farsi raggiungere dagli avvisi di pagamento, o i “furbetti del ricorso”, non avranno più scampo. Una volta che il pubblico ufficiale ha inserito l’indirizzo Pec e premuto il tasto invio, il contatore della multa inizia a girare. I termini restano gli stessi: la notifica deve avvenire entro 90 giorni dall’infrazione; ci sono 60 giorni per fornire i dati dell’effettivo conducente, se richiesto (in caso di perdita di punti sulla patente); 60 giorni per il ricorso al Prefetto o 30 al Giudice di pace; 5 giorni per pagare con il 30% di sconto; 60 per il pagamento in misura ridotta. È lecito supporre che con il nuovo sistema difficilmente i termini di notifica passeranno invano. Ma come fanno le forze dell’ordine a conoscere la nostra Pec? In caso di contestazione immediata sarà lo stesso guidatore a fornirla. Se siete tra coloro che considerano la novità una iattura, sappiate che è inutile mentire dicendo di non avere indirizzo Pec: ci sono i pubblici elenchi ai quali il vigile, il poliziotto o il carabiniere possono accedere così da rintracciarvi lo stesso. Cosa che vale sia per il conducente sia per il proprietario (responsabile in solido se diverso dal conducente). Affinché la multa sia valida è bene comunque controllare che la comunicazione elettronica contenga tutti i dati obbligatori. Ovvero: la dicitura «Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada»; nome e indirizzo dell’ufficio che ha inviato l’atto; nome del funzionario responsabile “del procedimento di notificazione”; indirizzo e telefono dell’ufficio dove è possibile accedere al fascicolo; elenco pubblico da cui è stato preso l’indirizzo Pec; “copia per immagine” o “copia informatica” del verbale di contestazione con firma digitale; tutte le informazioni utili per consentire il ricorso. (Giusy Franzese – Il Mattino)

 

MUSEI CAMPANIA NETWORK: IL GEORGE VALLET DI PIANO

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Importante pomeriggio in Villa Fondi, nell’ambito del progetto MUSEI CAMPANIA NETWORK. La Direttrice Tommasina Budetta ha preannunciato l’imminente completamento del Ninfeo di Pipiano con le altre sei nicchie rientrate dalle mostre all’estero. Il sindaco Dott Vincenzo Iaccarino ha parlato della apertura al pubblico del terzo piano del museo, attualmente sottotetto usato come deposito. Notizie forti, importanti, promesse cariche di grande volontà che auguriamo vadano in porto. Si è chiesto altresì aiuto alle associazioni presenti sul territorio per dare una mano alla crescita sia espositiva che caratteriale. Bello sentire anche,che per la prossima mostra al Museo Archeologico di napoli dedicata agli etruschi, il museo George Vallet fornirà dei reperti.

Nell’ambito del progetto Promozione Musei e Biblioteche della Regione Campania e in collaborazione con il Polo Museale Campania si terrà il 20 gennaio 2018 una giornata di lavori dedicata alla presentazione del progetto di valorizzazione.

WEEK-END 20-21 GENNAIO 2018. CARTELLONE EVENTI

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Questo fine settimana è caratterizzato dagli open day del Bixio e del Liceo Musicale Grandi, e dalle celebrazioni delle festività dei Santi Antonio,Catello, Sebastiano, nelle rispettive città di Sant’Antonio Abate, Castellammare e Gragnano. Venti anni di attività del Centro Studi e Ricerche Francis Marion Crawford con present6azione della rivista GENIUS LOCI. Al Museo George Vallet con l’Associazione Culturale Circuito per una visita speciale.

 

Risultati immagini per bixio open day 2018

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SARACI IN DIRETTA DA VILLA CRAWFORD
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Il Liceo Artistico-Musicale Francesco Grandi di Sorrento è lieto di comunicare che dal 16 gennaio al 6 febbraio 2018 saranno aperte le iscrizioni all’indirizzo Musicale. Il Liceo nasce nel 2015, ed offre un’importante opportunità per tutti quei giovani che, volendo dedicarsi alla crescita musicale, necessitano di una formazione musicale specifica.
Nel corso del quinquennio lo studente, oltre allo strumento con la quale sosterrà l’ammissione, imparerà a suonare un secondo strumento monodico o armonico in base al primo e parteciperà a lezioni di musica di insieme; studierà discipline musicali teoriche (storia della musica, teoria, analisi e composizione, ecc.), oltre le discipline base che caratterizzano il piano di studi di un qualunque liceo (italiano, storia, matematica, ecc.)
Al termine del percorso liceale lo studente avrà acquisito: capacità esecutive ed interpretative, conoscenza di una ricca specifica letteratura solistica e d’insieme, acquisizione di tecnche improvvisative e di lettura/esecuzione estemporanea.
Il conseguimento della Maturità artistico musicale consente di proseguire lo studio della Musica in Conservatorio.
Possono accedere al suddetto indirizzo liceale, previo superamento dell’esame d’ammissione, tutti gli studenti che attualmente frequentano l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado.
Gli studenti interessati potranno avere maggiori informazioni in occasione degli open-day che si terranno in data 12 e 20 gennaio presso la sede centrale del Liceo artistico-musicale e avranno altresì modo di partecipare agli stage dimostrativi previsti a partire dal giorno 8 gennaio previo appuntamento telefonico (docenti di riferimento: prof.ssa Lea Anna Esposito, referente del dipartimento musicale, prof.ssa Olga Laudonia, docente di Organo, prof. Domenico Guastafierro docente di Flauto).
Si chiede pertanto la cortesia di estendere cotale invito agli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado.

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Pollica. Antonio, il figlio di Angelo Vassallo: «Come spiegherò a mio figlio la morte del nonno?»

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«Quante volte ho pensato a come raccontare a mio figlio la storia del nonno che non ha mai conosciuto, ma poi mi sono preoccupato del mancato senso di giustizia che gli avrebbe offerto e ho rimandato sperando a un lieto fine migliore e meno triste». Inizia così lo sfogo su Facebook di Antonio Vassallo, figlio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010 con nove colpi di pistola da mani ancora ignote alla giustizia, a seguito della notizia relativa alla scadenza il prossimo 13 febbraio dell’ultima proroga per le indagini. «Ho sempre confidato – aggiunge Antonio nel suo post – che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e sperato che potesse dare un significato migliore e un segno di speranza di vivere in una realtà dove la delinquenza prima o poi paga». Sono passati ormai più di sette anni da quella tragica sera, ma chi e perché ha ucciso il sindaco pescatore è ancora in libertà. Sette anni di attività investigativa, di impegno costante della magistratura, di attese e di speranze dei familiari, non sono bastati a rendere giustizia a un sindaco diventato per il suo operato un’icona della legalità. Antonio Vassallo lo racconta, in una sorta di vero e proprio dialogo, a suo figlio, Angelo junior, che suo nonno, il sindaco pescatore, mai l’ha conosciuto. «Certo che con grande orgoglio potrò raccontargli che persona buona e straordinaria era, le cose belle che ha fatto – scrive Antonio – che non aveva paura di affrontare i cattivi anche di fronte ad un arma rischiando di perdere la vita, ma andando comunque avanti con i suoi valori e come è stato bello essere suo figlio». Sette anni nei quali non sono mai emersi elementi sostanziali da poter consentire una svolta definitiva alle indagini. Questo traspare anche dalle parole di Antonio, che nel suo post aggiunge: “Gli racconterò per quale motivo non l’ha mai conosciuto e gli dirò che dei cattivi l’hanno ucciso e quando mi chiederà se sono stati presi gli dovrò dire che ancora sono a piede libero e che le autorità competenti non sono state capaci di capire cosa sia successo e purtroppo non sono neanche capaci di andare avanti con le indagini per scoprire la verità”. (Antonio Vuolo – Il Mattino)

GENIUS LOCI. PRONTO IL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA DEL CENTRO CRAWFORD

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Articolo aggiornato con video e interviste dagli inviati di Positanonewstv.

Il Presidente del Centro Studi e Ricerche Francis Marion Crawford, Antonino De Angelis, in una cortese intervista concessa agli inviati di Positanonews, ha presentato in anteprima l’uscita della rivista GENIUS LOCI 2014-2017 Fascicolo del ventennale dedicato a John C. Moran. La presentazione al pubblico avverrà il giorno 20 gennaio 2018 presso Villa Crawford a Sant’Agnello. I contenuti sono di grande interesse, dal ricordo di Donna Paola Zancani Montuoro di Salvatore Ferraro al convegno Viaggi e Soggiorni in Europa. Questo numero ospita uno scritto di Vincenzo Stinga, noto pittore sorrentino, qui a battesimo come erudito letterario con un racconto a dir poco avvincente.

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Napoli. Il Cardinale Sepe: «La violenza non vince mai». Rilancia la lettera di 11 anni fa: «Portate le armi in chiesa»

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Verrebbe da dire con amarezza che a Napoli, in 11 anni, non è cambiato granché, almeno sotto l’aspetto della violenza giovanile. Tanto che il cardinale Crescenzio Sepe ripropone una lettera scritta per i giovani undici anni fa. Era il 2 febbraio 2007 e il titolo dell’appello è quanto mai attuale: «Lasciate cadere i coltelli». La nota, all’epoca, segnava un fatto grave: l’uccisione a coltellate del sedicenne Luigi Sica a Santa Teresa degli Scalzi da parte di un quindicenne. Il fatto scosse la città e non lasciò indifferente la Chiesa. Furono stampate diecimila lettere per invitare i ragazzi a deporre le armi e a portarle in ceste appositamente predisposte nelle chiese. «Vengo come padre – esordiva il cardinale nello scritto – e busso alla porta della vostra vita, per dialogare come vecchi amici, con familiarità e in confidenza, e perché siete parte importante della mia grande Famiglia». Giornali, televisioni, mondo della scuola, uffici di Curia, parrocchie, la mobilitazione allora fu notevole. I giovani volontari della pastorale giovanile andarono nelle piazze, nei luoghi di ritrovo, all’uscita dei pub e delle pizzerie a distribuire il messaggio del Vescovo ai giovani. E a leggerlo sembra scritto oggi. «Spesso si ha la sensazione che la via per arrivare ad affermare la propria autonomia sia la sopraffazione – si legge ancora – si pensa di conquistare il rispetto degli altri incutendo in loro il timore. Tra alcuni di voi si è diffusa una certa mentalità di bullismo, ritenendo che la via più facile per farsi strada o risolvere rapidamente conflitti e contrasti sia la violenza. No, cari giovani, non è questa la via. Così non si va lontani, non si costruisce nessun domani migliore». Allora come oggi i giovani erano al centro dell’azione pastorale della Chiesa di Napoli. Di qui l’appello dell’arcivescovo che nel 2007 chiedeva ai ragazzi un atto di coraggio: «Sfoderate il vostro coraggio e portate nelle chiese le armi, tutte le armi che rinnegano la vita; deponete d’avanti all’altare di Cristo i coltelli, le lame che uccidono la speranza e infangano la vostra giovinezza e la vostra dignità di uomini». Furono raccolti circa 150 coltelli ed in seguito bruciati simbolicamente dal Cardinale in piazza del Gesù il 6 aprile del 2007 nel corso della Via crucis. Un segno forte, ai giovani fu chiesto di abbandonare la strada della violenza e di consegnare quegli strumenti di morte. La consegna in qualche dimostrò che molti si erano convertiti: «Aprite le vostre mani! Lasciate cadere i coltelli che reclamano vendetta, che rispondono all’odio con l’odio, diventeranno segni di vita. Insieme a tutti gli altri strumenti di morte saranno distrutti e saranno trasformati in arnesi utili a coltivare la terra». Oggi il cardinale ripropone quel testo, attraverso le pagine del settimanale della Diocesi Nuova Stagione, per la sua drammatica attualità. A distanza di 11 anni si torna a chiedere ai ragazzi violenti di fare un passo indietro, nell’ultimo mese ci sono state numerosi aggressioni a minorenni da parte di altri minori, per un pelo non ci è scappato il morto. La voce di Sepe è ancora forte e ripropone, anche attraverso questa lettera, la richiesta fatta a fine anno alla Prefettura di Napoli: l’istituzione di un tavolo permanente per affrontare il problema in maniera risolutiva. (Elena Scarici – Corriere del Mezzogiorno)

Il tecnico della Salernitana Colantuono tace sul mercato. Silenzio sugli attesi rinforzi

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Il mercato sembra chiuso per Stefano Colantuono. Il tecnico della Salernitana alla vigilia del primo match di campionato del 2018 in programma questo pomeriggio all’Arechi nel consueto monologo pubblicato sul sito ufficiale del club evita di soffermarsi sulle trattative che stanno riguardando il cavalluccio marino. Un unico passaggio sull’unico acquisto della sessione invernale dei trasferimenti, quel Simone Palombi giunto dalla Lazio che oggi debutterà con la maglia granata, probabilmente per dar vita a una “staffetta” con un compagno. «Gli mancano un po’ di minuti nelle gambe e dovremo avere un po’ di pazienza e aspettarlo ma è un giocatore con notevoli capacità e qualità importanti», la sottolineatura di Colantuono che ha salutato Giuseppe Rizzo. Ieri pomeriggio, infatti, il centrocampista è passato ufficialmente in prestito (con obbligo di riscatto in caso di promozione in B) al Catania, chiudendo un accordo già trovato da qualche giorno. E in entrata? Lunedì dovrebbe essere la giornata buona per l’annuncio di Tiago Casasola dall’Alessandria, dai grigiorossi può arrivare anche il trequartista Nicola Bellomo. Ma le trattative entreranno nel vivo soltanto dall’inizio della prossima settimana quando i granata dovranno per forza di cose rompere gli indugi e dare una sterzata al suo mercato. Ogni pensiero, adesso, è rivolto solo al Venezia. «Ci aspetta subito una gara difficile, contro una squadra compatta e difficile da affrontare, vogliosa di giocarsi tutte le partite a viso aperto», la preoccupazione di Colantuono che, però, punta tutto su due parole magiche: lavoro e voglia di riscatto. «Il lavoro svolto in ritiro a Cascia è andato bene, abbiamo fatto buone sedute di allenamento, la squadra ha risposto in maniera positiva e da un punto di vista lavorativo è stata una settimana molto importante. Il gruppo ha voglia di lavorare, di crescere, tutti ragazzi molto disponibili e vogliosi e questo è un grande punto di partenza – il viaggio nei primi giorni del 2018 del trainer di Anzio – C’è da invertire il trend delle ultime gare in termini più di risultato che di prestazione, confermando quanto di buono fatto con Foggia e Palermo e cercando di riscattarci». Una gara a cui la Salernitana arriva con molte incognite date dalle indisponibilità che rendono più corta la coperta a disposizione di Colantuono: «In linea di massima ho già deciso e purtroppo sarà una partita in cui ancora una volta dovremo far fronte a tante assenze. La nota positiva è il recupero di Tuia anche se non è al top». La carica sembra essere quella giusta. Colantuono, isolandosi da tutti i mugugni di una piazza che di qui al 31 gennaio s’aspetta i colpi per compiere il salto di qualità, punta proprio sul fattore pubblico per cominciare il nuovo anno con il piede giusto: «I nostri tifosi sono un patrimonio che dobbiamo portarci dietro con l’entusiasmo – la conclusione del traghettatore del cavalluccio marino – Qui c’è grande cultura calcistica: nonostante i due passi falsi ho incontrato gente che ha saputo essere obiettiva nel riconoscere la prestazione della squadra e la tanta sfortuna. C’è grande maturità e cultura, prerogative che possiedono solo le tifoserie che conoscono il calcio e che lo vivono in modo spasmodico». (La Città)

Sant’Agnello, Rosario Salerno “Amareggiato perchè colpito alle spalle”. Confalone verso commissariamento

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Sant’Agnello, Penisola Sorrentina. Troviamo a Sorrento dopo varie ricerche e telefonate Rosario Salerno. Salerno è da sempre uomo di Chiesa, ha buoni contatti a Roma nel Vaticano, ex candidato sindaco a Sant’Agnello, e sempre presente nell’Arciconfraternita di San Prisco e Sant’Agnello, che ha contribuito a far diventare Arciconfraternita. Sta succedendo di tutto, dubbi sulle elezioni sul web, lo stesso Salerno attaccato all’epoca perchè ha fatto un ricorso arrivando fino a Papa Francesco contro la “sospensione” di fatto dello ius electionis da parte del Vescovo di Castellammare di Stabia – Sorrento, Alfano, ora sembra sia stato fatto fuori dall’Arciconfraternita. Rosario, non siamo uomini così addentro alle cose della Chiesa, cosa c’è di vero? “Di vero c’è che sono amareggiato e mi sento colpito alle spalle..” Ma cosa succederà ora? “Dopo l’elezione di cinque componenti, dove non sono stato eletto, uno purtroppo è stato colpito da infarto e non è in condizioni di salute, ovviamente sono cose che emergono e sono altri che devono valutare..” Ma lei cosa ne pensa? “Penso che ho dato tanto, tutto me stesso. Ho contribuito molto a dar il giusto riconoscimento dopo duecento anni..” C’è la politica dietro? “No la politica non c’entra, solo una cattiveria che non meritavo” . Ma cosa potrebbe succedere ora al Confalone? Ora della vicenda se ne potrebbe occupare  la Curia di Sorrento e per essa dall’Ufficio delle Confraternite, in passato l’allora Confraternita del Pio Monte dei Morti dei Santi Prisco e Agnello ( ora Arciconfraternita anche grazie ai buoni operati di Salerno, ndr )  fu commissariata con il Com. Bruno Balsamo, potrebbe essere che succeda lo stesso ora? Il primo degli eletti è stato Vincenzo Gargiulo , nipote di Boomerang, poi  Aniello Russo , Giovanni Coppola ,  Francesco Accardi e Vincenzo Cappiello

Agropoli. Ricoverato per febbre alta, Lucio Martinelli muore a 49 anni. I familiari hanno chiesto l’autopsia

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Muore a soli 49 anni mentre si trova ricoverato presso l’ospedale di Agropoli. Lucio Martinelli è deceduto ieri mattina presso il presidio sanitario agropolese, in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Secondo una prima sommaria ricostruzione, ancora tutta da verificare, l’uomo sarebbe giunto presso il nosocomio di Agropoli nella nottata tra giovedì e venerdì, tramite un’ambulanza del 118, in preda alla febbre alta. Pare che il soggetto già avesse l’influenza da alcuni giorni. I medici in servizio gli avrebbero praticato le cure del caso, ma con il trascorrere delle ore la situazione clinica dell’uomo sarebbe precipitata portandolo alla morte. Questa è avvenuta nelle prime ore di ieri. Una situazione che ha sconvolto i familiari che hanno proceduto a formalizzare, nella giornata di ieri, una denuncia alla locale caserma dei carabinieri, diretti dal capitano Francesco Manna, che indagano sull’accaduto. Avvertito il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, che ha disposto il sequestro della cartella clinica del paziente. Secondo quanto riferito dal direttore sanitario dell’ospedale cilentano, Francesco Lombardo, «la morte sarebbe intervenuta per cause naturali», pare a seguito di un infarto, «niente di particolare è accaduto. Almeno sul piano clinico. Questo è quello che mi è stato riferito…». Ma i familiari vogliono vederci chiaro. Nelle prossime ore si conoscerà la data nella quale la salma dell’uomo, che è stata posta sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria, verrà sottoposta ad autopsia. La stessa giace presso la morgue dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. In un primo momento era stato ipotizzato che a causare il decesso dell’uomo fosse stata la meningite, circostanza poi subito esclusa dai medici che hanno avuto in cura il 49enne. La vittima, sebbene non fosse di Agropoli, era molto conosciuta nella località cilentana, dove lavorava, saltuariamente, come operatore della raccolta differenziata dei rifiuti. Nel contempo si adoperava, anche in questo caso in maniera non continuativa, anche per dare una mano presso due pescherie della zona: site, una a pochi passi dal lungomare; un’altra presso il centro cittadino. L’esame autoptico potrà chiarire se ci sono state eventuali responsabilità da parte dei medici che hanno avuto in cura l’uomo o se il decesso è avvenuto, come ritengono gli stessi professionisti, per cause naturali. La Procura vallese potrebbe nominare nelle prossime ore un consulente che analizzi la cartella clinica per comprendere quali erano le condizioni dell’uomo, al momento dell’arrivo presso il pronto soccorso e se le cure praticate allo stesso sono state idonee o meno. Certamente bisognerà attendere poi l’esame autoptico e i relativi riscontri per avere un quadro completo della situazione e tirare le conclusioni del caso. (Andrea Passaro – La Città)

Napoli. Volla, tredicenne va in classe con un coltello da lanciatore: «Lo tengo per difesa»

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All’uscita da scuola i ragazzi vanno veloci. Tanto che se perdono qualcosa nemmeno se ne accorgono. Questa volta da uno zainetto è «sfuggito» un coltello. Una di quelle lame cosiddette a farfalla. Le conoscono bene i lanciatori nei circhi. Ieri mattina l’arma è finita sul pavimento di un’aula. Classe terza media dell’istituto San Giovanni Bosco a Volla, area nord della provincia di Napoli, territorio assaltato dal cemento, a ridosso della periferia metropolitana come Ponticelli. Città di cerniera e anche di frontiera, con l’immancabile quartiere della 219. Ad accorgersi di quell’oggetto con i manici decorati ma dall’aspetto sinistro è stata la professoressa dell’ultima ora di lezioni. Lo ha raccolto e ha chiesto di chi fosse. E come se nulla fosse uno degli alunni in «fuga» verso casa ha ammesso di averlo perso. «È mio ma non l’ho comprato io – ha detto il tredicenne – lo tengo un po’ ma è nostro». Cioè di un gruppo di adolescenti compagni di scuola e anche amici di scorribande. Un’arma condivisa, insomma. Alla San Giovanni Bosco, istituto comprensivo con elementari e medie, è scattato il putiferio. Il panico. L’insegnante ha trattenuto i ragazzini, ha avvertito la preside, poi sono stati chiamati i carabinieri. Immediato il tam tam nel cortile dell’istituto. «Lo hanno sgamato», a mezza voce la notizia che quel coltello a farfalla era appena stato trovato dagli adulti è volata da un alunno all’altro. A saperlo erano dunque in tanti. Chiamati anche i genitori del ragazzino che custodiva la lama tagliente come un rasoio e lunga più di otto centimetri. Due persone che lavorano e tirano su la famiglia, persone perbene che non hanno nulla a che fare con certi brutti ambienti. «Chi ti ha dato quel coltello?», raffica di domande le cui risposte sono adesso scritte nel fascicolo che i carabinieri del maresciallo Salvatore Manna, diretti dal capitano della compagnia di Torre del Greco Emanuele Corda, hanno inviato al tribunale per i Minori di Napoli. Baby gang, l’ipotesi piomba come un macigno. Come una malattia contagiosa. «Questo coltello è del gruppo – avrebbe continuato il ragazzino – lo teniamo a turno per evitare che i nostri genitori lo trovino. Ce l’abbiamo per paura». Per paura? Un’arma per fronteggiare le aggressioni dei coetanei. Un Far West giovanile, dove impera la legge del più forte e la difesa “fai da te” contro bulli e baby criminali che prendono di mira proprio i giovani più semplici, ingenui. È una delle ipotesi degli investigatori che però non escludono la possibilità che si tratti di una bravata: portare con sé un coltello per mostrare la propria forza. «In questo istituto il target sociale è medio alto – dicono gli insegnanti – Non ci sono alunni borderline, nessuno che abbia manifestato abitudini violente. Sono tutti figli di cittadini normali. L’anno scorso abbiamo vinto un premio per un corto contro il cyberbullismo». Tra le indagini, il capitolo «acquisto». Come procurarsi un simile oggetto? In un market online, per esempio. L’oggetto costa poche decine di euro e siccome il meccanismo per utilizzarlo è diverso da quello di un normale coltello, è possibile partecipare a corso di addestramento attraverso video tutorial su You Tube. Che sia la piattaforma di Amazon o di qualche altro megastore telematico, basta dare i dati di una carta di credito prepagata e un indirizzo per la consegna. Ma in Rete il mercato parallelo e clandestino è florido almeno quanto quello reale, precisano gli investigatori. In ogni caso, se i ragazzini hanno fatto acquisti online, hanno comunque lasciato tracce: e anche su questo i carabinieri sono al lavoro. Al momento è forte anche il sospetto che il gruppetto abbia recuperato la lama in qualche mercatino. Ce ne sono alcuni dove è possibile comprare «oscenità» di ogni genere. E per gli adolescenti, tra i prodotti più accattivanti ci sono quelli proibiti. «Non potranno essere sottoposti ad alcun procedimento penale – dice Franco Micozzi, penalista, docente di Giurisprudenza informatica digitale alla Statale di Milano – Certamente il tribunale per i Minori avvierà una serie di verifiche e potrà attivare Servizi sociali, convocare i genitori o procedere con altre misure a tutela dei minori se ne intravede necessità gravi. Gli adulti a cui sono affidati, compreso il personale scolastico che ne ha la cura e la vigilanza, è però responsabile soltanto se vengono provocati danni. E questa è materia di Diritto Civile». Nei prossimi giorni, invece, sarà certamente materia di riflessione l’episodio della Giovanni Bosco: qui forse gli adulti dovranno «studiare» la maniera per dissuadere bambini e adolescenti a non perseguire strane idee. (Rosa Palomba – Il Mattino)

 

Napoli non molla Politano e resta in corsa per Deulofeu. Sogna Lucas Moura ma il brasiliano va verso la Premier League

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Prosegue la caccia all’esterno, operazione che il Napoli proverà a mettere a segno. Trattativa sempre aperta con lo spagnolo Deulofeu del Barcellona che il club catalano ha messo ufficialmente in lista di sbarco: il direttore sportivo Giuntoli ha già avviato i contatti con il suo procuratore Gines Carvajal per trovare il punto d’incontro sull’ingaggio. Discorso per il momento in stand by ma che può prendere corpo. Non ci sono margini però per il prestito con diritto di riscatto, formula gradita dal Napoli; la trattativa può decollare solo sulle basi di un acquisto a titolo definitivo o del prestito con obbligo di riscatto. Il Barcellona vuole 20 milioni, il club azzurro ci ragiona ma è ancora in atto una riflessione perché per caratteristiche Deulofeu non sarebbe proprio l’ideale per il gioco di Sarri. E poi c’è il desiderio dello spagnolo d’intraprendere una nuova esperienza ma da titolare. Si deciderà a breve, il discorso è collegato alle altre trattative: il profilo più adatto sarebbe quello di Politano, l’esterno del Sassuolo che verrebbe di corsa a Napoli. L’accordo con lui si raggiungerebbe in tempi rapidissimi. «Per Politano è un sogno giocare in una grande realtà come il Napoli, non avrebbe problemi ad andarsi a giocare le sue chances in una squadra con grandi calciatori. Il Sassuolo ha fatto le sue scelte e ha detto che è incedibile. Va bene così ma fin quando il mercato è aperto noi ci proveremo», ha detto il suo agente Davide Lippi. Manca ancora il requisito fondamentale per concludere l’affare e cioè la volontà del Sassuolo di cederlo. Il club azzurro, però, non molla facendo leva proprio sulla volontà di Politano ed è pronto ad investire venti milioni con i prestiti di Giaccherini e Maksimovic. Il profilo più importante è quello di Lucas Moura, il talento brasiliano del Psg, l’anno scorso titolare ma in questa stagione chiuso da Cavani e Neymar: affare però complicatissimo per le cifre dell’operazione relative sia alla valutazione dell’esterno d’attacco che al suo ingaggio. Motivi che lo spingono verso la Premier League, piace a due squadroni come Tottenham e Manchester United. Il club azzurro sta già lavorando da tempo su Younes per giugno, l’attaccante tedesco dell’Ajax che si libererà a parametro zero: si sta provando ad anticipare l’arrivo ma bisogna trovare l’accordo con il club olandese che chiede un indennizzo economico consistente (è stata rifiutata un’offerta importante dello Swansea). In attesa dell’arrivo di un nuovo esterno si è bloccato il trasferimento di Giaccherini al Chievo che si potrebbe chiudere più avanti (adesso è spuntato anche l’interesse dell’Atalanta): in questa fase il Napoli aspetta perché l’ex juventino potrebbe essere inserito in altre trattative e perché non può rimanere scoperto nel ruolo. In questo momento non va via neanche Tonelli, il quinto difensore centrale di Sarri, mai impiegato quest’anno: bloccato l’ex difensore dell’Empoli perché a gennaio potrebbe muoversi in prestito Maksimovic che piace a diversi club in Italia e all’estero. Il direttore sportivo Giuntoli è già al lavoro per giugno quando la priorità sarà il portiere per il dopo Reina (anche il brasiliano Rafael è in scadenza di contratto e l’unico sicuro di restare è Sepe). Diversi gli obiettivi individuati: il tedesco Leno del Bayer Leverkusen, il portoghese Rui Patricio dello Sporting Lisbona, l’argentino Rulli della Real Sociedad e Perin del Genoa. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, nominata senatrice a vita. Solo dopo 40 anni ha raccontato gli orrori vissuti

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L’ultimo gesto di pietà venuto da italiani di cui Liliana Segre abbia memoria, prima della deportazione ad Auschwitz, arrivò dai detenuti comuni di San Vittore. Il giorno in cui portarono via lei, allora tredicenne, e suo padre, quei carcerati si misero a rumoreggiare, lanciando verso di loro arance, biscotti, guanti, gridando “Dio vi benedica, non avete fatto niente di male”. Ladri, assassini, truffatori, ma capaci ancora di provare pietà. E se oggi questa signora ottantasettenne, nominata senatrice a vita dal presidente Mattarella, ricorda ancora con vivezza quest’episodio, raccontato in tutti i suoi incontri con gli studenti e perfino nell’ultimo di pochi giorni fa, è perché fu un momento speciale. Di quelli che non fanno perdere la fiducia nel genere umano, cosa indispensabile se si deve sopravvivere. E Liliana Segre ce la fece, insieme con i pochi altri bambini italiani deportati. Fu una dei cinquantasei o forse settantasei bambini italiani a sopravvivere – secondo stime mai del tutto verificate né forse verificabili – insieme con Tatiana e Andra Bucci, le più giovani testimoni ancora in vita che di anni ne avevano 6 e 4. Se le riuscì fu per l’ostinazione ad aggrapparsi a quel poco di umano che le capitò d’incontrare, dopo le leggi razziali del 1938. E della sua esperienza Liliana Segre ha dato testimonianza infinite volte, raccontandola soprattutto ai giovani, nelle scuole. Svolgendo così quel compito di «dare lustro alla patria con altissimi meriti nel campo sociale» che Mattarella ha voluto premiare. Per molti anni, com’è accaduto alla maggior parte degli scampati al lager, Liliana Segre non parlò. Solo negli anni ’90 decise di raccontare. La sua memoria, incredibilmente ricca di dettagli, parte dal giorno del 1938 in cui suo padre cerca le parole per dirle che non andrà più a scuola come prima. Ed è allora che la bambina Liliana scopre il suo ebraismo, come una colpa. «La mia famiglia era ebraica agnostica, cioè non frequentavamo il Tempio o ambienti ebraici». Pure, il padre e lo zio avevano combattuto nella Prima Guerra mondiale, si sentivano patrioti italiani. Ma da allora, nella Milano in cui era nata ma cominciava a sentirsi come straniera, iniziano le risatine delle ex compagne di scuola che la guardano da lontano senza salutarla. «Non venivo più invitata alle festicciole dalle amiche, non potevamo più ascoltare la radio… la cameriera che assisteva mio nonno ammalato di Parkinson non potevamo più tenerla». Quando, dopo l’8 settembre e l’armistizio, l’occupazione nazifascista allunga i suoi tentacoli sull’Italia del centro-nord, in casa Segre si decide di cambiare identità. Il padre procura documenti falsi con un nome siciliano che Liliana non riesce a imparare, ma con quelli la bambina può rifugiarsi presso due famiglie cattoliche: eccoli, i segni dell’umano che aiutano Liliana a credere nel futuro. Ma alla fine del 1943 viene il momento di tentare la fuga e nella memoria è fortissimo il ricordo della manina piccola stretta a quella del padre, nella notte e nella neve, tentando di attraversare il confine con la Svizzera. Nel raccontare Liliana Segre comincia spesso la frase con un “mi ricordo” che allinea i pensieri, li rende quasi visivi. L’attraversamento della frontiera è un momento di gioia subito cancellato dalla decisione dell’ufficiale svizzero di ricacciarli indietro: «Ebrei impostori, in Svizzera non c’è posto per voi». Il ritorno in Italia significa arresto, detenzione per quaranta giorni a San Vittore. Poi un pomeriggio l’arrivo di un militare tedesco che legge 605 nomi di persone che saranno deportate: c’è anche “Segre”. «Era la deportazione a cui non avevamo creduto fino all’ultimo momento: la gente diceva non è possibile che mandino degli italiani fuori dal Paese». Questa incredulità testimoniata da Liliana Segre, questa sottovalutazione della gravità di una situazione diventata rischiosa per gli ebrei già nel 1938, con le leggi razziali, fu ciò che facilitò ai nazifascisti lo sporco lavoro delle deportazioni. Dopo una settimana di viaggio in un treno piombato, Liliana arriva a Birkenau-Auschwitz e da allora non vedrà mai più suo padre. Il racconto della sua permanenza nel lager incide la mente con un chiaroscuro di sensazioni e ricordi fin dalla rievocazione dell’arrivo: quando lei viene scelta tra quelle destinate a sopravvivere, «mentre tante ragazze andavano direttamente al gas, noi scelte guardavamo con una certa invidia quelle che andavano via con i camion». Quindi l’umiliazione di essere denudate davanti a soldati sghignazzanti, la privazione di tutto ciò che faceva parte della propria vita precedente, il marchio bestiale del tatuaggio inciso sulla carne. «Eravamo già delle cose diverse, eravamo già quelle nullità che loro volevano». E nel campo Liliana si difende sforzandosi di non guardare mai in faccia i suoi persecutori, cercando d’ignorare i cumuli di cadaveri ammassati ai lati del campo o le compagne in punizione. Ad Auschwitz Liliana lavorerà in una fabbrica di armi come operaia e scamperà a tre selezioni. La morte le scivolerà accanto innumerevoli volte, ma lei riuscirà a schivarla, anche quando tutto sembra perduto, anche durante la marcia della morte del gennaio 1945. Sarà alla fine di quella marcia che Liliana vede il comandante del campo sfilarsi la divisa. «Si mise in mutande, quell’uomo alto, sempre elegantissimo, crudele sulle prigioniere inermi. Buttò la divisa sul fosso, la sua pistola cadde ai miei piedi e io ebbi la tentazione fortissima di prenderla e sparargli». Ma non lo fece. «Mi sembrava un giusto finale di quella storia, ma capii di essere tanto diversa dal mio assassino che la mia scelta di vita non si poteva assolutamente coniugare con la teoria dell’odio e del fanatismo nazista». Spiega così, Liliana Segre, quando racconta quel suo passato lontano. Sarà bello che sieda in Senato, portando lì il monito vivente di ciò che è stato e non dovrebbe mai tornare. (Titti Marrone – Il Mattino)

Napoli / Vico Equense Voto di scambio, avviso per Cesaro e Flora Beneduce

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Napoli / Vico Equense . Il deputato di Forza Italia Luigi Cesaro e due consiglieri regionali azzurri – Armando Cesaro, capogruppo e figlio di Luigi, e, per quanto riguarda l’area della Penisola sorrentina amalfitana di cui si occupa Positanonews, la dottoressa  Flora Beneduce dirigente ospedale Sorrento  – hanno ricevuto avvisi di conclusione indagini da parte della procura di Napoli, per un’ipotesi di voto di scambio in relazione a fatti che, secondo la tesi accusatoria, sarebbero avvenuti tra il maggio ed il giugno del 2015, in occasione cioè delle ultime elezioni regionali.

“Ormai non sorprendono più gli interventi giudiziari alla vigilia di consultazioni elettorali. Puntuale, come in passato, giunge, con l’immancabile clamore mediatico, un avviso di garanzia per esponenti di primo piano del nostro Movimento: al deputato Luigi Cesaro e ai consiglieri regionali Flora Beneduce ed Armando Cesaro viene contestata una ipotesi di voto di scambio in relazione a fatti che, secondo la tesi accusatoria, sarebbero avvenuti tra il maggio ed il giugno del 2015 in occasione cioè delle ultime elezioni regionali. Non a caso l’attività investigativa protrattasi per circa tre anni, giunge puntualmente a conclusione in coincidenza della presentazione delle liste e della imminente campagna elettorale”. Così in una nota il coordinamento regionale campano di Forza Italia.

“Gli stessi fatti addebitati per natura, tenuità e, soprattutto, per come vengono descritti, non sono assolutamente idonei a dimostrare l’accusa formulata. Né ci meravigliamo più nemmeno di fronte al doppiopesismo giudiziario che, nel caso di esponenti della sinistra, sorvola su alcune vicende che hanno avuto

vastissima eco anche nazionale (incitazione pubblica al voto di scambio) e conclude con celerità encomiabile (qualche settimana!) procedimenti inerenti ipotesi accusatorie analoghe. Forza Italia non si lascerà in alcun modo intimidire da simili iniziative e lotterà per evitare che il libero consenso dei cittadini possa essere condizionato o inquinato da interferenze giustizialiste, a difesa del principio costituzionale della sovranità popolare”, conclude la nota

Napoli. Baby gang come Gomorra. L’aggressore di Ciro imita Genny Savastano: cinturino dell’orologio come tirapugni

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Napoli. Non vedeva l’ora di provare la tecnica del «cinturino» dell’orologio. Appena si è avvicinato alla sua preda ha agito con freddezza e con accurata lentezza, un movimento registrato in presa diretta dalle telecamere di sicurezza della Metropolitana: si è sfilato l’orologio d’acciaio, lo ha capovolto e lo ha stretto all’altezza delle nocche delle dita della mano destra, creando una sorta di tirapugni pronto all’uso. Una scena nuova, inedita nel panorama criminale delle gang giovanili. Una tecnica che il bulletto avrà provato allo specchio di casa, che risulta inquietante anche agli occhi degli inquirenti più smaliziati. Già, perché la storia del pestaggio di Ciro, lo studente di Materdei a cui domenica scorsa hanno spaccato il naso senza alcun motivo, nei pressi della metro «Policlinico», offre nuovi spunti da approfondire. Possibile infatti – secondo quanto riflettono fonti investigative – che quel ragazzo che brandisce l’orologio d’acciaio sia stato suggestionato da una sequenza cult della terza edizione di Gomorra. Finzione e dolore, reality e realtà chiusi ora in un fascicolo della Procura dei minori. Ma cosa ha spinto quel minore ad inventarsi un tirapugni con l’orologio? Ricordate il pestaggio del commercialista di casa Savastano? A sferrare colpi al volto del «traditore» è Genny, che si fa consegnare l’orologio regalo di famiglia, lo impugna con il cinturino all’altezza delle nocche e dà inizio alla vendetta. Sangue che schizza, esattamente come accaduto domenica scorsa alla fermata della metro collinare. Ciro, lo studente 16enne del Cuoco, vittima di suggestioni televisive che hanno turbato la mente del suo aggressore? Materia a metà strada tra sociologia e indagini, se sono gli stessi poliziotti dell’Arenella, che hanno avuto il merito di chiudere il cerchio attorno al branco di quattro picchiatori, ad indicare la storia del cinturino-arma impropria in un comunicato stampa. Impietose le immagini ricavate dalle telecamere, quelle che proiettano la realtà dei minori di Napoli condizionati – forse – dalla potenza della fiction televisiva. Ma torniamo alle indagini dei poliziotti del commissariato Arenella: ad impugnare l’orologio tirapugni è il quindicenne C.M., mentre a colpire Ciro è il presunto capo del branco, si tratta di G.S.O.R.; ad essere denunciati sono anche i sedicenni E.V. e G.G. Tutti accusati di concorso in lesioni, secondo la ricostruzione della Procura. Ma chi sono i quattro picchiatori di domenica scorsa? Che vite hanno? Sono tutti incensurati, figli di incensurati. Studiano e sono integrati, appartengono a famiglie mai segnalate per fatti criminali. I primi due – parliamo di C.M. e G.S.O.R – sono figli di genitori naturalizzati italiani (i genitori del primo sono rumeni), che svolgono comunque attività modeste ma legali. Nulla che abbia a che vedere con storie di camorra o con azioni predatorie, magari per rapinare un cellulare o un oggetto di valore. Qui, come in altre storie di questi giorni, c’è solo violenza fine a se stessa, l’esigenza di uscire di casa, di puntare un gruppo rivale e «battere qualcuno». Scenari simili al pestaggio di Arturo, in via Foria lo scorso 18 dicembre, ma anche di Gaetano, all’esterno della metro di Chiaiano, appena otto giorni fa. Inchieste aperte, branchi sotto i riflettori, indagati, indiziati, segnalati. Proviamo a fare chiarezza. A partire dal caso di Arturo, lo studente colpito da oltre venti coltellate, per il quale è in cella ad Airola, con l’accusa di tentato omicidio e tentata rapina, un ragazzino di 15 anni: si chiama F.C., anche se nella zona di via San Carlo all’Arena lo conoscono come ‘o nano per la sua statura; è stato riconosciuto da Arturo, nelle ore immediatamente successive l’aggressione subita. Da oltre un mese la polizia sta scavando nel suo gruppo di amici, per individuare gli altri tre responsabili dell’aggressione. Oltre a F.C. ci sono altri due indagati: si tratta del 17enne G.L.P che lavora come garzone nella bottega di Ferrigno e del 14enne F.L. che da sempre fa parte del gruppo di amici di F.C. Indagati per tentato omicidio e tentata rapina, hanno storie processuali differenti: il 17enne G.L.P. è stato riconosciuto da Arturo come uno degli autori dell’aggressione, ma viene rilasciato dopo un paio di ore in questura, grazie all’alibi che gli fornisce Ferrigno; il secondo, parliamo del 14enne indagato pochi giorni fa, non è stato riconosciuto da Arturo, ma viene coinvolto soprattutto per la sua stretta vicinanza al «nano». Ieri è stato convocato in Questura per essere interrogato. Difeso dal penalista Luca Mottola, si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a consegnare il cellulare, che va ad aggiungersi ad altri tre cellulari acquisiti prima di Capodanno dalla polizia. Facile immaginare che la polizia stia cercando tracce per la «geolocalizzazione» dei singoli soggetti indagati, per capire se la loro posizione è riconducibile a quello spaccato di via Foria, in quella fascia oraria in cui è stata consumata l’aggressione a carico di Arturo. Ma la rosa dei sospettati in questa vicenda è decisamente più ampia. Sono una decina i soggetti identificati e sono tutti riconducibili al gruppo di amici di ‘o nano. Difeso dal penalista Emireno Valteroni, il ragazzino dal carcere di Airola respinge le accuse, non accetta il riconoscimento operato da Arturo. Quanto basta a spingere gli inquirenti a formalizzare una richiesta di incidente probatorio, nel tentativo di collocare Arturo di fronte agli indagati, a loro volta accanto a sagome di ragazzi con le stesse fattezze fisiche, per un riconoscimento definitivo. Possibile a questo punto pensare che la rosa degli indagati sia destinata ad essere ampliata, anche alla luce di un elemento: gli amici di Arturo hanno fatto sparire foto e messaggi dai rispettivi gruppi social. Qualcuno sta cercando di far sparire le tracce della propria appartenenza al gruppo di F.C., nel tentativo di allontanare da sé la pressione della polizia. Poi c’è un terzo caso di violenza brutale contro un minore. È quello di Chiaiano, dove otto giorni fa Gaetano – studente di Melito – è stato aggredito da quattro minori. Tutti e quattro sono stati denunciati per lesioni e danni gravissimi (Gaetano ha perso la milza), attualmente sono a piede libero, anche se lo scenario investigativo in queste ore è diventato granitico: contro i quattro minori ci sono le immagini delle telecamere, ma anche la testimonianza della vittima e di un altro componente del branco che ha avuto la forza di chiedere scusa e di rispondere alle domande della polizia (anche grazie al ruolo costruttivo dei genitori). Tre episodi drammatici che ora attendono sviluppi esemplari. (Leandro Del Gaudio – Il Mattino)

Milano. La Cassazione dichiara adottabile il figlio della coppia dell’acido. E la madre ricorre alla Corte europea

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I genitori «non hanno manifestato un reale pentimento». «Medesimo giudizio di inadeguatezza per i nonni», che non hanno dimostrato consapevolezza «della gravità dei comportamenti dei figli». E poi c’è una domanda chiave (alla quale i giudici nei tre gradi di giudizio hanno dato una risposta negativa): una madre che deve scontare 20 anni di carcere e un padre che ha accumulato due condanne a 14 e 23 anni possono assicurare un «ambiente familiare» per sostenere la crescita serena ed equilibrata di un bambino? Quel bambino, oggi 2 anni e mezzo, è il figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, coppia responsabile di tre feroci aggressioni con l’acido che hanno lasciato due ragazzi sfregiati per sempre (un terzo si salvò dal lancio con un ombrello). Il piccolo, concepito durante il delirio criminale e nato con i genitori già detenuti, da più di un anno vive con la coppia che lo ha in pre-affido e che, con la decisione depositata ieri dalla Cassazione, potrà crescerlo per sempre. La Suprema Corte ha stabilito che le due sentenze «milanesi» che decretavano l’adottabilità del bambino sono corrette, fondate e coerenti. Da maggio a dicembre 2014 la coppia attaccò qualsiasi ragazzo avesse avuto una relazione con Martina, con un feroce e deviato intento di «purificare» la ragazza. Ma allontanare il figlio non è una sorta di «pena accessoria» per la coppia. Il punto chiave è la crescita del piccolo: «La prioritaria esigenza del figlio di vivere nell’ambito della propria famiglia di origine può essere sacrificata in presenza di pregiudizio grave e non transitorio all’equilibrato sviluppo della sua personalità», scrive la Cassazione. Non si allontana il bambino dai genitori perché sono «cattivi», è la linea comune ai tre gradi di giudizio, ma perché non sono adeguati al ruolo di genitori. Lo stesso discorso vale per i nonni. E questo, stabilisce la Suprema Corte, è stato accertato al termine di un lavoro adeguato e approfondito: la madre di Boettcher, ad esempio, ha partecipato a oltre 40 incontri con psicologi e periti del Tribunale. La prima a invocare l’adottabilità fu, a pochi giorni dal parto, la pm della Procura per i minori di Milano Annamaria Fiorillo: «Il pregiudizio causato al bambino dal fatto stesso di avere quei genitori è maggiore del pregiudizio che gli deriva dal perderli, anche a scapito dell’interesse ad avere consapevolezza delle proprie origini», scriveva nell’agosto 2015. Una lettura che ha resistito fino a oggi. «Si conferma quanto accertato in più sedi — afferma il Procuratore capo per i minorenni di Milano, Ciro Cascone — Adesso su questa storia, per rispetto e nell’interesse del bambino, deve calare un definitivo sipario». Attraverso il legale Laura Cossar, Martina Levato sostiene che «è stato un rapimento» e l’avvocato annuncia: «Faremo ricorso alla Corte Ue dei diritti umani». Il legale dei nonni materni, Massimiliano Gabrielli, non usa toni più pacati: «La Procura milanese ha eretto muri intorno al bambino per allontanare i nonni, che sono due insegnanti e farebbero l’impossibile per curare il nipote. È un’operazione di pulizia genetica da parte della magistratura». Alla fine della sentenza i giudici fanno l’ultima considerazione: «Se il bambino rimanesse legato ai parenti, inevitabilmente sarebbe costretto a confrontarsi con la storia drammatica di chi lo ha concepito». Crescerebbe nell’identità di «figlio della coppia dell’acido». (Elisabetta Andreis e Gianni Santucci – Corriere della Sera)

 

Sorrento, Open day istituto Santa Maria della Pietà: i bambini recitano il Tasso – VIDEO

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Siamo stati all’Open day dell’Istituto “Santa Maria della pietà” a Sorrento e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’organizzazione e dal metodo di educazione dei piccoli, i quali si sono cimentati nella recitazione delle opere del Tasso, con un risultati divertente e sorprendente. La scuola offre un progetto per l’educazione di infanzia (dai 2 anni e fino ai 6 anni) e scuola Primaria (dai 6 anni agli 11 anni).

La storia del Conservatorio “Santa Maria della Pietà” è strettamente legata all’antico Palazzo Correale risalente al XIV. Oggi il Conservatorio è, appunto, scuola paritaria retta da un consiglio di amministrazione, che nomina le insegnanti ed il Coordinatore didattico, ed accoglie i bambini dalla Sezione primavera alla Scuola Primaria. E’ l’unica scuola cattolica presente sul territorio del Comune di Sorrento.

Open day Santa Maria della Pietà

Pubblicato da Positanonews su Sabato 20 gennaio 2018

Positano, questa sera Happy Hour al “La Cambusa”: buffet e musica by Dj Lillotto e Dj Power!

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Continuano le iniziative del ristorante “La Cambusa” di Positano. Lo storico locale della perla della Divina, infatti, questa sera ha organizzato l’Happy Hour: dalle ore 18,30 sarà possibile accedere al prezzo di 20 euro al buffet, con stuzzichini preparati dallo chef Leo Russo, e ai drink by Vita. La serata verrà movimentata dalla musica dei Dj Lillotto e Dj Power.

Sempre interessanti e accattivanti le iniziative del ristorante che delizia i palati dei visitatori dal lontano 1970 e che rappresenta ormai una colonna portante per tutte le persone che fanno tappa nella meravigliosa città della Costiera. Un posto unico nel suo genere, vista la sua posizione da sogno in piazzetta Amerigo Vespucci nella zona di Marina Grande, che è il massimo sia per godere di una serata romantica con il proprio partner, sia per una serata in famiglia.

Anziani presi di mira, i carabinieri di Amalfi e Battipaglia arrestano due truffatori

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OPERAZIONE DEI CARABINIERI DI BATTIPAGLIA ED AMALFI A TUTELA DELLE FASCE DEBOLI: TRATTI IN ARRESTO DUE NAPOLETANI PER ESTORSIONE AI DANNI DI ANZIANI.

Operazione dei Carabinieri delle Compagnie di Battipaglia ed Amalfi, nella giornata di ieri, contro i reati commessi ai danni degli anziani.
Arrestato a Bellizzi il 44enne Giuseppe Mosca, pregiudicato del quartiere Miano di Napoli, per concorso in tentata estorsione aggravata ai danni di un 93enne, mentre a Tramonti è stato arrestato il 27enne Ettore Navarra, pregiudicato sempre di Napoli, preso mentre tentava di allontanarsi da Maiori dopo essersi fatto consegnare 2.500 €uro da una 70enne.
I FATTI.
Alle 11:30 circa di ieri, è giunta alla Centrale Operativa della Compagnia di Battipaglia una richiesta di intervento da un 33enne di Bellizzi che denunciava una telefonata pervenuta al nonno 93enne, residente nel suo stesso condominio ad un piano inferiore, da parte di un anonimo interlocutore che, presentatosi come Maresciallo dei Carabinieri, richiedeva una somma di danaro, non quantificata e per la quale sarebbe stato delegato al ritiro un collega, al fine di scongiurare l’arresto del nipote coinvolto in un sinistro stradale.
Nel corso del servizio effettuato nell’immediatezza dai Carabinieri della Compagnia di Battipaglia e della Stazione di Bellizzi è stato bloccato il 44enne Giuseppe Mosca, mentre tentava di allontanarsi dall’abitazione dell’anziano, dove di fatto era entrato per ritirare i soldi, dopo essersi avveduto della presenza del nipote.
Sempre nella giornata di ieri, i Carabinieri di Amalfi sono stati allertati da una 70enne di Maiori che richiedeva l’intervento dei militari una volta resasi conto di aver ceduto alla richiesta giunta da una persona presentatasi telefonicamente come un avvocato, che le intimava di consegnare un’ingente somma di danaro per evitare che il figlio, in stato di fermo da parte dei Carabinieri, venisse arrestato per aver investito una persona. L’anonimo interlocutore riferiva alla vittima che i soldi, 2.500 €uro, sarebbero stati prelevati da un suo delegato, di fatto il 27enne napoletano presentatosi di lì a poco alla donna.
Le ricerche immediatamente diramate dalla Centrale Operativa della Compagnia di Amalfi hanno permesso ai militari della Stazione di Tramonti di bloccare il giovane, perfettamente corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima ed identificato nel pregiudicato Ettore Navarra, a bordo della sua Fiat Punto mentre tentava di allontanarsi dalla costiera e di rinvenire i 2.500 €uro sottratti alla 70enne ed alla stessa restituiti.
Espletate le formalità di rito, sia Giuseppe Mosca che Ettore Navarra sono stati condotti al carcere di Fuorni, in attesa della convalida da parte del GIP del Tribunale di Salerno.
Gli arresti rientrano in un programma di sensibilizzazione promosso dai Carabinieri a favore delle fasce deboli al fine di tutelarle dai reati commessi, con sempre maggiore frequenza, ai loro danni, e particolarmente sostenuto dalla Procura della Repubblica di Salerno attraverso un’attenta attività di coordinamento.

Potere al Popolo, domani assemble ad Amalfi

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Potere al Popolo domani in assemblea ad Amalfi . La sinistra si confronta con la Costiera amalfitana in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo, la coalizione nata grazie all’iniziativa del centro sociale napoletano “ex OPG – Je so pazz'”, impegnata a Napoli e in Campania a sostegno delle categorie più emarginate e di quelle più colpite dalla crisi, domenica 21 gennaio sarà ad Amalfi per un’assemblea pubblica durante la quale verrà presentato il programma per la prossima tornata elettorale del 4 marzo.

Alle 11, nel Salone Morelli, il sodalizio guidato da Viola Carofalo sarà rappresentato da Davide Trezza, candidato capolista alla Camera in quota proporzionale col listino bloccato per il collegio di Salerno, che porterà il saluto dell’intera compagine e a spiegare le ragioni che hanno spinto un gruppo di militanti politici di Napoli a lanciare una sfida nazionale così ambiziosa. Trezza è impegnato nelle battaglie per i diritti sociali, ed è membro di Spazio Pueblo e della Camera Popolare del Lavoro di Cava de’ Tirreni.

La nuova coalizione ha visto la luce dopo oltre duecento assemblee su tutto il territorio nazionale, con la partecipazione di decine di migliaia di attivisti e attiviste, militanti, comitati di lotta territoriali, lavoratori e lavoratrici, disoccupati, organizzazioni comuniste, militanti del movimento LGBT che hanno portato alla costruzione della lista Potere al Popolo con candidature proposte e scelte, in modo totalmente rivoluzionario rispetto a chiunque altro, in maniera assembleare, con il requisito che ogni candidato fosse espressione di vertenze territoriali di lotta, nel rispetto dei principi di Potere al Popolo.

«Ringrazio l’amministrazione e il comando di Polizia locale che ha concesso una location così prestigiosa per questo appuntamento – dice  Stanislao Balzamo militante storico della sinistra d’alternativa in Costa d’Amalfi e consigliere comunale ad Atrani – Questo è solo il primo passo necessario a presentare anche in Costiera il progetto politico e far conoscere i nostri candidati. L’obiettivo è quello di eleggere in Parlamento non più i professionisti della politica, ma quelli che vivono quotidianamente le ingiustizie e lo sfruttamento. Vogliamo passare all’azione trasformando i tanti no che siamo costretti a dire per fermare lo scempio in altrettanti sì grazie all’attuazione del programma elettorale”.

Viola Carofalo, 37 anni, leader di Potere al Popolo è una ricercatrice di Filosofia presso l’università “l’Orientale”. «Abbiamo deciso di non costruirci la nostra casetta sull’albero – dichiara – ma di uscire dalla realtà napoletana e provare ad esportare il nostro modello in tutta Italia. La grande partecipazione alle assemblee territoriali ha confermato l’esigenza di riscatto sociale di un popolo che chiede democrazia diretta, la possibilità cioè di poter incidere concretamente nelle scelte della politica

Amalfi dopo gli arresti per truffa degli anziani dai carabinieri appello del Comandante Martina “Alzate la guardia”

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Roberto Martina, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Amalfi interviene con un appello dopo gli ennesimi arresti messi a segno dagli uomini dell’Arma in Costiera amalfitana. Repressione si, ma anche prevenzione .  《 Il caso della truffa consumata ieri a Maiori ci permette di fare due considerazioni: )a prima è che per la 7° volta i Carabinieri della Compagnia di Amalfi, sono riusciti ad intercettare ed arrestare o denunciarne gli autori; sintomo della presenza attiva ed efficace dell’Arma sul territorio.

D’altra parte questo caso è la confermaa che questi malfattori, professionisti, ben organizzati ed addestrati, dietro i quali vi è una robusta organizzazione, trovano sempre nuove vittime da raggirare, anche a diastanza di molte tempo fra un tentativo e l’altro.

Questo vuole quindi essere l’ennesimo APPELLO ad alzare la guardia e soprattutto ad istruire i più anziani, che non sono soliti utilizzare mezzi di informazione piu moderni.

Raccomando di diffidare da qualsiasi richiesta di CONTANTI ricevuta telefonicamente da sedicenti avvocati, carabinieri o corrieri, etc. pur se prospettano situazioni gravi (incidenti, arresti, ricoveri) con protagonisti figli o nipoti della vittima.

È fondamentale diffondere queste informazioni in ogni luogo di comunità (farmacie, chiese, circoli) specialmente alle persone anziane e sole.

Il 112 dei Carabinieri è attivo h.24 ed è pronto ad aiutare i cittadini, come ha sin qui fatto; e di questo ringrazio la professionalità dei miei uomini,
Ma la prevenzione per questo tipo di fenomeno è di fondamantale importanza》

Consultate il sito per ulteriori consigli.

http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/giorno-per-giorno/contro-le-truffe/contro-le-truffe

Piano di Sorrento offerta da URLO “Tutto a metà prezzo”

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GIO’ PONTI. L’INFINITO BLU. INAUGURATO IL MUSEO FRANCESCO DE MAIO foto&video

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Festa grande presso l’azienda Francesco De Maio Ceramiche di Cava dei Tirreni, per l’inaugurazione del Museo D’Azienda, per la produzione della nuova linea Ponti e per il proficuo incontro con l’Architetto Mauro Piantelli.

Gli inviati di Positanonews hanno ritenuto importante seguire l’evento perchè direttamente collegato all’Hotel Parco dei Principi di Sorrento. Infatti è qui che operò Giò Ponti negli anni 62-63 alla costruzione dell’albergo, curando forme e progetti, dalle piastrelle agli arredamenti interni. Il Parco dei Principi è il primo Hotel Design in Penisola Sorrentina amalfitana. L’idea di Ponti è 100 stanze con 100 pavimenti diversi, senza perdere armonia e sequenzialità.

Buona parte del Museo D’Azienda Francesco de Maio è dedicata a Giò Ponti, con foto, appunti e schizzi colorati o con indicazioni di colore. Qui abbiamo avuto il piacere di essere accolti e guidati dalla Dott.ssa Patrizia Famiglietti, curatrice e conoscitrice, della storia della azienda e degli archivi D’Agostino con documenti di Ponti. Il viaggio nell’Italia del Design di Ponti è proseguita con l’archittetto Mauro Piantelli, approdando al Grattacielo Pirelli di Milano, ove egli ha realizzato sul Belvedere, una struttura che restituisce alla città il suolo e l’alta rappresentanza.

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Conferenza MAURO PIANTELLI
Venerdì 19 gennaio ore 18.00. Showroom CERAMICA FRANCESCO DE MAIO – Via Nazionale 63, Nocera Sup., Salerno info@francescodemaio.it
Mauro Piantelli – De8 Architetti, con studio a Bergamo, tra i tanti progetti ha realizzato il recupero del Belvedere al 31° piano del Grattacielo Pirelli di Gio Ponti a Milano, il riuso del Kursaal con le nuove Terme di San Pellegrino e ha in via di sviluppo l’eccezionale recupero del Sito Unesco di Crespi D’Adda per il Gruppo Percassi. E’ tra gli architetti italiani più interessanti, innovativi e prolifici.

Al Bano Carrisi a Sanremo 2018?

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Al Bano Carrisi a Sanremo 2018? La possibilità sarebbe più che concreta, ma a sentire l’artista non ci sono margini su una sua possibile partecipazione alla prossima edizione del Festival.

A dichiararlo è proprio Al Bano, sulle pagine di Spy, nelle quali ha parlato di una sua ipotetica canzone in gara e della conduzione affidata a Claudio Baglioni, con la direzione artistica annunciata qualche giorno prima. Quindici i Festival ai quali ha partecipato, per cui conosce molto bene il meccanismo di gioco e l’architettura del carrozzone che quest’anno è stato affidato a Claudio Baglioni. La scelta del direttore artistico e del conduttore è quindi giusta, secondo Al Bano, che conferma il valore della sua esperienza che potrà consentirgli di fare un grande lavoro.

Esclusa a priori la possibilità di una sua partecipazione al Festival, Al Bano si sofferma poi sulle dichiarazioni di Rita Dalla Chiesa, che lo avrebbe visto bene sul palco con Romina Power: “La battuta è simpatica, ma non sono pronto. So bene quanto impegno e stress procura, per cui non sono maturo abbastanza perché mi si affidi la conduzione del Festival di Sanremo”.

Insomma, Al Bano Carrisi non sarà al Festival di Sanremo sotto nessun aspetto. Dopo Di Rose e di Spine, Al Bano non ha quindi intenzione di tornare sulle tavole del Teatro Ariston per la sedicesima volta. Da aggiungere che questo non è stato un anno semplice per l’artista pugliese, che ha affrontato il Festival dopo un grave problema al cuore. A poche settimane dalla sua partecipazione a Sanremo, è stato colto da un’ischemia che ha fermato parte del tour, poi ripreso in estate e in compagnia di Romina Power. La coppia sarebbe stata senza dubbio un’interessante variante rispetto a una tradizionale conduzione, ma stando alle dichiarazioni di Al Bano tutto questo non è nei suoi programmi più imminenti.

tgcom24

Romina rompe il silenzio dopo la separazione tra Al Bano e Loredana Lecciso

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Dopo il terremoto in casa Carrisi-Lecciso, con la notizia circolata negli ultimi giorni su una separazione definitiva della coppia, Romina Power rompe il silenzio con un posto sibillino sul suo profilo Instagram.«E’ tutto un bla bla bla, tutti parlano e nessuno sa», scrive la cantante. Il riferimento al clamore mediatico delle vicende sentimentali legate ad Albano è fin troppo chiaro, soprattutto dopo che proprio Romina era stata più volte tirata in ballo come causa della gelosia di Loredana Lecciso.

Il messaggio di Romina dice e non dice ma fa riferimento a una parte della storia che nessuno conosce, lasciando intendere che nell’intricata vicenda certo non mancheranno altre sorprese.

il messaggero

IO,LAURO E LE ROSE. UNA CRONACA FATTA STORIA

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Venerdi 26 gennaio 2018, alle ore 17.30 nella sala del Centro Culturale di Via delle Rose, dialogo con Mario Artiaco condotto da Mariella Nica e Antonio Volpe.

Il romanzo autobiografico di Mario Artiaco. Una storia tanto forte da cambiare per sempre coloro che la leggono (asserisce l’autore). E tale da non trovare chi fosse disposto a pubblicarla integralmente, fino a spingere Artiaco a ricorrere al self-publishing.E’ la storia dell’autore, di un amico d’adolescenza detto Lauro… e, soprattutto, del “gigante buono” Giovanni, che nel romanzo diventa Raffaele. Tre ragazzi cresciuti in provincia di Napoli, in una cittadella marinara, e disposti a tutto, in nome della propria amicizia.

Ignoranza e bugie

Lauro e il protagonista hanno conosciuto Raffaele perché questi è venuto a vivere presso un cugino, Peppino, nel loro stesso paese. Peppino è morto, dice il “gigante buono”; e guida anche gli amici sulla sua tomba. Le rose sono quelle con cui i due ragazzi ringraziano il defunto per aver condotto Raffaele nella loro vita. Ma niente è ciò che sembra.

Peppino non è il cugino del “gigante buono”. E non è nemmeno morto. E’ don Peppino, che ha abusato per anni dei ragazzini di famiglie povere, col pretesto di aiutarli economicamente. Raffaele non ha potuto sottrarsi a lui: la madre aveva bisogno di quell'”aiuto”. In più, a complicare le cose, c’era l’omosessualità del giovinetto: una vera vergogna, nell’ambiente chiuso e bigotto in cui viveva.

L’autobiografia di Artiaco diventa così denuncia: denuncia dell’omofobiae dell’ignoranza diffuse, dietro falsi atteggiamenti di carità; denuncia di un clima familiare di menzogna; dell’ipocrisia di chi finge di non vedere, davanti agli abusi e al tumore che ucciderà Raffaele (di un “ricchione”, le persone “timorate di Dio” non si interessano). Anche se a salvare il “gigante buono” sarà un altro prete, insieme a un’assistente sociale, a una suora… e alla fede.

Amore e fede

Non ci sono miracoli, nella storia. Perlomeno, non di quelli che attirano folle e giornalisti. Il miracolo è l’inscalfibile bontà di un “gigante” che ha attraversato il male, senza diventare male egli stesso. E’ l’amore di un compagno geloso, ma che rimane accanto a Raffaele fino all’ultimo, quando il tumore sembrerà avere l’ultima parola. Ma sembrerà soltanto. Perché- secondo Artiaco – la morte mette fine a una vita, non a una relazione. Rimangono lui, Lauro e le rose.


ra i sogni e le avventure di tre ragazzetti in un paesino del napoletano, si snoda una storia tragica quanto incredibile. Niente è come sembra, come te lo aspetti, come pensi di aver capito che sia. Una sorpresa continua, il respiro che incalza, gli occhi che vanno oltre le parole che hai ancora da leggere. Mario Artiaco, autore di “Io, Lauro e le rose”, ci ha reso partecipi della vita del “gigante buono”, il protagonista di una storia struggente, una storia che diventa uno strumento di riflessione, di incontro, di Amore.

I tre amici, uno dei quali è l’autore del libro, ci fanno vivere un’esperienza indimenticabile. Un’amicizia forte e spensierata, che segue il cammino della crescita, le cose cambiano e la vita nasconde le sue difficoltà. Una storia di violenza e amore che fa a pugni con la vita e la morte. Durante la lettura ho sentito dentro me la vita che cresceva, poi frenava, si fermava, ripartiva e si fermava ancora. Ma niente è perduto se il nostro amore rimane negli altri, se viviamo nei cuori delle persone, se siamo riusciti a dare solo del bene a chi ci sta intorno, come il protagonista di questa storia riesce incredibilmente e sorprendentemente a fare.

L’omosessualità, l’amicizia, la povertà, la meschinità, l’abuso, la famiglia, il silenziovita e morte fanno da padroni in questo racconto, e vogliamo condividere con voi l’intervista che abbiamo fatto a Mario Artiaco, sperando che anche voi abbiate voglia di leggere il suo libro.

 

La prima domanda che mi viene in mente è perché hai deciso di raccontare questa storia, cosa vorresti arrivasse ai lettori?
L’urgenza e la necessità di catarsi. È stato un onore raccogliere e raccontare la vita del gigante buono ma è stato a tratti anche un onere, un cammino doloroso. Sia per quello che veniva fuori, sia per quello cui andavamo incontro. E poi gli avevo fatto una promessa, la promessa che questa storia non sarebbe terminata con la conclusione del suo passaggio terreno.
Sono molteplici i messaggi che avrei presunzione di trasmettere, su tutti, di certo, il desiderio di sconfiggere l’ignoranza. Sono il figlio di una generazione in cui i genitori non parlavano di nulla, tanto meno di omosessualità, l’ignoranza resta il cancro selvaggio e spietato della nostra società. Raffaele mi ha aperto gli occhi e arricchito incredibilmente, mi ha iniziato a mostrare la Bellezza composta, e non potrebbe essere altrimenti, dagli infiniti colori dell’arcobaleno.

Il modo in cui racconti è veramente struggente. Si tratta di una storia vera (se si, quanto)?
Il racconto è totalmente autobiografico. Prendemmo la barca a remi per tentare di raggiungere “L’uomo dei due sogni”, io e Lauro eravamo due decerebrati, Raffaele, invece, era intento a cercare di fuggire.. Anche tutto il resto, purtroppo, non è frutto di fantasia.

Perché la scelta di sviluppare il racconto attraverso ricordi che si intrecciano? Anche questo è reale?
Anche qui è tutto reale, testimonianza di come è andata. Da Pasqua del 2012 ho iniziato a prendere appunti, talvolta raccontavo io, altre volte Raffaele, e andavamo dove il cuore ci portava. Inizialmente all’adolescenza, successivamente ai giorni del dolore. Di solito la faceva da padrone, soprattutto nella seconda parte del romanzo, l’umore del gigante buono e così i vari tasselli sono andati al proprio posto con l’alternanza che si ritrova nello scritto.

Nel libro vengono affrontate diverse tematiche. Partiamo dall’accettazione dell’omosessualità. Il piccolo paese di Raffaele e dei suoi amici mostrava diverse difficoltà. Ancora oggi in Italia si fa tanta fatica a non vergognarsi di fronte ad una persona omosessuale, ma cosa è cambiato da quando i ragazzi erano giovani e cosa c’è ancora da fare per non sentire il bisogno di nascondersi?
Intanto è proprio il termine “accettazione” che andrebbe bandito ma purtroppo c’è chi ancora pensa, ostentando supponenza e superbia oltre ogni modo, che essere etero significhi essere migliori e quindi molti sentono ancora di dovere accettare, come ne fossero costretti tra l’altro.
Non c’è un bel nulla da accettare c’è solo da condividere e convivere e godere così delle diversità e degli infiniti colori dell’arcobaleno.
In taluni luoghi, come nei piccoli centri, e ancor di più al sud, il mio romanzo si svolge completamente in un paesino del sud, purtroppo sembra il tempo sia fermo. Bisogna andare nelle scuole, rendere l’opportunità ai nostri bambini di crescere conoscendo la cultura dell’Amore, a 360°. Bisogna parlare con i nostri figli e nipoti e passare un messaggio corretto di libertà nel rispetto reciproco e non discriminatorio e omofobo.

Anche le amicizie possono attraversare momenti difficili percependo l’omosessualità come un ostacolo. Perché e come mai Diego reagisce in maniera diversa da Lauro?
Il motivo per cui Lauro reagisce allontanandosi al disvelarsi dell’omosessualità di Raffaele è uno degli elementi sospesi in corso di lettura e ripreso al termine e che quindi scelgo di non svelare in queste righe. Per quanto riguarda Diego la reazione è differente e chiara. Diego è il figlio di una generazione in cui i genitori non parlano di nulla, tanto meno di omosessualità e questo crea un disagio enorme nel coprotagonista quando, ignorante in materia e incolpevole, irreparabilmente si allontana dal gigante buono.

Questa storia affronta anche il rifiuto di una “madre”. Un fastidio che si protrae fino all’ultimo. Che “madre” era? Ancora oggi sentiamo storie di genitori che non accettano i figli omosessuali. Quali strumenti potremmo usare per aprire un dialogo tra figli e genitori?
Intanto non la definirei una madre. La madre è colei che ti aspetta, ti coccola, ti sostiene, ti ama, ti protegge. Questo essere vivente di sesso femminile che non appello nemmeno con il nome di donna, le donne sono esseri straordinari, è stato per me il personaggio più indigeribile di questa storia, finanche oltre altre figure inquietanti. È lei il pretesto, la causa, l’origine…
Tantissime associazioni, su tutte GeCO e Agedo, sono impegnate socialmente sul territorio e nelle relazioni familiari. Molti genitori di queste associazioni, prima di promulgare un messaggio e portarlo ai cuori di altri genitori e altre persone in genere, sono stati anch’essi colti alla sprovvista, forse non tutti ma una buona parte sì. Pur non discriminando mai niente e nessuno, alcuni genitori, hanno dovuto ridisegnare e ricalcolare una vita non secondo i progetti che avevano ma secondo la natura sessuale dei proprio figli, della quale ripeto non vi è nulla da accettare, e della loro felicità.

Ma allora perché questo desiderio irremovibile di vederla fino alla fine da parte di Raffaele?
Raffaele, per una vita intera, ha avuto soltanto parole d’Amore, comprensione, di perdono, misericordia per chiunque avesse incontrato, anche i suoi aguzzini, coloro che lo avevano sfruttato e umiliato. Tra questi c’è sicuramente la sua madre biologica, colei che lo ha messo al mondo. Il gigante buono è intento, in una lotta contro il tempo, a cercare di concludere il suo cammino terreno senza rimorsi e rimpianti. Fa la sua parte, perdona, confessa, raggiunge il perdono. Tutto quanto ciò che dipende da lui ha un suo compimento, ciò che dipende da altri in taluni casi resterà incompiuto.

Un altro tema terribilmente importante è la figura del “benefattore” pedofilo e laico, una figura ancora oggi presente. Ma chi sono questi “uomini” e perché i ragazzi come Raffaele non riescono a liberarsene?
Ancora una ulteriore testimonianza della dilagante umanità del gigante buono: durante infatti uno degli ultimi dialoghi mi lascia sconcertato quando asserisce, riferendosi appunto a don Peppino, «chissà cosa dovevano avergli fatto affinché si comportasse così!» Mai odio, mai un pensiero cattivo se non quella notte che segna la sua risurrezione…
Questo romanzo avrebbe, tra i suoi messaggi, anche la presunzione di provare a salvare i bambini, se anche un solo bambino/ragazzo, ascoltata questa storia, potesse venir fuori e trovasse il coraggio di parlare e liberarsi! Purtroppo, talvolta, si innescano delle dipendenze psicologiche che si auto alimentano tra vittima e carnefice e, può sembrare difficile da comprendere, la vittima arriva anche al punto di negare l’evidenza e difendere l’orco.
Ci resta il dialogo e la possibilità di offrire un luogo accogliente e amorevole e di parlare con i nostri bambini, di invitarli a comunicarci sempre tutto, anche le cose peggiori.

Perché anche chi sapeva o immaginava cosa stesse subendo Raffaele non ha parlato? La povertà può essere una giustificazione?
Fino in fondo, voglio continuare a sperare, nessuno sapesse cosa accadeva. Il dramma di quel personaggio è che davvero era osannato come colui che raccoglieva gli indigenti, gli ultimi e offriva loro una opportunità.
La povertà è di certo un fattore determinante ma lo è anche l’essere meschini, ottusi, tracotanti. Tutti mali figli dell’ignoranza. Una delle missioni di questo romanzo è provare a insinuare il dubbio, aprire le menti e donare una possibilità di arricchirsi, ovviamente a chi è in grado di coglierla.

La religione è molto presente nella vita dei personaggi e nei loro luoghi. Nonostante un “benefattore” che si maschera dietro una laicità malata, nemmeno Raffaele si allontana dalla fede che rimane forte fino agli ultimi momenti. Omosessualità, religione e falsa devozione. Che relazione c’è tra tutto questo?
C’è un benefattore che tale non è e che, sebbene intercetta le sue vittime attraverso l’oratorio di un noto santuario e sebbene citi a tratti passi del Vangelo, non lascia mai trasparire una sua religiosità e devozione a nessuna divinità. Raffaele è credente e a quella speranza si aggrappa lungo il calvario, mentre risale il Golgota e percorre le ultime stazioni della via Crucis. La sua vita è si costellata di incontri sbagliati ma anche di uomini e donne rappresentanti del clero, e non solo, che riescono a fargli ottenere una seconda possibilità e fanno in maniera tale che il gigante buono non debba subire anche la mortificazione e il dramma della detenzione.

Si è vero, ci sono delle figure molto umane e amorevoli che riescono ad evitargli una “seconda detenzione”, come giustamente sottolinei. Adesso, parliamo di quali reazioni hai ricevuto da chi lo ha letto. C’è qualcosa di particolare che ti è stato detto?
Lo sgomento durante e al termine del libro è qualcosa che ha accomunato tutti i lettori. Però anche l’Amore che lega indissolubilmente i tre, compagni di gioco da bambini e fino all’ultimo respiro, è una sensazione che resta forte. Qualcuno ha iniziato a riflettere, farsi domande, interrogarsi. È un libro di denuncia, forte, duro, spietato. A tratti fa anche ridere alle lacrime.. ma il passo è breve e, quando le lacrime iniziano a venir fuori per il dolore, è tardi, non si torna più indietro. Non è un testo per tutti ma di tutti coloro che hanno letto e ho conosciuto nessuno mi ha detto che non avrebbe voluto conoscere questa storia e il meraviglioso gigante buono.

Buona lettura: lasciatevi travolgere dall’Amore.

 

Ginevra Campaini

 

BUON COMPLEANNO AL PRESIDE LUCIO SCIBILIA

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Ottantanove e non sentirli! Il preside Lucio Scibilia festeggia il compleanno all’UNITRE di Piano, con soci, amici e simpatizzanti. Decano tra i soci, prosegue le sue lezioni, dedicando tutti i venerdi dell’anno accademico a leggere e commentare testi e romanzi.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e tabella

Folgore Massa oggi la sfida con l’ Ostuni

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Sorrento. La Snav Folgore Massa, dopo le vittorie contro Cerignola e nel derby di Marigliano,  oggi pomeriggio, alle ore 18, al palazzetto dello sport di Sorrento i biancoverdi del presidente Luigi Vinaccia cercano il tris di vittorie consecutive contro l’Ortoghea Ostuni.

La Folgore ha preparato bene il match sapendo di affrontare un collettivo di grande esperienza. La squadra brindisina insegue in classifica la Snav a tre lunghezze e, dopo un avvio di stagione incerto, ha cominciato ad inanellare una serie di prestazioni molto positive risalendo la china. I ragazzi di coach Nicola Esposito, però, puntano a chiudere il girone di andata con una vittoria per provare a rimanere aggrappati al treno delle prime e sperare ancora nella corsa per i playoff promozione.

E allora non ci resta che tifare tutti per la Folgore la squadra sportiva più importante per classifica di tutta la Penisola Sorrentina e Amalfitana.

Rassegna Teatrale Saviano: l’Omega di Cercola in scena con “La fortuna con la (Effe) maiuscola”

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Saviano, Mauro Romano – Il 5° appuntamento con la kermesse savianese dedicata al compianto dr. Carmine Mensorio, è previsto per il prossimo 21 gennaio presso il teatro/auditorium della “Città del carnevale” di via Falcone e Borsellino. Alle ore 18.00 aprirà il sipario con la famosa compagnia “Omega” di Cercola (Na) – del fondatore, attore e regista Francesco Amoretto per  divertire il pubblico, sinora accorso sempre numerosissimo, con l’opera  “La fortuna con la F maiuscola”, commedia in tre atti scritta nel 1942 da Eduardo De Filippo in collaborazione con Armando Curcio. La commedia era stata inserita da Eduardo nella raccolta intitolata Cantata dei giorni pari”, dove rimase fino al 1962, anno in cui fu sostituta con Ditegli sempre di sì del 1927. La regia, ovviamente, è dello stesso maestro Amoretto. Un inizio di trama già appare molto significativo e incuriosisce lo spettatore che potrà togliersi i dubbi solo a rappresentazione ultimata. Anticipiamo: “In un misero e gelido appartamento di due stanze, al primo piano di un palazzo, vive nella più completa indigenza la famiglia Ruòppolo. Giovanni, scrivano, si batte tra mille difficoltà per sbarcare il lunario mentre sua moglie, Cristina, bada alle faccende di casa. Con loro vive sin dalla nascita il nipote Erricuccio, figlio della sorella di Cristina – morta di parto – e di padre ignoto. Erricuccio è un sempliciotto, ha ventisei anni ed è sofferente di nervi (“Nun po’ sta applicato…”). Analfabeta e scioperato, con il suo comportamento infantile e dispettoso è spesso causa di contrasto in famiglia, con la portinaia Concetta e con gli altri abitanti del palazzo. Per guadagnare qualche soldo (“p’’a cannarutizia ‘e s’abbuscà quaccosa…”) non disdegna poi di fare il ruffiano per donna Amalia, la moglie avvenente e sfrontata di Don Vincenzo, recapitando all’occasione lettere e messaggi all’amante di lei, il giovane Pietruccio. Ma don Vincenzo, uomo di temperamento, ha mangiato la foglia e mette in scena una finta partenza per Salerno allo scopo di cogliere gli amanti in flagrante. E infatti, appena sola, Amalia convoca Pietruccio servendosi di Erricuccio per recapitargli un biglietto. Nel frattempo, l’avvocato Manzillo – per il quale Giovanni lavora occasionalmente – viene a proporre un affare: un suo cliente, il giovane barone Sandrino di Torrepadula, anch’egli di padre ignoto, è pronto a pagare diecimila lire purché Giovanni lo riconosca come figlio, permettendogli così di presentarsi con tutte le carte in regola alla nobile famiglia della sua fidanzata e in definitiva di ottenere il consenso per il matrimonio. Spinto dalla necessità e dalla fame, Giovanni accetta e intasca l’anticipo, uscendo poi subito per comprare da mangiare”. Gli accadimenti si sviluppano in situazioni paradossali, esilaranti e mai del tutto ovvie, facendo si che lo spettatore resti incollato alla poltrona in attesa degli sviluppi dell’intera e complessa vicenda, così come ci ha abituato il grande Eduardo, che per l’occasione si è avvalso della collaborazione di Armando Curcio. La compagnia “Omega”, per oltre quarant’anni, ha calcato le tavole dei più importanti palcoscenici regionali ed oltre, ricevendo numerosi consensi ed importanti riconoscimenti, sempre sotto la guida del “padre fondatore” Francesco Amoretto, da considerarsi tra le figure più rappresentativa dell’arte teatrale nazionale. Infatti, il variegato artista partenopeo – oltre che autore ed adattatore di numerosi testi teatrali, è anche rinomato pittore e poeta! – non ha mai lesinato le proprie forze per amore del teatro, dell’arte, della letteratura, intervenendo spesso con iniziative in favore del sociale e portando insegnamenti tra gli studenti. Siamo sicuri che neanche stavolta ci deluderà, dopo il saluto del primo cittadino di Saviano, Carmine Sommese, del patron Giovanni Palladoro e del consigliere della città metropolitana, Francesco Iovino.  Buon divertimento!

 

 

 

 

 

 

 

Con il Campione italiano Gr.N velocità montagna,Antonino Migliuolo, Sorrento all’ACI 2017 Campione dell’anno.

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Si è tenuta ieri presso il Monza ENI Circuit, la premiazione dei Campioni Italiani del Volante 2017. Una intera giornata dedicata, dall’Automobile Club d’Italia, ai migliori protagonisti dell’ultima stagione agonistica. Oltre alla consueta festa, l’evento comprendeva tra l’altro una sfida tra campioni lungo un tracciato ricavato sullo storico autodromo brianzolo che ha allietato i tanti appassionati intervenuti e conclusasi con la vittoria del rallista Fabrizio Andolfi. Nel corso della cerimonia di premiazione, presieduta dal dott. Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI, sono stati consegnati i titoli tricolori e premi speciali ai migliori piloti che durante il 2017 si sono distinti in ambito nazionale ed internazionale. Presenti tutti i big del motorsport targato ACI Sport, a partire da Luca Filippi, portacolori d’Italia nel Campionato di Formula E. I Campioni Italiani Gran Turismo Michele Beretta e Alex Frassineti, il Campione del Mondo e d’Europa Karting KZ, Paolo De Conto, il Campione Italiano Velocità Montagna Domenico Scola e il talentuoso Fabio Andolfi, protagonista in WRC2 con i colori di ACI Team Italia, nonché, in rappresentanza della penisola sorrentina, Antonino Migliuolo campione italiano Gruppo N cronoscalate. Sorrentino di nascita, Antonino ancora giovanissimo lascia le amate sponde per trasferirsi in Trentino Alto Adige. Terra che oltre ad offrirgli,dopo iniziali sacrifici, la sicurezza economica (da cameriere oggi affermato promotore finaziario) gli darà la possibilità di realizzare il suo grande sogno da bambino:emulare le gesta dei grandi piloti automobilistici. La passione innata, la possibilità economica e l’agonismo offerto da un territorio famoso per la più classica ed impegnativa delle cronoscalate, la Trento-Bondone,in breve tempo contribuiranno a fare di Antonino detto “O Play” un temuto campione della specialità. Dopo le affermazioni assolute nel campionato Tivm Nord del 2006 e 2009, nel 2011 il grande passo nel Campionato Italiano Velocità Montagna (CIVM). Dopo alcuni anni di ottimi successi ,arriva nel 2015, dopo una serie impressionate di vittorie e record stracciati con la sua Evo9 Rennstall Mendel, il tricolore montagna gruppo N>3000. Successivamente al titolo italiano del 2015, Antonino “O Play” Migliuolo, si cimenterà nel 2016 sempre al volante della Mitsubishi Lancer nel Campionato Europoeo Montagna (CEM) alternando alcune tappe del Campionato Italiano Velocità Montagna (CIVM) al volante della Sport Prototipo CMS 03 in versione Cn2, motorizzata dal 2.0 litri Honda Mugen Fd2. Nel 2017 il sorrentino di Trento, portacolori della Scuderia Mendola,dopo un campionato combattuto bissa il titolo italiano Gruppo N del CIVM. Il 2018 si presenta ancora una volta ricco di impegni per Migliuolo che, oltre al tris nel Campionato italiano, si cimenterà ad alto livello nel Campionato Europeo Montagna provando magari ad impensierire mostri sacri della specialità come Simone Faggioli e Christian Merli, per la gioia dei suoi tanti tifosi anche della penisola sorrentina. – 20 gennaio 2018 –salvatorecaccaviello

Busto Arsizio (VA). Palazzo Cicogna. “Icone bizantine e arte moderna in dialogo”.

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In locandina un'opera di Mario Lanzione

Articolo di Maurizio Vitiello – Su “Icone bizantine e arte moderna in dialogo”. 

 

Il 20 gennaio 2018, alle ore 18, a Palazzo Cicogna si inaugurerà la mostra dal titolo Icone bizantine e arte moderna in dialogoin cui le icone verranno messe a confronto con alcune opere di arte contemporanea del museo.

La mostra è promossa dall’Associazione di iconografia cristiana San Giuseppe con il patrocinio e in collaborazione con il Comune di Busto Arsizio.

La mostra si propone come ideale seguito della precedente esposizione tenutasi a Palazzo Cicogna nel 2013/2014,“Icona, ponte tra Oriente e Occidente”, in cui erano state messe a confronto opere di arte sacra delle Civiche Raccolte con le icone bizantine.

Questo nuovo dialogo tra opere mostrerà come ciò che accomuna maggiormente queste due forme artistiche sia l’aspetto simbolico.

L’obiettivo dell’associazione di iconografia cristiana San Giuseppe è quello di diffondere la cultura dell’icona e farne conoscere l’essenza stessa e di sottolineare che le icone non sono condizionate dall’aspetto estetico e formale, ma, esclusivamente, da quello teologico, simbolico e spirituale.

Saranno presenti opere della collezione permanente di Palazzo Cicogna, ma anche due opere gentilmente concesse per l’occasione da artisti che hanno partecipato all’ultima edizione di “Uno spazio per l’arte”: Mario Lanzione con “Ascensione”  e MariaRita Fedeli ed Enzo Capozza con “La culla”.

Come scrive l’associazione: L’arte religiosa, nel tempo promulgatrice di bellezza, sta attraversando, in Occidente, un momento di involuzione a causa della difficoltà ad esprimere la sacralità con gli attuali linguaggi artistici e per la progressiva laicizzazione della società. L’espressione artistica dell’Oriente Cristiano invece, legata alla ormai più che millenaria tradizione greco-bizantina, appare vitale ed è un mezzo comunicativo dal profondo significato teologico, anche se ancorato ai canoni del Concilio di Nicea del 787. Gli artisti moderni, che desiderano comunque contribuire con le loro opere alla vita della chiesa, sperimentano il linguaggio dell’astrazione considerandolo più adatto a esprimere il concetto del mistero.”

La mostra resterà aperta dal 20 gennaio al 4 febbraio 2018 secondo i consueti orari del museo:

da martedì a giovedì dalle 14.30 alle 18;

venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18;

sabato dalle 14.30 alle 18.30 e domenica dalle 15 alle 18.30.

 

Per informazioni:

Ufficio Musei

0331390352/1 oppure 0331635505

museibusto@comune.bustoarsizio.va.it 

 

Assolutamente, da non perdere; da seguire. 

Maurizio Vitiello

Sorrento, 70 pasti al giorno alla Caritas e tanti homeless. Attardi “Usiamo il Santa Maria delle Grazie!”

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Sorrento. Dietro la patina dorata di una città turistica si nascondono tante sacche di povertà, di sofferenza e di disagio. Questa sera un concerto al Tasso per raccogliere fondi per la Caritas è il minimo, basti sapere che devono fornire 70 ( settanta ) pasti  ogni giorno. Pasti abbondanti perchè devono servire per tutta la giornata e funziona solo grazie al volontariato. “Ci sono tante situazioni di disagio e di difficoltà – ci dice l’ex sindaco Raffaele Attardi -, e anche situazioni di persone senza fissa dimora , ci vorrebbe un dormitorio per accoglierli temporaneamente anche solo una notte. E’ una condizione minima di una società civile, mi ha colpito molto vedere morire solo e in mezzo alla strada un uomo che qui cercavamo tutti di aiutare in qualche modo. Ci vorrebbero spazi pubblici, per esempio il Convento Santa Maria delle Grazie, invece di farne una attività ricettiva privata, si faccia un dormitorio, poi sicuramente le istituzioni daranno qualche contributo per la struttura, la società sta diventando troppo indifferente alle sofferenze altrui”.

Castellammare San Catello. Il Vescovo “Che il lavoro ri-diventi di tutti” VIDEO DI POSITANONEWS

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Castellammare di Stabia. Il lavoro “ri-diventi di tutti” cosi il vescovo Francesco Alfano risuona nella mente e nel cuore degli stabiesi come un invito ad attribuire alla tradizionale processione la valenza di un momento di crescita per l’intera città.La processione seguita da Positanonews TV  La statua di San Catello fa capolino alle 10.15 dall’ingresso della Cattedrale, sfilando tra la folla di fedeli in trepidante attesa e percorrendo lentamente le strade del centro antico. Una tradizione che si rinnova ogni anno in occasione della ricorrenza del santo patrono di Castellammare di Stabia, coinvolgendo giovani e adulti in un appuntamento che unisce un’intera comunità, radunatasi in massa per un momento di spiritualità e unione risparmiato dall’incombere del maltempo. Le autorità civili, militari e religiose hanno accompagnato la statua in un percorso blindato con imponenti misure di sicurezza e dissuasori intorno a Piazza Giovanni XXIII. Ma il momento più emozionante ha avuto luogo, come di consueto, all’interno dello stabilimento Fincantieri, dove la statua ha compiuto il classico inchino per uscire dal cantiere, simbolo dell’anima operosa di una città che stenta a superare la crisi economica e lavorativa in cui è piombata ormai da diversi anni. «Il lavoro ci restituisce la dignità – spiega il vescovo Alfano – e ci rende collaboratori di Dio, ma di recente è diventato anche fonte di trepidazione, preoccupazione, dissidi e malessere.”  Su Positanonews TV i video

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Cappella restaurata di San Catello.

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San Catello. 2018

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San Catello. 2018

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San Catello . 2018

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San Catello. 2018

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SORRENTO SUCCESSO DE LA MASCHERA IN CONCERTO PER BENEFICENZA CARITAS

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Sorrento. Successo strepitoso per il concerto del gruppo “La Maschera” questa sera al Teatro Tasso. Un concerto , organizzato dal Comune di Sorrento, per una raccolta fondi per la Caritas. Ente che , solo per la mensa, deve fornire 70 pasti al giorno.

La magia del teatro mista all’energia del live! 
Vi aspettiamo in tanti al Teatro Tasso di Sorrento!!! 😀
– Concerto per raccolta fondi per la mensa Caritas –
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Un gesto di solidarietà non fa mai male!
Alla libreria Tasso (pzza Lauro) o alla tabaccheria Miccio (c/so Italia vicino farmacia Alfani) potete lasciare il Vs. contributo per la mensa Caritas e prendere il titolo d’ingresso che vi permetterà di partecipare al concerto

Per tutte le info 3282005169
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LA MASCHERA
La band è composta da Roberto Colella (voce, chitarra acustica, flauto, sassofono, tastiere), Vincenzo Capasso (tromba), Alessandro Morlando (chitarre), Marco Salvatore (batteria) e Antonio “Gomez” Caddeo (basso, contrabbasso), dal novembre 2014, anno di pubblicazione del disco “‘O vicolo ‘e l’alleria”, si impone nel panorama musicale napoletano come una tra le realtà indipendenti più interessanti e di maggiore appeal sul pubblico. Nell’estate del 2015 dall’incontro con il musicista Laye Ba, nasce il singolo “Te vengo a cerca'” – con relativo videoclip, girato nel quartiere popolare di Dakar. Durante la permanenza in Senegal, tra l’altro, La Maschera è ospite nelle tre principali TV nazionali, compresa l’emittente che fa capo al celebre musicista Youssou N’Dour. Non mancano, al contempo, i riconoscimenti in patria, tra cui figurano: Premio Rete dei Festival 2014, Premio La Radiazza – Giovani Suoni 2014, Premio San Gennaro Day 2015 e Premio Social World Film Festival 2017. Dal loro esordio nella scena indie, non si sono mai fermati, suonando in giro per l’Italia ed arrivando a calcare palchi rinomati, come quello del Meeting del Mare 2015, dell’Ecosuoni Festival 2016 e, soprattutto, del Teatro Bellini di Napoli, che registra, nell’aprile 2017, un sold out quasi immediato.

Il 10 novembre 2017 è uscito, di nuovo per l’etichetta Full Heads, il secondo album de La Maschera, dal titolo “ParcoSofia”, con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

‘O vicolo ‘e l’allerìa
https://www.youtube.com/watch?v=qAeUulK38AM

Te vengo a cercà
https://www.youtube.com/watch?v=AbcUxzBYbfE

Palomma ‘e mare
https://www.youtube.com/watch?v=ubI0bVDScuc

 

Positano: tombolata allegra alla Tagliata e biglietti vincenti sagra zeppola – VIDEO

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Positano , Costiera amalfitana. Si è tenuto questa sera  l’ evento “Tombolata allegra” , evento che era stato appunto posticipato a venerdì 19 ore 18.00 presso il ristorante “La Tagliata”. Hanno allietato la serata, organizzata dal San Vito Positano e dal Comune,  lo special voice Pako-Pasquale Cocorullo e Pulcinella- Marco Palmieri con la partecipazione speciale di “Clementina”. Alla fine della serata sono stati estratti anche i biglietti vincenti della Festa della Zeppola

Piano di Sorrento Domani i funerali di Alessia Fusco.

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MESSAGGIO DALLA FAMIGLIA DI ALESSIA
Piano di Sorrento . Domani i funerali di Alessia Fusco :

Chi ha conosciuto Alessia lo sa, era una giovane donna che aveva la forza di sorridere sempre e di essere sempre gentile, aveva il pregio di credere nella vita e di amare con tutta se stessa, tanto da mettere al mondo due bambine stupende.

Oggi non è più con noi anche se facciamo fatica a crederlo.
Ci vuole molta forza per credere che questo sia il disegno di Dio, troppa forza per credere che sia la sua volontà.
Molti di noi non hanno mai conosciuto uno strazio più grande, un dolore che non trova consolazione.
Noi che restiamo per onorare il suo splendido ricordo, non possiamo fare altro che donare tutto il nostro amore alle sue figlie, perché i suoi occhi continuano a vivere nei loro occhi, perché il suo cuore continua a battere insieme al loro cuore e il suo amore infinito rimane vivo con loro.
Il tuo ricordo, dolce Alessia, sarà per sempre nei nostri cuori.

Potremmo dare l’ultimo saluto alla nostra cara Alessia domani, (20/01/2018) alle ore 13:00 sarà allestita la camera ardente presso la chiesa di Santa Maria Della Neve in seguito alle 15:00 si terranno i funerali.

-non fiori ma opere di bene-

Tramonti depuratore, consegna del grande progetto. Dalla settimana prossima iniziano i lavori

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Tramonti, Costiera amalfitana. Depuratore, consegna del grande progetto. Dalla settimana prossima iniziano i lavori, ecco il comunicato stampa:  Finalmente è realtà: 18 gennaio 2018, una data da ricordare! È avvenuta oggi la consegna dei lavori del Grande Progetto “Appalto integrato per la realizzazione degli interventi di risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali nel Comune di Tramonti – Comparto attuativo n.6”.
Grande entusiasmo ed enorme soddisfazione per l’Amministrazione Giordano che ha visto finalmente realizzarsi un progetto che insegue da anni e fortemente voluto insieme ai cittadini di Tramonti, che così vedranno migliorare ed implementare un servizio di primaria importanza, vitale per un paese green, un bisogno ed una necessità per la quale la compagine politica si è impegnata costantemente su tutti i fronti, non risparmiando nessuna possibile soluzione o tentativo in tutte le sedi preposte per arrivare a questo splendido obiettivo.
Il Direttore dei lavori, l’Ing. Vincenzo Catenazzo, alla presenza delle autorità e dei responsabili, con la scorta dello stralcio di progetto esecutivo coordinato, comprensivo dei particolari costruttivi, del capitolato e di quant’altro ritenuto necessario, ha effettuato i rilevamenti di rito per verificare le misure progettuali e tutti gli elementi di rilievo per i lavori da eseguire. Tutto è risultato nella norma ed i lavori sono stati prontamente consegnati alla ditta che inizierà le attività già dalla prossima settimana.
<< Tanti gli sforzi di questa amministrazione, soprattutto con gli Enti sovracomunali – Provincia, Regione e delegato della Procura della Repubblica di Salerno – per ottenere un risultato storico per la popolazione di Tramonti e di tutta la Costa d’Amalfi – ha dichiarato il Sindaco di Tramonti dott. Antonio Giordano. L’insistenza alla fine ci ha premiato: vedere l’inizio dei lavori di un progetto così importante per la comunità mi riempie di soddisfazione, soprattutto pensando alle numerose risorse messe in campo: siamo riusciti ad ottenere il via alla esecuzione dei lavori mentre altri Comuni sono ancora in una fase preliminare e questo non può che renderci orgogliosi di un’opera pubblica che sarà di ulteriore supporto per lo sviluppo del nostro Comune, il Polmone Verde della Costa d’Amalfi, Ente virtuoso nella sfida al rispetto ambientale. I lavori interesseranno i collettori fognari del territorio ancora non ottimizzati e, nel tratto finale, si provvederà a rendere più efficiente il depuratore, attraverso un miglioramento strutturale. Continuiamo a ricompensare la fiducia ricevuta negli anni e a riempire di fatti le nostre promesse. La buona politica fa la differenza e chi ne giova è sempre la cittadinanza >>.

Vico Equense su Punta Gradelle i punti di Vitiello “Gestione GORI, inciviltà di alcuni, strada inutile per i fanghi”

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Vico Equense su Punta Gradelle i punti di Vitiello “Gestione GORI, inciviltà di alcuni, strada inutile per i fanghi” . Una riflessione quella di Michele Vitiello, responsabile giovanile di Forza Italia in Campania, che merita di essere ripresa. Punti che sul depuratore che tratta da Sorrento fino a Vico , sembra oramai pienamente funzionante, meritano di essere approfonditi.

Voglio sollevare 4 brevi spunti sulla recente visita che abbiamo fatto al Depuratore di Punta Gradelle:

1) Innanzitutto funziona, e bene, ora che è gestito dalla Società che lo ha realizzato. Anche se non si sa ancora cosa accadrà appena la gestione passerà a GORI, dato che è terminato il periodo di collaudo. Questa cosa è assurda, e pare che nessuno se ne interessi.

2) Separa Mille kg di solidi al giorno, ma dentro ci si trova di tutto. Anche scarti di produzione casearia (mozzarelle intere) che stanno a significare due cose: l’indecente irresponsabilità di alcuni produttori locali, e l’assenza di una seria rete di controllo degli scarichi.

3) I fanghi prodotti non superano gli 8mila kg al giorno. Anche se a leggerli sembrano tanti in realtà sono pochi. Questo significa che non c’è bisogno di allargare vie, gettare altro cemento o costruire opere impattanti. Cosa che stanno facendo, ma che magari cela altri interessi.

4) I fanghi -analizzati- non sono rifiuti speciali, non contengono sostanze tossiche o pericolose, come qualcuno diceva. Potrebbero essere riutilizzati per produrre #energia, senza andare lontano. A Scafati c’è un impianto che potrebbe, ma resta chiuso, per la ottusità (ad essere buoni) della Regione Campania, che non riesce ad avere una visione integrata della gestione dei rifiuti. Così questi fanghi per essere smaltiti vengono portati a #Taranto, fino in Puglia, con un dispendio enorme in fatto di economie, traffico, inquinamento e mancato guadagno.

Napoli. La mamma di Luigi Sica: «Mio figlio ucciso a 16 anni, i killer sono già liberi. Nulla è cambiato»

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Napoli. «Mio figlio è stato ammazzato il 16 gennaio del 2007. Si chiamava Luigi, Luigi Sica, aveva 16 anni e voleva fare il calciatore, ma un altro ragazzino lo accoltellò. Da allora sono passati undici anni e non è cambiato niente, non c’è stato nessun intervento capace di fermare la catena dei morti innocenti. Anzi. La lapide che ricorda il mio ragazzo è già stata vandalizzata tre volte e l’elenco delle aggressioni continua ad allungarsi». Anna Bifaro è una donna prosciugata dal dolore, che consuma la vita solo per amore dei tre figli che le sono rimasti. Accetta di ricordare, ma non crede che le parole servano a fermare la violenza. Tre assalti alla lapide in ricordo di suo figlio, perché? «Magari lo sapessi. Dopo la morte di Luigi il Comune sistemò una lastra di marmo con un’iscrizione a Santa Teresa, nei pressi del luogo del delitto. Degli sconosciuti l’hanno vandalizzata per tre volte e sempre qualche giorno prima dell’anniversario della tragedia. L’ultimo assalto c’è stato due anni fa a metà gennaio e adesso la fondazione Polis, che raccoglie le famiglie delle vittime innocenti della criminalità, si sta battendo per farla risistemare. Almeno questo ci è dovuto». Cosa successe undici anni fa? «Luigi era andato come ogni pomeriggio alla scuola calcio, tornò a casa e dopo cena, come succedeva spesso, uscì per fare una passeggiata con gli amici. Erano le 9 di sera e ricordo che proprio vicino alla nostra abitazione, in un ristorante, c’erauna festa per una ragazzina. In strada c’era confusione, ma noi eravamo sereni, Luigi era un ragazzo tranquillo che non dava problemi. Alle 10 meno 10 arrivò sotto casa un ragazzo in motorino che gridò a mio marito: “Correte, a Santa Teresa c’è Luigi in un lago di sangue”. Io pensai che la mia creatura fosse stata investita da un’auto. Invece lo avevano accoltellato. Poco dopo è morto in ospedale”. C’è stato un processo, è stato stabilito cosa successe? “Sì. L’assassino, che aveva più o meno la stessa età di mio figlio, disse di averlo colpito per uno sguardo di troppo. Spiegò di aver ammazzato per non passare per scemo. Luigi lo aveva guardato, quello lo aveva apostrofato: “Che guardi a fare?”. Il mio ragazzo aveva risposto: “Ma chi ti guarda? Vattene, non è successo niente”. L’altro si era allontanato ed era andato a cercare un coltello. Era andato da un amico che si era rifiutato di dargli l’arma, allora si era rivolto a un altro guaglione e aveva ottenuto la lama. A quel punto era tornato per colpire mio figlio a morte». Cosa successe dopo il delitto? «Ci fu una grande ondata di solidarietà, la mia casa era piena di gente, ai funerali c’era tutto il quartiere Stella dove noi abitiamo. Poi, piano piano sono scomparsi tutti, anche gli amici di Luigi, non li vedo da anni. Fortunatamente ci sono rimasti vicini quelli di Polis che continuano ad aiutarci e seguirci». Nel 2007, però, c’era stata una grande mobilitazione. «Sì, certo. Il cardinale Sepe lanciò un appello ai ragazzi: “Portate in chiesa i vostri coltelli”. Nelle ceste sistemate nelle parrocchie furono depositati molti pugnali. Sembrava veramente che qualcosa potesse cambiare. Io credevo che mio figlio sarebbe stata l’ultima vittima della violenza cieca e senza scopo che ammazza troppi ragazzini. Poi, con il passare degli anni, tutti hanno dimenticato. Noi siamo rimasti soli con il nostro dolore, non abbiamo avuto nemmeno un risarcimento, ammesso che esista un risarcimento possibile per la vita di un figlio, e oggi si accoltella come allora». Che fine hanno fatto gli assassini di suo figlio? «Quello che lo accoltellò è stato condannato a sedici anni di galera, quello che lo armò a nove anni. Ma adesso sono già tutti e due liberi mentre io ho perso mio figlio. E intanto nei giorni scorsi qualcuno ha tentato di uccidere altri due ragazzi, Arturo e Gaetano». Secondo lei sarebbe possibile fermare questa violenza? «Io credo che ci vorrebbero delle condanne esemplari e che le pene andrebbero scontate per intero. Lo dico anche alle mamme di Arturo e di Gaetano: dobbiamo continuare a chiedere giustizia per i nostri figli, dobbiamo pretendere leggi più severe. Proprio perché gli assassini dei nostri figli sono minori la giustizia dovrebbe essere inflessibile. Solo così gli altri ragazzi potrebbero capire la gravità di quello che fanno. E magari potrebbero cambiare strada prima di finire veramente male». Lei come vive? «E come posso vivere? Soffrendo. Ho sempre fatto la casalinga e continuo a vivere in casa. Mio marito lavora a metà tempo e per noi non è facile tirare avanti, combattiamo giorno per giorno. Luigi era la mia gioia, come lo sono adesso gli altri miei figli: amava il calcio, era una promessa del pallone. Quando lo hanno ammazzato era unr agazzo felice, dopo due mesi doveva partire per Parma, dove doveva fare un provino. Sognava di diventare un grande calciatore. E invece… A me sono rimaste la sua divisa e le sue scarpette. Le guardo, le odoro per risentire il profumo di mio figlio. Poi le rimetto a posto. E poi ricomincio daccapo. Vivo aggrappata a quel poco che mi resta di lui. E sopravvivo solo grazie ai tre figli che mi sono rimasti. A nessuna mamma dovrebbe toccare la condanna di vivere senza il proprio figlio». (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)

Napoli. Al Cardarelli montati marcatempo con le impronte digitali a prova di furbi. Saranno in funzione dal primo marzo

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Napoli. Cardarelli, controlli delle presenze in corsia. Sono stati montati nei giorni scorsi in tutto l’ospedale i nuovi marcatempo a impronte digitali. L’obiettivo è sbarrare il passo ad abusi o comportamenti illeciti nell’organizzazione dei turni del personale. «Dalla prossima settimana inizierà il lavoro di allestimento dei server informatici centralizzati – spiega il manager Ciro Verdoliva – e il rifacimento di tutti i cartellini personali. Quindi si procederà con la fase di raccolta delle impronte digitali per poi partire con i collaudi. Dagli inizi di marzo saremo pronti con il nuovo sistema che manderà definitivamente in soffitta la tradizionale “strisciata” con l’attuale badge magnetico». Dopo il sì del Garante della privacy, incassato nello scorso ottobre dalla direzione strategica, viene dunque sostanzialmente rispettato il ruolino di marcia che prevedeva appunto il via ai nuovi dispositivi entro questo mese. L’istruttoria per giungere all’allestimento dei nuovi marcatempo al Cardarelli è durata circa un anno. A febbraio del 2017 fu il governatore Vincenzo De Luca a suggerire ai manager di Asl e ospedali di assumere una linea di rigore all’indomani della maxi-inchiesta dell’autorità giudiziaria sull’assenteismo al Loreto Mare. Tra le soluzioni prospettate vi era appunto l’estensione, a tutte le strutture sanitarie e ospedaliere della Campania, del sistema di rilevamento delle impronte digitali, da concordare d’intesa con l’autorità garante della privacy. Un sistema peraltro già autorizzato ed adottato due anni fa al Ruggi di Salerno». «C’è ancora da fare un ultimo passaggio con i sindacati – aggiunge Verdoliva – a cui abbiamo già spiegato che ogni rilievo sulla raccolta e deposito di dati sensibili come le impronte è confinato al tesserino di cui saremo forniti tutti». L’azienda, in base alle disposizioni del Garante, dovrà in effetti fornire ai dipendenti un’esaustiva informativa specificando il tipo di dati rilevati, la finalità, i sistemi di utilizzo, le modalità di trattamento, compresi i tempi di conservazione e le misure di sicurezza adottate per evitare che i dati sensibili siano accessibili da parte di soggetti terzi non autorizzati. «L’obiettivo principale dell’installazione del sistema di rilevazioni – ha spiegato il Garante nell’autorizzazione fornita – non è accertare la prestazione lavorativa del singolo dipendente ma garantire che ogni lavoratore registri l’inizio della prestazione lavorativa solo per se stesso e non anche per altri colleghi che non siano presenti sul luogo di lavoro». Nel supplemento di istruttoria richiesto dal Garante della privacy è stato rievocato un episodio denunciato alla Polizia nel 2015 riguardo ad anomalie sull’orario di lavoro di vari addetti al centralino. Un sistema di rilevamento delle presenze, quello in fase di montaggio al Cardarelli, che comunque i sindacati a più riprese hanno bollato come «un odioso sistema che si configura come un attacco alla professionalità dei camici bianchi quasi fossero la pietra dello scandalo della sanità e non rappresentassero invece un vero baluardo capace di far andare avanti l’ospedale seppure tra mille difficoltà». Nodi che starà ora alla dirigenza del Cardarelli sciogliere per evitare che si vada allo scontro. «Non c’è alcun intento punitivo o persecutorio – conclude Verdoliva – ma solo l’adozione di una linea di rigore che non intende ledere in alcun modo la serietà e abnegazione che tutti, io per primo, riconosciamo ai dipendenti di questo grande ospedale che danno l’anima anche in condizioni rese difficili da carenze che stiamo affrontando e risolvendo». (Ettore Mautone – Il Mattino)

Salerno sarà apripista dei Pride. Appuntamento il 25 e 26 maggio

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Sarà l’apripista di tutti i pride. E, in particolare, del contestato pride regionale di Pompei. Durerà due giorni e coinvolgerà tutta la città, per discutere di emarginazione, fasce deboli, politiche sociali, sanità, lavoro, bullismo, diritto allo studio, migranti, ambiente e violenza sulle donne. La sezione territoriale di Arcigay Marcella Di Folco scalda i motori in vista della seconda edizione che si terrà il 25 e 26 maggio. E venerdì prossimo, presso la sede di via Pandolfina Fasanella, si terrà la prima conferenza di organizzazione aperta a gruppi, movimenti, associazioni, cooperative, enti ed istituzioni. «L’obiettivo – spiega il presidente Francesco Napoli – è quello di rimarcare la trasversalità della riflessione sui diritti». Come sarà articolato il pride salernitano? Innanzitutto sarà uno dei tre che si terranno a livello provinciale. Dopo Salerno avremo Caserta il 18 giugno e poi Napoli, in previsione del pride regionale di Pompei del 30. Ci saranno momenti di dibattito e di riflessione, ma anche di animazione, con il consueto corteo che si terrà nella giornata di sabato. Stiamo valutando con il Comune la possibilità di allestire un Pride Park in piazza Cavour, un luogo simbolico dove ultimamente si sono svolte diverse manifestazioni per la rivendicazione dei diritti, dai migranti ai venditori ambulanti. Palazzo Sant’Agostino, invece, ospiterà i dibattiti. Quali temi affronterete? Diversi, perché la lotta per i diritti non riguarda solo la comunità Lgbt. Dunque si parlerà di salute e accesso ai servizi sanitari, di migranti, bullismo, questioni di genere, discriminazione sui luoghi di lavoro e violenza, due tematiche molto vicine all’universo femminile. E poi ancora di lavoro e disoccupazione giovanile. Non si tratterà di una manifestazione di genere, ma di un momento di confronto che riguarda la collettività. Per questo parleremo anche di accesso all’istruzione universitaria, cooperazione sociale e più in generale di legalità. Chi sarà il padrino o la madrina? Abbiamo diversi nomi in ballo. Di sicuro ha dato conferma della sua presenza il senatore Pd Sergio Lo Giudice e siamo in attesa di conferma da Monica Cirinnà. Com’è il rapporto con la città? Dal punto di vista delle istituzioni e delle associazioni, direi ottimo. Nel tessuto urbano persiste invece un certo perbenismo, manca una cultura pienamente diffusa. La nostra è una provincia molto eterogenea. In città non registriamo episodi eclatanti, anche se le forme di bullismo o di omofobia non mancano. Sono più subdole e dunque più pericolose sotto il profilo psicologico. Nei piccoli centri persiste un retaggio religioso e culturale che crea enormi disagi, in particolare a chi si trova a dover fare outing. Chi sono i soggetti maggiormente esposti al rischio? Gli adolescenti, soprattutto se non hanno alle spalle una rete familiare forte e strutturata. Non pensate di candidare Salerno per un pride regionale? Ne parleremo con il coordinamento Campania Raimbow. Ci piacerebbe poterlo fare l’anno prossimo. (La Città)

Agropoli. Al via quattro mega-progetti. Riguardano il Castello, la baia di Trentova, la rete fognaria e la viabilità

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Al via una serie di progettazioni di lavori che puntano al miglioramento e alla valorizzazione di alcune infrastrutture di proprietà del Comune di Agropoli. La Centrale unica di committenza, istituita presso l’Unione dei Comuni Alto Cilento, ha provveduto, dopo le procedure di rito, ad aggiudicare le relative gare di appalto. Gli interventi riguardano, in modo particolare: la realizzazione dei lavori del programma integrato di viabilità per la promozione e valorizzazione dell’Unione dei Comuni Alto Cilento; il progetto di restauro-riqualificazione, recupero e risanamento conservativo del castello angioino- aragonese; il completamento e la rifunzionalizzazione della rete fognaria comunale e della condotta sottomarina: i lavori di valorizzazione della baia di Trentova, azioni integrate per la fruizione sostenibile dei beni e dell’area patrimonio Unesco. L’obiettivo per il castello e la baia di Trentova è anche potenziare l’affluenza turistica sul territorio. Il costo per l’attuazione della progettazione, per tutti e quattro i progetti, ammonta a circa 450.000 euro che il Comune di Agropoli ha ottenuto, a seguito della richiesta di finanziamento nell’ambito del fondo di rotazione, risultando utilmente collocato nella graduatoria regionale di riferimento. Il progetto relativo alla viabilità è stato presentato in collaborazione con gli altri sette Comuni facenti parte dell’Unione Alto Cilento. Una volta completate le diverse progettazioni, queste seguiranno i passaggi canonici per l’approvazione in giunta municipale. Quindi sarà presentata la candidatura ai relativi fondi regionali. «Non ci fermiamo mai – afferma il sindaco Adamo Coppola – abbiamo ottenuto i finanziamenti sul fondo di rotazione per la progettazione di opere strategiche per il nostro territorio e siamo pronti a candidare a finanziamento i progetti, una volta ultimati, per far sì che le nostre idee possano diventare opere concrete. Quello che non siamo in grado di fare con le esigue risorse a disposizione nel bilancio comunale, proviamo a farlo individuando i fondi che l’Unione Europea, per tramite della Regione Campania, mette a bando. Il nostro obiettivo è quello di migliorare ancora il volto della nostra bella città». Si tratta di progetti molto importanti per Agropoli che dovranno essere candidati a finanziamento per l’esecuzione degli interventi. (La Città)

Capaccio Paestum. Mancano 8 milioni. Consorzio di bonifica fa guerra ai morosi, ma molti intestatari sono deceduti

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Tempi duri per i morosi del Consorzio di bonifica sinistra Sele di Paestum. Per la riscossione l’ente, diretto dal commissario Biagio Franza, ha deciso di affidare la riscossione ad una ditta specializzata. Il procedimento di riscossione necessita di una regolamentazione anche attraverso l’aggiornamento dell’anagrafica e i dati catastali. Basti pensare che, in centinaia di casi, le bollette sono state inviate anche ai contribuenti deceduti da decenni. Gli eredi, che si sono visti recapitare l’avviso, in gran parte non pagano ed il tributo resta così inevaso. Il tutto perché non si è provveduto ad aggiornare l’anagrafica e, quindi, proceduto con le volture. A breve, l’ente consortile indirà una gara ad evidenza pubblica per affidare in appalto, ad una società specializzata, la riscossione dei crediti vantati nei confronti dell’utenza. Ammontano a circa otto milioni i tributi mai versati al Consorzio per l’utilizzo della risorsa idrica, in particolare ad uso irriguo. Di questi, attraverso il piano di risanamento, l’ente ha incassato circa due milioni di euro. Di fatto l’ente aveva concesso la rateizzazione dei tributi ma, in molti casi, gli utenti hanno pagato solo la prima rata. «La riscossione ordinaria resterà in capo agli uffici del nostro ente – spiega Franza – mentre l’incasso di somme anche ingenti, mai versate, verrà subito delegato all’apposita agenzia di riscossione. Questo al fine di tutelare gli utenti che versano regolarmente il dovuto, e soprattutto per recuperare denaro prezioso e fondi utili per migliorare strutture e servizi a beneficio degli stessi consorziati. Da sempre il Consorzio si è mostrato comprensivo, promuovendo dilazionamenti e rateizzazioni, ma l’evasione dei tributi è diventata un’abitudine deleteria e penalizzante per tutte le attività cui, ogni giorno, l’ente deve far fronte». Da qui, la decisione di procedere con l’esternalizzazione. «L’agenzia di riscossione entrerà immediatamente in azione – specifica il direttore generale Guido Contini – nel momento in cui l’utente si dimostra inadempiente anche dopo il sollecito di pagamento. Per anni il Consorzio ha dovuto ingiustamente rinunciare ad introiti legittimi perché sprovvisto dei necessari strumenti coercitivi per recuperare le somme dovute dai morosi, che dunque molto presto avranno a che fare, in fase coattiva, direttamente con l’agente riscossore che gestirà il servizio». Il Consorzio sta lavorando anche per creare un ufficio per il piano di classifica interno. (Angela Sabetta – La Città)

Omicidio stradale. Il processo per la morte di Ilaria Dilillo. L’attore Diele punta su sconto di pena e Consulta

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Sarà giudicato in abbreviato Domenico Diele, l’attore 32enne che nello scorso giugno ha travolto e ucciso, sull’autostrada A2 (l’ex Salerno-Reggio Calabria) la 48enne salernitana Ilaria Di Lillo che da Battipaglia stava tornando a casa in scooter. Salvo colpi di scena, i difensori Giuseppe Montanara e Ivan Nigro formalizzeranno il 5 febbraio (data dell’udienza preliminare) la richiesta del rito alternativo, che chiude il processo allo stato degli atti e consente uno “sconto” sulla pena. Ma i legali hanno in serbo anche un’altra carta, che potrebbe influire sia sulla determinazione della pena che sui tempi per la sentenza. È la carta della legittimità costituzionale delle nuove norme in tema di incidenti mortali. Diele risponde di omicidio stradale aggravato dall’assunzione di stupefacenti, una circostanza che esclude l’applicazione di attenuanti anche qualora dovesse essere provato il concorso di colpa della vittima nella dinamica dell’impatto. È questa esclusione che gli avvocati di Diele contestano, invocandone l’illegittimità per violazione dei principi costituzionali. Un tema su cui i giudici della Consulta sono già stati chiamati a pronunciarsi dal Tribunale di Roma, ma sul quale la decisione è ancora pendente. Il 5 febbraio sarà il giudice dell’udienza preliminare Piero Indinnimeo a decidere se nel processo a Diele tale questione sia rilevante e non manifestamente infondata. In questo caso gli atti dovranno essere trasmessi alla Corte costituzionale e il processo sarà sospeso in attesa che quest’ultima si pronunci. Altrimenti l’udienza salernitana andrà avanti con la requisitoria del pubblico ministero Elena Cosentino, e la sentenza sarà emessa a breve. Intanto l’attore toscano è tornato in libertà: dal 24 dicembre sono scaduti i termini della custodia cautelare, che lo teneva agli arresti domiciliari vigilato dal braccialetto elettronico, e per lui non è stata prevista nessun altra misura. (La Città)

Maiori, anziana truffata: sottratti 2000 euro. Carabinieri fermano uomo a Tramonti

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Continuano le truffe ai danni di anziani in Costiera Amalfitana. Questa volta è stata presa di mira una donna di Maiori. Alla sua porta, infatti, ha bussato questa mattina un malfattore che tramite un raggiro, ovvero si è spacciato per un avvocato che stava seguendo la causa in cui sarebbe rimasto vittima un familiare della donna, si è fatto consegnare circa 2000 euro.

Dopo aver raccontato la vicenda ai suoi familiari, la donna si è resa conto di essere stata imbrogliata e ha avvertito i Carabinieri di Amalfi. Questi sono stati aiutati dai colleghi di Ravello e Tramonti e l’uomo è stato fermato proprio in prossimità del Valico di Chiunzi. Aveva con sé ancora la refurtiva. Sono stati i Carabinieri della Stazione di Tramonti, agli ordini del Mar. Giorgio Covato e coordinati dal Capitano Roberto Martina, a compiere l’arresto. Si tratta, purtroppo, del sesto-settimo caso di questo tipo sventato dai Carabinieri della Compagnia di Amalfi conclusosi con arresti o denunce. Se gli uomini dell’arma non avessero agito celermente staremmo ora parlando dell’ennesima truffa andata in porto. Ora è in stato di fermo presso al caserma.

Ischia. Maurizio Plescia: «La mia immagine da intubato sui pacchetti di sigarette. Faccio causa alle multinazionali»

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Una storia di quelle già lette: non è il primo caso, forse non sarà nemmeno l’ultimo. La differenza è che stavolta la vicenda sarebbe vera e il momento del redde rationem praticamente dietro l’angolo. Il protagonista del caso che rasenta il surreale, e che è stato portato alla luce dal quotidiano ischitano Il Golfo, è Maurizio Plescia, commerciante di Casamicciola. Il suo incubo inizia un bel giorno, quando si accorge che sui pacchetti di sigarette distribuiti da una nota multinazionale compare la sua immagine. In una di quelle foto che tendenzialmente servono a invogliare gli utenti ad evitare il vizio del tabacco Maurizio si riconosce subito, è sdraiato su un letto d’ospedale. Non nutre dubbi sul fatto che si tratti di se stesso, perché quell’esperienza l’aveva vissuta per davvero. Era successo mentre si trovava in Colombia, dove risiedeva la compagna di allora, quando Maurizio comincia ad accusare problemi di natura respiratoria e inizia ad assumere un farmaco che però contiene una sostanza alla quale è allergico. Ad un principio di polmonite si aggiunge quest’altro “contrattempo” e così Maurizio Plescia è costretto al ricovero in ospedale. È in quei momenti che secondo la sua versione qualcuno deve averlo fotografato con lo scatto che è poi pervenuto all’Unione Europea che a sua volta lo ha eletto a immagine iconica da far stampare sulle sigarette prodotte dalla Philip Morris. Tutto questo, evidentemente, accade senza alcun consenso da parte del diretto interessato che così si rivolge ad un legale per ottenere giustizia. Incontrando però non pochi ostacoli anche perché nel frattempo diversi soggetti intentano causa per ottenere un risarcimento del danno sostenendo di essere la persona immortalata nella foto incriminata. Se molte azioni legali, come prevedibile, cadono nel vuoto, quella di Maurizio Plescia segue invece un iter diverso. L’uomo, infatti, si sottopone anche ad una perizia comparativa firmata da un esperto del settore che conferma come non ci siano dubbi sul fatto che il volto in fotografia sia proprio quello del commerciante casamicciolese. Parte allora la messa in mora alla multinazionale, che a sua volta gira la palla all’Unione Europea. Cui adesso si è rivolto il legale di fiducia di Plescia e con cui presumibilmente si potrà avviare una trattativa per giungere ad una transazione evitando così un contenzioso giudiziario che potrebbe essere lungo ma anche più dispendioso. La stessa Philip Morris, in ogni caso, ha contattato l’avvocato con una lunga e dettagliata missiva. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Francesco Borrelli che ha detto: «Siamo pronti a sostenere la battaglia di Maurizio Plescia contro le multinazionali del tabacco che si sono impossessate, a sua insaputa, di una sua foto mentre era intubato in un letto d’ospedale per usarla sui pacchetti di sigarette ». Poi ha aggiunto: «È assurdo che una multinazionale abbia fatto un errore del genere e se anche avesse preso la foto da qualche agenzia deve ritirare immediatamente tutti i pacchetti con l’immagine del commerciante ischitano e risarcirlo per lo choc di ritrovare quella sua foto in giro per il mondo e non si capisce perché non l’abbia ancora fatto nonostante l’azione legale avviata da Plescia». «Quest’episodio – ha concluso Borrelli – conferma la sensazione di onnipotenza di certe multinazionali che, forti della loro potenza economica, pensano di poter calpestare i diritti delle persone, a cominciare da quello di preservare la propria immagine, soprattutto quella in un letto d’ospedale». (Gaetano Ferrandino – Corriere del Mezzogiorno)

Gli 85 giorni senza reti di Mertens. L’ultimo centro del belga in campionato datato 29 ottobre, gara col Sassuolo

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«Davvero è passato così tanto tempo?». Ma davvero, sì. Una eternità. Nessun salto nel vuoto, solo astinenza, una lunga astinenza, un maledettissimo e ovviamente involontario sciopero del gol. Quando scenderà in campo a Bergamo avrà sulle spalle una dieta di 85 giorni. 887 minuti, una eternità per Dries Mertes che non sbatte un pallone dentro una porta in campionato dalla gara con il Sassuolo. Il29ottobre.Novegare fa. Non è che, in questi quasi tre mesi, il belga abbia combinato poco. Tutt’altro: ha fornito assist, propiziato gol, corso su e giù per il campo. Ma lui non segna più. Neanche per sbaglio. Da quella domenica contro gli emiliani Mertens ha fatto cilecca, sbagliando talvolta anche delle reti clamorose. Insomma, la via del gol è smarrita. Nonostante sia sceso in campo sempre titolare, senza mai una volta che Sarri abbia messo in discussione la sua presenza dal primo minuto. Senza conoscere staffette (peraltro con chi?). Ha iniziato la stagione da favorito alla corona di cannoniere della serie A e dopo 11 giornate aveva già 10 gol fatti. A Genova, contro il Genoa, aveva realizzato una doppietta da cineteca, una rete su punizione e un’altra con controllo in velocità e tocco alla Maradona. Il titolo giusto, ora, ma al contrario, sarebbe «La Grande Abbuffata». Il problema è che qui si parla di digiuno, di dieta, di astinenza: da gol. Da quando è divenuto un falso nove non aveva mai avuto tutti questi giorni di non-gol in campionato. Prima, vabbè, anche di più. Ma prima era un precario non solo del gol, ma anche delle presenze in campo: dal 27 agosto al 23 ottobre 2016, da Pescara a Empoli, un’altra lunga astinenza. Poi, in 24 partite, dal primo novembre al 16 aprile 2015, una sola rete realizzata, alla Sampdoria. Al rientro dai sei giorni di vacanza non ha trovato nulla di particolare ad attenderlo: nessun allenamento differenziato, nessun discorso particolare motivazionale di Sarri. Nulla di nulla. Eppure «Ciro» ha il muso lungo da troppo tempo in serie A. Ed è ora – adesso che il duello con la Juventus è una questione seria – che servono i suoi ruggiti. Lui sente il peso del gol che non arriva. Non lo dice, ma non vede l’ora. Eppure all’Atalanta ha fatto gol nelle due ultime gare ufficiali, quella in campionato alla seconda di campionato e quella in Coppa Italia. Ma Mertens non ha mai segnato a Bergamo nella sua carriera. Normale un calo, soprattutto umano. Domanda: è stanco? E se sì, perché? Risposta: può darsi che lo sia, perché ha giocato praticamente sempre partendo dal preliminare della Champions. Insomma, anche lui ha le sue stanchezze. La sua resurrezione è fondamentale per i sogni di gloria degli azzurri. Sarri dice di non essere preoccupato, ma tutti attendono che Mertens rompa il suo digiuno. Qualcuno ha tirato in ballo anche il suo contratto, con quella clausola da 28 milioni di euro, che potrebbe far gola a tanti. Ma fino a un certo punto: perché Mertens si avvia verso i 31 anni e a Napoli è blindato da un contratto da 4,5 milioni di euro netti fino al 2021. E la questione di un eventuale rinnovo non è sul tavolo. O meglio, non è una priorità. Si dice: ecco è l’anno che porta al Mondiale e per forza, deve esserci anche una questione di programmazione della stagione e di dosaggio delle forze. Anche perché il Belgio partirà per la Russia con il sogno di vincere il titolo iridato. Il problema è che il Napoli fino ad adesso ha sopperito all’assenza del tabellino dei marcatori di Mertens ma non può più permettersi di «aspettarlo». La sua condizione atletica sembra buona, contro il Verona prima della sosta lo si è visto correre per il campo, rientrare spesso per dare una mano ai compagni nei calci piazzati, spazzare la propria area, rilanciare l’azione. Ma quando si è trattato di andare alla conclusione Mertens non è mai riuscito a centrare la porta avversaria. Un po’ come gli è capitato altre volte in questi ultimi 85 giorni in campionato. Attorno a Mertens, in queste settimane, si è formato una specie di cordone sanitario, con Sarri che lo ha sempre difeso dicendo che «può far anche a meno dei suoi gol se gioca sempre così». Meno male che il Napoli vola lo stesso e quindi l’astinenza di Dries è un non problema. Però prima torna a segnare e prima saranno contenti tutti. A cominciare dal tecnico di Figline. (Pino Taormina – Il Mattino)

Sorrento. Il maestro Felice Tagliaferri ospite del Sant’Anna Institute

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Sorrento – Oggi e domani il Sant’Anna Institute di Sorrento ospita il maestro Felice Tagliaferri nell’ambito del programma internazionale di architettura “Building Beauty”, organizzato in con l’omonima associazione di architetti coordinata dal Prof. Sergio Porta (University of Glasgow). Il maestro ha dato vita ad uno speciale workshop di scultura basato sull’approccio multisensoriale e aperto agli studenti del programma di architettura, provenienti da Stati Uniti, Slovenia, Sud Africa, Iran e India. Nato nel 1969 in Emilia, Felice Tagliaferri ha all’attivo moltissime collaborazioni di prestigio (tra cui il Museo di Arte Contemporanea di Roma, i Musei Vaticani, l’Accademia di Brera, l’Accademia di Roma, la Collezione Guggenheim di Venezia, Ca’ la Ghironda Modern Art Museum). La sua vita cambia a tredici anni, quando scopre di avere un’atrofia del nervo ottico, una malattia genetica, che da lì a un anno lo porterà a diventare completamente cieco. Ma Felice non si arrende, anzi fa di tutto per rimanere indipendente: diventa centralinista e a diciotto anni con il diploma in tasca e un posto di lavoro va a vivere a San Lazzaro di Savena. Tutto scorre velocemente nella sua vita fino a quando a venticinque anni risponde ad un annuncio del noto scultore bolognese Nicola Zamboni, all’epoca docente dell’Accademia di Brera che cercava tre giovani per un corso di scultura per non vedenti. Immediatamente Felice aderisce a quella che diventerà l’iniziativa destinata a cambiare il corso della sua esistenza.

Così, terminate le lezioni con Zamboni, Felice chiede di continuare quel percorso didattico che gli consentirà di avviare la propria carriera artistica che vanta, ad oggi, più di cento sculture. La matrice stilistica di Tagliaferri rimanda ai grandi classici come Canova e Rodin nella spasmodica ricerca di levigatezza e purezza formale tipica della scultura del sette e ottocento. Ma a Felice Tagliaferri scolpire non basta. Vuole collocarsi al centro di due esperienze sensoriali diverse. Così il pensiero lo conduce da un lato verso i ragazzi non vedenti, privati di uno strumento espressivo straordinario, e dall’altro verso coloro che, pur avendo capacità visiva, non sanno cosa significhi scolpire e immaginare una figura. L’arte diventa così strumento di comprensione ed incontro tra due mondi: quello dei ciechi e quello dei vedenti. Questa intuizione gli diventa più chiara quando nel 2008 si reca nella Cappella Sansevero a Napoli per visitare il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino. Questa visita avrebbe dovuta svolgersi in modo tattile per lui ma gli venne impedito. Da questo divieto nasce l’idea di realizzare una particolare versione della scultura. Ne deriva così il “Cristo rivelato”; velato per la seconda volta e rivelato ai non vedenti che possono toccare la scultura in marmo lunga 180 centimetri e larga 80. Due anni di lavoro del marmo consegnarono una scultura che dal 2010 ad oggi è stata «toccata» da più di centomila persone. Mentre i non vedenti visitano con le mani la poesia del Cristo rivelato di Tagliaferri, chi ha la fortuna di poter vedere comprende come il mondo di esperienze ed emozioni che è presente in un artista non vedente sia assolutamente identica al nostro. “Un linguaggio quello dell’arte che proprio perché universale unisce chiunque con i sensi di cui si dispone – dice la Presidente del Sant’Anna Institute, Cristiana Panicco, particolarmente orgogliosa di aver aperto le porte dell’Istituto ad un workshop a cura del maestro Tagliaferri – E’ stupefacente osservare come nella vita tutto sia relativo e condizionato dal punto di vista di chi osserva, senza tuttavia pregiudicare la comprensione reciproca e il valore dell’esperienza comunicativa”. “La partecipazione del maestro Tagliaferri al programma ‘Building Beauty’ arricchisce l’impianto formativo con un laboratorio di assoluta creatività e originalità”, ha rimarcato il Prof. Porta. Avendo avuto notizia dell’evento, la dott.ssa Tommasina Budetta, Direttrice del Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina “Georges Vallet”, inserito all’interno del Polo Museale della Regione Campania, si è detta disponibile ad invitare il maestro Tagliaferri a dar vita, nel prossimo futuro, a laboratori artistici per turisti e residenti, finalizzati a valorizzare gli spazi museali della Penisola. Il workshop ha ricevuto altresì la visita del Sindaco di Sorrento, Avv. Giuseppe Cuomo, e dell’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis, i quali si sono detti “davvero colpiti” dalle capacità artistiche del maestro e dalla valenza del suo insegnamento, esprimendo l’auspicio di poter avviare prossimamente laboratori ad hoc all’interno del territorio comunale. Il programma “Building Beauty” rientra nell’offerta accademica internazionale sviluppata dal Sant’Anna Institute in molteplici ambiti (tra cui le arti visive) e in collaborazione con numerose università nord-americane.

Sorrento, restyling Corso Italia, dubbi sui materiali e sui futuri imprevedibili nubifragi.

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Dopo un primo momento di euforia da parte della cittadinanza, dovuto al nuovo look che sta caratterizzando il Corso Italia ,con il prosieguo dei lavori iniziano però a sorgere vari interrogativi sia sulla qualità del materiale che sul sistema smaltimento delle acque piovane.

Sorrento – Dopo la pausa natalizia sono ripresi e proseguono di buona lena i lavori di restyling del Corso Italia nel tratto Piazza Tasso-Ospedale. Il ritmo impresso dalla Ditta Parlato Costruzioni fa ben sperare al completamento dell’opera per l’inizio della prossima stagione turistica. Nel frattempo la cittadinanza può già constatare da vicino la fattura dei lavori, poiché alcuni varchi sono aperti lungo il cantiere per permettere il passaggio dei pedoni. Dopo un primo momento di entusiasmo, dovuto al passeggiare su di una nuova pavimentazione e senza l’assillo del traffico, sono iniziati i primi dubbi circa la qualità del materiale usato e la concreta efficienza del sistema di smaltimento della acque piovane. Molti cittadini lamentano infatti che le basole usate per la pavimentazione, in particolar modo lungo la sede stradale, non rispettino appieno quanto stabilito sia nel contratto di appalto che nel capitolato di gara. Sarebbe pertanto opportuno analizzare, se la Direzione dei Lavori ,affidata all’Ufficio Tecnico Comunale, abbia effettuato le dovute indagini circa le relative certificazioni, il nome della cava di provenienza (autorizzata), la sua affidabilità nonché i tempi di consegna dei materiali usati per la pavimentazione.  Dal contratto di appalto e dal capitolato di gara, in relazione alla pavimentazione della sede stradale, è stato stabilito che: “Il basolato sarà realizzato in pietra lavica con pezzature di dimensioni 40 cm x 80 cm e spessore di circa 15 cm. Le basole saranno posizionate “ a spina di pesce” con una pendenza dal centro stradale verso la zanella (area di raccolta acque con caditoie) concava non inferiore ai 2.5 cm. I basoli a contorno della stessa pezzatura e sempre di pietra lavica , dovranno essere lavorati a puntillo nella faccia calpestabile”. Da quanto si può constatare nel primo tratto completato del percorso, sia la pezzatura che la disposizione a “spina di pesce” non sia stata rispettata. Infatti, oltre ad una immagine meno attraente, è evidente che la pezzatura è inferiore di quanto stabilito. Pertanto, ai fini pratici, c’è da chiedersi se le attuali basole resisteranno al transito degli automezzi e la preoccupazione che tale percorso diventi sconnesso, come alcuni vicoli del centro storico dopo i lavori di metanizzazione, è abbastanza concreta.
Con il prosieguo dei lavori, affinché anche la cittadinanza sia consapevole circa la qualità dei materiali usati e la loro disposizione, andiamo ancora una volta ad analizzare cosa prevedono in merito alle altre parti dell’opera, il capitolato di gara ed il contratto di appalto:
Zona arcuata: posta all’inizio della pavimentazione in Piazza Tasso ed zona Ospedale, sarà composta da basole in pietra lavica sagomata e lavorata a puntillo in superficie.
-Cordolo: delimitante la sede stradale, anch’esso in pietra lavica lavorata a bocciarda in superficie e di dimensioni 25 cm di lunghezza a correre.
-Zanella (delimitante la sede stradale): sarà realizzata in pietra lavica di dimensioni 40cm x 80cm e di spessore 10cm, lungo la quale saranno posizionate la caditoie in ghisa per la raccolta delle acque superficiali e meteoriche.
Lastre pedonali (marciapiedi): tale pavimentazione dovrà essere realizzata con l’impiego di lastre regolari di pietra lavica (Etnea) con assetto tagliato e squadrato su tutte le facce e nastrino levigato nei lati. La dimensioni devono essere di 30 cm x 60 cm circa e di spessore 4.5 cm. Le lastre dovranno essere lavorate da appositi macchinari per ottenere, nella faccia calpestabile, una bocciardatura doppia e saranno posizionate: 4 file a correre parallele al cordolo delimitante la sede stradale a cui vanno aggiunte altre 4 a queste ultime perpendicolari. Purtroppo anche in questo caso sia le dimensioni, la qualità, il posizionamento, nonchè bocciardatura non sembra rispettare quanto previsto.
Lastre di porfido: (da inserire nella pavimentazione del marciapiede) di dimensioni 20cm x 40cm e di spessore di circa 5 cm a loro volta dovranno pervenire esclusivamente dalle Cave di Valcamonica per il loro colore rosso-bruno.
Attraversamenti pedonali: saranno delimitati da basole in pietra lavica, con lavorazione a puntillo profondo,di dimensioni di 40cm x 80cm e di spessore 15 cm. La strisce pedonali saranno realizzate con basole di pietra lavica di dimensioni 40cm x 80cm e di spessore 15 cm, alternate da pietra calcarea di colore bianco e dimensioni 40cm x 50cm e di spessore 15 cm. Anche il tipo si basole finora posizionato per tale scopo non rispecchia quanto previsto.
Rampette antiscivolo: anch’esse realizzate in pietra lavica con scanalature antiscivolo e di dimensioni 80cm x 5cm. A quanto sembra non previste dalla seconda e contraddittoria versione della Soprintendenza.
Aree di sosta: saranno pavimentate con basole in pietra lavica, di dimensioni 40cm x 80cm e di spessore 18 cm circa. Anch’esse lavorate in superficie a scalpello leggero e posizionate perpendicolarmente alla sede stradale.
Per quanto riguarda invece lo smaltimento delle acque piovane, analizzando la parte del Corso già completata, molti sono i dubbi e le preoccupazioni da parte di molti cittadini.  Risalta in maniera evidente, come dopo i lavori, innumerevoli esercizi commerciali siano ora quasi a livello della nuova pavimentazione. Gli scalini, che tra l’altro fungevano da difesa contro i forti acquazzoni, ora in molti casi sono quasi del tutto scomparsi. Infatti, con l’evidente sollevamento della pavimentazione, la totale eliminazione dei marciapiedi e quindi la mancanza di una efficace pendenza , quella che finora era una difesa, contro un eventuale allagamento, ora è venuta a mancare. Affidando lo smaltimento delle acque, che spesso, si ribadisce essere di grossa portata, alla efficacia tutta da collaudare del nuovo sistema di fogne realizzato prima della nuova pavimentazione. In attesa che sia madre natura a dare il benestare,come descritto ,al momento evidenti sono le anomalie che una parte della cittadinanza, più accorta a come vengono spesi i soldi della comunità, sta rilevando. Nello sperare che i tecnici preposti abbiano provveduto ad analizzare e porre rimedio a quelle che al momento appaiono come concreti dubbi e preoccupazioni, l’augurio rimane che l’intero progetto venga portato a termine nei migliori modi possibili. Affinché la nostra città, con una successiva ottimale gestione da parte dell’Amministrazione comunale, possa usufruire senza problemi di tale importante opera che, senza ombra di dubbio, rappresenta quell’importante passo, considerato di vitale importanza, che la ricollochi tra le località turistiche più importanti al mondo. – 19 gennaio 2018 – salvatorecaccaviello.

Giallo nel casertano. Coppia rapinata a Teverola, lui finisce in ospedale: dopo alcune ore viene trovato un cadavere

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Lesione dell’arteria femorale e frattura dell’osso. Il colpo, a distanza ravvicinata, poteva ucciderlo. Fortunatamente è vivo e se la caverà. È morto invece, a pochi metri di distanza dal punto in cui hanno sparato al trentenne, un ragazzo di circa vent’anni. Forse nelle stesse ore in cui l’altro veniva centrato da un proiettile alla gamba. Il corpo del giovane deceduto è stato però scoperto solo ieri pomeriggio intorno alle sei, da un uomo che stava portando a spasso il cane. E, nella mattinata, qualcuno aveva trovato delle budella per strada. Il cadavere, che sembra quello di un ragazzo di un’età compresa tra i venti e i venticinque anni, potrebbe essere di un italiano o di uno slavo. Pelle chiarissima, con indosso un paio di jeans strappati in più punti. Graffi sia sulle gambe che sulla faccia. Tagli sul busto e ferite d’arma da fuoco. All’arrivo dei carabinieri, il corpo era già nella fase di rigor mortis. Ciò significa che il decesso potrebbe risalire anche a ventiquattro ore prima della tragica scoperta. E quindi non si può escludere che sia avvenuto in concomitanza con l’aggressione subita dal trentenne che ha raccontato di essere stato ferito da due stranieri dopo aver reagito a una rapina. Tutto è accaduto a Teverola, centro alle porte di Aversa, tra via Campanello e l’area retrostante la scuola media Ungaretti. Il ragazzo di trent’anni è stato ricoverato d’urgenza, nella notte di mercoledì, al Cardarelli di Napoli. Nato in Brasile da genitori italiani, vive a Casapesenna ed è stato ferito da un colpo di pistola intorno alle due della notte tra mercoledì e ieri. Il suo racconto, confermato dalla fidanzata che sembra fosse con lui in macchina al momento dei fatti, parla di una rapina finita nel sangue. A quanto pare, i due ragazzi stavano percorrendo in auto via Campanello quando sono stati avvicinati da due persone col volto coperto da sciarpe e con accento straniero. Secondo la denuncia, i due hanno puntato una pistola contro la coppia intimando ai due di consegnare soldi e cellulari. Il ragazzo ha detto di aver pensato che l’arma fosse finta, così ha cercato di reagire. A quel punto uno dei due malviventi non ci ha pensato su due volte prima di fare fuoco. Il proiettile ha centrato il malcapitato alla gamba destra: tra le urla terrorizzate della fidanzata, i due avrebbero comunque trovato il tempo per prendere il telefonino della vittima. Solo dopo sono fuggiti a piedi attraverso le campagne. Di lì a poco le vittime hanno chiamato i soccorsi e sono poi arrivate all’ospedale «Moscati» di Aversa. Nonostante fosse sotto choc, la ragazza, una trentenne, non era ferita, mentre il giovane è stato trasferito d’urgenza al «Cardarelli» di Napoli per essere sottoposto a un intervento chirurgico finalizzato all’estrazione del bossolo. Intanto di ciò che era appena accaduto sono stati avvisati i carabinieri del Reparto territoriale di Aversa. Il primo passo è stato il sopralluogo in via Campanello dove i ragazzi hanno riferito di essere stati aggrediti. Lungo la strada è stato trovato un bossolo. Pochi elementi insieme a un dettaglio riferito dai due ragazzi: gli aggressori erano stranieri. Poi ieri pomeriggio il ritrovamento del cadavere a pochi passi dal luogo della sparatoria ha finito di ingarbugliare il mistero. Che si è sommato alla scomparsa di un ucraino di 23 anni da San Marcellino. I carabinieri del Reparto territoriale di Aversa, agli ordini del tenente colonnello Antonio Forte e coordinati dalla procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, stanno lavorando su più fronti. Nel sospetto che gli episodi potrebbero essere collegati. (Mary Liguori – Il Mattino)

Vico Equense prese a bastonate un ospite della comunità “Il Camino” arrestato a giugliano

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Vico Equense prese a bastonate un ospite della comunità “Il Camino” arrestato a giugliano. Un 31 enne, pregiudicato, è ritenuto responsabile di violazione di domicilio e lesioni personali aggravate, reati commessi a Vico Equense nell’aprile del 2017. Si sarebbe introdotto, armato di bastone, all’interno della comunità “Il Camino”, e avrebbe preso a bastonate un pregiudicato detenuto in quella struttura agli arresti domiciliari procurandogli ferite lacero contuse. Alla base del raid punitivo uno screzio per futili motivi che l’arrestato avrebbe avuto con il fratello della vittima. Scattato l’arresto, il 31enne si era reso irreperibile dallo scorso gennaio, motivo per il quale è stato colpito da un decreto di latitanza emesso dalla Procura di Torre Annunziata. Rintracciato a Giugliano, è stato adesso condotto al carcere di Poggioreale a Napoli.

Piano di Sorrento Open Day del Nautico, Positanonews ci sarà. La preside Farina del “Bixio” lo annuncia con VIDEO

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Piano di Sorrento. Domani e dopodomani Open Day del Nautico, la presidente Teresa Farina annuncia i due giorni di eventi con un video. Positanonews ci sarà

Napoli. Baby gang, il piano del ministro della Giustizia Andrea Orlando: «Centri diurni di accoglienza»

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Anche lui crede molto nell’efficacia delle risposte educative. Più maestri di strada, più centri di aggregazione nei singoli quartieri e in più aree di Napoli, in aggiunta alla maggiore efficacia delle repressione. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando dice la sua sull’allarme per l’azione ripetuta di violente bande giovanili: «Bisogna trovare strumenti di carattere alternativo e correttivo». Il ministro pensa ad interventi sul codice per i minori, magari con l’abbassamento dell’età imputabile a sotto i 14 anni? No, anche Andrea Orlando, così come il ministro dell’Interno Marco Minniti e il procuratore capo presso il tribunale per i minori di Napoli Maria De Luzenberger, non pensa sia questo un rimedio efficace e praticabile. E ne spiega la ragione, dal suo punto di vista, con un’immagine-paradosso: «Non vorrei che poi, tra qualche anno, ci si trovasse a discutere se un bambino di otto anni sia capace di intendere e di volere, anche perché la risposta sarebbe ovviamente negativa». Il sistema di norme della giustizia minorile viene quindi difeso dal ministro Orlando, che punta invece il dito sulle responsabilità delle famiglie. E aggiunge: «Bisognerà trovare il modo di allontanare dalle famiglie i minori che crescono in contesti più difficili». Questo significa non solo la possibilità, sostenuta dal ministro Minniti, che con regole precise inserite in un protocollo formale si possa togliere la potestà genitoriale a padri e madri coinvolti in inchieste di camorra, ma anche la possibilità di trovare il modo di sottrarre alla strada e alle famiglie i ragazzi a rischio, offrendo loro ipotesi di strutture e progetti educativi. «Servono misure di prevenzione diverse rispetto alla condanna» dice Orlando. E ipotizza sempre più centri polifunzionali, strutture con progetti di impegno ed educazione dove possono essere indirizzati gli adolescenti. Meno strada e più attività, meno perdita di tempo vuoto da riempire invece con piani che tengano occupati i ragazzi. Aggiunge Orlando: «Il solo eventuale inasprimento della fase repressiva non è sufficiente». Ed è per questo che il ministro Orlando annuncia che presto chiederà un incontro al sindaco di Napoli Luigi De Magistris e al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. L’obiettivo è trovare punti comuni sul tema delle nuove strutture polifunzionali da aprire e avviare sul territorio metropolitano napoletano. Modelli di socialità attiva che hanno bisogno di figure come educatori, assistenti sociali, maestri. Ma, precisa di nuovo Orlando: «Il problema non riguarda solo Napoli, perché c’è una crisi delle famiglie, dei quartieri, dei corpi intermedi». E ancora: «Si può pensare all’estensione del tempo pieno a scuola in tutte le aree degradate con centri che, in un’ottica di prevenzione sociale, possano fare da strutture di formazione preventiva». Il tema nuovo, stavolta, confermato in più interventi degli ultimi giorni, è un’azione di intervento sociale in aggiunta alla repressione. E non si parla solo, genericamente, di impegno della scuola, ma si va oltre. Anche nella consapevolezza che la scuola, soprattutto in alcune aree difficili, non può più esercitare potere totale di supplenza assegnato a docenti che dovrebbero, insieme, fare da pedagoghi, assistenti sociali, genitori, carabinieri. Ci vuole di più, con differenti figure professionali. Anche il questore di Napoli, Antonio De Iesu, ritorna su questo aspetto. E dice: «Si è firmato a Roma, nelle ultime ore, un progetto del Pon sicurezza al ministero dell’Interno che riguarda il quartiere Sanità di Napoli. Questo progetto consentirà di sperimentare un percorso virtuoso che individua 400 ragazzi più a rischio e accompagnarli, con maestri di strada, fino alla maggiore età, insegnando loro anche un mestiere». E si tratta della vera novità negli interventi predisposti negli ultimi mesi. Il ministero dell’Interno non si è preoccupato solo di pensare a come potenziare la repressione e la prevenzione affidata alle forze dell’ordine sul territorio ma, di fronte alle baby gang violente, si sta impegnando direttamente ad avviare progetti socio-educativi. Su questo il questore De Iesu: «Il progetto firmato al ministero è in grado di fornire anche delle competenze professionali ai ragazzi, educandoli al rispetto della legalità. È un piano anche di recupero della dispersione scolastica, che coinvolge circa 160 maestri di strada. Credo sia la via giusta da intraprendere». (Gigi Di Fiore – Il Mattino)

Vietri sul Mare, sospensione sindaco Benincasa: fissato il Consiglio Comunale per il giorno 24

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E’ stato fissato ufficialmente il Consiglio Comunale di Vietri sul Mare dopo la notizia della notifica di sospensione del sindaco Francesco Benincasa da parte del Prefetto di Salerno. Come avevamo riportato qualche ora fa, il sindaco ha passato la guida del paese al vicesindaco Marcello Civale. Una sospensione che era già nell’aria e Civale già da qualche settimana aveva assunto le funzioni esecutive, dopo la condanna in Appello ad otto mesi ed un anno di interdizione dai pubblici uffici inflitta lo scorso 9 gennaio al primo cittadino nell’ambito del processo sul crollo del costone del Baia Hotel è stata difatti recepita negli atti prefettizi.

Il Consiglio Comunale si terrà il giorno 24 Gennaio 2018, con inizio alle ore 18:30, nell’Aula Consiliare, presso la Casa Comunale, in sessione straordinaria, in seduta pubblica, in prima convocazione prevedendo il prosieguo fino alle ore 02.00 del 25/01/2018 ed eventuali riprese dei lavori, dopo la sospensione, alle ore 18:30 del giorno 25/01/2018. Difatti, ufficialmente ci sarà la presa d’atto della sospensione del sindaco.

Qualora la seduta andasse deserta la seconda convocazione rimane stabilita per il giorno 25/01/2018 alle ore 18:30.

Piano di Sorrento su aria inquinata l’ARPAC da risposte da “Marchese del Grillo” al Movimento Cinque Stelle

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Piano di Sorrento su aria inquinata l’ARPAC da risposte da “Marchese del Grillo” al Movimento Cinque Stelle . E’ quello che emerge da un post di Salvatore Mare , consigliere comunale di opposizione, dopo botta e risposta con l’Agenzia della Regione Campania : La risposta alla mia richiesta di delucidazioni circa il posizionamento del furgone mobile in quel di piazza Cota, è chiara e rievoca la ben nota affermazione del nobile monicelliano «Marchese del Grillo».
Prendendo spunto dal gioco popolare del tressette, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, risponde piombo: in sostanza la domanda alla quale si cerca risposta, è quella di sapere qual è la situazione smog dovuta al traffico cittadino, divenuto quest’ultimo ormai insostenibile. Paradossalmente si risponde che l’inquinamento non è dovuto solo ai veicoli equipaggiati con motori endotermici, ma contribuiscono anche le caldaie per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria, i forni della ristorazione, eccetera, come se non avessimo mai sentito parlare di tutte le forme antropiche d’inquinamento (qui il testo completo).
Procedo ora ad analizzare la «non risposta» punto per punto, tralasciando la datazione 11/8/2017, che ne sia venuto in possesso solo ieri con ben oltre 5 mesi di ritardo e dopo aver reiterato la legittima richiesta, sorvolando anche sul fatto che l’Agenzia abbia risposto in un primo tempo all’intestatario per conoscenza, ossia il comune di Piano di Sorrento e solo ieri direttamente al sottoscritto, trascurando inoltre che ricevuta la prima risposta, l’ufficio del Sindaco non me l’abbia prontamente inoltrata, nonostante il mio nome sia indicato nell’intestazione; diciamo benevolmenteche si è fatta un po’ di confusione.
• L’Agenzia per l’Ambiente sottolinea che manca il numero di protocollo, non considerando che la mia richiesta è indirizzata direttamente alla Direzione Generale, Commissario, Direttore Tecnico e Dipartimentale, e solo per conoscenza al Sindaco di Piano di Sorrento.
• Al sopralluogo con l’ing. De Pascale e il com.te Porreca, era presente anche il sottoscritto, il quale per fortuna gode di buona memoria.
• La fornitura di energia elettrica sarebbe stata possibile anche nei due punti indicati ed inoltre non è specificato quali impedimenti ci sarebbero stati secondo la normativa ambientale vigente, nell’insediare il furgone mobile lì dove richiesto.
• Si rende noto non sono stati fatti studi specifici giacché a detta degli scriventi non sono applicabili per il nostro comune.
• Sottolineo che il sottoscritto non ha assolutamente mai indicato che l’unica fonte inquinante fosse quella veicolare, bensì che al momento è quella che maggiormente interessa ai cittadini, di cui, ricordiamocelo sempre, siamo al servizio, ARPAC compresa.
• Mi è stata attribuita un’affermazione mai espressa, giacché mi è palesemente chiaro che il vento non abbia peculiarità purificatrici dell’aria, essendo il vento composto unicamente dalla stessa aria, che nel suo movimento si dirige più o meno velocemente secondo leggi studiate dalla meteorologia, da un’alta ad una bassa pressione.
• Infine, quel che si può definire come la marchesata del Grillo: «Il sito è scelto in modo insindacabile dall’Agenzia». Allora, ditelo subito che ci togliamo il pensiero.
Capitolo a parte meriterebbero poi i dati relativi al monitoraggio durato appena 15 giorni, così come ampiamente previsto dal sottoscritto, ma per questo vi rimando all’interrogazione del nostro portavoce alla regione Marì Muscarà, e alla non risposta dell’ARPAC, evasiva esattamente quanto questa.
Per i primi di marzo dovremmo installare i primi dispositivi per il rilevamento delle polveri sottili, del monossido di carbonio, e delle sostanze volatili: chi fa da se, fa per tre, ma è chiaramente una sconfitta delle istituzioni.
Dove non c’è dialogo non c’è democrazia, dove non c’è democrazia non c’è benessere.

Firenze. Addio a Michele Gesualdi, simbolo anti-Sla, paladino del biotestamento. Ai parlamentari scrisse: «Fate presto»

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In una lettera, diventata esempio di dignità e civiltà, aveva chiesto al Parlamento di approvare presto la legge sul testamento biologico. Ieri, dopo una lunga e straziante malattia (era affetto da Sla) Michele Gesualdi è morto. Aveva 74 anni, era stato presidente della Provincia di Firenze e uno degli allievi di don Milani nella scuola di Barbiana. La sua battaglia e quella di Sandra, la figlia giornalista che era diventata la voce di quel babbo dalla mente lucidissima ma dal corpo ormai martoriato dal male, aveva fatto nascere un comitato che aveva sostenitori in ogni parte d’Italia. Il suo grido di dolore («Fate presto, non voglio essere torturato») aveva commosso tanti. Nella lettera-appello Gesualdi aveva scritto che la Sla è una malattia spaventosa. E l’aveva descritta con queste parole: «Avanza, togliendoti giorno dopo giorno un pezzo di te stesso: i movimenti dei muscoli della lingua e della gola, che tolgono completamente la parola e la deglutizione, i muscoli per l’articolazione delle gambe e delle braccia, quelli per il movimento della testa, i respiratori e tutti gli altri. Alla fine rimane uno scheletro rigido come se fosse stato immerso in una colata di cemento. Solo il cervello si conserva lucidissimo insieme alle sue finestrelle, cioè gli occhi, che possono comunicare luce ed ombre, sofferenza, rammarico per gli errori fatti nella vita, gioia e riconoscenza per l’affetto e la cura di chi ti circonda». Tra i primi ad esprimere cordoglio il segretario del Pd Matteo Renzi. «Ricordo Michele Gesualdi con affetto e commozione — ha scritto Renzi — Ricordo l’esuberanza e la sua passione». Mentre il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha ricordato la sua testimonianza come «un ultimo contributo di civiltà sul fine vita». Dall’appartamento di Calenzano, hinterland di Firenze, dove aveva vissuto la sua drammatica condizione di malato assistito dalla moglie Carla e dai figli, Gesualdi aveva avuto la forza di commentare le parole di Papa Francesco sul non accanimento terapeutico. «Questo Papa è proprio un dono. Entra nelle sofferenze delle persone», aveva scritto Michele. Gesualdi ha avuto una vita straordinaria, dicono gli amici. Da sindacalista e da politico. Dopo la scuola di Barbiana e anni passati da emigrato in una fabbrica tedesca la sua scorza, già forte, era diventata un’armatura. Epici i suoi scontri, da presidente della Provincia di Firenze (per due mandati dal 1995 al 2004) con Matteo Renzi, ancora non «rottamatore», che lo avrebbe sostituito sulla poltrona di Palazzo Medici Riccardi. (Marco Gasperetti – Corriere della Sera)

Napoli. Gianni Maddaloni ed i ragazzi tolti alle gang e salvati col judo: «come figli»

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È riapparso mercoledì pomeriggio, occhi bassi: «O’ Maé, ho sbagliato». Uno dei piccoli teppisti che una settimana fa hanno spaccato la milza a Gaetano, pestandolo senza motivo in una stazione della metro, aveva preso qui la cintura gialla, poi era sparito, risucchiato nella sua banda di bambini feroci. La madre, temendo che finisse al minorile, l’ha riportato a forza in questa palestra di Scampia a due passi dalle Vele e dalla mitologia storta di «Gomorra», sotto l’ala di Gianni Maddaloni che qui è «Il Maestro», «O’ Maé», ma è anche un po’ il papà che a tanti suoi allievi manca. Gianni, prima di accettare di riprenderselo sotto tutela per sei mesi, gli ha detto solo: «Posso darti uno schiaffo?», e gli ha stampato in faccia una sberla da olimpionico. «Quello è il primo ceffone che prende dal giorno dell’aggressione», mormora «O’ Maé» con tono terapeutico. È una vita che combatte non a chiacchiere, Maddaloni, su questa trincea che raddrizza ragazzini Bes (con Bisogni educativi speciali secondo il ministero); li strappa dalla strada e li porta sul tatami, ispirando docufilm e fiction (con Fiorello), attirandosi lodi pubbliche ma scarsissimi pubblici sostegni (si combatte anche con le bollette della luce). La palestra di judo dove i suoi figli sono diventati medaglie d’oro (Pino, il maggiore, ha vinto Sydney 2000) adesso è popolata di nuovi «figli». Duecento bambini della zona e almeno venti ragazzi della squadra agonistica, «quasi tutti Bes», cui Gianni pone la domanda chiave, «vuoi diventare figlio mio?», punendoli quando deve, passandogli poi perfino la paghetta settimanale. Tanti, qui, stanno risalendo dall’abisso e forse ancora ne sentono l’alito. Come il diciassettenne che chiameremo Ciro, nato e cresciuto in un «lotto» qui vicino, un campioncino da due allenamenti al giorno. «Beh, uno la rabbia la deve mettere da qualche parte», si schermisce lui. Prima la metteva nei posti sbagliati, a scuola prendeva otto rapporti al mese. «Ho cominciato a fare a mazzate a otto, nove anni. Con una decina di compagni miei uscivamo e, se vedevamo un gruppo di fuori, pigliavamo questione: mi stai guardando? Di dove sei? E giù mazzate… I miti nostri? I capoclan della zona, gli volevamo piacere. No, niente nomi, mi vuoi fare morì? Comunque gente grande, gente buona, la camorra fa male ma aiutava a campare, portava danari, oggi porta solo morti». Ciro parla come un trentenne ma s’è fermato alla terza media, «la scuola, eh?, per quello che serve… i diplomati lavano i piatti», dice. «Io non ho paura, la fame sì, mi fa paura, so cos’è. Da me eravamo sette, mio padre stava con un boss, mio fratello s’è fatto sette anni per spaccio internazionale, i nemici dei tempi delle mazzate saranno diventati killer, non lo so. Io sono il più piccolo di casa, mi ha salvato un signore che mi ha portato dal maestro. Mo’ quando parla il maestro prendo appunti: insieme fino all’ultimo respiro, con onore e cuore». La foto del maestro sta sul cellulare con cui ascolta Gigi D’Alessio e Rocco Hunt, «io sono come questa canzone»: Mammà tranquilla/ Che tuo figlio/ ‘Stu munno prima o poi/ S’o piglia/ E vendicamm’ tutti/ ‘E tuort’ ca subimm’. «Io voglio fare il soldato, voglio diventare un eroe». Gianni «O’ Maé», coi suoi 61 anni di cui 43 sul tatami, è credibile per i suoi ragazzi perché era quasi come loro solo che ha preso un’altra via, «grazie ai ceffoni di mia madre». Va nelle scuole a parlare e loro lo sentono: «Sono appena stato in un liceo di Secondigliano. Il professore poverello teneva i capelli dritti sulla testa! Quelli dai banchi facevano: ue’, stamm’ perdendo tiemp’… Uno m’ha detto: mo’ ci sparo in capa a questo. Allora li ho guardati. E ho detto: guaglio’, io sono del rione San Gaetano, quello del clan dei Capitoni… ho visto i compagni miei morire di droga e Aids, mio fratello Peppino morire in galera perché aveva sbagliato compagnia… voi volete morire giovani come Peppino o volete fare l’amore con le vostre ragazze? Venite nel clan Maddaloni in palestra, da voi non mi piglio un euro… Dobbiamo essere forti coi forti». Può non piacere a tutti questo napoletano di periferia con una ricetta chiara per le periferie, «amore e severità, Stato e sport nelle scuole», che rimpiange il passato «dove nei film vinceva il bene, come Ursus» e deve avere trasmesso ai suoi l’idea naif di un passato meno fetente pure per la camorra: «Se offendevi una ragazza ti ordinavano: chiedile scusa». Non sarà… politicamente corretto quando dice che «se i guaglioni non vogliono andarci, a scuola, inutile insistere, mettiamoli a faticare, se no si drogano, si perdono e i professori diventano schiavi loro». Ma funziona, eccome, in posti dove, ancora mercoledì sera, dai falò della festa di Sant’Antonio i mini teppisti hanno preso a sassate i poliziotti mentre i genitori li incitavano dai balconi. Dove troppi papà sono dietro le sbarre. Come il papà di Nino, che ha cominciato a fare risse a 6 anni quando lui fu trasferito in un carcere più duro, in Sardegna. Adesso Nino ha 15 anni, è un altro campioncino: «A febbraio papà verrà qui da noi, in palestra, ai servizi sociali», dice. E per un momento ha gli occhi come doveva averli prima. Prima della rabbia, della paura, del dolore. Prima che gli servisse un «Maé». (Goffredo Buccini – Corriere della Sera)

Cinema Armida a Sorrento Programmazione 18 – 23 GENNAIO 2018

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Il Cinema Teatro Armida, appena rinnovato, bellissimo teatro situato nel cuore di Sorrento,  con tantissime novità e servizio di ristorazione con il nuovo ristorante “Basilico”, offre comodità e tutti i servizi per i propri clienti. E’ considerata una delle più belle ed eleganti sale della Campania .

Programmazione 18 – 23 GENNAIO 2018

L’ORA PIU’ BUIA 
Ore 17.30 – 20.00 – 22.30

Non tutti i film di guerra sono pacifisti, e L’ora più buia di Joe Wright di certo non lo è, così come il suo protagonista assoluto, quel Winston Churchill che salvò l’Europa dalla svastica, né più né meno, in anni fatali in cui il pacifismo era un lusso irresponsabile nei confronti degli ideali mostruosi hitleriani. Non parliamo di un guerrafondaio, ma di chi si rese conto, una volta nominato primo ministro nel maggio 1940, che era impossibile cedere alla retorica della pace ad ogni costo, che aveva già fatto danni nel 1938 con l’accordo farsa di Monaco. Joe Wright mette in scena un elogio della retorica, decisiva arte utilizzata dai leader politici per indirizzare e convincere il proprio elettorato, e il Parlamento.

Se in Anna Karenina aveva ambientato il classico russo in un teatro, aprendone poi letteralmente la messa in scena da ogni lato, questa volta Joe Wright si rinchiude nei corridoi angusti dei rifugi di guerra, nello studio del primo ministro, oppure nei vagoni della metropolitana, in una memorabile scena in cui Churchill sonda il proprio elettorato, facendo una prova generale del suo storico discorso a Westminster, affidandosi direttamente allo stesso elettorato che avrebbe poi pagato il prezzo più alto della resistenza a Hitler. Un momento di svolta nella popolarità del neo primo ministro, in grado di superare lo scetticismo del re e lo pseudo pacifismo folle di molti politici del suo stesso partito conservatore, proprio con le sue capacità oratorie – lui che aveva tutt’altro che una dizione perfetta – esercitate direttamente nelle case dei britannici attraverso il nuovo prodigio, la radio di massa.

Per cui, in questo e solo in questo senso, L’ora più buia può essere considerato un film retorico, con i suoi lunghi dialoghi taglienti e la sua attenzione maniacale al tono, al volume e alla durata stessa delle frasi pronunciate, nonché alle scenografie e agli ambienti, che lo rendono decisamente più che una vuota scatola al servizio della (mostruosa) performance camaleontica di un attore, Gary Oldman, in cerca di Oscar.

La quiete prima della tempesta e i bombardamenti, quando la Gran Bretagna dovette prendere atto della fine della sua insularità come forma di protezione, raccontata nel fronte interno, mentre sul campo, nel terreno di battaglia, centinaia di migliaia di soldati, anche francesi, venivano accerchiati sulle spiagge di Dunkerque. Un’altra storia, seppur cruciale per le dinamiche politiche interne, diversamente ma magnificamente raccontata da Nolan, oltre che con una sequenza mirabile dallo stesso Wright, in Espiazione.
Se a colpire è naturalmente l’interpretazione del protagonista, il film non sarebbe altrettanto efficace senza il contributo delle due donne della sua intimità, la moglie quasi silente ma cruciale, Kristin Scott Thomas, e l’entusiasta novellina, la segretaria Lily James, così come del “reale” Ben Mendelsohn, di Ronald PickupStephen Dillane e tutto il resto dell’eccellente cast.

 

IL VEGETALE
Ore 18.30 – 20.30 – 22.30

Fabio Rovazzi è un 24enne neolaureato in Scienze della Comunicazione che vive nella Milano “con vista sul futuro”. Fabio è alla ricerca di un impiego che rispetti i suoi criteri etici, ma sa che il suo punto debole è la fiducia, tanto quella in se stesso quanto quella (per lo più mal riposta) negli altri. Il suo coinquilino pugliese Nicola, invece, ha ben presente la situazione della loro generazione e si accontenta di fare il fattorino per un ristorante giapponese.

 BENEDETTA FOLLIA 
Ore 17.30 – 20.00 – 22.30

Scritto, diretto e interpretato da Carlo VerdoneBenedetta Follia segue le vicende di Guglielmo (Verdone), uomo di specchiata virtù e fedina cristiana immacolata, proprietario di un negozio di articoli religiosi e alta moda per vescovi e cardinali. I valori su cui l’uomo ha fondato la sua esistenza crollano all’improvviso quando sua moglie Lidia (Lucrezia Lante della Rovere) lo abbandona dopo venticinque anni di matrimonio, proprio nel giorno del loro anniversario. La vita però riserva ancora qualche sorpresa allo sfortunato Guglielmo, che in una giornata come tante nel suo negozio riceve la visita di un’imprevedibile candidata commessa: Luna (Ilenia Pastorelli), una ragazza di borgata sfacciatissima e travolgente, volenterosa ma altrettanto incapace, e adatta a lavorare in un negozio di arredi sacri come una cubista in un convento. Luna traghetterà l’abbottonato datore di lavoro attraverso un mondo proibito di single allo sbaraglio, fatto di appuntamenti al buio, app di incontri come “Lovit”, la più hot del momento, ed esilaranti tentativi di donne disposte a tutto pur di trovare l’anima gemella. Letizia, Raffaella, Adriana: incontri imbarazzanti, buffi e sorprendenti o incontri casuali come quello con Ornella (Maria Pia Calzone).
E visto che la realtà supera l’immaginazione, le vite di Guglielmo e Luna avranno dei risvolti totalmente inaspettati. Perché, come quelle del Signore, anche le vie dell’amore sono infinite.

 

   JUMANJI: BENVENUTI NELLA GIUNGLA
Ore 16.30

Sequel del celebre film di Joe Johnston del 1995 che vedeva protagonista Robin Williams. Jumanji 2 – Benvenuti nella giungla proietta lo spettatore direttamente nella natura incontaminata, mostrata a ogni lancio di dadi nella prima trasposizione cinematografica dell’albo illustrato di Chris Van Allsburg.
Quattro liceali in punizione trovano una vecchia console per videogiochi nei seminterrati della scuola. Incuriositi dal gioco vintage ambientato nella selvaggia giungla di Jumanji, si prendono una pausa dalle pulizie e iniziano la partita. Una volta premuto il tasto start, i ragazzi scoprono con orrore di essere stati risucchiati dentro al gioco, e per di più con le sembianze adulte degli avatar selezionati. Il secchione del gruppo ci guadagna la prestanza fisica dell’esploratore Smolder Bravestone (Dwayne Johnson), mentre l’atleta tutto muscoli deve adattarsi alle gambe corte e alla mente galoppante dello zoologo Franklin “Moose” Finbar (Kevin Hart). E se la ragazza timida e riservata si ritrova con addosso gli abiti succinti della letale guerriera Ruby Roundhouse (Karen Gillan), alla bella della scuola tocca abituarsi a quelli extra large del grassoccio professor Shelly Oberon (Jack Black). I quattro scoprono presto di essere finiti in una folle prova di sopravvivenza, dove l’unico modo per tornare alla realtà è portare la pedina del giocatore – l’avatar in questo caso – alla vittoria. Guai a innescare il game over, o si rischia di restare bloccati nella giungla come Alan Parrish vent’anni prima.

 

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Parigi. Non piace la scultura con i grandi fiori che l’artista americano Koons ha donato alla città

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«Bouquet of Tulips» è l’opera che l’artista contemporaneo americano Jeff Koons ha voluto donare alla città di Parigi per commemorare gli attentati del 2015. Un mazzo di tulipani con qualche spina, perché la sindaca Anne Hidalgo si trova da qualche mese nell’imbarazzo di scegliere il luogo dove esporre l’opera. I fiori di bronzo alti 10 metri e pesanti 33 tonnellate dovrebbero essere esposti in place de Tokyo, nel 16esimo arrondissement, tra il Museo d’arte moderna e il Palais de Tokyo che ospita mostre di arte contemporanea. Ma se il Museo «attende l’opera con impazienza», il presidente del Palais de Tokyo, Jean de Loisy, è più scettico. «L’installazione qui non è scontata», dice al “Figaro”. In effetti de Loisy al Palais de Tokyo cerca di promuovere la creazione francese ed emergente. Due caratteristiche che certo mancano a Jeff Koons, star affermata e americana. Inoltre, la sindaca Hidalgo avrebbe preferito installare l’opera nei giardini di Passy o alla Villette, ma è stato Koons a insistere per quel luogo preciso nel XVI arrondissement, a metà strada tra due importanti luoghi d’arte e vicino a due avenue dedicate a presidenti americani, Wilson e Kennedy. Era stata l’ex ambasciatrice degli Stati Uniti Jane Hartley a suggerire a Koons di realizzare un’opera da donare ai francesi come gesto di amicizia dopo gli attentati a Charlie Hebdo e al Bataclan. Lui accettò con entusiasmo e pensò ai «fiori che simboleggiano la vita che continua, stretti da una mano nell’atto di offrire», con allusione alla mano che impugna la torcia della Statua della Libertà, donata dalla Francia all’America 130 anni fa. Il bouquet di tulipani diventerà forse un’icona di Parigi, ma oggi c’è chi pensa che sia una geniale forma di autopromozione più che un vero regalo. (Stefano Montefiori – Corriere della Sera)

 

Papa Francesco sull’aereo celebra le nozze tra steward ed hostess. E’ il primo Papa a celebrare un matrimonio in volo

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«Tu sei sicuro, sì? E tu, sicura? Bueno, allora vi sposo io!». L’aereo da Santiago si sta avvicinando all’estremo Nord del Cile, dove il deserto ai piedi delle Ande raggiunge il Pacifico, quando Francesco diventa il primo Papa a celebrare un matrimonio in volo, a undicimila metri di quota. Paula Podest Ruiz, 39 anni, e Carlos Ciuffardi Elorriaga, 41, una hostess e uno steward nel volo papale della Latam Airlines, si erano avvicinati a Bergoglio per chiedergli di benedire i loro anelli. Francesco ha chiesto se fossero sposati e Paula e Carlos hanno raccontato la loro storia: il matrimonio civile nel 2010 e la data fissata di lì a poco per le nozze nella parrocchia di Santiago, 27 febbraio 2010, giorno in cui un terremoto devastò il Cile e tra l’altro rase al suolo la loro chiesa. Nel frattempo sono nate e cresciute due figlie, Raffaela e Isabela, ma a marito e moglie era rimasto il rammarico di non essersi potuti sposare anche davanti a Dio. Così Francesco ha sorriso, «volete che vi sposi io?», li ha confessati ed è cominciata la cerimonia, testimoni un monsignore e il presidente della compagnia. Il vantaggio, trattandosi del Pontefice, è che le formalità si risolvono in un amen. Un semplice foglio di carta è diventato l’atto di matrimonio, scritto a mano, con relative firme di sposi, testimoni e del celebrante «Francisco». Applausi, lacrime, e il Papa che per contenere l’emozione generale ha scherzato, chiesto alla sposa se con la suocera andava tutto bene e offerto un suggerimento marito e moglie, come ha raccontato Carlos: «Il matrimonio, ci ha detto, è come gli anelli: se sono troppo stretti sono una tortura, se troppo larghi si perdono». Come ricordo, due rosari che Paula e Carlos hanno mostrato ai giornalisti in fondo all’aereo, gli occhi ancora lucidi, «Il Papa ci ha chiesto se ci fosse amore tra di noi, se fosse per la vita. Per noi è una gioia immensa, impensabile…». Francesco ha raggiunto ieri notte il Perù ed oggi è per la prima volta nel cuore dell’Amazzonia, a Puerto Maldonado, per il grande incontro con le popolazioni indigene, quasi un prologo del Sinodo del 2019: ai nativi consegnerà, tradotta nelle loro lingue, l’Enciclica «Laudato si’» sulla tutela del Creato. Nell’ultimo giorno in Cile, il Papa ha celebrato la messa davanti a cinquantamila fedeli in una spianata desertica in riva all’oceano, a venti chilometri da Iquique. Prossima al confine con il Perù, è terra di migranti e miniere di rame e litio che ne sfruttano il lavoro: «I migranti sono icone della Santa Famiglia, che dovette attraversare deserti per poter continuare a vivere». Ancora una volta al centro del viaggio ci sono gli scartati e la «rapina» dell’ambiente: «Il grido del popolo di Dio, il grido del povero, ha forma di preghiera. Siamo attenti a tutte le situazioni di ingiustizia, alle nuove forme di sfruttamento, alla precarizzazione del lavoro che distrugge vite e famiglie. A quelli che approfittano dell’irregolarità di molti migranti, perché non conoscono la lingua o non hanno i documenti in regola. Alla mancanza di casa, terra e lavoro di tante famiglie». Come un congedo dal Cile, nella «grotta di Lourdes» del santuario di Iquique, Francesco ha incontrato Hector Marin Rossel, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del regime di Pinochet: il 28 settembre 1973, il fratello diciannovenne fu sequestrato e ucciso proprio nella zona di Iquique. Rossel ha ringraziato la Chiesa cilena «per il grande lavoro di promozione e difesa dei diritti umani» e consegnato al Papa una lettera dei familiari delle vittime che chiede alle forze armate e al governo cileno di fare luce sulla sorte di chi è scomparso: «Nelle sue mani mettiamo la speranza di ritrovare i nostri desaparecidos». (Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera)

Gim e Pd: Gianluca Di Luise confermato alla guida del gruppo

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GRICIGNANO. Nella serata di giovedì 18 gennaio, nella sede locale dell’associazione “Gricignano In Movimento”, si è tenuta l’assemblea delle delegazioni ufficiali di Partito Democratico e GIM.

Dopo un’ampia e partecipata discussione, si è giunti alla conclusione di confermare, nella persona di Gianluca Di Luise, la guida del gruppo composto dalle compagini in oggetto, che concorrerà in occasione della prossima tornata elettorale.

“Ulteriore scopo della riunione – dicono i componenti – è stato quello di smentire categoricamente le strumentalizzazioni contenute in alcuni articoli pubblicati dalla stampa locale negli ultimi giorni, usate per screditare non solo il PD, ma anche la persona e l’investitura assunta dallo stesso Gianluca Di Luise, profondamente voluta dal PD e GIM. Seguirà un incontro con ‘Uniti per Gricignano’, al fine di verificare la possibilità di ufficializzare la coalizione”.

Al via i lavori di completamento della rete fognaria e il miglioramento dell’impianto di depurazione

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Finalmente è realtà: 18 gennaio 2018, una data da ricordare! È avvenuta oggi la consegna dei lavori del Grande Progetto “Appalto integrato per la realizzazione degli interventi di risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali nel Comune di Tramonti – Comparto attuativo n.6”.

Grande entusiasmo ed enorme soddisfazione per l’Amministrazione Giordano che ha visto finalmente realizzarsi un progetto che insegue da anni e fortemente voluto insieme aicittadini di Tramonti, che così vedranno migliorare ed implementare un servizio di primaria importanza, vitale per un paese green, un bisogno ed una necessità per la quale la compagine politica si è impegnata costantemente su tutti i fronti, non risparmiando nessuna possibile soluzione o tentativo in tutte le sedi preposte per arrivare a questo splendido obiettivo.

Il Direttore dei lavori, l’Ing.Vincenzo Catenazzo, alla presenza delle autorità e dei responsabili, con la scorta dello stralcio di progetto esecutivo coordinato, comprensivo dei particolari costruttivi, del capitolato e di quant’altro ritenuto necessario, ha effettuato i rilevamenti di rito per verificare le misure progettuali e tutti gli elementi di rilievo per i lavori da eseguire. Tutto è risultato nella norma ed i lavori sono stati prontamente consegnati alla ditta che inizierà le attività già dalla prossima settimana.

<<Tanti gli sforzi di questa amministrazione, soprattutto con gli Enti sovracomunali – Provincia, Regione e delegato della Procuradella Repubblica di Salerno – per ottenere un risultato storico per la popolazione di Tramonti e di tutta la Costa d’Amalfi – ha dichiarato il Sindaco di Tramonti dott. Antonio Giordano. L’insistenza alla fine ci ha premiato: vedere l’inizio dei lavori di un progetto così importante per la comunità mi riempie di soddisfazione, soprattutto pensando alle numerose risorse messe in campo: siamo riusciti ad ottenere il via alla esecuzione dei lavori mentre altri Comuni sono ancora in una fase preliminaree questo non può che renderci orgogliosi di un’opera pubblica che sarà di ulteriore supporto per lo sviluppo del nostro Comune, il Polmone Verde della Costa d’Amalfi, Ente virtuoso nella sfida al rispetto ambientale.I lavori interesseranno i collettori fognari del territorio ancora non ottimizzati e, nel tratto finale, si provvederà a rendere più efficiente il depuratore, attraverso un miglioramento strutturale.

Continuiamo a ricompensare la fiducia ricevuta negli anni e a riempire di fatti le nostre promesse. La buona politica fa la differenza e chi ne giova è sempre la cittadinanza>>.

Positano, rifiuti abbandonati nella zona di Fornillo – FOTO

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Ancora una volta ci troviamo a dover raccontare di rifiuti abbandonati. Questa volta si tratta di Positano, zona Fornillo, proprio nei pressi della spiaggia. Non è chiaro di cosa si tratti di preciso, ma ci sono diversi sacchi abbandonati.

Piano di Sorrento carabinieri trovano bicicletta rubata

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Piano di Sorrento carabinieri trovano bicicletta rubata. I proprietari sono invitati a rivolgersi subito alla caserma dagli uomini del comandante Daniele De Marini che la hanno rinvenuta in via preliminareMadonna di Roselle

GIORNATA DELLA MEMORIA (dedicata ai Caduti della I e II guerra mondiale di Ravello) 26 gennaio 2018 RAVELLO

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Ravello: In occasione della Giornata della Memoria, il comune farà una  Cerimonia di commemorazione dei Caduti ravellesi  che si terrà venerdì 26 gennaio p.v. a partire dalle ore 09,00.

Seguirà la presentazione dell’ opera “Albo d’Oro dei Caduti di Ravello” di  Antonio Schiano di Cola  con prefazione del Generale  di Divisione dello Stato Maggiore dell’Esercito, Giuseppenicola Tota.

Qui  il crono programma della giornata:

Ore 9.00 – Duomo di Ravello: Saluti istituzionali del Sindaco di Ravello, Avv. Salvatore Di Martino.

Preghiera Comunitaria presieduta dall’Arcivescovo di Amalfi-Cava Mons. Orazio Soricelli;

 

Ore 9.30: dal Duomo di Ravello al Sacrario dei Caduti di Piazza Fontana Moresca, accompagnati da marce militari;

 

Ore 9.45 – Sacrario dei Caduti di Piazza Fontana Moresca: Onore ai Caduti con deposizione di una Corona di alloro, “Silenzio” e Picchetto Militare Armato;

 

Ore 10.00 – Piazza Fontana Moresca: Corteo dei partecipanti verso l’Auditorium “Oscar Niemeyer”;

Ore 10.20 – Auditorium “Oscar Niemeyer”:

  • Proiezione video promo Esercito Italiano;

 

  • Proiezione video/documentario “I NOSTRI EROI”, prodotto dal Comune di Ravello in ricordo dei suoi Caduti;

 

  • Presentazione dell’opera “ALBO D’ORO DEI CADUTI DI RAVELLO”:
    Interventi: Gen. Giuseppenicola Tota – Stato Maggiore dell’Esercito Italiano;
    Antonio Schiano Di Cola – Autore.

 

  • Testimonianze epistolari ed aneddoti;

 

 

  Ore 12.00: Conclusioni: Dirigenti Scolastici e Sindaco di Ravello.

A seguire brindisi e Momento Conviviale.

 

NA 17/1/18 presso Bibl. Croce Edizione di Gennaio di Napoli in…canto.

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Mercoledì 17 gennaio u.s. presso la Biblioteca Croce a via De Mura al Vomero, la giornalista Marisa Pumpo Pica ha presentato l’edizione di gennaio di Napoli in …canto.

Nonostante il picco di influenza in giro, gli ospiti sono stati numerosi.

Hanno recitato poesie: Emilia Menini, Irene Pumpo, Salvatore Bova, Vincenzo Occupato, Anna Torriero, Adriana Torre, Enza Romano, Peppe Esposito, Bruno Basurto, Anna Maria De Vito, Domenico Blasi, Gennaro Di Vaio.

Hanno recitato Arturo Bono, Anna Maria Forte.

Hanno cantato: Cosimo De Liberato, Antonio Micela, Maria Rosaria Botti, Enza Romano. Anna Maria Piccirillo ha introdotto due registrazioni di canzoni cantate da Lino Cavallaro con versi e musica della stessa Anna Maria e arrangiate dal maestro Enzo D’Onofrio.

L’evento ha avuto la durata di due ore volate su versi e canzoni largamente applaudite dal pubblico.

La riunione si è conclusa con il saluto ed i ringraziamenti di Marisa Pumpo Pica e l’arrivederci alla riunione del terzo mercoledì di febbraio prossimo.

Alberto Del Grosso

Giornalista Garante dei Lettori

del giornale Positanonews

 

 

 

 

 

Meta, Fondazione Ruggiero verso lo scioglimento per insolvenze – FOTO/VIDEO

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Stamattina a Meta di Sorrento c’è stato un Consiglio comunale infuocato sulla Fondazione Ruggiero, che ormai sarà sciolta per debiti. Positanonews ha seguito le fasi iniziali di quello che Lauro Gargiulo ha definito “Il funerale” dell’ente.  Il Consiglio ha infatti deliberato l’invito al Consiglio di Amministrazione a trasmettere gli atti alla Regione Campania, deputata al controllo con l’impegno di fare il possibile per salvare la Fondazione, che rischia comunque l’estinzione a causa dei tanti debiti, tra dipendenti non pagati, contenziosi e beni venduti. Solo per i dipendenti la cifra si aggira sulle 200 mila euro, come ha relazionato Di Martino. Il sindaco Peppe Tito ha convocato il consiglio alle 11, ma è cominciato dopo le 12, si evidenziava il momento amaro per tutti . Susanna Barba assente “Per impegni di lavoro”, come ci ha riferito. In aula anche il professor Lauro Gargiulo che sta da anni battagliando per salvare la Fondazione “Tutto ciò è nato da anni di cattiva gestione. Uno degli errori cambiare lo statuto, come ha fatto l’ex sindaco Carlo Sassi, statuto per il quale non ci è noto se ha avuto l’approvazione della Regione Campania. Poi è una storia di smembramento di questa Fondazione fino alla vendita di beni immobiliari ad Alberi, che non si sa come siano stati fatti, e ora ne stiamo decretando il funerale..” “La Fondazione versa in uno stato di dissesto davvero grave – dice il consigliere di opposizione Antonella Viggiano – , ma deve essere salvata ad ogni costo, per rispetto dell’Istituzione che è parte della nostra storia culturale e perché siano onorate le legittime spettanze dei dipendenti che hanno dedicato il loro lavoro all’Ente senza percepire stipendio. La maggioranza ci ha convocato ed è stata questa nostra proposta di indirizzo.” “Quando si stila un certificato di morte ci sono tre punti da compilare – dice Bruno Antonelli, ex sindaco -, l’origine della malattia, il suo decorso, e la fase finale. Sulla Fondazione ho fatto le mie battaglie, addirittura era stato stracciato dal Comune di Sorrento un documento quando aveva l’ex elementare, parliamo di epoca fascista. Quando noi amministravamo ci autotassavamo anche per il paese, altri tempi”

In 100 da Positano a Sulmona per il Vescovo Michele Fusco

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In 100 da Positano e Amalfi andranno a Sulmona per il Vescovo Michele Fusco , per l’ insediamento previsto il 4 febbraio pomeriggio. Intanto ecco ilrogramma degli ultimi giorni fra Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina prima di lasciare la Campania. Domenica sera 21 a Santa Maria del Rovo a Cava de Tirreni dove sono stato Parroco, il 23 a Mortora di Piano di Sorrento, 25 in Seminario a Capodimonte a Napoli e 26 a Bomerano di Agerola e il 27 a Vettica di Praiano

Sant’Agnello. Clara Accardi “Mi candido solo se c’è Sagristani”. Intanto si prepara la lista civetta e denunce ai fake

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Sant’Agnello, Penisola Sorrentina. Il vicesindaco Clara Accardi chiarisce a Positanonews la sua posizione, a chi parlava di perplessità della stessa nel candidarsi, stanca di affrontare la vita politica da una parte, ma nello stesso tempo mette un paletto a chi la voleva candidato sindaco “Mi candiderò solo se si candida Piergiorgio Sagristani sindaco – conferma la Accardi a Positanonews -, il suo impegno per il paese e la sua capacità nel gestire l’amministrazione sono evidenti. Io ho dato quello che ho potuto per la città e il mio impegno è stato quotidiano, continuerò solo se ci sarà lui”. Dunque nel caso di candidatura in Parlamento al posto di Sagristani ci potrebbe essere Peppe Gargiulo ( Boomerang ) ma non la Accardi, ne come candidato sindaco, ne come candidato assessore o consigliere. Mentre la situazione politica nazionale è confusa e nessuno dei possibili candidati sa niente, dal sindaco di Sorrento Peppino Cuomo al vice sindaco di Massa Lubrense Giovanna Staiano allo stesso Peppe Tito, a Sant’Agnello la situazione è ancora confusa, tanti possibili candidati sindaco, in ultimo Jphnny Pollio, ma nessuno che abbia sposato la causa. Un vuoto che potrebbe portare ad una lista civetta, come già in passato ha fatto Sagristani “Ho oltre venti possibili candidati, tutti in gamba, giovani, professionisti, imprenditori e non è detto che non si faccia una seconda lista – ha detto Sagristani -, questo non per non dare spazio alle opposizioni, ma se le opposizioni si vogliono fare con il fango e le fake news allora non ci sarà spazio per loro. Dopo questo mandato si dovrà formare una futura classe amministratrice”. Sagristani torna alla carica per la quarta volta quindi, intanto prepara anche le contromosse giudiziarie contro le fake news che arrivano dai social.

Sorrento. Veicoli elettrici: ordinanza per gli orari di carico e scarico merci

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Maggiori benefici per le attività commerciali in termini di approvvigionamento, ma anche e soprattutto per l’ambiente, grazie all’utilizzo di mezzi elettrici.
Sono gli obiettivi dell’amministrazione comunale di Sorrento, contenuti in una ordinanza firmata oggi dal sindaco, Giuseppe Cuomo, relativa ai nuovi orari di carico e scarico delle merci.
Il provvedimento segue l’incontro avvenuto ieri tra i vertici comunali e i rappresentanti dei trasportatori, nel corso del quale era emersa la disponibilità ad acquistare ed ad utilizzare veicoli elettrici per il trasporto merci, a patto di vedere ampliati gli orari di carico e scarico, per consentire una costante fornitura alle attività presenti sul territorio.
“L’utilizzo di mezzi elettrici, oltre favorire le imprese locali, avrà prima di tutto un forte impatto sulla salute pubblica – spiega il sindaco Cuomo – Senza contare che una minore concentrazione sugli stalli per il carico e scarico in determinati orari, favorisce una migliore e maggiore possibilità di utilizzo degli spazi”.
La novità dell’ordinanza riguarda appunto i veicoli a completa trazione elettrica omologati per il trasporto delle merci, che potranno eseguire le operazioni tutti i giorni dalle ore 7 alle 22, sempre negli stalli riservati e ad esclusione di zone, giorni ed orari in cui è attiva la zona a traffico limitata.

7. Letteratura e poesia ponte tra i popoli. Religioni in dialogo

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Un sogno? Forse. Ma se i nostri sogni corrispondessero a quelli di Dio? Allora potrebbe accadere anche il miracolo e l’utopia diventare realtà. Da quest’esperienza planetaria nascerà l’uomo del Duemila. Egli, pur radicato nella sua terra, volerà sulle cime più alte dei monti, varcherà le porte di tutte le città, incontrerà popoli e nazioni. Si bagnerà nelle acque del Nilo, del Giordano, del Gange. Si soffermerà in raccoglimento davanti alle tracce di ogni civiltà: Ninive, Babilonia, Baghdad; le piramidi d’Egitto e i templi Maya del Messico; Atene, Roma e Samarcanda. La sua profonda fede non gli impedirà di trattenersi in preghiera in tutti i luoghi dove l’uomo ha eretto santuari. Rispetterà l’insegnamento di un guru, di un bonzo, di uno sciamano. Leggerà con interesse, senza rinnegare i propri, i grandi testi sacri, l’Avesta, l’epopea di Gilgamesh, la Bhagavadigita, il Corano e la Bibbia. Entrerà in sintonia con Tagore, Gibran e Pablo Neruda. Si lascerà contagiare dal lirismo dei mistici islamici e cristiani. Renderà testimonianza dell’impronta divina scoperta in ogni cultura. Soprattutto sentirà come sua la lotta per la liberazione di ogni uomo. Per questo non si sorprenderà d’incontrare sulla stessa strada Qualcuno che, caricato della Croce, è condotto al patibolo per liberare tutti i crocifissi della storia e per donare loro vita in pienezza[1].

Felice lettura, Aniello Clemente.

[1] Cf. C. Guillén, L’uno e il molteplice. Introduzione alla letteratura comparata, A. Gargano (trad.), Il Mulino, Bologna 1992, 14. [Ed. or. Entre lo uno y lo diverso. Introducción a la literatura comparada, Editorial Crítica, Barcelona 1985].

 

 

Ambiente. Tornano le passeggiate ecologiche sorrentine

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Ritornano domenica 21 gennaio, con appuntamento alle ore 9,30 in piazza Tasso, le passeggiate ecologiche alla riscoperta dell’ambiente, delle antiche strade rurali e delle aziende agricole locali, promosse dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Sorrento e dalla società Penisolaverde. Tutti i partecipanti, guidati dall’accompagnatore escursionistico Vincenzo Astarita,  seguiranno un percorso attraverso l’antica strada che congiungeva Sorrento a Priora fino a giungere all’azienda agricola Antonino Fiorentino in via Priora.
Durate la visita è prevista, a cura della biologa specializzata in scienze dell’alimentazione Rossella Gargiulo, una degustazione di olio extravergine d’oliva. Il ciclo di passeggiate ecologiche si concluderà il prossimo 18 febbraio con una visita alla pineta Le Tore.
“Anche quest’anno – dichiara il consigliere comunale Luigi Di Prisco – obiettivo di queste passeggiate ecologiche è quello di creare momenti di conoscenza del nostro territorio, nonché di educare i cittadini a consumare prodotti agricoli a chilometri zero. La notevole presenza di partecipanti anche in questa nuova edizione ci fa capire che stiamo operando nella giusta direzione”.

Vietri sul Mare: il Prefetto notifica la sospensione del sindaco Benincasa. La guida passa al vicesindaco Civale

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Il Prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, ha ricevuto l’atto che indica la sospensione del sindaco di Vietri sul Mare, Francesco Benincasa, per effetto della legge Severino. Secondo la notizia data da Le Cronache del Salernitano, documento è stato notificato ai consiglieri comunali ed il primo cittadino vietrese ha passato la guida del paese al vicesindaco Marcello Civale, la sospensione era già nell’aria e Civale già da qualche settimana aveva assunto le funzioni esecutive. La condanna in Appello ad otto mesi ed un anno di interdizione dai pubblici uffici, inflitta lo scorso 9 gennaio nell’ambito del processo sul crollo del costone del Baia Hotel è stata difatti recepita negli atti prefettizi.

Benincasa era stato assolto in primo grado, ma in Appello la situazione si è ribaltata a favore della tesi pubblica accusa, infatti il sindaco in seguito a questo a questi eventi si era dichiarato perplesso sulla condanna. Questa mattina i capigruppo stabiliranno il Consiglio comunale in cui si prenderà d’atto la sospensione di Benincasa, valutando un possibile sostituto in aula consiliare: non si esclude che l’Assise possa riunirsi già la prossima settimana. Cosmo Di Mauro, primo dei non eletti della lista “Per Vietri” entrerà molto probabilmente in consiglio mentre resterà vuoto il posto in giunta. Le grane amministrative del comune non si fermano alla sospensione del primo cittadino: secondo indiscrezione c’è da affrontare le discrepanze rilevate dagli ispettori del Mef nei vari settori d’ufficio comunali.

Teatro. A Sorrento “Arriva Peter Pan” Domani 20 gennaio, alle ore 17, teatro Tasso, ingresso libero

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Domani 20 gennaio, a Sorrento, “Arriva Peter Pan”. La messa in scena dello spettacolo per ragazzi, ispirato ai romanzi “Peter Pan nei Giardini di Kensington” e “Peter Pan e Wendy” di James Matthew Barrie, è attesa sul palcoscenico del teatro Tasso dalle ore 17, ed affidata alla compagnia Fantateatro.
Questa volta, il ragazzo che non vuole crescere mai affronterà una nuova avventura ambientata sull’Isola che non c’è: al suo fianco ci saranno sempre la fatina Trilli, il Grande Capo Indiano, le sirene e i bimbi sperduti. La compagnia proporrà una trama avvincente che mescola fantasia ed azione, con canzoni eseguite dal vivo, coreografie e gag esilaranti.
Lo spettacolo si inserisce nel cartellone di “Sorrento Incontra – M’Illumino d’inverno”, la rassegna organizzata da Arealive, che si avvale della direzione artistica di Mvula Sungani e che rappresenta il contenitore degli eventi sostenuti dal Comune di Sorrento, guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo, in collaborazione con la Fondazione Sorrento e la Federalberghi Penisola Sorrentina, promossi dall’Assessorato agli Eventi, retto da Mario Gargiulo, con il coordinamento del dirigente del Settore Cultura, Antonino Giammarino.

Costa d’Amalfi: sequestri per abusivismo a Ravello e Maiori

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Immagine di repertorio

Operazioni di sequestro di opere abusive si sono susseguite sul territorio della Costa d’Amalfi nell’ultima settimana. Come riportato da Il Vescovado, lo scorso 10 gennaio a Ravello un albergo è stato sottoposto ad accertamenti, ma nonostante la presenza delle opportune autorizzazioni, i locali presentavano un ambiente interrato abusivo e la struttura ricettiva è stata sottoposta a sequestro. Nella giornata di ieri invece i Comandi della Guardia Costiera di Cetara e di Maiori hanno sottoposto a sequestro una scogliera che serviva da attracco ad un fondo agricolo affacciato sul mare. L’operazione diretta dalla Capitaneria di porto di Salerno, ha riscontrato che nel tratto di costa che cadeva nel territorio del comune di Maiori, vi era dei lavori in corso d’opera senza alcuna autorizzazione. L’area è stata sottoposta a sequestro e il proprietario deferito dalle Autorità Giudiziarie.

Eventi

Ecco il manifesto di Lorenzo Mattotti per il Comicon 2018

Due Pulcinella stilizzati, vestiti di azzurro, che sembrano muoversi a passi di danza, come due marionette. Ecco il manifesto ufficiale del Comicon 2018. A...