Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

L’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia indice un concorso di idee per la realizzazione del logo diocesano

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Un’opportunità che la chiesa territoriale mette a disposizione per i tanti e per sé. Una possibilità per avere un simbolo che leghi in un unico “cuore” questo vasto territorio. L’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia lo fa chiedendo l’aiuto di tutti, nessuno escluso. La parte fondamentale ed importante non solo sarà la creazione di un nuovo logo ma sarà la scelta di questo, che avverrà con la molteplicità di giurie: non solo di esperti ma ci sarà anche una giuria “popolare” aperta a tutti, tramite un like al logo più bello ed interessante dalla pagina facebook ufficiale dell’arcidiocesi.

“Alla ricerca di un logo, potrebbe sembrare strano ma è così, la diocesi Sorrento – Castellammare di Stabia è alla ricerca di un logo”. Sono queste le parole dell’Arcivescovo Mons. Francesco Alfano nel presentare il concorso di idee indetto dalla diocesi per la ricerca di un logo che possa rappresentare al meglio il territorio. Un contest diocesano per la creazione di un elaborato grafico che diventi segno identificativo nei diversi supporti e strumenti che ne comunicano le attività, proponendone la sua immagine, il suo “volto”.

Tutti sono chiamati a partecipare, dalle classi degli istituti superiori alle singole persone che hanno voglia di mettersi in gioco per rappresentare la diocesi. Mettere in moto la propria mente e il proprio spirito di creatività per poi poter consegnare l’elaborato entro, e non oltre, il 27 febbraio 2017. Tutti i lavori presentati saranno visionati e valutati da giurie di esperti che ne studieranno ogni singolo dettaglio per scegliere quello giusto. La “Giuria Finale” porterà a termine la selezione e determinerà il vincitore entro il 15 aprile 2017.
È possibile scaricare il bando e gli allegati utili per l’iscrizione e la presentazione al link www.diocesisorrentocmare.it/logoconcorso dove potete trovare tutte le informazioni specifiche sulla creazione.

Non ci resta che dirvi: che vinca il migliore!

Vico Equense, attesa per l’evento “Pizza a Vico”. Intanto Cuomo vince il Premio pizzaiolo dell’anno

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Altro eccezionale riconoscimento per il pizzaiolo di Vico Equense Michele Cuomo, il quale nella giornata di ieri si è aggiudicato il premio “Pizzaiolo dell’anno” nella categoria “innovativa”. 

Il titolare della Pizzeria “Cerasè“, dopo aver conseguito un numero incredibile di premi negli ultimi due anni, ha nuovamente stupito il pubblico e la giuria ad Aprilia con una pizza molto particolare chiamata “Vicana”, con provola affumicata, limone, pistacchio, rucola e caciottina fresca.

L’attesissimo evento “Pizza Style School Upter – Pizzaiolo dell’Anno Trofeo Internazionale” che è andato in scena il 15 e il 16 gennaio appunto ad Aprilia, in via Pantanelle, è stato organizzato dalla UPTER (Unione Europea Pizzaioli Tradizionali e Ristoratori) ed ha ricevuto come sempre un successo incredibile. L’organizzazione promuove e valorizza ormai da diversi anni la cucina mediterranea in Italia e nel Mondo e grande merito vanno anche al segretario Mario Folliero e al Presidente Onorario nonché fondatore Dott. Cav. Alfredo Folliero.

Cuomo ha così commentato la vittoria: “Portiamo sempre di più in alto la Città di Vico Equense”.

Intanto ricordiamo che nei giorni 2-3-4 aprile è previsto l’attesissimo evento che si svolgerà nel centro di Vico Equense “Pizza a Vico”.

Piano di Sorrento, stage al Comune per laureati in Architettura

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Il Comune di Piano di Sorrento ha reso noto quest’oggi della possibilità di partecipare ad uno Stage Formativo nell’Amministrazione, ai laureati in Architettura.

Per la precisione, possono fare domanda di partecipazione tutti quelli che abbiano conseguito una laurea in Architettura da meno di cinque anni, (con meno di cinque anni di iscrizione all’albo degli architetti di Napoli e provincia),  per trascorrere sei mesi di tirocinio, finalizzato, appunto, alla partecipazione di uno stage formativo presso gli uffici del Comune sopracitato.

Non possono fare domanda di partecipazione tutti coloro che abbiano svolto lo stesso tirocinio presso altri enti pubblici. La domanda dovrà essere correlata di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, allegando una copia del documenti di riconoscimento, nonché riportante contatti telefonici ed email. Fondamentale anche la dichiarazione di requisiti richiesti e voto di laurea. La stessa domanda deve essere inviata entro 15 giorni dal 17 gennaio, all’ufficio protocollo del Comune di Piano di Sorrento. Al termine del periodo sarà rilasciata un’attestazione che attesti le competenze assunte durante il periodo svolto e si ricorda che la prestazione sarà gratuita e non darà vita in alcun modo a un contratto di lavoro.

Vico Equense, disagi idrici in mattinata: diverse zone senz’acqua

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Una mattinata un po’ turbolenta per molti abitanti di Vico Equense in Penisola Sorrentina. Questa mattina, infatti, si è dovuto far fronte alla mancanza d’acqua per alcune ore. Nella notte si è verificato un guasto a delle condutture idriche e per procedere alla riparazione del danno si è dovuto ricorrere alla sospensione del servizio idrico.

La stessa Gori, soggetto gestore del Servizio Idrico nell’Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano che garantisce all’utenza l’erogazione di acqua potabile, fa sapere che conta di riparare il danno e rierogare il servizio idrico già dalle 12 di quest’oggi.

Le strade interessate comunque sono le seguenti:  via San Bartolomeo, via Cimitero, via Vecchia Moiano, via Raffaele Bosco, via Sala, via Montariello, via Belvedere, via Nuova Faito, via Cirignano, via Cognulo, via Paradiso e via Capo la Vigna.

 

Sorrento, continua il grande successo del Bar San Vincenzo

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Continua il grande successo del Bar “San Vincenzo” a Sorrento. Dall’inaugurazione della nuova gestione nello scorso giugno, inaugurazione della quale vi parlammo a tempo debito, Antonio e Ferdinando Ferraiuolo, insieme a Gelsomina De Gregorio hanno continuato alla grande il lavoro iniziato in estate, confermandosi estremamente oculati nella loro gestione. 

Il Bar “San Vincenzo” è un bar oramai diventato tappa fissa per tantissime persone. Un bar che unisce comodità e accoglienza, elementi cruciali per passare una bella serata tra amici e che ha ricevuto la fama che gli compete grazie anche alla simpatia dei ragazzi che vi lavorano. Oltre a poter gustare praticamente qualsiasi tipo di cocktail sulla piazza, il bar si è attrezzato anche nella preparazione di cibi salati come saltimbocca, panini vari e bruschettoni. La tagliata di frutta, poi, specialmente in estate, è uno dei pezzi forte del locale. Eccezionale anche il gelato (si può gustare anche nelle brioches). Grande successo, in generale, lo stanno riscuotendo gli aperitivi, molto abbondanti.

Da non perdere.

Indirizzo: Via Degli Aranci 109, Sorrento

Info: 081 807 5866

 

Odissea per la SITA: tre autobus bloccati dal ghiaccio al Valico di Chiunzi e da un masso a Corbara

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Odissea per la SITA al Valico di Chiunzi. Tre autobus della SITA sono rimasti bloccati dal ghiaccio e da un masso a Corbara. Studenti che dovevano andare da Tramonti, Ravello e dalla Costiera amalfitana in generale a Nocera o all’Università a Fisciano se la sono vista nera per il ghiaccio sulla provinciale 2 di Salerno. A Corbara, invece, un masso è caduto verso l’albergo “Valleverde”, a completamento di un quadro disastroso per una mattinata da dimenticare.

FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE.

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La Fiera e la Sagra tradizionale della città di  Sant’Antonio Abate oggi resteranno aperte con orario continuo dalle ore 9,30 alle ore 22,30.
Nel centro cittadino il classico mercatino del 17 gennaio, mentre nel parco naturale potete visitare l’esposizione degli animali.

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LE RISORSE DEL TERRITORIO: CONVEGNO CULTURALE A S. ANTONIO ABATE
Venerdì 20 gennaio alle ore 20.00 si terrà, nell’ambito della XXXVIII sagra e XXI fiera di Sant‘Antonio Abate, un convegno sulle risorse culturali del territorio.

L’evento è a cura di due associazioni culturali sorte nella cittadina abatese: Movimento Associativo Agorà Abatese e CamCampania.

Interverranno:

Prof. Gerardo Sorrentino del Movimento Associativo Agorà Abatese che illustrerà la storia di Sant’Antonio Abate, le sue tradizioni e i suoi siti, tra i quali Villa Cuomo in località Casa Salese, il complesso della Congrega dell’Immacolata con l’antica chiesetta di Sant’Antuono ed il castello di Lettere, di cui è proprietario al 60% anche il Comune di Sant’Antonio Abate;

Dott.ssa Palma Emanuela Abagnale, Presidente dell’associazione CamCampania, che col suo intervento indicherà le metodologie per un piano di marketing territoriale per la valorizzazione e promozione delle risorse culturali e ambientali del territorio;

Il Parroco Don Salvatore Branca, che ci farà conoscere la figura del Santo Patrono (Sant’Antonio Abate) sotto una nuova luce;

Il Dott. Mario Cesarano, funzionario della Soprintendenza Archeologica di Napoli;

La Dott.ssa Anna Iolanda D’Antuono, Assessore alla Cultura del Comune di Sant’Antonio Abate, che si sta molto impegnando per promuovere il territorio.

A moderare sarà invece il Direttore Vincenzo D’Aniello.

Vietri sul mare, questa sera la festa del fuoco dei ceramisti per il protettore Sant’Antonio Abate

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Vietri sul mare, Costiera amalfitana . Anche quest’anno i ceramisti vietresi festeggeranno il loro protettore s.Antuono Abate , dalle ore 17,00 alle ore 22,00 nel circolo US Vietrese con la degustazione dei piatti tipici della tradizione, in collaborazione con il Comune di Vietri sul Mare, l’ ECV, la Proloco, l’associazione BAR, l’associazione Ristoratori Vietri Sul Mare, l’informagiovani e ovviamente con il circolo sportivo US Vietrese”La festa di S. Antonio è un momento di devozione e convivialità per il nostro territorio così permeato dalla tradizione ceramica. Abbiamo voluto offrire ai ceramisti una serata a loro dedicata, tra musica e piatti tipici, ceramica e naturalmente fuoco! Un momento propiziatorio per illuminare l’anno appena cominciato”. Queste le parole di Giovanni De Simone, assessore alla Ceramica.Il programma prevede performance di ceramica raku, benedizione del fuoco e cena dei ceramisti. Una tradizione che si tramanda di generazione in generazione ,con uno sguardo al fastoso passato ed un futuro a tinte fosche,per la crisi economica che sta colpendo duramente il settore ceramico anche a Vietri come in tanti paesi di antica tradizione ceramica.Una manifestazione che ,dovrebbe essere il momento culminante di un anno di lavoro ,con la partecipazione di tutti i ceramisti per valutare l’andamento del settore ,con confronti e prospettive future.La condivisione di intenti sommata alla strategia di sviluppo del comparto sarà al centro dell’incontro tra l’amministrazione comunale e i ceramisti ,dove si discuteranno le varie strategie di marketing-comunication ,forse un pochino carenti in questo periodo.Da valutare anche la ripresa del “Viaggio attraverso la ceramica”punto di partenza per una nuova e sempre piùincisiva azione di promozione della ceramica vietrese. Antonio Di Giovanni

“Capri.. Una stagione in Più” il Comune da 160 mila euro a chi è aperto in inverno, mentre in Costiera amalfitana e sorrentina il deserto

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“Capri.. Una stagione in Più” il Comune da 160 mila euro a chi è aperto in inverno, mentre in Costiera amalfitana e sorrentina il deserto. Le attività chiudono senza colpo ferire Positano , Praiano e Ravello hanno un solo ristorante aperto certo,  i tentativi di destagionalizzazione, non vanno a buon fine, Amalfi ha fatto qualcosa, Positano pure aveva un piano che pochi hanno rispettato, iniziative a gennaio quasi zero, salvo Sorrento con “Mi Illumino d’ inverno”, però forse in Campania l’esempio viene da un’isola, che dunque è anche più difficile da raggiungere, a volte impossibile, causa maltempo, mentre sulla terraferma non c’è problema. Una politica sanzionatoria da una parte, ricordiamo che sono esercizi pubblici annuali e sono tenuti ad essere aperti, salvo ovviamente i casi di legge e i lavori, ma anche premiale dall’altra ed in questo l’ isola Azzurra ne è modello. Ecco il comunicato del Comune di Capri Cala il sipario su “Capri…Una Stagione in Più”, l’iniziativa dei Comuni di Capri e di Anacapri con le associazioni di categoria Federalberghi, Ascom Capri, Ascom Anacapri e CapriExcellence mirato, nel corso degli anni, al progressivo allungamento della stagione turistica anche attraverso un sostegno alle strutture ricettive aperte nei mesi di cosiddetta bassa stagione.
Quella del 2016 ha rappresentato una prima fase che, come annunciato sin dall’inizio, dovrà essere proseguita e ampliata nei prossimi anni. Intanto si rende necessario fare un primo punto della situazione su quanto fatto.
L’iniziativa di quest’anno ha inteso rilanciare un messaggio chiaro: a Capri si può fare turismo anche oltre il mese di ottobre. E i dati di afflusso turistico registrati nelle ultime vacanze natalizie fanno ben sperare.
Il Comune di Capri, anche di concerto con altri Enti e società, ha intrapreso alcune iniziative che hanno segnato alcune assolute novità rispetto agli anni scorsi.
Innanzitutto, per la prima volta nella storia del Comune di Capri, è stato assunto un impegno concreto a favore degli esercizi aperti in questo periodo attraverso uno contributo parametrato alla Tassa Rifiuti (Tari).
Dalle prime stime si tratta di circa 160.000 euro che saranno ripartiti fra gli esercenti, albergatori e ristoratori che ne hanno fatto richiesta: in particolare 9 strutture ricettive, di quasi tutte le categorie, 11 ristoranti, 13 bar e chioschi e circa 60 attività commerciali di vario tipo.
Si è trattato di un impegno reale e concreto, che oggi certamente in parte ha premiato chi era aperto in questi mesi anche gli anni scorsi, e che, in futuro potrà riguarderà sempre più attività: in questa direzione il Comune di Capri intende stanziare per il 2017 altri 180.000 Euro.
Tra le altre iniziative del 2016 si ricordano , ad esempio, l’apertura di tutti i siti archeologici e culturali dell’isola fino al 31 Dicembre e l’allungamento dell’orario di servizio della Funicolare in coincidenza dell’ultimo collegamento marittimo da Napoli.
Per il prossimo anno queste iniziative saranno accompagnate da altre novità al fine di rendere sempre più accogliente l’isola in questo periodo.
E’ stato previsto, ad esempio, una nuova iniziativa sulle luminarie natalizie, nel solco del successo che tali iniziative riscuotono in altre località turistiche.
Si sta lavorando inoltre per nuove intese con il Polo Museale per l’apertura prolungata dei siti monumentali come la Certosa di San Giacomo e Villa Jovis, e, come quest’anno, sarà garantita l’apertura di altri siti culturali come Villa Lysis.
“Ovviamente rimaniamo aperti, insieme al Comune di Anacapri ed alle associazioni di categoria coinvolte, a chiunque intenda dare il proprio contributo con idee innovative e sostenibili” sottolinea il Sindaco di Capri Gianni De Martino.
“Intanto, al di là di ogni polemica, gli sforzi messi in atto testimoniano un impegno concreto che speriamo sia colto da sempre più imprenditori. Ed in particolare da chi ha sempre sostenuto e sostiene ancora oggi la necessità e la possibilità che Capri viva di turismo non solo durante i mesi estivi”.

BRUSCIANO, CHEF STELLATI UNITI PER IL DORMITORIO

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Brusciano, Antonio D’Ascoli – Piatti di alta cucina che si trasformano in strumenti di solidarietà. Alcuni dei migliori chef d’Italia saranno a Brusciano, martedì 17 gennaio,tutti uniti per un progetto di alto valore sociale: il completamento del dormitorio di San Sebastiano. La kermesse gastronomica avrà inizio a partire dalle 20.30 nello spazio antistante la parrocchia di San Sebastiano Brusciano. Diversi i nomi degli chef stellati che hanno risposto con entusiasmo alla raccolta fondi mettendo a disposizione la loro straordinaria arte culinaria che offrirà a tutti i partecipanti piatti unici e inediti. Il ricavato sarà destinato al progetto promosso dalla comunità interparrochiale di Brusciano finalizzato allo scopo di dare rifugio a chi si trova in una condizione di emergenza abitativa. “E’ un’ esperienza straordinaria – afferma lo chef Gennaro Lancilotti – mettere insieme così tanti chef non è cosa semplice ma rappresenta un’ importante testimonianza di concreta solidarietà per realizzare una struttura che potrà dare un tetto ed un riparo a quanti vivono una situazione di totale disagio ed emergenza

Sorrento, è caccia al biglietto per Sal Da Vinci diretto da Siani all’Armida

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E’ caccia al biglietto a Sorrento  per lo spettacolo che si terrà il 17 gennaio prossimo al rinnovato Cinema Teatro Armida di Maurizio Mastellone . Passionale, vibrante, lo spettacolo “Un italiano di Napoli” in scena al teatro , scritto a quattro mani da Sal da Vinci e Alessandro Siani, è un carico di emozioni che porta lo spettatore nella dimensione del sogno musicale.

Dunque Grande attesa a Sorrento per la nuova commedia musicale di Sal Da Vinci che si terrà martedì 17 gennaio alle ore 21:00 presso il prestigioso Teatro Armida. L’artista partenopeo, reduce dal sold out al Teatro Augusteo, ha già registrato più di 350 biglietti venduti per la serata di martedì con il suo “Italiano di Napoli”.

Diretto da Alessandro Siani e affiancato da una variegata compagnia fatta di attori, fantasisti, acrobati, un trascinante corpo di ballo e un’orchestra dal vivo composta da sei elementi, Sal Da Vinci coinvolgerà il pubblico con una riflessione «sulla nostra identità di napoletani, italiani, di cittadini della Repubblica dei sentimenti». Uno spettacolo fatto di musica e parole con i brani del suo ultimo album “Non si fanno prigionieri, frutto della partecipazione e della collaborazione con i più grandi autori della musica italiana, tra i quali Renato Zero con cui Sal Da Vinci ha condiviso molti brani dell’album e un emozionante duetto. Immancabili le incursioni nel repertorio della musica italiana e napoletana, mentre ogni canzone sarà lo spunto per aneddoti e sketch all’interno di questa fabbrica dei sogni, metafora di un’Italia che deve destarsi. Insieme a Sal Da Vinci anche gli indovinati guizzi comici di Davide Marotta e Lello Radice e il fascino e il talento di Lorena Cacciatore. Le scene sono curate da Roberto Crea con luci di Francesco Adinolfi, mentre le coreografie sono opera di Marcello e Mommo Sacchetta.

Sal Da Vinci si appresta così a compiere i suoi quarantott’anni, di cui oltre quaranta di carriera a calcare il palcoscenico, presentando al pubblico un nuovo spettacolo, più moderno e intenso, dopo il pieno di applausi di “Io+Voi=Noi/Il mercante di stelle”, “Se amore è…” e “Stelle a metà”.

Ad aprire la serata sarà Gilda Arpino. Il biglietto per “Italiano di Napoli” ha un costo di 35€ (1° Settore), 30€ (2° Settore) e 25€ (3° Settore). La prevendita è disponibile online sul sito www.etes.it, nei punti vendita Etes e presso il botteghino del Teatro Armida. Possibilità di sconti per gruppi e cral.

Vigili del Fuoco di Piano di Sorrento in prima linea e salvano due gatti ad Alberi FOTO

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Giornate di lavoro intenso per I Vigili del Fuoco di Piano di Sorrento in penisola sorrentina impegnati per la neve e per il vento in questi giorni ieri  sono intervenuti in mattinata a Vico Equense per un incendio in una casa in via Macello dove è  stato sgomberato un ottantenne e nel pomeriggio ad Alberi di Meta . l’associazione La Quercia di Vico Equense, che combatte il randagismo come ci informa Barbara Till , hanno chiamato i vigili del fuoco che  hanno salvato 2 gatti ad Alberi, dove erano lasciati a se stessi per settimane….. Sono stati bravissimi, il secondo gatto era molto spaventato e non si faceva prendere per un’ora sotto la pioggia. Il vigile del fuoco con una santa pazienza ha avuto anche un  bel morso dal gatto. Entrambi Salvati sono stati ricoverato presso clinica del Dott. Cuomo a Piano. Complimenti da Positanonews

DOMENICA 22 GENNAIO. A grande richiesta, il gruppo Attori x Caso di Amalfi replica con “Agenzia investigativa”

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Un nuovo grande successo per l’associazione Kaleidos – gruppo Attori x Caso che, con “Agenzia investigativa”, nelle tre serate del 13, 14 e 15 gennaio, ha regalato qualche ora di puro divertimento e spensieratezza al suo affettuoso pubblico.

Sono stati davvero tanti i complimenti da parte dei più e dei meno esperti, che hanno notato compiaciuti la crescita dei componenti del gruppo teatrale che, a detta di tutti, hanno dato il meglio di se stessi. Gli apprezzamenti sono stati riservati anche alla scelta del copione – ricordiamo, un testo di Samy Fayad, in due atti, che mette al centro il modo bizzarro in cui si svolge la vita all’interno dell’agenzia investigativa “Fiat lux” – e alla presenza di Ippolito Civale che ha contribuito al perfezionamento di tutti, oltre che ai veterani del teatro amatoriale che, sin da quando è nato il gruppo, ne hanno rappresentato l’essenza.

Grazie alla fiducia dimostrata dal pubblico che continua a fare pubblicità, gli AttoriXCaso replicheranno a grande richiesta domenica 22 gennaio, alle 18, sempre ad Amalfi, presso il Salone del Centro di Solidarietà Mons. E. Marini.

Per info e biglietti:3494128353 (Giovanni); 3398960414 (Manuel)

Pagina Facebook: Attori x Caso – Amalfi –

                                                        Indiritto email: attorixcasoamalfi@gmail.com

 

 

Vico Equense/Meta. Cosa succede a Punta Gradelle? VIDEO

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Vico Equense/Meta Sorrento . Ne abbiamo parlato molto qui su Positano News, testata molto attiva sul territorio della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana e continuiamo a farlo, evidenziamo come a Punta Gradelle ancora una volta invece di depurare le acque, sembra che parte di esse vengono scaricate direttamente a mare.

Questo fenomeno si verifica, e molto probabilmente si verificherà ancora a lungo nei giorni di pioggia e non solo, soprattutto per gli scarichi e gli allacci abusivi alle reti fognarie.
Per eliminare questo inconveniente bisogna trasformare la pioggia da problema ad opportunità:  il gruppo Grande Onda ha fissato un percorso che può riassumersi in uno degli obiettivi: neanche una goccia di acqua meteorica deve essere persa!

Per raggiungere quest’obiettivo, bisogna invertire un modo di pensare che da generazioni, si è stratificato nella nostra coscienza: siamo stati abituati a considerare le acque piovane qualcosa da allontanare dal nostre territorio, nel più breve tempo possibile. E perciò l’unica cosa a cui molti pensano, quando si deve affrontare questo problema è che bisogna estendere la rete delle acque bianche. Può essere anche giusto.
E invece non è così.
Estendere la rete delle acque bianche è un’operazione molto discutibile e che può addirittura aggravare i fenomeni che ci affliggono, se non ci si affronta la questione di che fine faranno le acque acque bianche, una volta separate dalle nere (se separate). Infatti tutto scorre e finisce a mare e se da una parte è corretto evitare che le acque bianche si mescolino con le nere, d’altra parte estendere la rete bianca senza porsi il problema di come far confluire a mare le acque canalizzate dalla stessa, significa aumentare l’acqua che viene convogliata nei rivoli, che sono molto spesso ostruiti e pieni di rifiuti, aggravando una serie di problemi. Le acque piovane devono essere riconsiderate, come è avvenuto per secoli, una grande ricchezza e ne va curata non il semplice allontanamento dal territorio, ma la gestione, ponendosi una molteplicità di obiettivi ovvero ridurne la contaminazione, in particolare dovuta alle prime piogge, ripristinare gli alvei naturali dei rivoli, incentivando il riutilizzo delle antiche sorgenti per gli usi non alimentari, e ridurre con opportuni interventi di decantazione il trascinamento di terreno a mare.
Se continua la nostra incuria nei confronti di questa risorsa continueremo a sprecare le acque meteoriche, aggiungendo al danno economico, la beffa di dover constatare che nei giorni di pioggia il mare diventa di color cioccolata (per non dire altro) e che vengono trascinati a mare rifiuti di ogni sorta.
E in aggiunta a questo continueremo ad essere esposti al pericolo di sprofondamento di strade, frane e alle onde di piena proveniente dai valloni.

La gestione delle acque meteoriche è aggravata a livello nazionale da un groviglio di competenze e dalla presenza di numerosi attori, Stato, Regione, Comini, Autorità varie, ognuna in teoria delegato a gestire una parte del problema, ma tutti caratterizzati da carenze di risorse e con l’ulteriore difficoltà senza che nessuno si fa promotore della prima cosa che serve per garantire una corretta gestione di questo sistema, anche al fine di prevenire le emergenze: ovvero riunire tutti intorno ad un tavolo per programmare le azioni preventive e di miglioramento da effettuare.
In questo guazzabuglio, ognuno va per la sua strada, giocando spesso a scarica barile.

Ritornando a Punta Gradelle, il fenomeno che si è generato, è certamente causato dalla pioggia, ma da tempo i responsabili della realizzazione dell’Impianto, e Gori, che gestisce la rete, sapevano della probabilità del verificarsi di questa emergenza e lo avevano segnalato ai Comuni. I Comuni e la Gori, da parte loro hanno fatto ciò che hanno ritenuto possibile per ridurre la quantità di acqua meteorica che sarebbe stata convogliata nella fogna nera, concentrando in particolare l’attenzione sugli allacci abusivi dei privati e cercando di ridurre gli incroci fra le due reti. In conclusione ognuno ha proceduto per la sua strada per la sua strada, con risultati molto diversi da Comune a Comune: ma non è questa la strada per gestire un sistema comune e per pianificare le azioni per affrontare quella che è non da considerarsi una emergenza, ma una condizione eccezionale, rientrante fra gli eventi prevedibili. Molte cose messe in evidenza attraverso gli interventi del gruppo La Grande Onda, sono rimaste senza risposta come ad esempio:
• conoscere preventivamente come varia la portata nel collettore a seguito della pioggia, anche al fine di correlare i fenomeni ai millimetri di pioggia caduti;
• continuare la caccia agli allacci abusivi e rendicontare i risultati ottenuti, attività condotta prevalentemente a Sorrento, ma anche valutare qual è la eventuale portata che deriva dal convogliamento nella rete nera di interi rivoli ostruiti e che non trovano più sbocco a mare;
• valutare se non sia opportuno, almeno per ridurre l’inquinamento batterico, realizzare una condotta sottomarina di bypass per allontanare prima dell’ingresso all’impianto, il surplus della portata che si genera nei giorni di pioggia (condotta peraltro anche indispensabile per gestire correttamente i guasti, l’intasamento e la manutenzione periodica di quella principale).
Ma su ciò che accade a Punta Gradelle c’è, come è noto, un susseguirsi di notizie contraddittorie, situazione inspiegabile se si pensa che è un’opera affidata al Presidente della Regione Campania, Commissario di Governo, notoriamente in prima fila su molti problemi ambientali, e neanche a seguito dell’impegno della Commissione Ambiente della Regione e l’interesse più volte manifestato da numerosi Consiglieri Regionali si è riusciti finora stabilire canali di comunicazione trasparenti.

La radice del problema è, lo ripetiamo, stabilire regole di corretta gestione delle acque meteoriche: se non si stabilisce un percorso per riportare sotto controllo questa gestione, anche il sistema di depurazione, la gestione delle acque marine ed numerosi fattori connessi con il rischio idrogeologico, ed il recupero dei valloni rimarrà fuori controllo.
Per raggiungere questo risultato, ben venga il solito percorso fatto di promesse, grandi studi teorici, convegni di esperti, produzione di dossier o singole denunce, ma bisogna anche porsi l’obiettivo, ogni volta che si manifesta un problema, di risolverlo raggiungendo dei traguardi intermedi coerenti con l’obiettivo da raggiungere, adottando quella la ben nota tecnica gestionale di correggere sull’errore.

Oggi ad esempio dobbiamo affrontare il problema che si è verificato a Punta Gradelle e ognuno deve portare il proprio contributo alla soluzione di questo problema.
Non c’è niente da inventarsi: la regia ad esempio spetta al Sindaco della/delle località dove si è verificato l’inquinamento (Vico Equense e/o Meta), perché e lui che ha l’’obbligo di tutelare la salute pubblica.
Il Sindaco per stabilire quali sono le cause dell’inconveniente e cosa si può fare per eliminarle, deve convocare una Conferenza di Servizi e riunire intorno ad un tavolo oltre che i propri tecnici, tutti quelli che direttamente o indirettamente sono coinvolti nella soluzione del problema ovvero Genio Civile, Protezione Civile, Autorità varie, incluso quelle Ambientali, gli altri Sindaci della Penisola, il Commissariato di Governo per la realizzazione dell’impianto di Punta Gradelle, e la Gori che gestisce la condotta consortile. Ci vogliono proprio tutti, perché ognuno ha la sua parte di responsabilità e sarebbe troppo lungo spiegare il perché.
Impostata la discussione, e messi insieme tutti i singoli pezzetti del puzzle, ognuno per la propria parte dovrà contribuire a risolverlo.
Questa è l’unica strada e poiché è lunga e difficoltosa non si può fare altro che iniziarla subito, prima che si verifichino ulteriori danni alle Persone e all’Ambiente.

Maiori: campo di calcetto, al danno la beffa

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Maiori, Costiera amalfitana. Riceviamo e pubblichiamo : Da mesi ormai le opposizioni avevano denunciato la scandalosa situazione creatasi rispetto alle inadempienze del gestore del campo di calcetto del Comune di Maiori.

Morosità che hanno raggiunto le 21 mensilità, visto che il contratto prevede il pagamento anticipato semestrale, per un ammontare di 33.405 Euro, oltre alla tassa dei rifiuti mai pagata  e ad altri arretrati sul servizio idrico.

Nonostante le intimazioni dell’ufficio preposto, certo della copertura dei notoriamente amici amministratori, il gestore ha continuato ad introitare gli incassi della struttura senza versare un euro nelle casse del comune e senza fornire alcuna risposta alle richieste di regolarizzazione.

La giunta, incredibilmente e spudoratamente, per mesi si è rifiutata di approvare la delibera per lo sfratto e il recupero dei crediti predisposta dall’ufficio patrimonio.

Per il ripristino della legalità e, soprattutto, della decenza, le opposizioni sono state costrette ad interpellare gli organi preposti e solo l’intervento della Guardia di Finanza ha costretto la giunta ad approvare, finalmente, la delibera per la costituzione in giudizio per lo sfratto e il recupero di quanto dovuto.

Intanto, questo continuo rimando, costerà ai cittadini almeno ulteriori 4.700 Euro, la cifra richiesta in prima istanza dall’avvocato incaricato dal comune. Al danno la beffa.

Piano di Sorrento rifiuti in Via Lavinola e calcinacci sulla Meta Amalfi ordinanze del sindaco

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Piano di Sorrento calcinacci sulla Meta Amalfi verso Positano e rifiuti speciali ordinanze del sindaco Vincenzo Iaccarino di questi primi giorni del 2017 di rilievo, Positanonews è da 12 anni il riferimento sulla Penisola sorrentina col quale si informano la maggior parte dei cittadini, informazioni nel dettaglio si trovano sull’albo pretorio, sinteticamente: ORDINANZA PER LA RIMOZIONE E LO SMALTIMENTO DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI – ARTT.192-256 DEL D.LGS. N°152 DEL 03/04/2006 NELLA PROPRIETÀ CATASTALMENTE INDIVIDUATA AL FOGLIO N° 3 PARTICELLA N° 515 (EX 479) E 517 (EX 329), SU AREA DI PROPRIETÀ DE ANGELIS GUGLIELMO E NELLA PROPRIETÀ CATASTALMENTE INDIVIDUATA AL FOGLIO N° 3 PARTICELLA N° 328, SU AREA DI PROPRIETÀ PONTICORVO CARMINE. 12/01/2017 Cosa che riguarda le note ispezioni in Via Lavinola “…Preliminarmente si è provveduto all’individuazione di eventuali condotte sversanti direttamente nel
Vallone Lavinola, senza individuare condotte o canalizzazioni, ad eccezione di una che convoglia le acque
pluviali che si raccolgono in prossimità della zona prospiciente il rivolo;
Successivamente si è proceduto ad una ispezione della proprietà nella parte prospiciente il Vallone
Lavinola al fine di accertare eventuali scarichi di materiale all’interno dello stesso. Da tale ispezione è stato
individuato un punto di scarico di sfalci di potatura provenienti dallo stesso fondo agricolo, ubicato nella
proprietà privata e degradante direttamente sul costone ma senza raggiungere le sponde dell’alveo
naturale del rivolo Lavinola che sfocia a mare, dove risultano scaricati, in assenza di autorizzazione e
direttamente sul costone, un cumulo di rifiuti speciali non pericolosi consistenti in sfalci da potatura
(residui vegetali) ” Inoltre è stata emessa ORDINANZA DEL SINDACO DI ELIMINAZIONE PERICOLO – CADUTA CALCINACCI FACCIATE FABBRICATO ALLA VIA META AMALFI 75/81 (INCROCIO S.S. 163 – S.S. 145). Questo è l’edificio dove si fermano gli studenti di Positano e Praiano che frequentano la penisola sorrentina fabbricato

ASL Salerno-Regione Campania:il Nob. Cav. Attilio De Lisa ha chiesto al Dir. San. P.O. di Sapri il rispetto da altri operatori locali

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Comunicato Stampa. Nobiltà Italiana- Dal Sottoscritto designato nel Libro d’Oro 2016 delle famiglie Nobili e Notabili Italiane – Ordine dei Medici di Salerno. Nobile Cav. Attilio De Lisa di Sanza della Diocesi di Teggiano-Policastro in Provincia di Salerno  attuale dipendente di ruolo dell’A.S.L. Salerno in qualità di Referente del Governo delle Agende e delle Liste di Attesa al P.O. di Sapri presso la Direzione Sanitaria all’Ufficio gestione delle Attività ambulatoriali,del Back-Office CUP-Ticket e dell’ALPI (Attività Libero Professionale Intramoenia).

Con tutto che svolge un ruolo fruttifero sia per la Stessa Azienda che per la Sanità Italiana nell’unico ufficio Aziendale  in  questo ambito e dopo aver constatato che nella stessa Direzione Sanitaria ed altri ambiti locali ad essere l’unico  in possesso di requisiti per svolgere mansioni superiori come ribadito verbalmente allo stesso Direttore Sanitario Maria Ruocco varie volte con dovuti documenti che lo attestano come esposti  anche a livello centrale ed oltre,ancora da parte di altri operatori lo stesso Nob. Cav. Attilio De Lisa è costretto a subire ingiustizie e illegalità nei suoi confronti. Infatti dopo aver posizionato,ancora trova  la mancanza di informazione esposta ed utile al Cliente Ambulatoriale e non sia a livello di Direzione Sanitaria perfino davanti l’ufficio competente e Direzione Sanitaria che partendo dal Piano Terra fino ai piani dello stesso P.O.con i dovuti Reparti e Servizi ambulatoriali,quindi danneggiando la comunicazione diretta e risolutiva verso l’Utenza.

In merito a ciò ha chiesto anche il rispetto da Parte di operatori amministrativi con il Direttore Amministrativo Marilinda Martino che ritardano o non portano a termine quanto richiesto  con tanto di consenso dello stesso Direttore Sanitario visto pure che l’ufficio è situato all’ala vecchia senza aria condizionata  oltre varie volte chiesto di far correggere sul Tabellone Elettronico situato al Piano Terra l’informazione esposta dall’inizio posizionato che è sbagliata,quindi far scrivere e correggere con  quella esatta come da sito centrale aziendale in quanto tuttora sbagliata perfino l’apertura al pubblico di questo ufficio  e chiesta varie volte la correzione verso la legalità alla visione del Cittadino.

Infine la stima di sempre sia alla Sede Centrale di Salerno di cui in simbiosi e con rispetto reciproco di sempre vista la grande disponibilità di entrambi che alla Poitica e Giustizia Italiana oltre la vicinanza di sempre alla Parola del Signore Gesù e della Madre Chiesa Cattolica essendo sia nell’Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa della Santa Sede con a capo il Gran Maestro Papa Francesco Vescovo della Diocesi Roma e Pontefice della Chiesa Cattolica che nei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”.

 

Sorrento cosa succede a Punta Gradelle? Ci scrive Raffaele Attardi

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Sorrento / Vico Equense  a) Cosa succede a Punta Gradelle in penisola Sorrentina ?
I due puntuali articoli comparsi oggi su ‘il Mattino’ a firma di Ciriaco Viggiano , e su Metropolis a firma di Savatore Dare, evidenziano come a Punta Gradelle ancora una volta invece di depurare le acque , parte di esse vengono scaricate direttamente a mare .
Questo fenomeno si verifica, e molto probabilmente si verificherà ancora a lungo nei giorni di pioggia .
C’è una sola strada per eliminare questo inconveniente e da tempo lo abbiamo indicato: bisogna trasformare la pioggia da problema ad opportunità : per questo come Grande Onda abbiamo fissato un percorso che può riassumersi in uno degli obiettivi che da tempo contraddistinguono il nostro impegno:
– neanche una goccia di acqua meteorica deve essere persa .
b) Quale strada dobbiamo percorrere per raggiungere questo obiettivo ?
Per raggiungere quest’obiettivo , bisogna invertire un modo di pensare che da generazioni , si è stratificato nella nostra coscienza : siamo stati abituati a considerare le acque piovane qualcosa da allontanare dal nostre territorio , nel più breve tempo possibile. E perciò l’unica cosa a cui molti pensano, quando si deve affrontare questo problema è che bisogna estendere la rete delle acque bianche.
E invece non è così .
Estendere la rete delle acque bianche è a mio giudizio un’operazione molto discutibile e che può addirittura aggravare il i fenomeni che ci affliggono, se non ci si affronta la questione di che fine faranno le acque acque bianche ,una volta separate dalle nere . Infatti tutto scorre e finisce a mare e se da una parte è corretto evitare che le acque bianche si mescolino con le nere , d’altra parte estendere la rete bianca senza porsi il problema di come far confluire a mare le acque canalizzate dalla stessa, significa aumentare l’acqua che viene convogliata nei rivoli,che sono molto spesso ostruiti e pieni di rifiuti , aggravando una serie di problemi. Le acque piovane devono essere riconsiderate, come è avvenuto per secoli, una grande ricchezza e ne va curata non il semplice allontanamento dal territorio, ma la gestione, ponendosi una molteplicità di obiettivi ovvero ridurne la contaminazione , in particolare dovuta alle prime piogge, ripristinare gli alvei naturali dei rivoli, incentivando il riutilizzo delle antiche sorgenti per gli usi non alimentari, e riducerre con opportuni interventi di decantazione il trascinamento di terreno a mare.
Se continua la nostra incuria nei confronti di questa risorsa continueremo a sprecare le acque meteoriche, aggiungendo al danno economico, la beffa di dover constatare che nei giorni di pioggia il mare diventa di color cioccolata e che vengono trascinati a mare rifiuti di ogni sorta.
E in aggiunta a questo continueremo ad essere esposti al pericolo di sprofondamento di strade, frane , e alle onde di piena proveniente dai valloni.

c) Chi dovrebbe interessarsi di trovare la soluzione a questo problema ?
La gestione delle acque meteoriche è aggravata a livello nazionale da un groviglio di competenze e dalla presenza di numerosi attori, Stato , Regione, Comini, Autorità varie, ognuna in teoria delegato a gestire una parte del problema, ma tutti caratterizzati da carenze di risorse e con l’ultriore difficoltà senza che nessuno si fa promotore della prima cosa che serve per garantire una corretta gestione di questo sistema, anche al fine di prevenire le emergenze : ovvero riunire tutti intorno ad un tavolo per programmare le azioni preventive e di miglioramento da effettuare .
In questo guazzabuglio, ognuno va per la sua strada, giocando spesso a carica barile.
d) Come si può migliorare.
Ritornando a Punta Gradelle, il fenomeno che si è generato, è certamente causato dalla pioggia , ma da tempo i responsabili della realizzazione dell’Impianto, e Gori, che gestisce la rete, sapevano della probabilità del verificarsi di questa emergenza e lo avevano segnalato ai Comuni. I Comuni e la Gori , da parte loro hanno fatto ciò che hanno ritenuto possibile per ridurre la quantità di acqua meteorica che sarebbe stata convogliata nella fogna nera, concentrando in particolare l’attenzione sugli allacci abusivi dei privati e cercando di ridurre gli incroci fra le due reti. In conclusine ognuno ha proceduto per la sua strada per la sua strada, con risultti molto diversi da Comine a Comune : ma non è questa la strada per gestire un sistema comune e per pianificae le azioni per affrontare quella che è non da considerarsi una emergenza, ma una condizione eccezionale, rientrante fra gli eventi prevedibili. Molte cose messe in evidenza attraverso gli interventi del nostro gruppo Facebook, sono rimaste senza risposta come ad esempio :
• conoscere preventivamente come varia la portata nel collettore a seguito della pioggia, ancheal fine di correlare i fenomeni ai millimetri di pioggia caduti;
• continuare la caccia agli allacci abusivi e rendicontare i risultati ottenuti , attività condotta prevalentemente a Sorrento, ma anche valutare qual è la eventuale portata che deriva dal convogliamento nella rete nera di interi rivoli ostruititi e che non trovano più sbocco a mare ;
• valutare se non sia opportuno, almeno per ridurre l’inquinamento batterico , realizzare una condotta sottomarina di bypass per allontanare prima dell’ingresso all’impianto, il surplus della portata che si genera nei giorni di pioggia ( condotta peraltro anche indispensabile per gestire correttamente i guasti, l’ intasamento e la manutenzione periodica di quella principale).
Ma su ciò che accade a Punta Gradelle c’è, come è noto, un susseguirsi di notizie contraddittorie , situazione inspiegabile se si pensa che è un’opera affidata al Presidente delle Regione , Commissario di Governo, notoriamente in prima fila su molti problemi ambientali, e neanche è neanche a seguito dell’impegno della Commissione Ambiente della Regione e l’ nteresse più volte manifestato da numerosi Consiglieri Regionali si è riusciti finora stabilire canali di comunicazione trasparenti .

e ) Bisogna iniziare procedendo a piccoli passi e raggiungendo l’obiettivo per traguardi successivi .
La radice del problema è, lo ripetiamo, stabilire regole di corretta gestione delle acque meteoriche : se non si stabilisce un percorso per riportare sottocontrollo questa gestione , anche il sistema di depurazione, la gestione delle acque marine ed numerosi fattori connessi con il rischio idrogeologico, ed il recupero dei valloni rimarrà fuori controllo .

Per raggiungere questo risultato, ben venga il solito percorso fatto di promesse , grandi studi teorici , convegni di esperti, produzione di dossier o singole denuncie, ma bisogna anche porsi l’obiettivo, ogni volta che si manifesta un problema, di risolverlo raggiungendo dei traguardi intermedi coerenti con l’obiettivo da raggiungere, adottando quella la ben nota tecnica gestionale di correggere sull’errore .
Oggi ad esempio dobbiamo affrontare il problema che si è verificato a Punta Gradelle e ognuno deve portare il proprio contributo alla soluzione di questo problema.
non c’è niente da inventaresi : la regia ad esempio spetta al Sindaco della località dove si è verificato l’inquinamento ( immagino sia Vico Equense), perché e lui che ha l’obbligo di tutelare la salute pubblica.
Il Sindaco per stabilire quali sono le cause dell’inconveniente e cosa si può fare per eliminarle, deve convocare una Conferenza di Servizi e riunire intorno ad un tavolo oltre che i propri tecnici , tutti quelli che direttamente o indirettamente sono coinvolti nella soluzione del problema ovvero Genio Civile , Protezione Civile, Autorità varie , incluso quelle Ambientali, gli altri Sindaci della Penisola , il Commissariato di Governo per la realizzazione dell’impianto di Punta Gradelle , e la Gori che gestisce la condotta consortile .Ci vogliono proprio tutti, perchè ognuno ha la sua parte di responsabilità e sarebbe troppolungo spiegare il perchè.
Impostata la discussione, e messi insieme tutti i singoli pezzetti del puzzle, ognuno per la propria parte dovrà contribuire a risolverlo.
Questa è l’unica strada e poiché è lunga e difficoltosa non si può fare altro che iniziarla subito, prima che si verifichino ulteriori danni alle Persone e all’ Ambiente .

e) il ruolo della Grande Onda
La Grande Onda ha un ruolo importante in questo percorso : bisogna continuare a spingere e se anche davanti a noi non c’è una strada certa, non abbiamo altra scelta che contribuire costruirla , segnalando gli inconvenienti , ma anche contribuendo a far nascere idee e proposte dai tanti che hanno passione e competenza per affrontare questo problema.
Siamo noi che dobbiamo costruire queste strade, nessuno lo farà al posto nostro. Sappiamo infatti che viviamo al polo nord e che c’è un solo modo per viverci : dobbiamo girare in pelliccia . .
Il nostro ruolo è analizzare le cause di tutti i difetti che abbiamo sotto gli occhi e che sono alle origini dei problemi . per questo dobbiamo utilizzare l’ intelligenza di tutte le persone disponibili, ma i loro occhi le loro braccia, il loro tempo e la loro passione. ma dobbiamo anche rimanere rispettosi del contributo che altri , in forme diverse stanno da anni combattendo per raggiungere gli stessi obiettivi.

Dobbiamo contribuire goccia a goccia a far crescere il riutilizzo delle acque meteoriche perché nulla vieta di sognare che la penisola sorrentina, riprenda , come ha fatto per secoli, ad utilizzarle per gli usi agricoli e per tutte le attività dove non è richiesta la potabilità .
Dobbiamo avere fiducia nei risultati della nostra azione anche perché possiamo solo migliorare : mai nella nostra storia abbiamo sprecato tanto questa preziosa risorsa.

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Ravello e Sorrento alberghi cercano personale , società trasporti NCC e ad Amalfi di marinaio per barche SUL MERCATINO

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Da Sorrento a Positano a Ravello si cercano personale per gli alberghi l gruppo Vi.Pa Alberghi di Ravello seleziona, per la prossima stagione turistica, tre figure professionali: – un addetto alle colazioni per 4 mesi; – un portiere notturno; – un capo partita. villamaria@villamaria.it

a Ravello Car Service, azienda attivava nel settore del noleggio auto con conducente (NCC), seleziona due autisti per le prossime stagioni turistiche. Sono necessari e richiesti: buona conoscenza della lingua inglese, propensione al lavoro di squadra, cordialità, dinamismo ed esperienza nei rapporti col pubblico, in linea con gli elevati standard dell’azienda. Si assicura relativo supporto tecnico per coloro che non…

La AmalfiSails (www.amalfisails.it), affermata compagnia nel noleggio di imbarcazioni di lusso, che offre servizi di charter e water taxi, è alla ricerca, per la prossima stagione turistica, di un marinaio munito con patente nautica e le certificazioni previste per la navigazione. Richiesti conoscenza della lingua inglese, cordialità e dinamismo. Le manifestazioni d’interesse potranno essere inviate, corredate da Curriculum.

ALTRE OFFERTE LE TROVATE SUL MERCATINO CERCO LAVORO DI POSITANONEWS

Folgore Massa: è sconfitta solo al tie-break

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I costieri tengono testa alla quotata Station Service Roma Volley

 

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sul palco, campo da basket, folla e spazio al chiuso
Foto tratta dal diario di Facebook della Folgore Massa

 

Redazione – In un palazzetto gremito fino all’inverosimile la Folgore Massa gioca alla pari tenendo  testa alla quotata Station Service Roma Volley ma è sconfitta al tie-break.

L’emozione l’ha fatta da padrone in una serata fredda ma calda per quel che si è visto nel palazzetto sorrentino con il dodicesimo uomo che ha dato man forte agli uomini del coach Esposito che solo nel finale del quinto set  hanno ceduto le armi ai capitolini che hanno dovuto sudare le proverbiali camicie.

I biancoverdi partono ben concentrati contro la seconda forza della graduatoria che cerca di contendere al Cis Reti Hydra Latina la promozione, i primi flash vedono i locali avere un certo margine di vantaggio sui giallorossi, che poi lo riducono però stando sempre dietro di circa tre punti. Il set va in cantiere grazie ai buoni punti di Palmeri, Sette e Testagrossa ed a qualche buon ace contornato da dei muri che mettono il sigillo.

Qualche sbandamento condiziona il set successivo fin dalle prime schermaglie e qualche errore inizia a fare capolino sia in ricezione che in qualche attacco, i romani dimostrano di essere un team ben amalgamato e perforano con buone ed efficaci palle la squadra costiera che non riesce a tenerli testa, nonostante il bel tempo di Palmeri deve cedere.

Il copione del primo set si legge nel terzo: costieri che ritornano concentrati e per gli uomini in maglia giallorossa non c’è nulla da fare poiché i circa tre punti di distacco si portano fino alla fine, tutto il team massese gira come se fosse ben oleato grazie al solito Palmeri supportato dai vari Cuccaro, Aprea e Sette. Ma chi da il la definitivo quando si è sul 22 pari è Russo e poi chiude l’ace di Palmeri.

Dopo una partenza condita da qualche errore di ricezione e qualche muro perforato, la squadra costiera si rimette in carreggiata grazie ad un ace di Testagrossa ed a Cuccaro, la gara si vivacizza e si gioca alla pari fino al punto 17. Da questo momento esce fuori l’esperienza dei romani che riescono a spuntarla di poco: solo due punti.

Si va così al tie-break che vede giocare entrambe le contendenti quasi con un testa a testa ma con gli ospiti ad avere sempre quel punticino di vantaggio che poi Palmeri impatta ma alla fine non può nulla insieme ai compagni.

Dopo 180 minuti solo un punto che però ha lasciato la consapevolezza che i biancoverdi possono tenere testa anche alle corazzate, come quella capitolina che è stata li per li per capitolare, e si spera anche alla capolista Cis Reti Hydra Latina sabato 21 gennaio alle ore 17:30.

CAMPIONATO PALLAVOLO SERIE B/MASCHILE – GIRONE G – 12^ GIORNATA

SNAV FOLGORE MASSA – STATION SERVICE ROMA VOLLEY  2-3 

(25-17; 16-25; 25-22; 23-25; 13-15).

GISPA

Nautico a lavoro con la Capitaneria di Porto di Salerno

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Bella iniziativa questa che ha coinvolto  cinque studenti dell’Istituto Tecnico Nautico “Giovanni XXIII” di Salerno che, parallelamente alle ore di lezione teoriche, avranno il privilegio di affiancare gli uomini della Capitaneria di Porto di Salerno.

Il Protocollo d’Intesa firmato dal comandante delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera di Salerno, Gaetano Angora e la dirigente scolastica dell’istituto, Daniela Novi, ha lo scopo di consentire agli studenti la possibilità di mettere in pratica sul campo (o meglio in mare) le nozioni apprese in aula

Attraverso la sottoscrizione la Capitaneria, su proposta dell’Istituzione Scolastica, si impegna ad accogliere presso le sue strutture, con avvicendamenti di una settimana ciascuno, trenta alunni dell’Istituto in alternanza scuola – lavoro per favorire la familiarizzazione con le pratiche amministrative ed operative connesse all’operatività della nave.

Per ciascun allievo beneficiario del percorso in alternanza, inserito nella struttura Capitaneria, è predisposto un percorso formativo personalizzato, coerente con il profilo educativo, culturale e professionale dell’indirizzo di studi e spendibile, in termini di accresciuta competenza tecnica ed operativa, nel mondo del lavoro col quale presto dovranno confrontarsi.

Noemi Scarpa, Kevin Bisogno, Mariagiovanna Pipi, Diego De Simone e Raffaele Pisaturo saranno i primi cinque studenti del percorso formativo che, come per gli altri, beneficeranno di un tutor esterno, il Tenente di Vascello Laura Ruocco, e uno interno, la professoressa Morena Vitale, a cui gli allievi potranno fare riferimento per qualsiasi esigenza di tipo organizzativo e/o didattico.

CURIOSITA’La dirigente scolasticaDaniela Novi è originaria di Amalfi, la prima “Costiera” al timone dell’Istituto Tecnico Nautico dopo la soppressione della sede staccata di Maiori del Nino Bixio di Sorrento nel 1997. Quella scuola, nel nome dell’antica tradizione marinara di Amalfi e della sua gloriosa Repubblica, ha formato centinaia di giovani della Divina (tra gli iscritti anche un certo Salvatore Calabrese, il barman italiana più celebre al mondo).

GLI ORFANELLI DELL’OPERA BUFFA NAPOLETANA DEL ‘700

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Quando non c’era la televisione, i teatri nel Settecento erano affollati di ogni sorta di persone. Impresari sparagnini che risparmiavano sulle candele dell’ illuminazione favorivano nel buio del teatro incontri galanti di ogni genere, le trame delle opere erano per molti versi similiad alcuni archetipi delle moderne telenovelas, figli scomparsi ritrovati poi miracolosamente, agnizioni di ogni tipo, amori contrastati e quant’altro. La musica però, grazie a Dio, era di altissimo livello.Tanto da venire esportata con incredibile successo in tutta Europa: clamoroso fra i tanti il trionfo di Pergolesi a Parigi con la “Serva Padrona”che mise in subbuglio l’opinione pubblica per molto tempo. Pergolesi sembrava poi essere un personaggio di una delle sue opere. Amava una certa Maria, figlia di nobili ma i suoi genitori si guardavano bene dal concedere gliela in sposa, tanto da costringerla poi a sposare un nobile suo pari, e alla funzione matrimoniale a suonare l’organo indovinate chi c’era: Pergolesi stesso in persona che poi a fine funzione torno a casa esausto più morto che vivo! Anche la sua immagine è leggendaria: in una caricatura dell’epoca viene raffigurato sgorbio e deforme, invece poi in un ritratto appena un po’ più romantico viene raffigurato nobile è bello. Il mistero dei due Pergolesi!. Poi morì giovanissimo di tubercolosi rimpiangendo la sua amata Maria. Un copione straziante! Anche Piccinni ebbe un grande successo con la sua opera la “buona figliola” ovvero “la Cecchina” rappresentata anche oggi. Buoni sentimenti e vittoria dell’innocenza della protagonista provocano nel pubblico più sensibile lacrime di commozione. Commovente è anche il destino di Piccinni: in tarda età, finito il periodo del successo fu costretto a vendere il suo letto per sopravvivere. Comunque fama imperitura data poi dai posteri ad entrambi. Come pure al CImarosa, Leo, Durante Vinci, Jommelli, Zingarelli e tantissimi altri. Ma chi erano costoro? Orfanelli del Conservatorio di Napoli! La societàallora ,lungi da abbandonarli o trattarli da miserabili gli dà un’istruzione, un paletot di buona foggia e il prestito d’onore, cioè un buon soldino in tasca per vivere dignitosamente, e poi da restituire quando cotali fossero diventati ricchi e famosi compositori: un monito per chioggi invece come stato e politici, non vogliono investire in cultura con le conseguenze che tutti vediamo e che, come dice Battiato siamo tutti sommersi da immondizie musicali di ogni genere! Lo yoga cosa dice a proposito? Non importa quali siano le condizioni di partenza: se ci si offre un’opportunità e si ha talento si può si può rovesciare in ogni istante il nostro destino e cioè il karma. Gli orfanelli napoletani che conquistarono il mondo ne sono una prova.

ROCCO AVERSA

 

 

 

Spari in discoteca a Playa del Carmen in Messico, morto un italiano

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Un uomo armato ha ucciso almeno 4 persone e ferito altre nove facendo irruzione in un club a Playa del Carmen, località turistica messicana sull’oceano Atlantico.  Il procuratore generale dello stato di Quintana Roo, Angel Pech Cen, ha confermato che c’è un italiano fra le vittime dell’attacco armato contro la discoteca Blue Parrot a Playa del Carmen. Si tratta di Daniel Pessina, secondo fonti locali. Le vittime della sparatoria, ha riferito il procuratore, sono quattro: due canadesi – probabilmente membri della sicurezza del locale – un italiano e un colombiano.

Le autorità messicane escludono il terrorismo per la sparatoria nella discoteca di Playa del Carmen che ha causato la morte di almeno 4 persone, tra le quali l’italiano Daniel Pessina. Lo si apprende da fonti locali. La pista è quella di un regolamento di conti tra criminali.

Ancora incerta la dinamica dell’attacco armato. Angel Pech Cen, procuratore dello stato di Quintana Roo – dove si trova Playa del Carmen- ha escluso che si sia trattato di un attacco terroristico, mentre Cristina Torres, sindaco della località, ha detto alla stampa che la polizia ha fermato quattro persone nelle ore seguenti alla sparatoria. Torres ha sottolineato che una delle ipotesi esaminata dai responsabili dell’inchiesta è che si sia trattato di un cliente del Blue Parrot che ha sparato nel locale dopo essersi rifiutato di pagare il conto, ma non si esclude la possibilità di un legame con reti del narcotraffico.

(Ansa)

Vico Equense lavori dai Camaldoli a Via Mirto l’attacco del WWF, il video di Positanonews

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Dalla zona dei Camaldoli di Arola a Vico Equense si ammira un panorama straordinario che si staglia sulla costa di Sorrento, una delle più belle aree della Penisola Sorrentina, non vi è un connurbato urbanistico tale da dover giustificare in qualsiasi modo un intervento viario quale sembra quello che si stia realizzando  . A denunciare i lavori il Wwf Terre del Tirreno, che già segnalò sul nascere i lavori di stravolgimento di un antico camminamento pedonale denominato via Mirto, che collega la frazione di Seiano fino al sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Alberi nel comune di Meta : “Il tracciato, un tratto significativo dell’antica Via Minervia, è stato di fatto allargato e trasformato in strada carrabile, con getto di cemento al suolo e ringhiera in acciaio e tubolari. Le opere, senza alcuna tabella affissa denunciate sul nascere dal Wwf, sono state sottoposte a sequestro dopo l’intervento dei carabinieri, ma la “trasformazione irreversibile” era bella che avvenuta.” Sul posto Positanonews è andato per far un video di una parte del tracciato su questi posti, a dispetto delle critiche ricevute, siamo gli unici ad essere andati, ovviamente non entriamo nel merito della questione, spetterà alle autorità competenti stabilire la legalità o meno di tutto, ci interessa, ovviamente, solo ed esclusivamente la notizia e riportarla documentando quanto più è possibile sempre con l’umiltà del cronista che non è, in quanto tale, ne uno specialista ne un magistrato, ma un “mediatore” fra questi ed i cittadini.

“Stavolta – continua il WWF –  le ruspe, gli escavatori ed i martelli pneumatici hanno preso di mira un altro tratto della sentieristica collinare che collega, in discesa, la località Arola in via Camaldoli, fin giù al sagrato della chiesa di Alberi. Insomma si tratta di un altro “pezzo” di un tragitto che appare di fatto strategicamente collegato alla strada già abusivamente realizzata in via Mirto.

I lavori in corso da circa tre settimane, che stanno cambiando la morfologia del sito e i suoi fragili ecosistemi, procedono celermente (sono stati osservati i mezzi lavorare anche al buio con l’ausilio di fari) e hanno di fatto comportando lo scavo e sbancamento di terreno con l’estrazione di svariate tonnellate di rocce calcaree di grosse dimensioni. La modifica dello stato dei luoghi appare, anche stavolta irreversibile ed ancor più grave dal momento che l’area presa di mira, per l’allocazione di tubature, si trova in area di notevole interesse paesaggistico posta sotto il vincolo della Soprintendenza, all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari e, cosa assolutamente non irrilevante, ricade nella perimetrazione dell’Autorità di Bacino Campania Centrale, di cui al Psai, in area classificata a Rischio Frana molto elevato.

“Apprendiamo da una serie di imbarazzanti articoli e comunicati pubblicati dalla stampa locale negli ultimi giorni – dichiara Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – che quello che ci appare un vero e proprio scempio in atto nel Comune di Vico Equense sarebbe “legittimato” dalla necessità di fornire l’energia elettrica al famigerato depuratore in costruzione da decenni a Punta Gradelle? Sembrerebbe che il gestore Enel/e-distribuzione Spa per poter realizzare l’allacciamento all’impianto abbia necessità di costruire un nuovo elettrodotto di circa 6,5 km.
Se a questo aggiungiamo la volontà dichiarata del Comune di Vico Equense di procedere all’ammodernamento delle reti tecnologiche/infrastrutturali in varie località del territorio con la posa di nuovi cavidotti, chiusini e pozzetti, per la futura realizzazione di linee interrate di sottoservizi, l’arcano sembrerebbe risolto.

Infatti, sempre a detta della stampa, che stranamente da settimane enfatizza la “soluzione trovata”, il servizio Manutenzione e Territorio del Comune avrebbe individuato un valido percorso alternativo, di estensione ridotta rispetto a quello proposto, estremamente vantaggioso, sia per quanto attiene gli aspetti economici che per i tempi di esecuzione che si vedrebbero notevolmente ridotti. A questo punto è lecito domandarsi se per la costruzione del famigerato depuratore, considerata opera di interesse strategico regionale, e per portare la corrente elettrica a tale opera, si possa andare in deroga alle leggi e alle normative vigenti? E non solo ai vincoli di tutela paesaggistica e naturalistica ma, addirittura, alle normative poste a tutela della pubblica e privata incolumità? Ci chiediamo se, e come, abbia mai l’Autorità di Bacino preposta autorizzato i violenti sbancamenti documentati e, in caso negativo, come l’amministrazione in carica abbia potuto impunemente sponsorizzare tale grave e pericolosa modifica del paesaggio in un’area definita a rischio dal Piano di Stralcio della medesima Autorità?

Siamo persuasi che la difesa del suolo, con la tutela idrogeologica, costituisca un parametro la cui adeguata valutazione è imprescindibile per la salvaguardia del territorio, il contrasto del suo dissesto e del rischio idraulico, la difesa preventiva dell’incolumità delle persone, delle proprietà e delle attività umane e, non ultimo, per la tutela dell’economia generale su cui andrebbe a trasferirsi il costo sociale dei correlativi danni. Sicché non è proporzionato e ragionevole, ne consentito dalla legge, prescindere da tali valutazioni. Tale parere è stato esaustivamente espresso da una recente sentenza del Consiglio di Stato, nella vicenda del porto di Marina della Lobra a Massa Lubrense dove, per realizzare discutibili opere, si era tentato forzatamente di derogare alle norme poste a tutela della pubblica e privata incolumità. Per tali ragioni il Wwf, già a fine dicembre, ha chiesto alla Procura della Repubblica di accertare con urgenza la legittimità delle opere edili in corso e la loro conformità con eventuali atti autorizzativi rilasciati dagli enti preposti.

Aspettiamo fiduciosi l’esito degli accertamenti ma non vorremmo, come già in troppi altri casi, apprendere ad opere finite che i lavori non sono legittimi. Al danno si aggiungerebbe, ancora una volta, la beffa e la cosa insinuerebbe legittimi interrogativi”.”

IL LIMONCELLO DI SORRENTO SUPERA IL WHISKY, VILLA MASSA SU REPUBBLICA

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Echi di stampa della Penisola Sorrentina  – Il Limoncello di Piano di Sorrento ha fatto boom! Il liquore nato dall’arte sapiente dei nostri avi è venduto e apprezzato in 50 paesi, in Italia le vendite di questo liquore a base di limoni ha superato quelle del whisky. Paola Jadeluca su La Repubblica Affari & Finanza intervista i fratelli Stefano e Sergio Massa, che con l’azienda “Villa Massa” hanno sdoganato questo liquore di nicchia promuovendolo in tutto il Mondo.
(La Repubblica ediz del 16 gennaio 2017) . Luigi De Rosa

Positano da giovedi doppio senso per lavori dell’ Ausino

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Positano , Costiera amalfitana A causa di lavori urgenti ad una condotta fognaria sita in piazza dei mulini, vi informiamo che da giovedì 19 gennaio ore 09.00 fino alle ore 24.00 di sabato 21 gennaio, per consentire alla società Ausino spa di effettuare la riparazione, sarà istituito il doppio senso di circolazione per tutto il tratto interno del paese (via Pasitea e via C. Colombo), con conseguente divieto di sosta per tutti i veicoli.
In allegato l’ordinanza completa firmata dal Dr. Sergio Ponticorvo, responsabile dell’area vigilanza-Positano.

Sversamento liquami dall’Alimuri, torna incubo inquinamento sulla Costa di Sorrento e il depuratore langue

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Sversamento liquami dall’Alimuri, torna incubo inquinamento sulla Costa di Sorrento e il depuratore langue . Che il depuratore di Punta Gradelle pronto per risolvere i problemi della depurazione delle acque  fosse una chimera e che  dalla Regione Campania ci abbiano fatto la solita passarella politica per noi di Positanonews, come pure per altri avveduti del settore, non ci meraviglia. Oggi a parlarne su Metropolis il giornalista Salvatore Dare Ci risiamo. Passano gli slogan, vengono annunciati progetti 2.0, si promette il nuovo depuratore di Punta Gradelle per la prossima estate ma nella baia di Alimuri rimangono ancora gli scarichi killer in mare. Basta che ci sia un po’ di pioggia e la melma viene “vomitata” nella conca senza alcun tipo di controllo. Proprio lì dove c’era l’ Ecomostro di Alimuri, abbattuto con il tritolo il 30 novembre del 2014. Un’area che a detta dei Comuni di Vico Equense e Meta – la zona è “divisa” a metà tra le due amministrazioni – doveva rappresentare l’oasi di rilancio ambientale, una sorta di simbolo contro l’inquinamento. La scena filmata ieri mattina dal reporter Luigi De Pasquale – il video ha fatto il giro dei social network è a dir poco inquietante. E non solo perché è oramai una triste consuetudine assistere alle colate di reflui giù nella conca di Meta. Litri e litri di liquami che spuntano fuori dallo sbocco fognario senza nessun intervento per tutta la mattinata. Un caso grave, delicato. E soprattutto irrisolto. Già un mese fa, quando l’area a ridosso dell’ex Ecomostro divenne una sorta di discarica di rifiuti a cielo aperto, ci fu una sorta di “rimpallo” istituzionale tra i Comuni su chi dovesse intervenire e sulle piene responsabilità.

Lo scarico di liquami nella conca è comunque già stata segnalata alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia guidata dal comandante Guglielmo Cassone. L’ha annunciato ieri, nelle pagine del gruppo social Grande onda, Laura Cuomo, una delle fondatrici del movimento. Sull’inquinamento del mare di Sorrento e dintorni – appena una settimana fa lo specchio d’acqua di Marina Grande si è visto revocare il divieto di balneazione “suggerito” un anno fa dalla giunta regionale della Campania – rimane tuttora aperta un’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Attenzione massima, sempre da parte dell’autorità giudiziaria, anche sulla costruzione del nuovo depuratore consortile di Punta Gradelle. Più volte, di recente, si sono susseguiti sopralluoghi di tecnici e militari della Capitaneria di Porto. La deadline per attivare l’impianto – che andrà a servire l’intera utenza della penisola sorrentina eccetto Massa Lubrense – è fissata: entro il prossimo giugno la centrale dovrà essere funzionante. In caso contrario si rischia l’ennesima bufera. Tutto ciò mentre rimane ancora di stretta attualità l’obbligo di separazione di acque bianche e nere. Gori ha più volte confermato la piena disponibilità ai Comuni della penisola sorrentina di potersi fare carico di buona parte de lavori tanto da preventivare una spesa complessivi per l’intero anno 2017 d oltre due milioni di euro.

Sul Mattino di Napoli un pezzo di Ciriaco Viggiano e anche il video 

19 gennaio: la Chiesa festeggia san Mario

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Mario, la moglie Marta ed i figli Audiface ed Abaco sono venerati santi e martiri della Chiesa. MARIO, di origin i persiane, fu condannato , con la sua famiglia, a Roma poco tempo dopo il loro arrivo, perchè rifiutarono di abiurare e di seguire l’idolatria, fal prefetto Flaviano e dal governatore Marciano. I corpi dei due coniugi sono sotto l’altare maggiore di san Giovanni Calibita nell’isola Tiberina a Roma

 

La festa liturgica ricorre il 19 di gennaio.

Auguri di felice onomastico al prof. avv. Mario Civale, politico maiorese- a Mario de Juliis resp. della UPLI REGIONALE (unione delle prolo loco d’Italia) e vice presidente della Proloco di Minori- all’avv. Mario Lembo- all’ing. Mario Bottone- al sac. Mario Vaccaro, al sindacalista Mario Arciuolo- al vescovo emerito Mario Milano di origini conchesi- all’ins. Mario Torre, ravellese – al m.llo Mario Criscuolo

Costiera Amalfitana, Antonio Bottiglieri è il nuovo presidente Scabec

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Antonio Bottiglieri è il nuovo presidente di Scabec. E’ stato lo stesso governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a nominare l’ex dirigente Rai, classe ’46 originario di Salerno ma napoletano di adozione, attualmente consigliere di amministrazione nella Fondazione Ravello. L’ufficialità tramite il decreto dovrebbe arrivare nel giro di pochi giorni. Lo stesso Bottiglieri è rimasto molto sorpreso dalla decisione e ne è ovviamente felicemente affascinato.

Sulle colonne de “Il Mattino” Bottiglieri spiega come la decisione gli sia arrivata durante un pranzo proprio con il governatore De Luca: “Una settimana prima il presidente mi aveva chiesto un consiglio sul da farsi dopo  le dimissioni di Patrizia Boldoni da Scabec. Speravo si riuscisse a mantenere il segreto, non ne avevo parlato a nessuno. Invece… L’intenzione resta quella di portare in Scabec il più possibile -ha spiegato Bottiglieri- Quello che è appena iniziato sarà un anno-cantiere, utile a preparare questa grande rivoluzione. Se c’è una cosa che sicuramente andrà in Scabec è il Napoli Teatro Festival. E forse anche Film Commission. Il resto lo vedremo strada facendo”.

La Scabec, ricordiamo, è una società della Regione Campania costituita nel 2003 con obiettivo gestione e organizzazione di attività culturali nell’ambito del territorio campano. L’obiettivo è quello di valorizzare al massimo i beni culturali e ambientali e impegnarsi in  attività di promozione e organizzazione. Nel 2004 è stata trasformata in una Società per Azioni, la cui maggioranza resta di natura pubblica (51%) mentre la restante parte, invece, fa capo a soci privati, selezionati attraverso una gara pubblica. Nel 2016, però, è tornata ad essere una società in-house.

Un’eccellente notizia, quindi, per la Costiera Amalfitana che ora potrà vedere valorizzate ancora di più le proprie bellezze artistiche.

 

Noi di Positanonews non possiamo fare altro che accodarci ai tanti auguri ricevuti da Bottiglieri e augurargli di fare un ottimo lavoro come ci aspettiamo.

 

Pallavolo, grande successo in Nazionale per il sorrentino Giovanni Maria Gargiulo

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Ve ne parlammo già in passato e fortunatamente possiamo dire che le cose stiano andando sempre meglio. Stiamo parlando di Giovanni Maria Gargiulo, il ragazzo di 18 anni originario di Sorrento che sta impressionando nella Nazionale italiana U19 di Pallavolo. Giovanni è stato nuovamente preso nuovamente in considerazione dal tecnico Mario Barbiero per le gare valide per le qualificazioni ai prossimi campionati Europei che si terranno dal 22 al 30 aprile 2017 in Ungheria e Slovacchia.

Gargiulo, centrale classe 1999 alto 206 centimentri, (nipote, tra l’altro, dell’assessore Mario Gargiulo), attualmente è in forza alla Materdomini Volley, squadra di Castellana Grotte in provincia di Bari che milita in A2, e nella quale ora è alla sua seconda stagione (dopo 14 presenze collezionate). E’, tra le altre cose, abilissimo sotto rete.

Siamo felici di comunicarvi che l’Italia, anche grazie alle sue prestazioni, è riuscita a strappare il pass per le fasi finali dei Campionati Europei grazie al successo per 3-2 (25-16, 21-25, 25-22, 22-25, 15-12) sui padroni di casa della Germania.  Con 8 punti, l’Italia è riuscita a qualificarsi per prima nel girone di Friedrichshafen, davanti davanti a Germania (7), Croazia (2) e Ucraina (1).  Dopo due vittorie schiaccianti per 3-0 su Ucraina e Croazia, dove l’Italia non ha difatti palesato alcun problema ad imporsi sulle avversarie, la Nazionale di Barbiero è riuscita ad imporsi anche sulla spinosa Germania. Una gara stupendamente combattuta quella con i rivali teutonici: il primo set è stato dominato dagli Azzurrini, mentre i tedeschi si sono imposti nel secondo set. Copione ripetuto nel terzo e quarto set, mentre il tie-break è stato vinto dall’Italia convincendo e divertendo. Fatto determinato è stato sicuramente il muro degli Azzurri: ben 20, infatti, sono stati i punti ottenuti, contro i 6 degli avversari tedeschi. Lo stesso Giovanni Gargiulo ha messo a segno ben 6 muri vincenti durante la gara.

 

 

Vico Equense, incendio in via Macello: intervengono i Vigili del Fuoco

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Giunge notizia di un incendio di dimensioni abbastanza considerevoli a Vico Equense, in via Macello. Lo stesso si è alimentato in una casa abitata da una persona anziana: sul posto sono intervenuti quasi immediatamente i Vigili del Fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. Questi, inoltre, hanno verificato anche la presenza di un dissesto nell’abitazione e di conseguenza hanno proceduto con lo sgombero del locale. Ora bisogna attendere che venga posto in sicurezza.

Seguiranno aggiornamenti.

 

Tragedia a Sorrento, muore a soli 44 anni l’imprenditore Marco Jannuzzi

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Giunge in redazione la triste notizia della scomparsa dell’imprenditore Marco Jannuzzi, molto noto a Sorrento. Jannuzzi era uno dei titolari dell’antichissimo “A.Gargiulo e Jannuzzi” sito in via Enrico Caruso e meta di tantissimi turisti. Lascia i suoi familiari a soli 44 anni. I funerali sono previsti nella giornata di oggi, alle ore 15,30, presso la Chiesa della Madonna del Carmine.

A tutta la famiglia vanno le condoglianze della redazione di Positanonews.

 

Sorrento, rotatoria salvavita: scomparsi gli incidenti

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Un effetto che probabilmente non era aspettato, o almeno non in questi termini. Quella della rotatoria di Sorrento, in zona rione Marano, è una storia davvero curiosa che si sta consumando nel migliore dei modi, per fortuna. Inizialmente tale provvedimento doveva essere temporaneo, in auge soltanto durante il periodo dei lavori di metanizzazione che hanno impegnato gran parte del Corso italia nell’area di Sottomonte. Una volta terminati gli stessi, però, arrivò la decisione ufficiale di far restare la suddetta rotatoria.

Nonostante siano stati riscontrati problemi per mezzi pesanti, per i quali, che visto il poco spazio si trovano abbastanza in difficoltà nell’attraversarla (è stata, infatti, anche emanata un’ordinanza secondo la quale i veicoli di massa superiore a 15 tonnellate e gli autobus di grosse dimensioni non devono impegnare la rotatoria in questione), dobbiamo segnalare un fatto non da poco. Da quando è stata istituita la rotatoria gli incidenti sono sensibilmente diminuiti: ora, ancora non possiamo parlare di dati empirici, certi, ma è evidente un miglioramento in tal senso. La stessa redazione di Positanonews si è trovata troppe volte a dover riportare incidenti, alle volte anche fatali, che si verificavano quasi settimanalmente.

Rimane, comunque sia, un provvedimento molto contestato, soprattutto dagli esercenti: la rotatoria, infatti, comporta il doppio senso a Viale Nizza e lo stop alla circolazione in Via Capasso. Il presidente della Confcommercio di Sorrento, Franco Parisi, aveva commentato il provvedimento come una “Sentenza di morte” la scelta dell’Amministrazione Comunale del sindaco Giuseppe Cuomo  di prorogare il doppio senso di circolazione a Viale Nizza, provvedimento che come detto doveva essere temporaneo ma che si sta rivelando definitivo. 

 

 

MASSALUBRENSE. MARE MONTI 10 MIGLIA 2017

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A vincere sono stati i tanti atleti che hanno sfidato il vento, il freddo e la pioggia. A vincere è stata la Città di Massalubrense  che ha coinvolto e richiamato squadre provenienti anche dalle Regioni limitrofe. A vincere è stata la Polizia Municipale e la Protezione Civile che hanno offerto e assicurato un servizio di primo ordine.

Gli inviati di Positanonews  hanno presenziato alla manifestazione riportando video foto e impressioni.

 

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NAPOLI, SI PARTE CON LA COMPAGNIA DELL’AQUILA BIANCA

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Napoli, Simona Buonaura – L’anno 2017 si preannuncia per Napoli e per la Campania nel segno dell’equitazione ma anche e soprattutto della storia e delle belle tradizioni ad essa legate grazie alle iniziative ed agli eventi che la Compagnia dell’Aquila Bianca organizzerà e sosterrà sul territorio. Si parte Sabato 21 Gennaio con una mattinata di incontro dalle 9 alle 13 presso il Bosco di Capodimonte a Napoli in occasione dell’open day dell’istituto Caselli a cui la Real Cavallerizza di Napoli, sezione specializzata di alta scuola de la Compagnia, ed il Reggimento di fanteria Borbone prenderanno parte in abiti del ‘700. Si prosegue poi Domenica 22 Gennaio spostandosi di poco, ovvero presso il Maschio Angioino di Napoli ove dalle 10 in poi si terrà un’iniziativa molto interessante patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune della città per promuovere la scherma in armatura in epoca aragonese: uno stage di scherma storica (spada a mano, spada e scudo, spada longa). I cavalieri saranno rigorosamente in armatura aragonese! La Compagnia dell’Aquila Bianca è un’Associazione Sportiva Dilettantistica fondata nel 2008, con l’intento di operare nella ricostruzione storica nelle disciplina della Scherma ed Equitazione in un periodo intercorrente tra il XIV ed il XVIII secolo. L’obiettivo principale è la trasmissione della Storia e della Cultura medievale e rinascimentale attraverso la rievocazione con indumenti, attrezzature e armi fedeli al periodo di riferimento. Il presidente, Roberto Cinquegrana, è istruttore di equitazione e responsabile nazionale del dipartimento di Monta Storica della Federazione Equestre Fitetrec Ante – CONI. Ma sappiate che questo è solo un assaggio. Siamo solo all’inizio della cavalcata! (L’ufficio stampa: Simona Buonaura).

INTRONIZZAZIONE DI SAN CATELLO NELLA CONCATTEDRALE DI CASTELLAMMARE DI STABIA

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AMATISSIMO SAN CATELLO ! CONSIGLIACI, RICHIAMACI SCUOTICI, AIUTACI A CAPIRE. COSI IL VESCOVO MONSIGNOR FRANCESCO ALFANO APRE I FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEL SANTO PATRONO DI CASTELLAMMARE DI STABIA.

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TEATRO SAN GIUSEPPE IL MORTO STA BENE IN SALUTE

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Nel solco di una tradizione ormai consolidata negli anni, durante il periodo natalizio, presso il teatro San Giuseppe di Sant’Agnello viene rappresentata una commedia quasi sempre attinta dal repertorio degli Autori Napoletani, quest’anno la “Compagnia Teatrale San Giuseppe” ha rappresentato la commedia “Il morto sta bene in salute” di Gaetano Di Maio.
L’Autore Gaetano Di Maio discende da un’importante famiglia napoletana di attori e scrittori; il nonno Crescenzo fu drammaturgo e attore che recitò a fianco di Eleonora Duse. Figlio d’arte suo padre Oscar Di Maio, fu attore e commediografo, mentre sua madre fu l’attrice Margherita Parodi.
Gaetano Di Maio si trovò, giovanissimo, a dover sostituire il padre, fra gli inventori della Sceneggiata, venuto a mancare prematuramente; il fratello, Edoardo anche lui scrittore e poeta, le sorelle Olimpia e Maria, attrici ed Autrici.
Autore prolifico, molte le sue commedie interpretate da Nino Taranto, citiamo tra le altre “’Nu bambiniello e tre San Giuseppe” scritta assieme a Nino Masiello, Di Maio scrisse anche la fortunata serie televisiva Michele Settespiriti, prodotta dalla RAI.
Il nipote Oscar Di Maio, “o cafone” ha raggiunto una buona popolarità presso il pubblico delle televisioni locali campane.
Il “Morto sta bene in salute” è una sorta di giallo nel quale gli elementi della commedia comica sono tutti rispettati, si articola in due atti basati sulle vicissitudini dei gestori di una pensioncina, Gennaro e Ninetta Bottiglieri, allorquando rivengono una borsa contenente una grossa somma di denaro, di un certo Paternò ospite della pensione, i due sottraggono e spendono tutta la somma.
Essi sono all’oscuro del fatto però che la somma era stata versata dalla mafia americana ad un killer, proprio Paternò, per eliminare Gigino Dorè, un attoruncolo di avanspettacolo, anche lui ospite della pensione, che negli Stati Uniti ha abbandonato moglie e due figlie; i due Gennaro e Ninetta per salvarsi adesso devono, o restituire i soldi oppure compiere loro stessi l’omicidio.
La commedia “Il morto sta bene in salute” si sviluppa in un susseguirsi di situazioni comiche, gag esilaranti e colpi di scena che tra una risata e l’altra porta lo spettatore con il fiato sospeso verso l’inatteso finale.
La trama, fatta di mafiosi incalliti, milioni spariti, tresche amorose e di vari equivoci, doppi sensi, bugie e raggiri si svolge a ritmo serrato nella piccola pensione a conduzione familiare la “Pensione della tranquillità” che, per ironia della sorte, risulta tutt’altro che tranquilla.
L’allestimento e la regia del Maestro Franco De Angelis, grazie anche alla verve degli Attori, dai grandi ai più piccoli, hanno fatto sì che l’Opera mantenesse il ritmo e la gradevolezza di questo tipo di comicità, mai volgare, fluida, esilarante che consente allo spettatore di trascorrere una piacevole serata di teatro.

Luigi Russo

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Trigesimo Domenico Palo

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Ad un mese dalla scomparsa di Domenico “Mimmo” Palo, il ricordo fa rivivere l’Uomo. Ancora attoniti per l’improvvisa scomparsa dell’amico rimasto semplice, schietto e sincero, per aver perso inaspettatamente un amico fraterno che ci voleva bene, non riuscendo a scorgere sino in fondo cosa si nascondesse nella filigrana di un evento, che proiettava dinanzi ai nostri occhi il profilo temibile della morte, oggi, quanti hanno il dono della Fede, potranno affermare che Mimmo è stato rapito agli uomini, perché «Divenuto caro a Dio, fu amato da lui» (Sapienza 4,10), continuando ad attuare il suo messaggio di onestà e fiducia nel futuro, e di solidarietà per il prossimo che ha costituito il suo vero patrimonio spirituale.Il Trigesimo, verrà celebrato questa sera nella Chiesa della SS. Immacolata, in Pontecagnano, alle ore 18,30. Nel rinnovare commossamente il ricordo della sua figura, Olga Chieffi, Tonino Florio, “Zia” Laura Iuppo, unitamente all’intera redazione di PositanoNews, abbracciano ancora una volta, con grande affetto il figlio Luigi e la moglie Concetta Longo, la madre Clelia Savino, la sorella Gisella, i suoceri Efrem Longo e Teresa Martucciello, unitamente alle intere famiglie Palo e Longo.

Vico Equense, realizzazione di nuove strutture in zone prossime al demanio, per l’Autorità Marittima è tutto lecito?

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Tale è il quesito che si pone il Wwf Terre del Tirreno, di fronte alla totale inerzia delle Autorità preposte, che sembrerebbero avallare nuove edificazioni a poche decine di metri dal mare,in area a rischio idrogeologico molto elevato e vincolata dal Put.

“Commette reato chi costruisce a meno di trenta metri dal mare, senza il nulla osta dell’Autorità marittima.”
Lo ha chiarito nel novembre 2013 in modo inequivocabile la Corte di Cassazione con la sentenza 44644, prendendo le distanze dalla decisione dei giudici di merito che avevano considerato depenalizzata l’azione compiuta da una famiglia che aveva istallato una casa mobile con una recinzione in muratura nel comune di Modica in Sicilia, in un’area vicino al mare di proprietà del demanio senza curarsi di chiedere l’autorizzazione al Capo del compartimento.
Infatti l’articolo 19 del Dlgs 96/2005 nella nuova formulazione sostituisce le parole “non osserva le disposizioni di cui agli articoli 55, 714 e 716″ con “non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo o agli aereoporti”. Scopo della modifica – spiega la Cassazione accogliendo il ricorso – non è quello di depenalizzare la violazione ma “di rafforzare la tutela dei vincoli posti a difesa delle aree in prossimità del mare e degli aereoporti. La novella – si legge nella sentenza – ha sostituito la individuazione di specifici vincoli indicati nella precedente formulazione (necessità di autorizzazione per la realizzazione di nuove opere – articolo 55; abbattimento di ostacoli ed eliminazione di pericoli – articolo 714; inquinamento acustico – articolo 715) con la più amplia previsione di qualsiasi vincolo a tutela del demanio”.
Una protezione più vasta che include anche tutti gli obblighi già imposti dal codice della navigazione: primo tra tutti il nulla osta preventivo.
Quando siano abusivamente eseguite nuove opere entro la zona indicata, l’autorità marittima provvede ai sensi di legge.
E’ lecito chiedersi se l’edificazione in atto di una vera e propria cittadella in riva al mare, in località le Axidie, in area a rischio idrogeologico e vincolata dal PUT, sia stata autorizzata o meno dall’autorità marittima preposta oltre che da tutti gli altri enti. A nostro avviso la cementificazione in atto da ormai due mesi (senza che sia ancora stata affissa alcuna tabella come previsto dalla legge!!!) con consumo enorme di suolo e l’edificazione di decine di casette in cemento, nuovi locali interrati, piscina e quant’altro, che non hanno per nulla i caratteri della provvisorietà, ci appare di enorme impatto ambientale e costituisce, di fatto, un gravissimo danno al paesaggio della linea di costa. 16 gennaio 2017

Piano di Sorrento freddo in aula protesta degli studenti del Nautico al Comune

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Piano di Sorrento protesta degli studenti al Comune in piazza Cota. Gli studenti del Nautico lamentavano il freddo a causa di un bruciatore che non funzionava, i ragazzi sono stati ricevuti dal sindaco Vincenzo Iaccarino anche se la competenza per la struttura delle scuole superiori è della provincia di Napoli, oggi città metropolitana. Il sindaco Iaccarino si è messo in contatto con il responsabile Viscitiello per poter accelerare i tempi di intervento. Foto Peppe 105

Agerola , Valico di Chiunzi e Faito si torna alla normalità . Gran lavoro dei volontari. Sorrento lavori a Via Capo, Università Fisciano aperta

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Agerola , Valico di Chiunzi e Faito si torna alla normalità . Gran lavoro dei volontari fra la Millennium di Amalfi, Papa Charlie, per il versante della Costiera amalfitana, AVF per il versante della Penisola sorrentina a Vico Equense. Problemi sono segnalati sul versante del Valico di Chiunzi , la strada che collega Ravello e Tramonti all’autostrada A3 Napoli Salerno , a Corbara per tratti ghiacciati, mentre dal versante di Agerola su Castellammare di Stabia a Pimonte, ghiaccio fra i tornanti verso Gragnano. Ad Agerola scuole chiuse.  Viabilità normale dunque sia sul versante della Costa di Sorrento che di Amalfi di cui si occupa Positanonews, qualche problema con l’acqua ancora per contatori rotti e condutture ghiacciate in via di risoluzione dalla GORI. La SITA procede regolarmente.  A Sorrento chiuso il Corso Italia da Piazza Tasso all’ Ospedale per la metanizzazione , lavori in corso a Via capo per la metanizzazione della Cem con senso unico alternato per Massa Lubrense dalle 22,30 alle 6 di mattina e stop a bus e mezzi pesanti, ma non ai pullman di linea dopo le 6. Anche i collegamenti per Capri sono regolari. L’ Università a Fisciano è aperta.  Vi terremo aggiornati

ECCO LE PREVISIONI METEO AGGIORNATE

De Luca stacco da Renzi e dal PD oggi prove per un nuovo movimento

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Il rapporto tra De Luca e Renzi potrebbe ormai essere al capolinea. Che fosse finita la luna di miele lo si era capito già nelle convulse giornate che hanno preceduto il referendum (quando infuriavano le polemiche per le durissime parole del governatore su Rosy Bindi e per il famigerato discorso delle fritture di pesce). Ma ora l’ex premier, parlando nell’intervista a Repubblica della necessità di rinnovare il partito, fa riferimento proprio alla Campania: «Togliere le ecoballe è importante, ma più ancora aprire il Pd a facce nuove. Voglio farlo». La conferma di una rottura irreversibile o restano ancora margini per ricucire lo strappo? Di sicuro qualcosa tra i due è cambiato. E non è un caso che, proprio mentre il Pd si prepara alla rivoluzione interna, De Luca faccia come de Magistris, che però un partito non lo ha praticamente mai avuto: oggi alle 17,30 il presidente della Regione battezzerà quello che sembra destinato a diventare il suo movimento politico. L’appuntamento è ad Afragola, feudo elettorale del consigliere regionale Tommaso Casillo, che della lista civica «Campania libera» è stato artefice e ispiratore e che in aula ha già al suo fianco il casertano Luigi Bosco e il salernitano Nello Fiore. Ma il movimento si prepara ad aprire le porte anche ad altri esponenti del centrosinistra (come Franco Moxedano, che potrebbe lasciare l’Italia dei Valori) e, perché no, pure a chi oggi ha fatto opposizione a De Luca ma non troppo: si parla da tempo di un ingresso in maggioranza dell’ex assessore della giunta Caldoro, Pasquale Sommese, eletto con il Nuovo Centrodestra, che potrebbe seguire la stessa strada del deputato Raffaele Calabrò. Un contenitore di fedelissimi, dunque, con un preciso obiettivo: controbilanciare il potere del Pd, che in Consiglio regionale conta su un gruppo di 15 esponenti, molti dei quali vicini ad un altro Casillo (Mario), il quale negli ultimi tempi ha rapporti tutt’altro che idilliaci con De Luca. Determinante per la vittoria dell’ex sindaco di Salerno alle elezioni del 2015 (ha conquistato da solo 31.307 preferenze), il capogruppo del Pd è rimasto suo malgrado fuori dalla giunta e non ha potuto incidere come avrebbe voluto su alcune scelte strategiche e di potere della Regione, in primis le nomine della sanità. Poi, in queste ore, l’ultimo strappo: Mario Casillo vorrebbe indicare il nuovo capo della segreteria politica di De Luca, ma lui resiste perché in quel ruolo chiave non può che esserci un uomo o una donna di sua assoluta fiducia. Ecco che, nel momento forse di massima tensione con Renzi e con un pezzo consistente del Pd (vicino a Casillo è il segretario regionale del partito, Assunta Tartaglione, che pure di recente non ha fatto sconti al governatore), spunta il movimento di deluchiani, con la prima convention che oggi verterà sul tema del lavoro. Una mossa che in tanti nel centrosinistra e nello stesso Pd leggono come un tentativo di De Luca di rendersi maggiormente autonomo dal partito di cui fa parte ma a cui, in fondo, non è mai stato intimamente legato (a Salerno fu rieletto sindaco con una lista civica mentre i big del partito lo osteggiavano). Non convincono, invece, le voci secondo le quali il governatore sarebbe addirittura pronto a rompere con i democrat: i numeri in Consiglio sarebbero risicati, senza contare le conseguenze che avrebbe una tale operazione sui già delicati equilibri interni a livello nazionale. Ma quale sarà l’approdo politico del movimento? «Di sicuro saremo presenti alle prossime Regionali», annuncia Tommaso Casillo che, al fianco di De Luca, ha rafforzato il feeling con il deputato eletto in Scelta Civica Giovanni Palladino (che, durante la campagna referendaria, ha organizzato per il governatore un’affollata convention in una scuola a Scampia). E quale il rapporto con i democrat? «Non intendiamo fare campagna acquisti nel Pd – chiarisce ancora Casillo – ma vogliamo dire ai democrat di svegliarsi perché in politica non si regala nulla e quindi bisogna sempre lavorare e mettersi in discussione». D’ora in avanti, insomma, la maggioranza alla Regione non ruoterà più solo attorno al Pd. Di fronte a questo scenario, il ragionamento che si fa nel partito campano è chiaro: se l’operazione di De Luca è finalizzata a rafforzare la maggioranza, bene; ma se punta ad indebolire il Pd la risposta non può che essere di irritazione perché il partito ha sempre sostenuto e sostiene anche oggi lealmente De Luca. Gerardo Ausiello  , IL Mattino

Fiorentina fa viola la Juve , Roma a -1. Il Napoli schianta il Pescara terza vittoria consecutiva

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Fiorentina 2 Juventus 1.  La Juve è diventata viola anche dalla rabbia perchè un campionato che sembrava tranquillo e senza problemi comincia a diventare ora più incerto con la Roma a meno 1  che supera l’ Udinese fuori casa e un Napoli a – 4 (seguito a ruota dalla Lazio )  che sta macinando vittorie su vittorie, la terza consecutiva in casa ieri  col Pescara 3 – 1

La gara più attesa è un film thriller pieno di ritmo, colpi di scena e suspence. E il finale è tutt’altro che scontato. I campioni d’Italia cadono a Firenze colpiti al cuore da Kalinic e Badelj al termine di una partita emozionantissima e quasi sempre condotta dalla squadra di Paulo Sousa. Ora Roma e Napoli sono più vicine. Ed è più vicina anche l’Europa per la squadra toscana che, con una partita in meno, sono momentaneamente a 6 punti dal quinto posto.

Si sa, quando di fronte ci sono Juventus e Fiorentina il divertimento è assicurato e di scontato c’è poco o nulla. Capita così che i 18 punti di differenza che ci sono in classifica prima del fischio d’inizio di Banti valgano poco, se non nulla. Un’inezia di fronte alla rivalità sportiva che c’è tra le due squadre in campo. Che la gara potesse essere una trappola per la Juventus lo si è capito sin dalle prime battute. I viola l’hanno vinta sul piano del carattere e dell’approccio. E non è un caso che nell’ultimo periodo Allegri si lamenti troppo dell’atteggiamento poco feroce dei suoi. Nemmeno il ritorno in campo in contemporanea, dopo quasi tre mesi, di Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli ha dato garanzie alla miglior difesa del campionato, che ha evitato un passivo peggiore solo grazie alle parate del suo capitano e agli errori grossolani sotto porta degli attaccanti viola.
Prima gara del girone di ritorno. Il Napoli di Sarri sfida il Pescara con l’obiettivo di restare in corsa per i posti Champions e mettere pressione a Roma e Milan.

Insigne subito pericoloso con un tiro dalla distanza che viene deviato dalla difesa del Pescara.
Napoli pericoloso sull’asse Insigne-Callejon, ma lo spagnolo arriva lungo sulla palla messa al centro dal compagno e manca la porta.
Il Pescara tiene bene il campo e la manovra del Napoli ne risente, sopratutto in fase offensiva. E dalle parti di Bizzarri i pericoli alla mezzora ancora non si vedono.
Ammonito Tonelli al 42′.

Al 3′ della ripresa Tonelli sblocca il risultato con un colpo di testa perfetto su assisti di Jorginho.
Passano appena due minuti che è Hamsik a firmare il raddoppio sfruttando un’ottima intuizione da parte di Zielinksi.
Al 20′ del secondo tempo Allan prende il posto di Zielinski.
Il Pescara mette i brividi a Reina con Gilardino, ma la conclusione dell’attaccante finisce larga.
Poi è Jorginho a colpire la traversa con un gran tiro dalla distanza.
Al 35′ secondo cambio nel Napoli: entra Giaccherini ed esce Insigne.
A 5′ dalla fine arriva anche il gol di Mertens che vale il 3-0 per il Napoli.
Nel Napoli l’ultimo cambio è quello di Maggio per Strinic.
Al 48′ l’arbitro fischia un calcio di rigore per il Pescara per fallo di Hysaj su Benali. Dal dischetto è freddissimo Caprari e fa 1-3.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Tonelli, Strinic; Zielinski, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne All. Sarri

PESCARA (3-5-2): Bizzarri; Crescenzi, Coda, Zuparic; Verre, Bruno, Benali, Memushaj, Cristante; Gilardino, Caprari. All. Oddo

Campania truffe degli alberghi che ospitavano gli immigrati senza controlli

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Controlli scarsi o inesistenti, le piccole somme di denaro da consegnare agli immigrati intascate da chi doveva ospitarli o distribuite a singhiozzo senza ricevuta, nessuna verifica antimafia, note spese rimborsate senza obbligo di rendicontazione, grazie a «fatture facili». La lunga istruttoria che l’Autorità nazionale anticorruzione ha inviato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, suona come un duro j’accuse al sistema dell’accoglienza migranti in Campania. Nel dossier che condensa le indagini svolte dall’Anac a partire dal 2015, sono finiti nel mirino ben 67 contratti stipulati dal soggetto attuatore della Regione, l’ex assessore alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza, con delle strutture alberghiere del Napoletano tra il 2011 e il 2012, tramite affidamenti diretti. Contratti, scrive l’Authority anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, che presentano «carenze, criticità e anomalie», e che ammontano a una spesa complessiva superiore ai 55 milioni di euro. Seppure redatti in una «situazione di emergenza sociale e organizzativa», obietta l’Anac, quegli accordi conclusi mentre la crisi migratoria aveva preso a dilagare non quadrano. Nel corso dell’istruttoria l’ex assessore comunale Cosenza ha ribattuto che i fabbisogni per gestire l’emergenza «non erano programmabili né gestibili attraverso gli ordinari strumenti della contabilità pubblica e degli affidamenti secondo la normale contrattualistica», e di aver agito per conto dell’allora commissario straordinario di governo per l’emergenza migranti, Franco Gabrielli. Ma ciononostante, l’anticorruzione denuncia che quei 67 affidamenti non siano stati convalidati da verifiche antimafia né da «controlli sui requisiti generali e morali delle strutture» che hanno accolto gli stranieri in Campania. Secondo quanto emerso dalle 38 visite nei centri per richiedenti asilo, descritte nelle relazioni di un funzionario della Protezione civile della Regione Campania, agli stranieri si offriva soltanto vitto e alloggio. Di psicologi, assistenza sanitaria, insegnanti d’italiano e vestiti di ricambio neppure l’ombra. E ferme all’anno zero si sono rivelate anche la mediazione culturale, funestata dall’assenza di interpreti, e l’assistenza sanitaria, che in molti centri campani caratterizzati da condizioni igieniche precarie, ha registrato la totale assenza di farmaci. Ma ad insospettire i magistrati dell’Anac è soprattutto il flusso di denaro diretto verso questi centri di accoglienza, talora con qualche eccesso di «generosità». Anche se il computo del numero di ospiti effettivamente presenti nelle strutture è difatti un requisito essenziale per accedere al contributo giornaliero, nessuno si è mai preso la briga di verificare se le presenze dichiarate fossero corrispondenti a quelle reali. Non è un dettaglio da poco, dato che le richieste degli aggiudicatari sono state mediamente superiori ai 43,50 euro al giorno per ogni richiedente asilo accolto, benché la normativa preveda un importo massimo di 40 euro. Somme fino a 46 euro pro-capite, recita la norma, possono essere concesse a fronte di esigenze particolari che dovevano essere puntualmente documentate. Ma altrettanto puntualmente ciò non è accaduto: ci si è limitati a incassare gli «extra», senza troppe domande. Piuttosto controversa, nella relazione dell’Anac, appare anche la gestione dei pocket money, piccoli buoni dal valore di 2,50 euro teoricamente destinati ai migranti per beni di conforto come snack, sigarette e schede telefoniche. La loro emissione, annota l’Anac, fu affidata dalla Regione alla società di Napoli EP.Spa, per un importo di 2,8 milioni di euro. Ma quell’assegnazione, annota l’Authority, avvenne in forma diretta, «dopo una trattativa informale con il soggetto attuatore», ossia l’ex assessore Cosenza, che per i magistrati avrebbe dovuto «ricercare eventuali ulteriori fornitori», nel rispetto della libera concorrenza. Interrogata sul punto, Napoli EP ha specificato di gestire quel servizio a titolo gratuito, ma l’Anac ipotizza che il fornitore abbia «potenzialmente percepito» una qualche forma di beneficio. Nel rendiconto finanziario, nonostante si trattasse di un obbligo previsto nel contratto, nomi e firme dei beneficiari dei pocket money sono assenti. È il fenomeno dei buoni fantasma emerso nel caso dell’associazione «Un’ala di riserva» di Pozzuoli, i cui registri, chiarisce l’Anac, presentano nomi e Paesi di provenienza dei migranti, ma non accompagnati dalle relative firme. Sulla stessa onlus ha indagato poco tempo fa il pm della Procura di Napoli Raffaello Falcone, in un’inchiesta che ha visto rinviati a giudizio quattro imputati. Il sospetto è che intorno ai pocket money, fosse sorto un mercato parallelo, che metteva in tasca ai gestori ampi profitti «a latere». Al netto delle vicende giudiziarie, «Un’ala di riserva» resta a oggi uno dei 65 assegnatari convenzionati con la Prefettura di Napoli, che ospitano in tutto circa 2600 migranti. L’onlus gestisce infatti l’accoglienza di 89 richiedenti asilo sistemati all’Hotel Mango di Qualiano, per ora affidato a un custode giudiziario. E nella lista, anche se in possesso di regolare certificato Antimafia, recita un ruolo da protagonista anche Family srl, titolare nel Napoletano di ben 11 convenzioni, di cui quattro soltanto a Giugliano. Nell’agosto del 2015, la srl finì nell’occhio del ciclone per aver ammassato nel Di Francia park, un ristorante di Giugliano, 350 migranti costretti a stare fino a gruppi di 100 in una hall stipata di letti e brandine. Fondata da un ex installatore di impianti idraulici, Pasquale Cirella, e gestita in collaborazione con l’ex Miss Paesi Vesuviani Daniela Carotenuto, tra il 2009 e il 2014 la Family ha visto balzare il suo fatturato da 44mila a 5 milioni e mezzo di euro. «Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno», si vantava il ras delle cooperative coinvolto in Mafia Capitale, Salvatore Buzzi. Una cattiva profezia, che ora lo Stato ha il dovere di spezzare per sempre. Francesco Lo Dico, Il Mattino

Maradona,Napoli è casa mia – oggi lo show al San Carlo

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Maradona  l’altro ieri sera alle 22 è arrivato sul lungomare di Napoli un centinaio di persone  ad attenderlo nonostante un freddo gelido.Lui  scende dall’auto e saluta con la mano, la solleva rapido verso la folla come un re allegro,muovendo tutte le dita e il braccio.«Vi amo»sembra voler dire a tutti mentre il popolo intona quel «Diego Diego» immancabile a ogni sua apparizione.Dopo il San Paolo prova a conquistare il San Carlo: domani sera l’atteso debutto teatrale di Diego  lo spettacolo per i 30 anni del 1º scudetto azzurro Su il sipario, ci sarà Siani .
L’ex presidente degli scudetti Ferlaino che acquistò il campione non potrà essere al San Carlo
Sono 150 da tutta l’Italia, ad attenderlo infreddoliti ma felici: «Ci basta vederlo»
Lo chef Gennaro Esposito patròn della Torre del Saracino a Vico Equense, uno dei pochi, tra i grandi in Penisola, a restare aperto anche in inverno ha ideato un menu semplice per la cena di domani sera al Vesuvio prevista dopo lo spettacolo, sia per l’ora tarda che per l’indecisione che ancora c’è per motivi di sicurezza sulla location definitiva. Una cena comunque per non più di 40 persone che sarà aperta con la batteria di antipasti tipica della Torre del Saracino, finger leggeri a base di pesce, un assaggio di mozzarella di bufala di Barlotti di Paestum e, appunto, le lumache alla borgognona. A seguire il risotto al tartufo, una delle specialità di Gennaro, tra i pochi cuochi del Sud a sapere eseguire questa cottura del riso, e la pancia di maialino dei Monti Lattari, grande piatto di carne imparato a bottega da Ducasse a Parigi. Infine un dolce alla mela annurca, frutto simbolo della Campania. La scelta dei vini studiata con Gianni Piezzo, decano dei sommelier stellati, è semplice. Bollicine Franciacorta Monterossa e il mitico tris di Quintodecimo del professore Luigi Moio: la Falanghina Via del Campo, il Fiano di Avellino Exultet, il Greco di Tufo Giallo d’Arles e infine il Taurasi Quintodecimo. Ma la cena di domani non è l’unico momento gastronomico della due giorni. Stasera Eccellenze Campane di Paolo Scudieri donerà al Pibe de Oro una mozzarella gigante di 4 chili, la bomba di Maradona. Un modo per associare questo nome a un prodotto buono e tipico della terra della Campania. Il buffet del foyer del San Carlo durante le prove sarà firmato da due protagonisti della ristorazione napoletana molto amati dal campione negli anni d’oro: i cugini Giugliano. Infatti D’Angelo Santa Caterina e Mimì alla Ferrovia hanno curato circa trenta portate affidate agli chef Giovanni Morra (D’Angelo Santa Caterina), Salvatore Giugliano (Mimì alla Ferrovia), Lino Scarallo (Palazzo Petrucci) e Fabio Bisanti (Chef consulente). Novanta gli invitati. Tra i piatti i classici come il peperone ripieno, la parmigiana di melanzane e il sartù di riso. Immancabili, anche in questo caso, le lumache di terra e di mare, piatto preferito del campione. Per i vini, ancora l’Irpinia protagonista con i bianchi e rossi dei Feudi di San Gregorio.
 Sarri lo invita a Napoli-Pescara «Venga, lui ha le chiavi del San Paolo»
Ma Diego segue in tv la squadra Il presidente De Laurentiis è atteso in teatro

Tifosi e turisti in attesa di Maradona fuori dall’albergo mosca

Eppure non lo conoscevano: gli era stato raccontato, dai papà e dai nonni, o erano andati a cercarlo su Youtube, per scolpirselo nella loro memoria troppo giovane. Gli avevano spiegato la fenomenologia di Diego, o quel fenomeno di Maradona, attraverso rielaborazioni personali, la plastica ricostruzione, il gol dalla bandierina o quello da centrocampo, le diavolerie d’un talento stratosferico, eternamente in conflitto con qualcuno, fosse Pelé o Di Stefano e magari (per i contemporanei) anche Messi: certo comunque a sfidar marziani, ma dunque (principalmente) se stesso. «Ho visto Maradona». Ed è stato come mettere un piedino sulla luna, sentirsi avvolgere in un’atmosfera insolita, strillarlo alle tenebre d’una fetta di Napoli in delirio, un cordolo umano che s’è andato ingrossando e ha deciso di non perdersi niente, neanche il soffio gelido della notte, per poterselo gustare nell’aria e coglierne la sagoma o anche persino immaginarselo oltre quelle vetrate.

OH MAMMA. E’ arrivato dopo le 22, ha sorriso, si è battuto il pugno sul petto come a dire: vi porto nel cuore. E’ Diego. Napoli, vista dal terrazzo del «Vesuvio», è un ponte che s’allunga oltre la fantasia, nella bellezza innaturale – per la sua prepotenza – che s’impadronisce della coscienza: Capri è al di là dell’oscurità e alle spalle sale questo macrouniverso che gli appartiene – per sempre – è un Regno che resterà inavvicinabile agli umani, terrà dentro di sé l’età della giovinezza. Dieci maggio 1987, ricordi Diego? E’ per quei giorni che ora sono in cinquecento, poi sembrano mille, e chissà quanti diventeranno poi, per cogliere una smorfia, un sorriso o anche lo sguardo languido e tenero d’un eroe «immortale». E se il passaparola annuncia che arriverà quando ormai sarà arrivato il momento d’andare a letto, forse per sviarli, se ne faranno una ragione: ci sono appuntamenti a cui non si può rinunciare, con le proprie suggestioni.

ECCOLO. E’ un programma scandito a memoria, ha fatto il giro di quest’universo stellato da Diego, seguito con un radar invisibile dal momento in cui parte da Roma, in sartoria, dal suo amico Francesco Mucciardi, e poi atteso come il Messia che rimane, perché da quel momento nulla è più stato come prima: trent’anni e sentirne ancora gli effetti, il brivido d’una emozione che rinasce ogni volta che Diego ricompare. Venne in Italia nel ‘98, per la prima volta, dopo l’addio tempestoso; ed a Napoli rimise piede all’addio di Ciro Ferrara, nel 2005: dormì in piazza san Pasquale, a Chiaia, quella volta, e quando fu al San Paolo, per il successo sulla Roma in coppa Italia, dovette comunque escogitare toccata e fuga, perché mica è un uomo qualunque.

IERI, OGGI. Stavolta c’è una camera al Vesuvio, è nel cuore di Napoli, lì può vivere con il panorama che si staglia, il profumo della salsedine che arriva alle narici, il chiacchiericcio di Borgo Marinari e l’accecante luminosità di quella terra sulla quale le orme non potranno mai sparire. Poi deciderà se andare al San Paolo: nel protocollo, che in genere vengono dribblati, non c’è traccia di spostamento, ma quello è il richiamo dell’anima e nessuno osa spingersi su certezze che sfuggono a quella genialità irripetibile.

NESSUN DORMA. Il San Carlo, pure quello, diventerà suo, ci entrerà in punta di piedi, e scoprirà che nel foyer Michele Giugliano gli farà trovare una cenetta «rievocativa». E arriverà domani e sarà lo spettacolo d’una notte, nella quale ci sarà la vita, e sentirà cantar la gente: innamorati son, Diego…

lo spettacolo per i 30 anni del 1º scudetto azzurro
Su il sipario, ci sarà Siani   
E per le prime file c’è chi ha pagato fino a 336 euro
 Su il sipario: e quando poi il Calcio si prenderà la scena, e trascinerà la sua Cultura di massa nell’Empireo, resterà la memoria d’un acuto, un palleggio non un solfeggio, la sintesi della bello epoque trasversale, quel fantasticato settennato in cui fu gioia condivisa per una città nel pallone. Benvenuti al San Carlo, il Massimo, il Simbolo della lirica – e forse è riduttivo – il poster di Napoli, trecento anni di vita senza una sola ruga, perché è rimasto intatto il fascino, il potere seduttivo, la capacità d’emozionare che nel 1817 spinse Stendhal a demolire qualsiasi forma di paragone: «Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro ma ne dia la più pallida idea». Diego Armando Maradona si avventurerà stasera, al fianco e con Alessandro Siani, che stavolta è «Mister felicità» per davvero: gli sarebbe bastato vivere su un palco con Maradona ed è stato invece in grado di uscire dagli schemi, e pure dal copione, spalancando le porte d’un Tempio altrimenti inaccessibile e trascinandoci dentro il football, nella sua essenza più rappresentativa, si direbbe la più Alta. «Tre volte dieci» comincia in realtà stasera, con le prove programmate nel tardissimo pomeriggio, poi domani sarà per pochi, milleduecento posti, con un tutto esaurito ch’è stato immediato, ha spinto a spendere per le prime file sino a 336euro, ha rappresentato elemento di discussione – e persino di polemica – ma è diventato l’epicentro d’un dialogo ampio, aperto, trasversale quasi quanto il calcio: e improvvisamente ci si è smesso di chiedersi se fosse giusto oppure no «violare» la sacralità del san Carlo con il pallone, seppur rappresentato dal suo Dio. Maradona reciterà per sé, per la Storia d’una città che festeggerà – pure attraverso quest’evento, il padre di tutto ciò che accadrà poi – il trentennale dello scudetto: lo farà introdotto dal monologo di Peppe Lanzetta, lasciandosi cullare da Napule cantata da Lina Sastri per rendere omaggio a quel gigante ch’è stato Pino Daniele e avvertirà le emozioni di pensieri sparsi – da Baggio ad Antognoni, da Del Piero a Totti – di chi ha attraversato quest’universo da numero dieci. E saranno emozioni.
fonte:corrieredellosport  e mattino

NAPOLI. VOMERO. VILLA FLORIDIANA. LUNEDI’ 16 GENNAIO 2017 IL GUSTO BUONO DI NAPOLI.

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Il gusto buono di Napoli

ARTICOLO DI MAURIZIO VITIELLO – ‘IL GUSTO BUONO DI NAPOLI’ AL MUSEO DUCA DI MARTINA – VILLA FLORIDIANA, NAPOLI, LUNEDI’ 16 GENNAIO 2017, ORE 17.00|19.00.

Nel suggestivo Museo Duca di Martina a Napoli, si presenta il progetto: “Il gusto buono di Napoli”.
Condividendo un punch su ricetta del Cavalcanti si discuterà di una nuova opportunità di valorizzazione della cucina storica napoletana e della ceramica campana, come elemento essenziale dell’imbandire insieme ad altri elementi di arredo della tavola.
Nasce un nuovo marchio e si propone un disciplinare a garanzia della qualità e della storicità di quanto viene offerto ai commensali.
Sarà questa l’occasione per porre l’accento sulla valorizzazione, la promozione e lo sviluppo dell’artigianato.
Saranno presenti anche i primi ristoratori che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e si propongono come promotori del progetto.

Interverranno alla discussione:
Luisa Ambrosio, direttrice del Museo Duca di Martina
Enrico Panini, assessore alle attività produttive del Comune di Napoli
Luca Pinto, presidente dell’associazione “Il gusto buono di Napoli”
Mario Avallone “La stanza del gusto” e Raffaele Cardillo “Il ristorantino dell’Avvocato prepareranno il punch

Saranno presenti i soci fondatori e promotori del progetto
Da non perdere, occasione vincente.
Napoli è un luogo della memoria e della bellezza, una concentrazione straordinaria di fenomeni naturali e di opere d’arte che attraversano i secoli e lo spazio della città, essa è anche un mercato confuso e continuamente rimescolato di cianfrusaglie e manufatti artistici, il luogo delle canzoni famose e dei rumori assordanti, di urla e di armonie vocali e gestuali.
La cucina e la gastronomia napoletane si sovrappongono perfettamente a questo labirinto, una miniera di pietanze elaborate e raffinate e, nello stesso tempo e misura, una varietà unica di pietanze popolari, semplici, dal profumo delicato e/o anche dal gusto forte; l’elaborazione e la semplicità esaltano, entrambe, il gusto dei meravigliosi prodotti della terra e del mare che la circondano.
Negli ultimi anni l’offerta gastronomica si è deteriorata e ridotta a pochissime pietanze, peraltro avulse dal contesto di convivialità e di godimento, anche estetico, che erano gli elementi fondanti della cucina napoletana.
A Napoli, come in altre città europee, l’evoluzione della gastronomia si è intrecciata con l’affermarsi delle grandi manifatture ceramiche, la cui originalità si deve anche alle produzioni destinate al servizio di pietanze per gli incontri conviviali.
Il progetto de “Il gusto buono di Napoli” vuole recuperare la complessa dimensione del mangiare bene, che già maestri del passato intendevano come frutto unico di degustazione di cibo e di bevande, di ammirazione delle tavole imbandite e di godimento della conversazione.

Info:
segreteria@ilgustobuonodinapoli

Maurizio Vitiello

Il gusto buono di Napoli

NAPOLI. DIECI ANNI DI … TEMPOLIBERO 2007-2017.

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2007-2017 TEMPOLIBERO
2007-2017 TEMPOLIBERO
2007-2017 TEMPOLIBERO
2007-2017 TEMPOLIBERO

Articolo di Maurizio Vitiello – Sui dieci anni di attività di “TEMPO LIBERO”.

Patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, la manifestazione per il decennale dell’Associazione culturale TempoLibero, presieduta da Clorinda Irace, avrà luogo mercoledì 25 gennaio 2017, alle ore 16,30, al Pan.

A ripercorrere questi dieci anni, insieme ai soci di TempoLibero, un parterre di relatori d’eccezione: ci sarà il padrone di casa, l’assessore alla cultura Nino Daniele, che da sempre segue le attività di TempoLibero, così come il Vicesindaco, Raffaele Del Giudice. Non mancherà una rappresentanza di Città della Scienza con Alessandra Drioli; una rappresentanza del mondo dello spettacolo con Peppe Lanzetta; il Presidente della Fondazione Premio Napoli, Domenico Ciruzzi e il direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini, che ha ospitato l’ultima mostra promossa dall’associazione, “Un Eco per tutti”

Un calendario, un video e tanti ospiti illustri racconteranno i dieci anni di un’associazione che, sin dalle origini si è proposta di dare al tempo definito riduttivamente “libero” una veste colta e non banale, promuovendo attività per stare bene insieme, riscoprendo occasioni culturali, tradizioni da non perdere (come il tricot da proporre alle nuove generazioni), buone letture, attività informative su temi di interesse come l’ambiente, la cultura di genere, il mondo giovanile, la legalità.

Tante sono stati gli eventi proposti in questi dieci anni, da svariate mostre di arte contemporanea (l’ultima itinerante dedicata a Umberto Eco, molto attesa per il prossimo autunno a Miami, negli USA) alla grande raccolta fondi per Città della Scienza che vide impegnati 139 artisti in una mostra-asta di beneficenza, all’edizione napoletana dello spettacolo “Libere” di Cristina Comencini al Teatro Sannazzaro o alla promozione di un festival cinematografico giovane, “G Awards”, appuntamento annuale oramai consolidato.

A queste attività espositive e artistiche si uniscono quelle dedicate alla lettura come la collaborazione con il Premio Napoli e con le Biblioteche comunali, quelle dedicate al mondo della scuola con progetti di educazione alla legalità come il Pon “Leg(a)li al Sud”, dedicato al riuso creativo dei materiali.

Dieci anni intensi per un’associazione senza fini di lucro, che opera grazie al coinvolgimento dei soci che mettono a disposizione dei vari progetti il proprio ingegno e le proprie competenze, “guadagnando”, esclusivamente, la soddisfazione di centrare con successo gli obiettivi e gli scopi che hanno dato al loro sodalizio.

NAPOLI, PAN 25 GENNAIO 2017, ORE 17,30
INGRESSO LIBERO SINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Info:
www.associazionetempolibero.it
3351314431
Pagine Facebook: associazione TempoLlibero, G Awards.

Maurizio Vitiello

Sanza,Vallo di Diano e Tanagro nella Neve-Mania: Nob. Cav. Attilio De Lisa,molte scuole chiuse da lunedì 16 gennaio 2017

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Neve sul Vallo di Diano e sul Tanagro, ecco le inevitabili conseguenze: le nuove abbondanti nevicate di queste ore tornano a causare la chiusura di diverse scuole nei comuni del Vallo e del Tanagro per la giornata di LUNEDI’ 16 GENNAIO. Le scuole resteranno chiuse lunedì nei comuni di Sala Consilina, Atena Lucana, Sassano, Monte San Giacomo, Teggiano, Montesano sulla Marcellana, Padula, Buonabitacolo, Polla, San Rufo, San Pietro al Tanagro, Sant’Arsenio, Sanza, Auletta, Caggiano, Buccino. Intanto torna la neve-mania nel Vallo di Diano e nel Tanagro e non solo, anche nel Cilento e nella vicina Lucania: da  ieri domenica 15 gennaio caratterizzata da intense nevicate che stanno imbiancando il territorio di cui lo ha constatato anche il Nob. Cav. Attilio De Lisa di persona  come si vede dalle foto in visione del Comune di Sanza.

Housing Sociale a Castellammare nell’ex Cirio, dopo Sant’Agnello altro progetto di Elefante

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Housing Sociale a Castellammare di Stabia  nell’area ex Cirio, dopo Sant’Agnello altro progetto dell’ingegner Antonio Elefante, già responsabile dell’ufficio tecnico di Piano di Sorrento ed assessore a Vico Equense, dove ha determinato l’abbattimento del mostro di Alimuri, l’ingegner Elefante sta portando avanti dei progetti nel circondario dalla Penisola sorrentina all’area stabiese e Monti Lattari di rilievo non solo per la provincia di Napoli ma per la Campania. In particolare a Castellammare dove è difficile fare un’opera di recupero. Ad annunciarlo lui stesso sul suo profilo facebook:

Miei cari amici di Castellammare..
la prossima settimana sarà pubblicato il bando per la selezione di aspiranti all acquisto degli alloggi di housing sociale nell ambito del progetto di rigenerazione e riconversione dell area ex Cirio redatto dalla mia societa di ingegneria..
Si tratta di una opportunita unica e irripetibile per poter accedere ad acquisire un appartamento a basso costo ,convenzionato con il Comune, per le persone che hanno requisiti specifici e che trovano difficolta economica ad acquisire sul libero mercato. L intervento prevede di realizzare 330 alloggi di cui 110 di housing sociale unitamente a spazi commerciali ,uffici ,attrezzature di servizio, verde attrezzato in un complesso ad altta sostenibilita ambientale e in un contesto fortemente connotato dalla presenza di un lago artificiale con le acque movimentate dalla energia prodotta dalla torre fotovoltaica..
Insomma una occasione unica ,sia per i cittadini che per la citta , di veder rinascere una area da tanti anni versante in uno stato di totale abbandono e degrado.

Salerno torna la neve in provincia le prime scuole chiuse

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Salerno neve in provincia scuole chiuse
Salerno neve in provincia scuole chiuse

Salerno torna la neve in provincia le prime scuole chiuse . Nella zona nord i primi fiocchi sono caduti a Mercato San Severino, Fisciano e in altri comuni della Valle dell’Irno; situazione simile anche nella zona sud, tra i Monti Picentini, il Cilento (Monte Stella e Monte Gelbison) e il Vallo di Diano. E con la neve, inevitabilmente, tornano i disagi alla viabilità, con diverse arterie stradali, soprattutto quelle delle aree interne, che diventano blocchi di ghiaccio scivolosi. Già al lavoro i volontari della Protezione Civile per lo spargimento di sale e le forze dell’ordine per monitorare la viabilità. A Salerno e dintorni, invece, piove soltanto e la situazione è sotto controllo.

PROBLEMI IN AUTOSTRADA / Sull’A2 “Autostrada del Mediterraneo” fra gli svincoli di Atena Lucana, in provincia di Salerno, e Lauria, in provincia di Potenza, è in corso una tempesta di neve. Mezzi spargisale e sgombraneve dell’Anas proseguono nella loro attività per garantire la transitabilità, come previsto dal piano neve concordato con le Prefetture, le Forze dell’ordine e gli Enti locali. Dall’Anas sconsigliano vivamente di mettersi in viaggio lungo il tratto interessato e ricordano agli automobilisti che è d’obbligo l’uso delle catene o di pneumatici antineve ove fosse necessario: il mancato rispetto è causa di pericoli e difficoltà della viabilità per sé stessi e gli altri mezzi. Il personale Anas e delle Forze dell’ordine sta presidiando gli svincoli (principali e secondari) e non consente l’immissione sull’autostrada ai mezzi pesanti.

SCUOLE / Intanto in alcuni Comuni è stata giù predisposta la chiusura delle scuole. Domani, lunedì 16 gennaio 2017, porte chiuse nelle strutture scolastiche di Acerno, Padula, Sassano, Sanza, Monte San Giacomo, Polla, San Pietro al Tanagro, Sessa Cilento, Stella Cilento, Omignano, Sicignano, Vallo della Lucania; mentre a Montesano e Teggiano rimarranno chiuse domani e martedì 17 gennaio.

Sorrento, con il minimo sforzo Battipagliese ko

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Foto di Gerardo Di Franco tratta dal diario di Facebook della Battipagliese 1929

Ci mette come all’andata lo zampino di rigore Marcucci

 

 

 

Redazione –  Il Sorrento di campionato c’è e con il minimo sforzo mette ko la Battipagliese che rifila la terza sconfitta consecutiva e ci mette lo zampino come all’andata di rigore Marcucci.

Sembra esserci che nel destino delle zebrette il loro giustiziere è l’attaccante costiero che con un tiro dagli undici metri fece da apripista alla sconfitta dei bianconeri, ma stavolta oltre a questo ha fatto si che i rossoneri battono ancora i colpi in campionato dopo la sonora sconfitta di coppa. E’ la prima vittoria per mister Coppola ed elogia i suoi che ha visto giocare con carattere e con voglia e che hanno meritato di vincere la partita. Certo che dopo la batosta contro il Faiano che chiuse il girone di andata in cui si sono persi 13 punti, ed il disastro della semifinale di andata contro gli eburini, una ‘diciamo’ svolta ci voleva per non perdere ancora di più terreno e per continuare a cullare quell’ambito sogno, che in molti sperano che si avveri, della promozione diretta o indiretta della Serie D. Quanto alla gara  i rossoneri  si sono mossi discretamente bene anche se ancora devono ‘assorbire’ in modo definitivo gli schemi di mister Coppola. Dal canto loro le zebrette nonostante i nuovi arrivi hanno messo in campo quel che potevano ma sotto il vestito quasi niente se non nel finale della ripresa.

Goals – Uno e decisivo ed anche realizzato dal giustiziere Marcucci che per i tuscianesi sembra la bestia nera che in due gare li ha trafitti con la stessa arma: il fatidico castigo dagli undici metri.

La rete che ha emesso la sentenza sulla gara arriva dopo otto minuti dall’inizio della ripresa, quando in area Criscuolo interviene su Favetta atterrandolo e l’arbitro varesino decreta il calcio di rigore che trasforma senza battere ciglio Marcucci che spiazza l’estremo battipagliese. Azione del rigore nata sulla fascia destra da uno schema con un retropassaggio di Fontanarosa a Bolzan che crossa in area appunto per Favetta su cui interviene sgambettandolo Criscuolo.

La gara – Dopo un inizio anno nuovo con un disastro casalingo di coppa e con la testa forse ancora alle feste, e dopo che il nuovo tecnico arrivato da poco tempo doveva e forse deve ancora ben inculcare le sue strategie, ma che sta lavorando alacremente, la concentrazione ha fatto da ottimo approccio alla gara in terra tuscianese. Le prime battute hanno visto i rossoneri già mettere il piede al posto giusto ed avere in mano il bandolo della matassa tanto da non fare arrivare pericoli verso il portiere Pezzella che in pratica ha dovuto quasi guardare solo i suoi compagni che giocavano. Infatti nella prima parte non c’è quasi nulla da mettere sotto i denti se non le buone intenzioni di Marcucci al 6’ (testa e guantoni di Moscariello) ed al 38’ (intervento in area e scontro con l’estremo di casa, ma poi l’attaccante è rimesso in sesto), con qualche palla fuori bersaglio di Favetta (28’ palla alta dal limite) e Terracciano (46’ sfiora il jolly su calcio di punizione).

La ripresa invece legge un altro copione ma sempre con gli ospiti a dare la corda all’orologio ed in sessanta secondi mettono in auge i riflessi dell’estremo bianconero: al 5’ un uno-due Favetta-Marcucci e conclusione di prima intenzione del numero nove, ma c’è la super risposta di Moscariello; al 6’ punizione tagliata di Vitiello, bravo Moscariello a bloccare il pallone a terra.

Dopo questi due vani tentativi il terzo non lo è e decide in pratica la gara che da questo momento sembra vivacizzarsi di più, ma sempre con i sorrentini a battere cassa e cercando la via del raddoppio: 14’ uno-due ravvicinato di Marcucci e Favetta, palla filtrante e bravo Moscariello in uscita bassa a chiudere lo specchio della porta. La squadra rossonera è ordinata ed attenta a non farsi sorprendere giocando quasi sempre alta,  pressa alto con Paradisone e Vitiello mentre Fontanarosa e Savarese si inseriscono con continuità andando a creare superiorità sulle corsie esterne.

Mentre in casa bianconera sale in cattedra il giovane Doukoure che fa il bello ed il cattivo tempo ma sempre ben francobollato: al 24’ innesca una conclusione di da posizione defilata, ma palla termina di poco larga e colpisce l’esterno della rete. Prima che si vada definitivamente negli spogliatoi ci prova Vitale al 36’ con un diagonale da fuori, ma la palla va fuori bersaglio per un niente.

Novantunesimo – In un certo senso mister Coppola può essere soddisfatto perché “sapevamo che questa partita si doveva sbloccare su una palla inattiva o su un episodio. Non era facile giocare contro una Battipagliese rinforzata dal mercato invernale. Noi venivamo da una serie di risultati non favorevoli. Ho visto una squadra con carattere e con voglia e penso che abbia meritato di vincere la partita. Il Sorrento è il terzo anno che è la rivale di se stessa: deve a tutti i costi fare più punti possibili e poi o direttamente o tramite i play off questa squadra deve andare in serie D sia per blasone che per sforzi economici della società. La Battipagliese mi ha dato un’ottima impressione, ha un organico di tutto rispetto e infatti basta pensare che in tribuna c’erano Pastore, Robertiello e Di Ruocco quindi questa squadra ha un ottimo organico. Ricordi, emozioni? Si, questa è una piazza che mi è rimasta nel cuore per il calore della gente, per il blasone della società, per come vincemmo il campionato. Non si può dimenticare quanto di bello si è fatto qui”.

Ma ora pensa solo che deve portare i colori rossoneri a fare il salto di categoria in qualsiasi modo e già dai prossimi due weekend mettendo due tasselli positivi casalinghi quando si andranno ad incontrare la Polisportiva Santa Maria Cilento e la Palmese.

Il video della gara su:  http://www.fcsorrento.com/battipagliese-sorrento-0-1/

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2016-17 – GIRONE B – 16^ GIORNATA – 1^ RITORNO

BATTIPAGLIESE 1929 – FC SORRENTO  0-1

Goals: 9’st Marcucci (rig).

BATTIPAGLIESE (4-3-3): Moscariello; Viscido (34’st De Biase), Fariello, Criscuolo, Consiglio; Guerrera (14’st Marmoro), Di Lascio, Siano; Mounard, Campione, Doukoure (48’st Rago).
A disp: Primadei, Ragone, Cascone, Vitiello.    Allen: Francesco Tudisco

SORRENTO (4-3-3): Pezzella; Ammendola, Cioffi, Terracciano, Bolzan; Paradisone, Vitiello, Fontanarosa; Savarese (32’st Vitale), Marcucci (42’st Arpino), Favetta.
A disp: Santaniello, Lombardi, Gargiulo, Serrapica, Scarpa.   Allen: Maurizio Coppola.

Arbitro: Andrea Calzavara di Varese.

Assistenti: Pierfrancesco Iodice (Caserta) – Paolo Cipolletta (Avellino).

Ammonti: 23’pt Vitiello A (S); st – 8’ Criscuolo (B), 50’ Favetta (S).

Note: giornata piovosa, ventosa e fredda, 6°; erba sintetica buona; spettatori 150 circa.

Angoli:  3-3.   Recuperi: 4’pt e 5‘st.

GISPA

Tramonti e Ravello sommersi dalla neve, valico di Chiunzi impraticabile per il ghiaccio FOTO VIDEO

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papa charlie a Tramonti Costiera amalfitana per emergenza neve
.papa charlie a Tramonti Costiera amalfitana per emergenza neve

Ravello e Tramonti ( nelle foto e video ) sono completamente imbiancate. La neve ha coperto anche oltre cinque centimetri e il super lavoro delle associazioni di volontariato, la Millennium di Amalfi e le altre del territorio comunali, sta impedendo il peggio nelle montiere della Costiera amalfitana. Il Valico di Chiunzi per quanto presidiato è pericolosissimo per il ghiaccio, dunque meglio evitare fino a domani di circolare da e per l’ Agro Nocerino Sarnese , dall’ uscita Napoli – Salerno di Angri in su ci sono i mezzi spargisale, ma il ghiaccio si forma in continuazione e la Tramonti – Ravello, oltre che vietata è pericolosissima. Gran lavoro dei volontari di Papa charlie a Tramonti Costiera amalfitana per emergenza neve

Sorrento, sugli abusi nel Rivolo Sant’Antonio in Via Capo, il Genio Civile ancora aspetta i provvedimenti del Comune.

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Singolare la situazione che da mesi si è venuta a creare tra il Genio Civile e gli Uffici Comunali che sembrerebbero rispondere picche alle disposizioni richieste per il ripristino dello stato dei luoghi delle opere abusive rilevate durante il sopralluogo del marzo scorso. Lo stato di degrado rilevato nella storica via Rivolo Sant’Antonio lungo la quale scorre il rivolo omonimo conferma la completa ed inspiegabile indifferenza da parte  dei nostri amministratori.

Sorrento – E’ trascorso quasi un anno dal sopralluogo eseguito in modo congiunto dal personale dell’Ufficio Tecnico Comunale, Polizia Municipale ed i Funzionari del Genio Civile di Napoli e Provincia, durante il quale furono rilevate delle situazioni di abusivismo  circa le quali fu redatto un apposito verbale. Con il quale il personale dell’UTC si riservò di relazionare previo esame degli atti d’Ufficio. Ebbene  nonostante un sollecito da parte degli uffici regionali dell’agosto scorso,tuttora nessun provvedimento sembrerebbe essere stato preso circa il ripristino dello statodei luoghi da parte dell’amministrazione comunale. Ne tanto meno risulterebbe alcun provvedimento adottato da parte del Sindaco Avv.Giuseppe Cuomo, affinché venga tutelata, ai sensi dell’Art. 54 del D.lgs n. 267 del 18/08/2000, nonché valutare l’eventualità di emettere apposite ordinanze sindacali onde assicurare il ripristino dello stato dei luoghi in danno ai proprietari degli immobili sovrastanti il suddetto rivolo. Oltre alle Autorità regionali molti cittadini ed Associazioni fanno rilevare la situazione di degrado in cui è ridotta  Via Rivolo Sant’Antonio, lungo la quale scorre il rivolo omonimo oggetto dei sopralluoghi. Una antica stradina sorrentina che  un tempo collegava la parte di ponente della città ,compreso il Borgo marinaro di Marina Grande con l’altra storica e suggestiva stradina di Sant’Antonio che oltre all’Hilton-Sorrento Palace collega tuttora alla zona collinare. Un tratto a tunnel ,quello iniziale di Via Rivolo Sant’Antonio, sottostante a Via Capo, che a differenza della parte alta e terminale della vecchia stradina,che risulta recuperata e ben tenuta,dove è evidente l’intervento di imprenditori privati.  Oltre ad una situazione di abbandono e di degrado, l’intero tratto dell’antica stradina risulta occupata da una serie di strutture appartenenti alle vicine e sovrastanti attività commerciali. Condotte ,idriche ed  antincendio, sfoghi di aria condizionata, linee elettriche senza protezione , ulteriori strutture probabilmente illecite, affogano e contrastano in modo evidente con quello che potrebbe essere un interessante percorso storico.  Con  la presenza del rivolo, che rappresenta la parte finale del noto corso d’acqua, proveniente dalla parte collinare del territorio, potrebbe essere tenuto presente il Regio Decreto n.523 del 25 luglio 1904 – Testo unico sulle opere idrauliche, che tuttora in vigore, regola la distanza  delle strutture dai corsi d’acqua che in  questo caso, in modo evidente ,sembrerebbe totalmente non rispettato. Una vergognosa situazione evidenziata da molti cittadini e turisti,per la quale si deve registrare la solita ed inspiegabile inerzia dell’Ente comunale. – 15 gennaio 2017 – salvatorecaccaviello.

 

 

 

Venezia ghiacciata per la prima volta nella storia, la bufala che corre sul web

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Difficile orientarsi nel web e con tutta questa neve che colpisce Amalfi come Sorrento, Positano, Agerola e Vico Equense, la notizia che  anche a Venezia era tutto ghiacciato ha colpito tutti per “la prima volta nella storia”
Questa volta tocca a dei “veri” scatti di Venezia congelata dal freddo, presentati così:

Un sicuro e forte campanello d’allarme è dato dal fatto che la presunta fonte è un articolo del Daily Telegraph del 2012, riportato anche da ABCnet con l’identico corredo fotografico, difforme da quello contenuto nella bufala.

È pur vero che talora il ghiaccio invade i canali di Venezia. È accaduto nel 2012, è accaduto nel 1929, accade ed accadrà ancora, ma mai con gli effetti descritti dall’immaginario Tenente Colonnello Piastrucci e non secondo la spiegazione che sa di tecnobubbola, la supercazzola Mascettiana applicata alla scienza.

Le foto sono infatti un mock-up, una creazione artistica  dell’artista Robert Jahns (nois7) che qualcuno ha deciso di riciclare come base della sua viralità sin da Febbraio 2014.

A sinistra: le immagini modificate dall'artista usate nella bufala. A sinistra: gli effetti di una nevicata a Venezia nel 2012, Copyright Marco Sabadin/AFP/Getty ImagesA sinistra: le immagini modificate dall’artista usate nella bufala. A destra: gli effetti di una nevicata a Venezia nel 2012, Copyright Marco Sabadin/AFP/Getty Images

Alla fine, la bufala è arrivata da noi.

Al fine di analizzare il meccanismo delle Camere dell’Eco, abbiamo fatto quello che un utente di media competenza, superiore all’indignato/sorpreso da tastiera che clicca, commenta e condivide basandosi sulla sola anteprima perché Sa che potrebbe essere vero ma inferiore per capacità all’utente in grado di verificare: abbiamo aperto il link di News-Italys e provato a cliccare sulla foto che ora sappiamo essere di Robert Jahns per ingrandirla e godere della sua bellezza:

Screenshot 2017-01-14 12.45.00Avrete notato in fondo il fatto che il link collegato alla foto è un anonimo “redirect di Google” che porta a delle pubblicità. Fonte Bufala.net

Neve anche a Palinuro nel Cilento imbiancata la spiaggia dell’hotel Le Saline

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Neve anche nel Cilento a Palinuro , uno dei territori più belli della provincia di Salerno e della Campania imbiancato , la foto di Maria Pepoli   sulla pagina facebook di Eso es Palinuro, l’associazione che opera nel settore della promozione turistica, sulla spiaggia Le Saline, spiaggia a noi nota anche perchè li si trova l’hotel Le Saline degli Acampora di Sorrento partner di Positanonews . Stupenda non c’è che dire è davvero una delle più belle location d’ Italia anche d’ inverno.

Dal San Pietro a Positano a Casa Angelina a Praiano i migliori hotel per il Thelegraph

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Albergo Casa Angelina Praiano
Albergo Casa Angelina Praiano

Positano e Praiano hanno fatto incetta di riconoscimenti, non solo l’ Hotel San Pietro a Positano, ci sono Il Sirenuse, Casa Buonocore, La Tartana, mentre a Praiano con l’ Hotel Casa Angelina c’è Casa Privata, poi a Ravello, Amalfi e così via. Comincia con un buon auspicio il 2017 per il turismo della costiera amalfitana qui ci sono i migliori alberghi

http://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/italy/campania/amalfi-coast/articles/the-best-amalfi-coast-hotels/

Agerola pupazzo di neve per il Napoli ma c’è chi cucina la neve per farsi acqua, scuole chiuse e SITA a rischio

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Agerola pupazzo di neve per il Napoli ma c'è chi cucina la neve per farsi acqua
Agerola pupazzo di neve per il Napoli ma c'è chi cucina la neve per farsi acqua

Agerola pupazzo di neve per il Napoli ma c’è chi cucina la neve per farsi acqua. Bisogna fare una premessa l’amministrazione di Luca Mascolo si sta impegnando per affrontare l’emergenza nel modo migliore possibile e c’è anche da dire che la neve è uno spettacolo straordinario sulla cittadina che sovrasta la Costiera Amalfitana tanto da farle meritare l’appellativo di Svizzera della Campania, ma i problemi, ovviamente, non mancano. Le scuole sono state chiuse per domani come ha riportato il sindaco Luca Mascolo:

“Per le critiche condizioni meteo ed emergenza neve, con ordinanza ho disposto per domani 16 gennaio la chiusura dell’Istituto Alberghiero di Agerola.

In occasione dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate, Patrono di Agerola, per tutte le altre scuole già era stato disposto la chiusura per il Ponte del 16 gennaio.

A fronte delle precipitazioni nevose di questa mattina, i mezzi spargisale comunali stanno operando sulla direttrice principale Bomerano – strada dietro la galleria.

È attivato il piano neve e si sta rispettando l’ordine di priorità di intervento sulle strade. Prima la viabilità sulle strade principali.
A tutti è richiesta una buona dose di pazienza.

I sacchetti di sale per utenze private non sono distribuiti dal Comune. Le scorte a deposito sono in misura sufficiente a garantire gli interventi dei mezzi spargisale. Da 10 giorni siamo in continua allerta gelo e i sacchetti di sale a nostra disposizione non sono infiniti. Chi avesse bisogno di sale, deve provvedere in autonomia.
A tutti è richiesta una buona dose di collaborazione.

Uscite di casa solo se strettamente necessario, muniti di catene o pneumatici termici. Seguite tutte le precauzioni, che in questi giorni vi abbiamo fornito. E occhio ai contatori dell’acqua.
A tutti è richiesta una buona dose di prudenza.”

.”

Attualmente sembra che non vi siano problemi per la cittadina dei Monti Lattari da Amalfi e da Castellammare di Stabia, sia dal versante di Napoli che di Salerno, ma molto dipenderà dalle strade ghiacciate e di notte sarà difficile evitarlo. Quindi le corse almeno quelle del mattino presto sono sempre a rischio anche se gli autisti SITA faranno il possibile per garantire il collegamento, in giornata , invece, non dovrebbero esserci problemi. Il problema rimane per chi non ha l’acqua, ma gli agerolesi non si perdono di coraggio, nel mentre si sistemano le condutture ed i contatori saltati, molti si “cucinano” la neve, sciogliendola col calore si approvvigionano di acqua per la bisogna.
Un commento che condividiamo fa capire la situazione , sia per la bravura degli amministratori sia per i problemi per i due versanti , in particolare da Gragnano , Pimonte domani mattina potrebbe essere problematico circolare .
Complimenti alla nostra amministrazione che ha provveduto a cercare di alleviare il disagio per la neve !!!!Grandiosamente grandi Luca Sindaco Agerola e il suo staff La stessa cosa non può dirsi per quelli di Pimonte dove la circolazione era problematica con presenza di ghiaccio nei pressi Resicco per intenderci Quando la buona politica al servizio della gente da i suoi frutti Orgoglioso di Voi Luca Mascolo Matteo Ruocco Tommaso Naclerio Regina Milo Andrea Buonocore Mandara Giusy

Luna di pietra di Emanuela Ronzitti tratto dai Funambolismi sul filo dell’italiano

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Le prose e le poesie frutto degli incontri tenutisi, alla Casa delle Traduzioni di Roma, nel mese di ottobre sono state raccolte un e-book. Luna di pietra, è una prosa poetica che affronta con sensibilità e efficacia comunicativa, la tragedia della guerra in Siria.
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Le lacrime urlano e spingono per uscire. Ma sono pietrificate. Come la luna lassù a guardare muta e fredda, senza occhi per la mia Amira. Dieci anni domani. Non avrà mai dieci anni. Debole, pallida e sempre sul punto di svenire a forza di mangiare ormai quasi solo foglie.

Forse non si è resa conto che tra gli interminabili incubi di frastuoni violenti e bagliori crudeli quello di ieri era per lei, il suo carnefice. Magari domani non ci sarò più neanche io. Possibile che siano davvero questi i pensieri nei meandri diroccati della mia mente lucida ancora. Magari tra un’ora mi sveglio nel mio letto. Magari tra un’ora svengo e non mi accorgerò di nulla e andrò da lei. Magari ci sarò invece ma senza un pezzo.

Allora grazie per Amira con gli occhi chiusi al loro posto e le braccia e le gambe. Ho potuto abbracciarla tutta insieme ancora. Grazie perché sono rimasta io e non lei per ultima. A guardare la luna, biancore di gelido marmo oltre la polvere. Quei suoi crateri forse sono fosse informi da esplosioni aliene.

Non puoi tu luna essere questo però, non tu. Forse sono culle per il dolore che da quaggiù così piccoli e miseri non possiamo sopportare. Così piccoli e miseri che se non è il nostro ma proprio nostro dolore ci dispiace ma poi facciamo altro, cuciniamo usciamo lavoriamo chiacchieriamo ridiamo ci stufiamo.

Ma stavolta è proprio il mio dolore e quello di Amira e di Asif e di tutti noi qui a Aleppo. E di infiniti altri crateri sulla Terra e sulla Luna. Se stai leggendo queste righe forse non è il tuo dolore e quando avrai finito farai altro.

E io, magari, sarò da Amira e da Asif e saremo cullati dalla pietosa luna.
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Emanuela Ronzitti è nata il 5 settembre 1967 a Roma, dove vive con il marito e la figlia. Laureata in scienze politiche e in giurisprudenza. Ha pubblicato articoli in materia di diritti dell’uomo e diritto comunitario. Sportiva, appassionata di relazioni internazionali, conosce inglese, spagnolo e un po’ di francese, lingue che accompagnano il desiderio di visitare luoghi, conoscere persone, riflettere pensieri, condividere. Ama scrivere poesie e racconti attraverso cui trasformare le sensazioni in parole, affinché, a loro volta, queste si trasformino nuovamente in sensazioni.
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Laura Franco: Funambolismi sul filo dell’italiano

https://www.ibs.it/funambolismi-sul-filo-dell-italiano-ebook-laura-franco/e/9788822875785

 

Positano . Incontri d’autore al bar Internazionale con Martine Lefevre

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Grande festa al bar internazionale sabato 14 gennaio con l'artista Martine Lefevre e lo staff Da Adolfo a Laurito
Grande festa al bar internazionale sabato 14 gennaio con l'artista Martine Lefevre e lo staff Da Adolfo a Laurito
Grande festa al bar internazionale sabato 14 gennaio con l'artista Martine Lefevre e lo staff Da Adolfo a Laurito
Grande festa al bar internazionale sabato 14 gennaio con l’artista Martine Lefevre e lo staff Da Adolfo a Laurito

Positano , Costiera amalfitana , Salerno. Dopo aver subito una necessaria ristrutturazione dei locali, il Bar Internazionale della famiglia Collina  a Positano ha riaperto i battenti poco prima di Natale tuttavia l’inaugurazione vera e propria, c’è stata solo ieri sera…ed in perfetto stile positanese!

Una festa: musica, balli e chiacchiere tra gli amici di sempre, i nuovi e gli occasionali.

Le grandi tele alla parete, con i romantici ed eleganti personaggi dell’artista francese Martine Lefevre, i coloratissimi personaggi di cartapesta a grandezza naturale, seduti sulle panche nel bar, quasi scesi dalle tele per poter partecipare anch’essi alla festa, i piccoli animaletti fantastici di cartapesta sospesi in aria su fili trasparenti, riescono perfettamente a ricostruire quell’atmosfera generosa che sembrava quasi essersi smarrita per sempre e che invece rivive ancora, come per magia, in questo gelido mese di gennaio 2017.

Qui al Bar Internazionale di  Positano il treno del tempo può sempre fermarsi, per far salire come accade da sempre, tutti i viaggiatori di passaggio!

A Salerno tutti in campo per Amatrice,raccolti circa 50 mila euro,Pisano da spettacolo

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SALERNITANA VECCHIE GLORIE: Chimenti, Genovese, Grimaudo, Facci, Grassadonia, Tosto, Breda, Bernardini, Fusco, Ferrara, Gattuso, Ferraro, Pisano, Coda, Di Napoli, Strada, Efficie, Grillo, Tuia, Luiz Felipe, Tedesco, Di Michele, De Cesare, Castellano, Spero, Cuccurullo, Ricciardi, De Martino, Di Giacomo, Fariello, Trezza, Faella, Sarno. All. Giampiero Ventura

NAZIONALE ARTISTI ITALIANA: Tacconi, Vicrito, Pepe, Vallefuoco, Battaglia, Sepe, Maione, Di Gennaro, Russo, Baris, Albanese, Colavecchio, Monte, Arcuri, D’Antonio, D’Arbenzio, Di Pino, Monetti, Paglionico, Rodio, Conti, Gallo, Ghione, Monaco. All. Sergio Pirozzi

Beneficenza bagnata, beneficenza fortunata. Sotto il violento acquazzone che si è abbattuto sullo stadio Arechi si gioca la gara di solidarietà per Amatrice. Tutti in campo per la sfortunata città colpita dal terremoto, si sfidano le vecchie glorie della Salernitana e la Nazionale Artisti guidata dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Tante le star in campo: per i granata un mix tra i calciatori del roster attuale (Bernardini, Coda, Grillo, Tuia, Luiz Felipe, Faella) e giocatori che della Salernitana hanno scritto la storia: Chimenti, Grimaudo, Facci, Grassadonia, Tosto, Breda, Fusco, Gattuso, Ferraro, Pisano, Strada, Tedesco, Di Michele e De Cesare. In campo con la Salernitana anche una rappresentanza della Curva Sud, in campo all’Arechi già nella partita di beneficenza per il piccolo Francesco Pio. Allena il ct della Nazionale Giampiero Ventura. Nell’altra metà campo, gli artisti guidati dai guantoni di Sergio Tacconi. Attesi 3mila spettatori circa.

Neanche le macerie seppelliscono le nostre speranze di una vita felice”. La Curva Sud saluta Amatrice e applaude le vecchie glorie della Salernitana: all’Aerchi è giornata di festa, bagnata da una pioggia incessante che ha costretto l’arbitro a sospendere la partita a metà secondo tempo. A vincere, naturalmente, è la beneficenza. Circa 5mila biglietti venduti, sugli spalti si registrano molti spettatori in meno ma l’importante, per una volta, è solo l’incasso. E naturalmente spazio al divertimento. Le vecchie glorie della Salernitana hanno regalato comunque spettacolo, soprattutto nei primi 35 minuti di partita. Ad aprire le danze Re Artù DI Napoli, quindi Pisano che ha battuto tre volte Tacconi, la seconda con un gioco di prestigio. De Cesare ci ha provato tre volte prima di poter esultare di nuovo sotto la Sud: alla fine farà doppietta. Partita vera per Gattuso, che non ha disdegnato interventi in tackle caratteristici del suo stile. In gol anche Di Michele e Antonio Castellano, rappresentante della Curva Sud Siberiano. Prima del fischio finale, un nuovo striscione: “La tua lotta è finita, Francesco Pio sorridi alla vita”. Tutto perfetto, tutto come doveva essere.

fonte solosalerno.it

Moni Ovadia per un mondo senza confini

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Stasera  alle ore 18,30 l’artista ritorna sul palcoscenico del teatro Verdi con lo spettacolo “Cabaret Yiddish”

Di OLGA CHIEFFI

Ritorna oggi Moni Ovadia al teatro Verdi, in pomeridiana, alle ore 18,30 col suo amatissimo spettacolo Cabaret Yiddish. Il suo “piccolo contributo”, per un mondo migliore, da ebreo sulle tracce del profeta Isaia: «Non ne posso più dei vostri sacrifici, dei vostri incensi, del vostro genuflettervi. Ma rialzate l’oppresso, praticate la giustizia, difendete la causa dell’ orfano e della vedova». La piece è un intenso concerto-spettacolo di grande coinvolgimento, con protagonisti da una parte l’amore per la battuta, tracce poetiche, storielle e barzellette ebraiche e dall’altra i ritmi incalzanti delle sonorità e delle melodie klezmer, la bella musica che “attraversa” le genti e la cultura dall’Europa all’Est. Un’intera generazione di artisti, in particolare musicisti, che cercava una propria via verso nuove concezioni ritmiche, si lasciò affascinare, a metà dell’Ottocento, da questo popolo in diaspora, perseguitato e violentato, Un popolo costretto a sussistere nel “girello” della vita stessa, alla costante ricerca di precari rifugi. Vagabondo, può dirsi un anarchico dell’esperienza; per lui la vita è come ripetizione di un gioco. L’indefinitezza spaziale in cui si svolge il suo movimento del peregrinare, si risolve ogni volta nella totalità dell’istante, l’effimero sembra essere questo assoluto negativo, negativo ovviamente di ogni altro ancoraggio dell’esperienza. Ma il gioco del vagabondo è l’avventura, e nell’avventura tutto si decide daccapo. L’avventura riguarda l’accadere; e questo, noi, lo definiamo abitualmente l’accidentale, ciò che capita, il caso. Se l’istante che brucia il tempo lo pensiamo “infinito”, vuol dire che il destino umano resta sospeso all’aorgico, nessuna forza umana può comprenderlo in una definizione, resta infinito, sconfinato, libero, come la grandissima cultura ebraica, che è stato condannato alla diaspora, che ci ha regalato la musica klezmer. La popolazione del ghetto, privata di qualsiasi rapporto con il mondo esterno, di cibo e libertà, nelle strade, presso le riunioni dei movimenti giovanili, sul lavoro, ha trovato nella musica e nell’ironia, un modo per esprimersi, per eludere le censure, per mantenersi libera creando un mondo e un tempo che trascendesse e al contempo parlasse della realtà. Le canzoni erano frutto di creazioni originali o rielaborazioni di fonti prebelliche, attingevano alla tradizione klezmer, alla cultura ebraica dell’Europa dell’Est, accogliendo le influenze della musica zigana, e nell’arte il cerchio si chiude, si unisce e riluce. Moni Ovadia , riuscirà a coinvolgerci in pieno nel suo variopinto gioco, portandoci a smemorarci, ad ogni suono, passo e parola, in una stupefacente mescolanza, che ha darà luogo ad un profilo romanzesco, svelante la modernità di ogni luogo e di ogni tempo, con la sua debolezza e la sua forza. Sul palcoscenico ritroveremo la voce e il racconto di Moni Ovadia, il violino di Maurizio Dehò, il clarinetto di Paolo Rocca, la fisarmonica di Albert Florian Mihai e il contrabbasso di Luca Garlaschelli, i quali costruiranno un piccolo monumento alla realtà ebraica, alla sua inveterata capacità di sopravvivere all’esilio, alle marce quarantennali nei deserti, e sa che questo divertente e divertito infilzarsi di barzellette e musiche non può non implicare il sovvenire dell’orrore e dello strazio. Così la Guerra, la fame, il dolore e il sentimento dell’esilio si scavano nei volti e nei corpi emaciati dei suoi personaggi, evocati, sognati, fatti rivere dal gesto attoriale, consapevoli che si ride di quel riso che è l’unica cosa che resta dopo che sono finite le lacrime e quando il patire è diventato ormai di casa nel loro e nel nostro cuore.

Bimbo di 4 anni muore in ambulanza. Aveva ematomi, aperta inchiesta Soccorso da 118, per genitori problemi gastrici

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Bologna, 22 dicembre 2016. Ospedale Maggiore, Centrale Operativa 118 Emilia Est. Una nuova ambulanza predisposta per accogliere anche piccoli pazienti in età pediatrica è stata donata dalla Fondazione Carlo Novello Onlus in memoria di Carlo Novello. Ad accogliere e ringraziare a nome della Azienda USL di Bologna la Sig.ra Luisa Pirazzini, mamma di Carlo, il dr. Cosimo Picoco, responsabile della centrale operativa del 118. ARCHIVIO AUSL BOLOGNA- foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

Un bambino di 4 anni di origine moldava è deceduto a Modena e sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta. I genitori, ieri pomeriggio, hanno chiamato il 118 dicendo che il figlio si era sentito male per problemi gastrici.Il trasporto d’urgenza in ambulanza e le cure dei soccorritori non hanno potuto impedire il decesso e il bimbo è giunto senza vita al Pronto Soccorso del Policlinico modenese. Sul corpo, però, i medici hanno notato ematomi; è stata disposta l’autopsia per stabilire i motivi del decesso. Indagano i Cc.

ANSA

Brasile, nuova strage in carcere: 10 morti, 3 decapitati

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epa05589080 A handout picture provided by the Folha de Boia journal on 17 October 2016 shows security forces outside the Penitenciaria Agricola de Monte de Cristo prison where a riot took place, in Boa Vista, Brazil, 16 October 2016. At least 10 prisoners were killed in riots, according to police, who had earlier mentioned up to 25 casualties. Seven of the dead were beheaded and six others were charred, said an official of the Brazilian police. EPA/DIANE SAMPAIO/FOLHA DE BOIA/HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Non si ferma l’ondata di mattanze nelle carceri brasiliane che, dall’inizio di gennaio, conta già un centinaio di morti. Nella notte, nel penitenziario di Alcacuz, nello stato del Rio Grande del Nord, in una sommossa tra bande rivali sono morti 10 detenuti. Zemilton Silva, coordinatore del carcere, ha dichiarato: “Abbiamo visto le teste di tre detenuti strappate via”. La polizia ha circondato la prigione e bloccato le uscite, ma è in attesa di entrare, perché i detenuti sono armati.L’ultima sommossa nel carcere di Alcacuz risale al novembre del 2015, quando in uno dei padiglioni fu scoperto un tunnel scavato dai detenuti. Il penitenziario può ospitare 620 persone, ma attualmente i carcerati nella struttura sono 1,083. Nella notte tra il primo e il 2 gennaio scorso nel carcere Anisio Jobim di Manaus, capitale amazzonica c’è stata una carneficina – con 60 morti, molti smembrati e decapitati – scatenata da una rissa tra gang rivali, la Familia do Norte e il Primeiro Comando da Capital. Solo quattro giorni dopo è avvenuta un’altra mattanza – 33 vittime – nel Penitenziario agricolo di Monte Cristo (Pamc), il maggior carcere dello Stato di Roraima, nel nord del Brasile. Secondo le autorita’ locali, l’eccidio potrebbe essere stato provocato dalla gang Primeiro Comando da Capital (Pcc) per vendicarsi del massacro di suoi membri nella prigione a Manaus.

ANSA

Coniugi uccisi, genitori del 17enne in testa alla fiaccolata Centinaia in corteo. Sindaco Codigoro, ‘comunità saprà reagire’

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Da destra i genitori di M.P. (17 anni), autore con R.V. (16 anni) dell'omicidio dei coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, partecipano alla fiaccolata organizzata dal parroco di Pontelangorino, 14 gennaio 2017. ANSA/SIMONE PESCI

C’erano i genitori del 17enne fermato assieme al figlio sedicenne della coppia per l’omicidio dei coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni in testa alla fiaccolata-corteo che ieri sera ha attraversato Pontelangorino, nel Ferrarese, voluta dal parroco don Marco Polmonari ed alla quale hanno partecipato anche molti sindaci della provincia.

Centinaia le persone che hanno risposto all’appello del sacerdote. Tra loro anche i compagni di scuola dei due ragazzi e gli insegnanti, commercianti, clienti del ristorante che le vittime gestivano a San Giuseppe di Comacchio. Il corteo si è snodato tra il cancello della villetta del duplice omicidio e la chiesa. “Siamo vicini a tutti i parenti delle vittime – ha detto il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi – così come ai genitori del 17enne che dovrà fare i conti con se stesso e non avrà un futuro facile. E’ un tragedia inspiegabile, la nostra comunità saprà reagire”. Per don Marco i due ragazzi “restano pecorelle smarrite che hanno bisogno di aiuto”.

ANSA

La picchia ma non lo denuncia: ‘lo amo’ I militari procedono d’ufficio, risponderà di lesioni aggravate

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REGGIO EMILIA, 15 GEN – Picchiata dal compagno, che l’ha colpita anche con un manico di scopa, ha chiamato il 112.
Ai carabinieri di Boretto (Reggio Emilia) la donna, 40 anni, ha mostrato i lividi che il compagno le aveva causato ma ha detto di non volerlo denunciare “perché lo amo”. I militari, che hanno constatato la presenza nell’avambraccio destro e sul collo di lividi conseguenti alle botte ricevute, hanno però proceduto d’ufficio per l’aggravante dell’utilizzo di un corpo contundente quale il manico di scopa utilizzato per colpire la donna.
L’uomo, 46enne residente nella Bassa reggiana, è stato così denunciato per lesioni personali aggravate. I carabinieri intendono verificare se l’episodio, come sostenuto dalla donna, sia isolato oppure possa contemplare l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia.

ANSA

Sequestrati pistola e passamontagna Nascosti in scale condominiali nella zona dei Quartieri Spagnoli

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Pistola sequestrata da Cc

NAPOLI, 15 GEN – I Carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli Centro, nel corso di servizi contro la criminalità operante nell’area dei Quartieri Spagnoli, hanno rinvenuto e sequestrato una pistola semiautomatica calibro 9 corto con 6 colpi nel caricatore che qualcuno aveva nascosto insieme a un passamontagna e a un paio di guanti di lattice all’interno di una fessura nel muro di scale condominiali in una abitazione in vico lungo Teatro Nuovo.
L’arma è stata inviata al Racis di Roma per verificare il suo eventuale utilizzo in fatti di sangue o intimidazione.
(ANSA).

Sorrento Città Cardioprotetta un modello per la Campania

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Sorrento “Città Cardioprotetta” ieri hanno  portato a compimento l’iter formativo degli operatori volontari (laici) grazie a due corsi organizzati dall’Assessorato ai Giovani diretto da Massimo Coppola e alla disponibilità di defibrillatori sul territorio cittadino, presso le farmacie e anche totel installati in Città (presso la Ciorcumvesuviana e a Casarlano) e gestiti dal GIEC, l’Associazione Scientifica presieduta dal prof. Maurizio Santomauro che cura la formazione degli operatori. L’obiettivo è quindi stato conseguito grazie alle iniziative di formazione svolte in questi mesi e che si sono completati ieribSabato 14 Gennaio 2017, presso la sala del Comune di Sorrento, dove si è  svolto  il secondo corso di formazione all’uso del defibrillatore che farà salire a oltre 70 il numero dei volontari addestrati alle manovre di primo soccorso per essere più vicini ai cittadini. Un corso che Positanonews TV ha ripreso “a sorpresa” nel momento delle esercitazioni e abbiamo constatato la enorme professionalità di tutti gli operatori,  la Penisola Sorrentina è Sorrento si stanno muovendo benissimo prima con Vincenzo Iaccarino  quando ancora non era sindaco poi con le farmacie cardioprotette da Sorrento Sant’Agnello piano metà con Palagiano ed Elifani in primo piano ma anche tutti gli altri. Una grande iniziativa non solo per la sicurezza del territorio ma anche per il turismo immaginate che significa che tutti i tour operator sappiano che Sorrento e organizzata in questo modo

Con il corso gli istruttori certificati dalla AHA e dalla Regione Campania sono abilitati a utilizzare gli oltre 10 defibrillatori distribuiti sul territorio. Un traguardo significativo anche in termini di immagine turistica della Città. In Italia al momento sono oltre 100 le città cardioprotette che hanno realizzato nel loro territorio la sinergia defibrillatori+ volontari abilitati. Dal prossimo mese inoltre saranno distribuite nelle scuole del Comune le planimetrie con l’esatta posizione di ciascun defibrillatore prontamente disponibile per la cittadinanza. Peccato che in Campania e nel Sud siano solo dieci . Sorrento modello da imitare davvero complimenti di “cuore” da Positanonews

Spargisale Anas su strade Campania Interventi anche di soccorso a mezzi impantanati per ghiaccio

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Neve e ghiaccio hanno provocato disagi sulla strada statale Basentana a Potenza, 18 gennaio 2013. ANSA/TONY VECE

15 GEN – Una nuova ondata di maltempo ha investito in queste ore la Campania. Nonostante il freddo e la neve, tutte le arterie di competenza di Anas (strade statali) nella regione sono al momento rimaste fruibili. L’Anas sta operando con uomini e mezzi spargisale e sgombraneve, e grazie a questo impegno – si sottolinea – è stata garantita la circolazione in tutte le province della regione. Il trattamento antighiaccio è stato svolto – soprattutto – attraverso lo spargimento di sale: soltanto nei primi giorni di questo nuovo anno, Anas ha già utilizzato 400.000 quintali di cloruro di sodio. Proseguono le attività di monitoraggio della rete stradale, in relazione alla nuova allerta meteo che sta interessando le regioni del centro-sud. Il personale di Anas è stato anche impegnato nel soccorso a mezzi, sia pesanti che leggeri, rimasti impantanati a causa delle avverse condizioni meteo; la maggior parte dei mezzi, infatti, era sprovvista delle obbligatorie dotazioni invernali.

ANSA

Anziana muore in incendio a Napoli, inabitabili due piani Fiamme da stufa a gas, intervento vigili del fuoco con 5 squadre

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Ischia 04/12/2006 MORTE EX SPIA KGB Controlli della polizia provinciel e del NBCR dei vigili del fuoco nell'ufficio ( palazzo a sinistra nelal foto sede della societa' ECPP) di Mario Scaramella in via Forio a Napoli dove e' stato anche trovato un cittadino russo interrogato ascoltato dagli investigatori come persona informata dei fatti.

Sono stati dichiarati al momento inabitabili il quinto ed il sesto piano dello stabile al civico 159 di via Nicolardi, nel Parco Arcadia, ai Colli Aminei di Napoli dove ieri sera, attorno alle 21,15 si è sviluppato un incendio nel quale è morta una donna. La vittima, Anna Santoro, di 85 anni, era sola in casa quando le fiamme hanno distrutto l’appartamento. A originarle probabilmente una stufa a gas accesa da ore per cercare riparo al freddo intenso degli ultimi giorni. Sul posto si sono recati gli agenti delle volanti dei commissariati Arenella e San Carlo ed i vigili del Fuoco che hanno operato con cinque squadre ed un’autoscala per raggiungere l’abitazione avvolta dalle fiamme. La salma della anziana è stata portata al Nuovo Policlinico in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

ANSA

Violento con moglie da 16 anni,arrestato Denunciato dopo continue vessazioni, è un 41enne dello Sri Lanka

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NAPOLI, 15 GEN – I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella, a Napoli, hanno arrestato al rione Sanità un 41enne dello Sri Lanka residente in città, già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere per maltrattamenti in famiglia aggravati.
L’ordinanza è stata emessa dal gip di Napoli dopo indagini dei militari dell’arma.
Dopo la denuncia per maltrattamenti e continue vessazioni presentata il 6 gennaio dalla moglie, è emerso che dalla data del matrimonio, cioè dal 2000, aveva tenuto comportamenti aggressivi e violenti in un crescendo insopportabile, procurando più volte alla vittima lesioni refertate agli ospedali Cardarelli e Pellegrini. L’uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale.

ANSA

Meteo impazzito: l’isola di Capri investita da un forte rovescio di grandine. Sono state liberate dal ghiaccio le principali strade di Anacapri

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15/01/2017 – Sono state liberate dal ghiaccio le principali strade di Anacapri, colpite questa mattina insieme al resto dell’isola di Capri da una forte grandinata. In azione la Protezione Civile che ha provveduto a rendere nuovamente percorribili in piena sicurezza le arterie carrozzabili, unitamente alla Polizia Municipale che ha effettuato un monitoraggio in tutto il territorio. Si raccomanda comunque prudenza nelle stradine periferiche dove, in alcune zone, c’è ancora ghiaccio depositato.
Ma vediamo nel dettaglio cosa realmente è accaduto stamattina. Capri e soprattutto Anacapri sono state investite da un forte rovescio di neve tonda (o graupel). Un fenomeno raro ma non rarissimo. Si tratta, secondo gli esperti, di una precipitazione di tipo solido che si verifica quando fiocchi di neve, nella loro discesa, attraversano uno strato d’aria relativamente più mite e fondono parzialmente assumendo la caratteristica di palline bianche/opache. Spesso incontrano goccioline d’acqua sopraffusa che si aggregano attorno formando un chicco di qualche millimetro.

INFORMATORE POPOLARE CAPRINEWS

Insolito risveglio domenicale a Capri: Anacapri totalmente imbiancata da una forte grandinata, ancora neve sul Monte Solaro

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15/01/2017 – Un’insistente grandinata ha completamente imbiancato questa mattina strade e giardini ad Anacapri. Sono bastati diversi minuti di temporale, con chicchi di grandine decisamente grossi, per dare un aspetto insolito al paesaggio, tra l’altro a pochi giorni di distanza da una fitta nevicata. Insieme alla grandine stamattina è ritornata anche la neve sul Monte Solaro e sulle colline. Nel territorio del comune di Capri, invece, forte temporale, pioggia e grandine ma in quantità inferiore rispetto ad Anacapri e comunque sufficiente a creare un sottile e fastidioso strato di ghiaccio sulle strade. Forti disagi sono stati registrati sulle strade dell’isola di Capri e in particolare del comune di Anacapri a causa del fondo molto scivoloso. Nella foto di Concetta Meo ecco come si presentava questa mattina via Pagliaro.

INFORMATORE POPOLARE CAPRINEWS

Torna a nevicare nel Valdiano e nel Tanagro Domani le scuole restano chiuse. Ed è ancora emergenza idrica in alcuni comuni

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SALA CONSILINA. Ha ripreso a nevicare nel Vallo di Diano e nel Tanagro, in provincia di Salerno, dopo una tregua di tre giorni concessa dal maltempo. Dalle prime ore di stamane la neve cade abbondante in tutti i 15 comuni del vasto comprensorio a sud di Salerno. In alcuni comuni sono già caduti circa 20 centimetri di neve. Al momento non si registrano particolari problematiche per la circolazione veicolare sulle vie principali, ma i mezzi di soccorso sono già in allerta per le prossime ore. Le previsioni meteo preannunciano nevicate abbondanti e gelo per le prossime 24 ore. Per tale motivo a Padula le scuole rimarranno chiuse domani, lunedì, mentre a Teggiano la chiusura è prolungata anche per martedì 17 dicembre prossimo. Continuano i disservizi per l’erogazione dell’acqua a seguito delle gelate dei giorni scorsi che hanno danneggiato le reti idriche. I comuni maggiormente colpiti dal’emergenza idrica sono Caggiano, Monte San Giacomo e Montesano sulla Marcellana.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

San Mauro La Bruca: accoltella il fratello durante la festa patronale

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SAN MAURO LA BRUCA. Violenta lite familiare, sabato sera, durante i festeggiamenti per San Mauro Abate, protettore del comune cilentano di San Mauro La Bruca. Un anziano di 83 anni, D.B le sue iniziali, ha accoltellato il fratello, M.D.B, colpendolo ripetutamente all’addome. La vittima era andata a casa dell’83enne per chiedere un tavolo dove appoggiare la statua del Santo durante la processione, ma poi, al suo rifiuto, la situazione è degenerata e dalle parole si è passati ai fatti. I vicini hanno fatto scattare l’allarme,contattando una ambulanza del servizio di emergenza 118. Il ferito è stato trasportato all’ospedale di Vallo della Lucania. Le sue condizioni sono critiche e i medici hanno preferito riservarsi la prognosi. Sull’episodio indagano i carabinieri che hanno denunciato l’anziano.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

Cadono mattonelle nel bagno del campus. Colpita una ragazza

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FISCIANO. Ancora denunce da parte degli studenti dell’università degli Studi di Salerno. Dopo i recenti problemi con i trasporti, sembra che i ragazzi del campus di Fisciano si ritrovino in situazioni disagiate e pericolose anche all’interno del loro stesso ateneo. Infatti, qualche giorno fa, una studentessa di ingegneria edile e architettura ha rischiato il peggio semplicemente recandosi in bagno con una propria amica, all’interno della facoltà da lei frequentata. In attesa che la collega usufruisse dei servizi igienici, la ragazza si è semplicemente poggiata alla parete del muro del bagno e senza neanche il tempo di rendersene conto, dalla sommità del muro sono venute giù delle mattonelle che hanno colpito in testa la studentessa, la quale fortunatamente non ha riportato conseguenze gravi ma solo una botta e un grande spavento.Il caso ha voluto che la ragazza indossasse un cappello che ha attutito l’impatto. Come se non bastasse, dopo essersi spostata dalla parete altre mattonelle sono venute giù, chiaro segnale di usura e poca manutenzione. L’intonaco era ormai consumato e alla minima pressione sarebbe caduto tutto; ora il bagno è rimasto così, con altre mattonelle pericolanti e in bilico. Il fatto è avvenuto in un periodo di scarsa affluenza per l’università, dato che si è nel pieno della sessione di esami invernale e la maggior parte degli studenti si reca al campus solo per sostenere le prove; ma da marzo ricominceranno i corsi e con un decadimento così elevato delle strutture e un moltiplicarsi dell’affluenza, il rischio che possa succedere qualcosa di ben più grave è dietro l’angolo. Non è l’unico caso di servizi igienici con scarsa manutenzione presso l’università, come denunciano molti ragazzi, visti casi del passato come topi morti, porte rotte, bagni sporchi e lavabi non funzionanti, che fanno quasi rimpiangere le toilette dell’autogrill rinomate per non essere un vero e proprio splendore. È inammissibile che in una struttura come quella del campus universitario di Fisciano, che recentemente ha anche scalato le classifiche delle migliori università italiane, si presentino situazioni di degrado del genere.

FONTE di Filippo Folliero LA CITTA DI SALERNO

Mistero a Sarno, donna incinta trovata morta in casa

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SARNO.Mistero a Sarno, dove una donna di 36 anni è stata trovata morta nella sua abitazione in località Sant’Alfredo. Al momento non ci sono indicazioni sulle cause del decesso, l’unica cosa che hanno riscontrato i medici dell’ospedale del Villa Malta, dove la donna è stata portata già senza vita, è stata una gravidanza in stato avanzato. La 36enne, che ha già tre figli, avrebbe dovuto partorire a breve un altro bambino.
La salma è stata poi trasferita al cimitero di Sarno,dove sarà eseguita l’autopsia disposta dal magistrato per capire quali siano state le cause del decesso. A causare la morte potrebbe essere stato un malore, ma altre ipotesi non sono escluse e sarà l’esame autoptico a sciogliere i dubbi su quello che, al momento, è un vero e proprio mistero.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

MASSA LUBRENSE MAREMONTI, IN 420 SFIDANO NEVE E GELO: VINCONO CIAPPA E JANAT

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MAREMONTI, IN 420 SFIDANO NEVE E GELO: VINCONO CIAPPA E JANAT

FONTANELLA: “CONDIZIONI METEO DIFFICILI, MA CE L’ABBIAMO FATTA”

MASSA LUBRENSE – Ripreso dalle telecamere di Positanonews TV Grande spettacolo a Massa Lubrense per la 18 esima edizione di Maremonti Run, gara podistica organizzata dall’Associazione sportiva Running Club Italia sulla distanza di 10 miglia (16 km) che quest’anno si è svolta nella suggestiva location di Massa Lubrense, in quella che lo scrittore Norman Douglas ribattezzò la “terra delle sirene”. I 420 iscritti, di cui 60 donne, hanno trovato neve sulla parte alta del percorso, vento forte e gelido e pioggia all’arrivo. Una gara molto impegnativa anche per gli atleti professionisti che si sono cimentati per la prima volta con la Maremonti.

A vincere è stato Paolo Ciappa del Cus Camerino, che ha completato il percorso in 57’18”. Al secondo ed al terzo posto due atleti del Marocco tesserati per l’associazione podistica Il Laghetto: Hamid Kadiri e Youssef Aich, col tempo rispettivamente di 57’44” e 57’57”. Tra le donne, successo dell’atleta del Marocco Hanane Janat (Il Laghetto) in un’ora, 8 minuti e 51 secondi. Seconda posizione per Lucia Avolio della Napoli Nord Marathon (1.16’01”), terza Alessandra Ambrosio dell’Amatori Atletica Napoli (1.16’45”). L’associazione Il Laghetto ha vinto il trofeo come migliore squadra.

“E’ stata una gara durissima – ha detto Ciappa, classe 1986, all’arrivo – L’inizio in salita è stato molto pesante, anche perché abbiamo incontrato strada ghiacciata, grandine, neve e tanta pioggia. Nei primi chilometri ho resistito al forcing del gruppo del Marocco, che ha provato più volte a staccarmi. Sono stato bravo a tenere duro ed in discesa sono riuscito ad allungare in testa al gruppo. Sono felice, da atleta del Sud Italia ci tenevo a fare bella figura nel mio territorio”.

Soddisfatto Andrea Fontanella, organizzatore di Maremonti Run e presidente Running Club Italia: “Abbiamo vissuto un’edizione della Maremonti unica, con la neve, la pioggia ed anche il sole. Le condizioni meteo non erano favorevoli, ma ce l’abbiamo fatta e possiamo essere soddisfatti. Grazie a tutti i partecipanti, l’appuntamento è per l’anno prossimo, sempre qui a Massa Lubrense”.

L’evento ha vissuto momenti di sport, musica e animazione sin da venerdì scorso. Stamani lo start è stato dato dal sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli: “Maremonti Run è una bella iniziativa che ci permette di far conoscere le bellezze della Terra delle sirene. Ringraziamo l’organizzazione per aver scelto la nostra città, peccato soltanto per le condizioni meteo davvero proibitive”. Per l’assessore comunale allo Sport, Sergio Fiorentino, “siamo riusciti ad organizzare una gara inedita che vede il nostro territorio unico protagonista. La Maremonti a Massa Lubrense è solo la prima di una lunga serie di eventi che ospiteremo”.

La Maremonti Run è stata organizzata sotto l’egida della Uisp, Unione italiana sport per tutti, e patrocinata dal Comune di Massa Lubrense.

CARLO FERMARIELLO UN POLITICO MODERNO, UN PATRIMONIO PER LE NUOVE GENERAZIONI

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Con una folta e appassionata partecipazione si è svolto, seguito anche con dei video su Positanonews TV Domenica 15 Gennaio presso l’Hotel Mary di Vico Equense l’incontro ,promosso al circolo del PD,l’incontro per ricordare Carlo Fermariello nel ventesimo anniversario della sua scomparsa.

La manifestazione,coordinata dalla giornalista Ilenia De Rosa, dopo un intervento introduttivo del Commissario del circolo del PD Paolo Persico che ha sottolineato la necessità di ancorare la costruzione di un soggetto politico riformatore al rapporto con i bisogni dei cittadini e alla concreta azione politica ,ha visto l’intervento di Aldo Cennamo che ha ripercorso  le tappe fondamentali della vita politica, sindacale ed istituzionale  di Carlo Fermarielllo intrecciandola con gli aspetti più personali dei rapporti familiari e di amicizia.

Nel corso del suo,a tratti commosso intervento,Aldo Cennamo  ha ribadito i caratteri di originalità del pensiero e dell’azione di Fermariello pur se all’interno della storia della sinistra italiana.

 

Il Direttore del social Word festival  Alessio Nuzzo,che si sta consolidando come un’importante iniziativa  culturale nella realtà Campana e nazionale ha rilanciato   il valore di un film come “mani sulla città”per far comprendere la realtà della speculazione edilizia e l’efficacia della partecipazione di Carlo Fermariello a quell’opera proprio perché rendeva,al meglio,la realtà

Il Presidente dell’ARCICACCIA nazionale Sergio Sorrentino ,nel raccontare il suo rapporto con Carlo Fermarielllo,ha insistito sulla sua capacità di investire sui giovani e di affrontare sfide come quelle di una legge sulla caccia e di un associazione come quella dell’Arcicaccia anticipando temi fondamentali legati allo sostenibilità e alla tutela della biodiversità.

Il Sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore ha ricordato il ciclone Carlo Fermariello nella campagna elettore per le elezioni amministrative del 96 e del segno che ha lascito quella pur brevissima esperienza. Si è detto consapevole dell’onore e dell’onore che ha il ruolo che oggi ricopre proprio per essere all’altezza della lezione di Carlo Fermariello.

Inoltre ha assunto l’impegno a far si che vi sia un luogo della città intitolato a Carlo Fermariello.

L’Assessore regionale Amedeo Lepore nel ricordare il suo rapporto con Carlo Fermariello  conosciuto ai principi degli anni 70,all’inizio della sua militanza nell’organizzazione giovanile del PCI ha insistito sulla capacità di Fermarielo di autonomia di azione e di giudizio e sul suo essere un politico moderno.

Ginette Fermariello al termini dell’incontro ha ringraziato i partecipanti.

Sono giunti messaggi del Deputato Massimiliano Manfredi,del presidente dell’ordine dei giornalisti  della Campania Ottavio Lucarelli che ricordato come gli sia rimasta scolpita nella memoria la sua intervista a Carlo Fermariello, pochi giorni dopo la sua elezione a Sindaco,la sua energia e la sua visione sul futuro della città e della Penisola,del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che nel suo saluto ha definito Fermariello un dirigente politico e sindacale restio a schemi ideologici e attento alla necessità di condurre battaglie e iniziative che contribuissero a far progredire il vivere civile e le nostre comunità.

Giorgio Napolitano in un intenso e sentito messaggio ha rappresentato il suo legame di amicizia e di vicinanza politica  e umana con Carlo Fermariello  con un appello finale ai giovani affinchè ne raccolgano

“il magnifico testimone che Carlo  Vi ha trasmesso”

 

 

Incidenti stradali “Dati ISTAT e Idee per ridurli”

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Incidenti stradali   “Dati ISTAT e Idee per ridurli”                          

 

L’incidentalità stradale nella sua gravità (dati Istat primo semestre 2016)

Nel primo semestre del 2016 gli incidenti con lesioni a persone, sono stati 83.549. I morti entro il trentesimo giorno, sono stati 1.466, i feriti 118.349. In confronto ai dati dello stesso periodo dell’anno 2015, le stime mostrano una riduzione dello 0,8% dei sinistri con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite. Pur col netto calo della mortalità rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, il livello resta alto e non in linea con l’obiettivo europeo del 2020 (dimezzamento del numero di vittime). Nel primo semestre 2016 il numero di vittime sulle autostrade si riduce del 15% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per le strade urbane/extraurbane la diminuzione è invece compresa tra il 2 e il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per uso del cellulare alla guida e per eccesso di velocità sono cresciute rispettivamente del 25% e del 22%. (DATI ISTAT). A determinare gli incidenti sono: la distrazione del conducente, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza; la velocità troppo elevata: il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per i bambini; l’uso del cellulare nonché la guida sotto gli effetti dell’alcool o droghe.

 

Per ridurre gli incidenti

Le proposte di Fabio Bergamo, giunte alla Camera dei Deputati, grazie all’ On. Paolo Russo e l’On. Andrea Colletti, sono: lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop; l’indicatore di tenuta del margine destro per guidare vicino al margine destro della corsia per mantenere della distanza di sicurezza; l’indice di pericolosità stradale che con due livelli informa della gravità del pericolo (col primo si guiderà in base alle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze; il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso (il primo destinato alle auto ferme al semaforo, il secondo, più distante da esso, per le auto in movimento); il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h sulle strade a senso unico ed ha coniato il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” per i conducenti che hanno il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce; la validità giuridica del sorpasso a destra in autostrada per l’uso corretto delle tre corsie definendole per il loro uso (corsia di marcia normale o di primo superamento per la corsia di destra; corsia di primo sorpasso o di secondo superamento per la centrale; corsia di secondo sorpasso o di terzo superamento per quella di sinistra); nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti. Per la RC Auto ha pensato alla clausola per il “beneficio delle piccole riparazioni” atta alla revisione della carrozzeria per i conducenti virtuosi. Per i bambini ha realizzato l’album “Guido anch’io”; Ha proposto a Federauto, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un figlio per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.

Comunicato stampa

 

COSTA D’AMALFI – TRENT’ANNI DOPO LA MAREGGIATA, IL MARE ANCORA MOZZICA

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COSTA D’AMALFI – Quando ero bambino pensavo che tutti i nonni indossassero, sempre, un cappello da marinaio.

Cade in questi giorni il trentesimo anniversario della più grande mareggiata che si ricordi in costa d’Amalfi, un fenomeno che durò circa tre giorni dall’11 al 13 Gennaio del 1987.  Onde alte fino a 20 metri si infransero sulle scogliere della “Torricella” tra Maiori e Minori e lungo lo “Stradone”, all’ingresso di Amalfi, con un’energia del tutto inconsueta, spingendo il mare fino oltre la strada statale, alle soglie dell’abitato, in alcuni casi anche dentro.

A Minori il mare salì, sfacciato, fino a bagnare gli scalini della basilica. Sembrava volesse salire ancora per non fermarsi più. Fu un evento che, da allora, non si è mai più ripetuto.

Avevo quasi dodici anni nel 1987, la mattina dell’11 Gennaio era Domenica. La sera prima avevo sentito dire da mio nonno, a mio zio e mio padre, che bisognava andare a tirare in secca le barche. In quegli anni le barche dei pescatori venivano lasciate sulla spiaggia per tutto l’anno; quando si prevedeva che il mare potesse “salire” allora i pescatori si occupavano di sistemarle sul lungomare, a volte anche legandole agli alberi con delle funi spesse.

Il nonno aveva due barche: un gozzo che aveva chiamato “Nicoletta” come la sua prima figlia e una piccola barca in legno bianca con il bordo blu che chiamava “Morgan”. La “Morgan” era la barca con la quale sono andato a pesca decine di volte con mio padre, mentre la “Nicoletta” veniva utilizzata per la pesca notturna, nelle notti senza luna di Agosto, quando si usciva in cerca dei totani armati di alici saporite e della pietra di “carburo” per accendere la “cedilena”.

La sera del Sabato stava già montando il libeccio. Quando soffia nella stagione estiva, il libeccio è solo una brezza che viene dal mare alzando la temperatura e l’umidità, ma durante l’inverno non è un vento mite. Quando arriva il libeccio termina il gelo e il caldo improvviso ingrossa il mare. I pescatori sentono arrivare il libeccio come i rabdomanti si accorgono dell’acqua sotterranea, per questo quella sera tutti provarono a mettere le loro imbarcazioni al sicuro.

Mio nonno era un marinaio, anzi un navigatore (“naghiere”, così dicevano), comprendeva il mare e la forza dei venti, come dice la canzone di De Gregori: “andava a navigare” e “conosceva le città”. Si chiamava Andrea, in paese in molti ancora lo ricordano: aveva il viso piagato dalla brutalità del sole che gli aveva picchiato sulle guance per anni. Le mani sottili e la voce grave; me lo ricordo sulla spiaggia trascorrere ore intorno alla sua barca con una pazienza tanto disperata quando umile. Aspettare il nostro ritorno dalla pesca in piedi sulla sommità della spiaggia, sullo scivolo in cemento (la “scarpetta”). Recuperare svelto le “falanghe” per trascinare la barca a riva, strofinarle di grasso di vacca, quello che lui chiamava “il sivo”, per aiutare i tiratori nella salita. Me lo ricordo nel suo sgabuzzino tra il puzzo delle alici messe sotto sale nei recipienti di vetro, che lui chiamava “buccacci” e le lenze che maldestramente ingarbugliavamo. E lui meticolosamente districava.

Mi ricordo anche, vagamente ma me lo ricordo, di quando la gente gli chiedeva che tempo ci sarebbe stato il giorno dopo, se avesse piovuto o no, se il mare avesse schiumato rabbia o riposato docile. E che il nonno, se sentiva la brezza giusta e il cielo gli pareva perbene, rispondeva “questo è mare che non mozzica” (non morde).

Dopo qualche anno, qualcuno provò a dire che Andrea “il naghiere” in quei giorni disse che il mare non avrebbe mozzicato, forse qualcuno che non conosceva la forza del libeccio e l’anarchia delle acque. Ma non fu così. Il nonno non lo disse mai: non poteva.

Avevo quasi dodici anni nel 1987; la mattina dell’11 Gennaio era Domenica. Soffiava libeccio a burrasca, come oggi. Con mio fratello ed i miei cugini uscimmo a guardare la furia del mare salire lento fin a dove non era arrivato mai. Bagnare la piazza del paese trasportando, adagio con sé, tutto ciò che incontrava sul proprio cammino.

Mi ricordo che il nonno aveva tirato molto su la “Nicoletta” e la “Morgan”, stringendole strette ai grandi tronchi dei platani, con robusti nodi. Perché se lo sentiva, perché certamente quel libeccio non gli sembrava onesto. Da sotto il suo cappello di marinaio con il giro di cordino intrecciato, dritto sulla cima della “scarpetta”, spiò attento la più grande mareggiata mai vista in costa d’Amalfi. E forse ce l’aveva ancora negli occhi quando due anni dopo morì ed io smisi di pensare che tutti i nonni portassero, sempre sulla testa, un cappello da marinaio.

Perché da quel giorno non lo avrebbe più portato lui.

Il nonno e quei giorni di onde alte come palazzi, a noi piccoli, insegnarono che il mare va amato e compreso, nella sua pace così come nella sua assoluta ferocia.

Che spesso ci appare quieto, ma quando vuole, il mare ancora mozzica.

Christian De Iuliis – christiandeiuliis.it

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Costituito coordinamento dei Circoli Pd della Costa d’Amalfi, è Gianluca Mansi il rappresentante della nuova proposta politica.

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Rilanciare il territorio, valorizzare attraverso la sinergia e la collaborazione fattiva dei Circoli che rappresentano il Partito democratico nelle singole realtà locali la Costa d’Amalfi.
Ripartire quindi dai cittadini, farsi espressione di difficoltà e disagi ed esporsi quali promotori di programmazioni e iniziative in grado di stimolare e valorizzare l’intera Costa. Questo e molto altro ancora alla base della nuova proposta politica messa in essere dai segretari e militanti del Pd dei comuni da Vietri a Positano.
A rappresentare il coordinamento dei Circoli Pd della Costa d’Amalfi Gianluca Mansi, segretario cittadino del Pd Ravello. “È necessario puntare sulla centralità della nostra Costiera, valorizzarla ulteriormente e renderla sempre più accogliente e competitiva. Il nostro impegno punterà soprattutto a questo – ha commentato il coordinatore dell’intesa Gianluca Mansi -. È ormai opportuno e di fondamentale importanza programmare, strutturare e generare occasioni periodiche di confronto in grado di individuare le soluzioni appropriate alle criticità del territorio, in modo da migliorarne l’attrattività turistica e la qualità della vita dei residenti”.
Una nuova coesione pronta a dare risalto all’intera Costa d’Amalfi, con la necessità di valorizzare le espressioni territoriali del Pd e riaffermarne il ruolo politico nel più complessivo contesto della provincia di Salerno.

PESCA, CILENTO, CAPUTO (PD), STO CON I PESCATORI CHE DIFENDONO L’ECOSISTEMA MARINO. SOLLEVERO’ LA QUESTIONE A BRUXELLES

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Nicola CAPUTO at the AGRI Committee

 

“Sto con i pescatori di Montecorice e degli altri Comuni costieri del Cilento (Agropoli, Castellabate, San Mauro Cilento, Pollica, Casalvelino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro, Camerota, San Giovanni a Piro, Santa Marina, Ispani, Vibonati e Sapri) contro i cosiddetti “predatori del mare” che utilizzano tecniche e strumenti  incompatibili con l’ecosistema marino. – Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare europeo del Pd e membro della Commissione per la pesca (PECH). Secondo quanto denunciato dagli operatori marittimi cilentani in una petizione, – spiega Caputo – sarebbero presenti lungo la costa imbarcazioni MONOBARCA  professionali dotate di ECO SONDAR e di tecnologia sofisticata di osservazione del pescato, che aumentano a dismisura la capacità di cattura e lo sforzo di pesca rappresentato da tonnellate di piccolo pelagico. Tutto  ciò accade in un aera marina protetta dove è centrale la sostenibilità delle risorse ittiche e quindi la tutela del territorio, con evidenti riscontri negativi economici in un settore che già versa in grave crisi. Attiverò – conclude l’europarlamentare – tutte le procedure possibili per sollevare la questione in Parlamento Europeo e mettere fine a questa pratica lesiva dell’ecosistema e del lavoro di tantissimi operatori del settore e pescatori locali”.

Cilento, Paesia amarcord

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Filosofie di vita, ricordi,cibi, i paesi cilentani per un giorno si traformavano in set, finivano sotto i riflettori di Telecolore Salerno, Paesia, una tv che raccontava belle storie,
fu una fortunatissima serie di Telecore, ha raccontato per decenni la vita dei paesi del Cilento e dell’intera Provincia di Salerno, uno staff, quello di Paesia, molto affiatato, i conduttori, Giacomo Giuliano e Guido Cairone con l’operatore Carmine Marano.
Ora viene riposto un filmato, il primo di una serie, su Facebook, un amarcord, nostalgico, quella puntata di Paesia girata ad Ottati, postata ieri,
una sfilata di donne vicino al camino cariche di anni e  ricordi,  Paesia, aveva un grande seguito di pubblico, in fiore all’occhiello di Telecolore Salerno.   Giovanni Farzati

Sorrento, pedoni costretti a “nuotare” in Corso Italia – FOTO

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Il maltempo che si sta abbattendo incessantemente in queste ore in Campania sta creando molti problemi, di vario tipo. La Penisola Sorrentina non ne è esente. Lo dimostrano queste foto che vi proponiamo: una situazione davanti alla quale ci siamo trovati e che non ci fa sorridere. 

Ci troviamo a Sorrento, lungo il Corso Italia. Come abbiamo più volte riferito, qui si stanno completando dei lavori di metanizzazione che dovrebbero terminare per l’inizio di febbraio. Quello che abbiamo riscontrato poco fa è che si sta venendo a creare una situazione di forte disagio scaturita dal fatto che, proprio in prossimità dei cantieri stradali messi su in strada, in alcune parti del marciapiede sia praticamente impossibile passare se non inzuppandosi fin quasi alla caviglia.

Una cosa non estremamente piacevole. Oltretutto, stando alle voci che ci giungono, i lavori stessi pare non siano ancora iniziati, nonostante la data di inizio fosse prevista per il 9 gennaio scorso.  I cantieri sono stati riaperti, ma sul Corso Italia ancora non sembra siano iniziati effettivamente le attività.

Soltanto nella giornata di venerdì scorso si era venuto a creare un guasto ad una tubatura e gran parte della città era rimasta a secco d’acqua (Clicca qui per leggere l’articolo completo).

Ricordiamo che, per consentire l’esecuzione più rapida e agevole dei lavori, il comandante della Polizia Municipale di Sorrento, Antonio Marcia, ha emanato due particolari dispositivi di traffico, ed uno dei due provvedimenti riguarda proprio il Corso Italia, nel tratto compreso piazza Tasso e l’ingresso di Villa Fiorentino. In questo tratto di strada, infatti, è scattata la chiusura al traffico veicolare per l’intero arco delle ventiquattrore. L’ordinanza, ricordiamo, sarà in vigore fino al 10 febbraio e poi dal 15 febbraio al 7 aprile. I 5 giorni di “tregua” sono stati stabiliti per consentire le celebrazioni per i festeggiamenti in onore del patrono di Sorrento, Sant’Antonino, che ricorrono il 14 febbraio.

 

 

Napoli -Pescara Previsto l’arrivo di Maradona a inizio gara

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              Rabbia Sarri

           Marek avvicina Diego

E’ la Storia che sta per sfiorarti e se ne avverte il calore nell’Evento, ch’è scaldato da quel fascio di luce: è il Calcio, nella sua abbagliante visione, nel tormento malinconico del ricordo, nell’estasi d’una città che, la noti, già vibra. «Venga, il suo posto è negli stadi, con il rispetto che si deve ad un teatro. Lui ha le chiavi del san Paolo, ne è il proprietario legittimo». E’ il giorno del Napoli, è il giorno di Diego, è la fusione d’un tempo che non passa mai, che resta inchiodato nella carne di chiunque abbia il calcio come un riferimento del proprio vissuto: è un istante, un’ora e mezza o chissà quanto, ma dà il senso dell’eternità, perché il Mito è impresso nelle pareti della memoria di questa città che torna ad essere sua, almeno per stavolta, e dinnanzi al quale Maurizio Sarri, elegantemente, s’inchina rispettosamente. «Scelga lui, ovviamente, se esserci o meno, ma sappi che – dovesse venire – ci offrirebbe un’emozione».

BRILLANO GLI OCCHI. C’è un momento per ogni umanissimo dettaglio, categoria nella quale finisce per scivolare – almeno per qualche battito di ciglia – questa sfida che invece ha in sé una serie di indicazioni utili per il futuro: ma quando a Castel Volturno compare Maradona, fascinazione e suggestione, sagoma e mistero, Maurizio Sarri, lascia che la scena resti per quella apparizione attraverso simbolismi dialettici che testimoniano (persino) la sua fede. «Il san Paolo gli appartiene, questo è il luogo per lui».

IN CAMPO. Però c’è (anche) Napoli-Pescara e sarà necessario, anzi indispensabile, evitare distrazioni, perché il campionato non fa sconti e la corsa verso la Champions ha passaggi obbligati anche attraverso sentieri che sembrano rassicuranti e che invece nascondono perfide trappole. «Io ripenso alla partita d’andata e all’Adriatico fummo messi in difficoltà da una squadra che ha poi ottenuto meno di quello che avrebbe meritato. E poi ho visto come si è comportato il Pescara contro altre formazioni di prestigio: l’ha fatto sempre palleggiando, e bene, e mostrando idee. Noi stiamo vivendo un buon momento, ma anche contro lo Spezia abbiamo espresso i pregi e qualche limite che evidentemente ci appartiene. Però siamo sostanzialmente giovani e c’è la possibilità concreta di aprire un lungo ciclo: chiaro che molto dipenderà dalla maturazione dei nostri talenti ed anche dalla longevità di chi invece ha qualche anno in più».

LA FAVOLA. Ma è percepibile anche altro, in quest’amosfera che sa di magìa: perché la Grande Bellezza, ciò ch’è stato mostrato nel girone d’andata, nelle notti di Champions, induce Napoli a perdersi in se stessa, incantata da quel calcio (verticale) che schiude orizzonti ai quali anche Sarri non oppone limiti: «A chi mi chiede se è lecito sognare, dico comunque comunque di sì. In termini numerici, saremmo la quinta forza, ma non vogliamo certo arrivare quinti; negli ottavi di Champions League potremmo essere definita la Cenerentola, ma non vogliamo fermarci qua; e pure in Coppa Italia ci sono avversari più forti, ma noi vorremmo arrivare alla finale di Roma per giocarcela». C’è la tentazione di osare ed il desiderio, l’ambizione di trascinare indietro le lancette del tempo, di riemergere in ciò che resta di quei favolosi anni ‘80: su la testa, Napoli, c’è l’essenza di Diego nell’aria.

 tre partite in otto giorni, circa ottantamila spettatori
complessivamente al san Paolo, per passare dalla Sampdoria, allo Spezia e infine al Pescara. Poi ci sarà una brevissima sosta, una settimana appena (gara a Milano, sabato prossimo), ma si ricomincerà in fretta: perché giorno 24, in notturna, si ricomincerà e stavolta sarà «doppietta»: la Fiorentina per gli ottavi di finale di Coppa Italia, poi il Palermo a seguire dopo cinque giorni. Erano in trentamila circa (per la precisione 29.870) contro la Sampdoria, e sfidarono il freddo; poi i 22.329 che hanno fatto altrettanto, con il gelo di martedì; oggi pomeriggio si dovrebbe andare avvicinare la soglia dei trentamila, con prezzi popolarissimi, ed un invito anche dal punto di vista economico ad esserci.

OUT. Non ci sarà invece Chiriches, uscito dall’elenco dei convocati dopo l’ultimo test a Castel Volturno, quello che ha sconsigliato di forzare: il posto del rumeno viene riservato al giovane Lasicki, che aggiunge un’altra panchina in serie A. In ritiro stavolta ne sono andati ventidue, per prepararsi concretamente ad una partita che non va affrontata con sufficienza, per non doversene poi pentire. Anzi, Sarri si aspetta da tutti l’esatto opposto in quanto ad approccio alla partita. Il campionato e il girone ricominciano e si deve fare sul serio.
C’è chiaramente Pavoletti, che ha debuttato (e bene) in Coppa Italia e spera di poterlo fare adesso anche in campionato in fondo è arrivato al Napoli per giocare e accumulare minuti positivi; e c’è di nuovo Albiol, che ha saltato la partita contro la Sampdoria, per la squalifica rimediata con il giallo di Firenze.

Allenatore: Sarri.  napoli4-3-3
A disposizione: 1 Rafael, 22 Sepe, 11 Maggio,
19 Maksimovic, 95 Lasicki, 5 Allan, 42 Diawara, 30 Rog, 5 Giaccherini,
23 Gabbiadini, 32 Pavoletti.
Indisponibili: Chiriches, Koulibaly, Milik, El Kaddouri, Ghoulam. Squalificati: -. Diffidati: Koulibaly.
Allenatore: Oddo.  pescara3-5-1-1
A disp.: 1 Fiorillo, 12 Aldegani, 44 Fornasier, 23 Maloku,
25 Delli Carri, 96 Pompetti, 28 Mitrita, 30 Muric,
27 Pettinari, 20 Cerri. Indisp.: Manaj, Campagnaro, Gyomber, Zuparic, Zampano, Brugman, Vitturini, Pepe, Bahebeck. Squal.: Biraghi. Diff.: Caprari.
NAPOLI stadio San Paolo, ore 15
Arbitro: Gavillucci di Latina. Arbitri d’area: Massa e Abisso. Guardalinee: Marrazzo e De Meo.
Quarto uomo: Costanzo. Prezzi: 35, 25, 15, 10 euro. Tv: Sky Calcio 2 e Premium Sport 2.

Maradona  a 115 centri,Hamsik dieci più indietro. Ma può entrare nella storia Gol azzurri 

Marek inquadra l’obiettivo: Maradona ormai è nel mirino, soltanto dieci gol più su. Vede Diego, ormai è sulla scia, comincia a distinguere la sagoma del più grande di tutti i tempi. Hamsik è a 105 gol in maglia azzurra, l’argentino recordman assoluto a 115, in mezzo c’è Sallustro, secondo con 107 reti. Passettino dopo passettino lo slovacco ci è arrivato con costanza riuscendo a mantenere in questi dieci anni azzurri una continuità realizzativa impressionante: con Sarri ha ritrovato lo splendore di un tempo, restituito al ruolo dove rende di più dopo i due anni di grande sofferenza da trequartista con Benitez. A Marek è tornato il sorriso, di nuovo al centro del gioco del Napoli, perfetto da mezzala sinistra, questa è la posizione preferita in campo dove riesce a ricamare calcio, toccare una miriade di palloni, lanciare in porta gli attaccanti e trovare anche gli spunti personali che gli consentono partendo da dietro di puntare dritto verso la porta avversaria. Primatista assoluto del 2016 per numero di passaggi riusciti (3278), nessuno come lui in serie A, secondo in Europa, dietro soltanto a Thiago Motta del Psg (3613). Il centrocampista ideale per il gioco di Sarri per la sua facilità di giocare senza palla e la qualità innata di smarcarsi: Marek è il vero faro del gioco azzurro, quello che cuce la manovra, partecipa alla fase offensiva e dà un grande contributo in termini difensivi. L’uomo che assicura equilibrio alla squadra e segna appena ha la possibilità di colpire: cinque reti in campionato e due pesantissime in Champions, la prima con il Benfica e soprattutto la seconda in Turchia contro il Besiktas, quella del pareggio. Turno di riposo in coppa Italia contro lo Spezia, la prima partita dell’anno nella quale non ha giocato neanche un minuto, per il resto sempre presente tra campionato e Champions League, 25 su 25. Uno stakanovista Marek, punto di riferimento anche della nazionale slovacca, ma soprattutto sempre più simbolo del Napoli. Adesso si entrerà sempre più nel vivo: il Pescara al San Paolo e poi tre partite in una settimana, il Milan al Meazza, la Fiorentina in coppa Italia e poi il Palermo ancora a Fuorigrotta a fine gennaio. Hamsik ha avuto un rendimento incredibile in questi primi quattro mesi e mezzo dopo la stagione super vissuta già l’anno scorso con Sarri: in estate ha firmato il rinnovo del contratto legandosi praticamente a vita con il club azzurro, fino al 2020. Una scelta di vita la sua, non ha mai ascoltato le sirene degli altri club, nè preso in considerazione le offerte economiche: lui si è legato alla maglia azzurra e sogna di vincere qui. Il Napoli è ancora impegnato su tre fronti: l’obiettivo in campionato è di confermare la presenza in Champions League, in Europa avrà l’opportunità di confrontarsi con i campioni del Real Madrid e in coppa Italia ci sarà nei quarti l’ostacolo Fiorentina. Cinque mesi da vivere tutti di un fiato, al primo posto gli obiettivi di squadra, quelli da raggiungere con il Napoli e poi quelli personali con la possibilità di entrare in maniera definitiva nella storia del club battendo il record stabilito da Maradona di bomber di tutti i tempi. Di gol ne mancano solo dieci.

fonte.corrieredellosport

Costiera Amalfitana: neve abbondante ad Agerola a Positano Nocelle isolata, ghiaccio in zona Ravello-Tramonti

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Dopo qualche giorno, forse uno solo in fin dei conti, di tregua dal gran freddo, la neve è tornata a fare capolino in Costiera Amalfitana. Dopo una settimana di freddo quasi siderale, questa domenica bisogna fare i conti nuovamente col gelo. L’avviso di allerta meteo della Protezione Civile della Regione Campania ha trovato, come di consueto, un riscontro effettivo. Non bastavano le piogge ed i temporali che stanno incessantemente abbattendosi su gran parte della Regione, ma ora ci si mette anche la neve.

D’altro canto la Protezione Civile aveva parlato di tempo instabile e freddo che potrebbe protrarsi per almeno 10 giorni a causa della spinta dell’alta pressione verso la Scandinavia. Ciò, ovviamente, favorirà l’arrivo d’aria fredda verso l’Europa e quindi l’italia.

E come la settimana scorsa si sono palesate i primi disagi in particolar modo alla viabilità. Le piogge e soprattutto le nevicate si stanno verificando anche a bassa quota, come previsto.

La Protezione Civile nelle sezioni di Amalfi fa sapere di come sia stata rilevata la temperatura di 0° nei pressi del Valico di Chiunzi, in discesa in direzione Cesarano. E’ in scena una nevicata forte in zona e si segnala la presenza di ghiaccio sulle carreggiate.  La strada risulta completamente imbiancata e si raccomanda la massima attenzione.

In zona Ravello-Tramonti, invece, viene segnalata la presenza di numerose lastre di ghiaccio, in particolare sulla SP1: viene sconsigliato vivamente il transito in zona “Passo”, il cui passaggio risulta molto pericoloso.

Nella zona di Amalfi non riscontrano grosse problematiche, ma le temperature si avvicinano allo 0, quindi prestare massima attenzione soprattutto per chi si muove con l’auto. Previste anche forti grandinate. Ad Agerola, invece, la neve sulle strade transitabili è alta ben 3-4 centimetri, quindi si necessitano le catene o gli pneumatici invernali. Si stanno attivando comunque i mezzi spalaneve. Prestare anche qui massima attenzione.

Ci arriva anche la segnalazione di disagi legati alle forti nevicate in zona Nocelle, a Positano la quale risulta molto difficile da raggiungere. Auto bloccate e case senza acqua i problemi segnalati,  l autobus arriva sino a Montepertuso

Agerola, finisce l’Odissea del senatore Milo: arriva l’assoluzione

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Finisce dopo quasi 7 anni l’Odissea del senatore di Agerola Antonio Milo, politico del gruppo Ala-Sc e membro della Commissione di Bilancio.

Il senatore era stato accusato nel 2010 di aver ottenuto il rimborso di alcune fatture per prestazione fisioterapiche in realtà, secondo l’accusa, mai ricevute. Una vicenda giudiziaria tortuosa e lunga che si è conclusa soltanto in questi giorni. Nella giornata di venerdì, 13 gennaio, è arrivata la parola fine: Milo, infatti, è stato assolto.

Mossa decisiva per arrivare alla verità, nella fattispecie, è stata quella della Procura di chiedere l’autorizzazione del Senato per utilizzare le intercettazioni telefoniche relative alla vicenda in questione, un’autorizzazione ottenuta poi nel luglio scorso.

Probabilmente è stata proprio questa la mossa che ha permesso di arrivare all’assoluzione del politico, il quale si è detto: “Molto felice che il Giudice per le indagini preliminari mi abbia assolto, perché il fatto non sussiste. Sono stato accusato in modo infamante di reati di falso e truffa e ora invece è arrivata l’assoluzione, tanto da ritenere di non dover neppure iniziare il processo. Il P.M. mi aveva mosso queste accuse sostenendo che avrei ottenuto il rimborso di alcune fatture per prestazioni fisioterapiche mai godute. La Procura poi, a luglio del 2016, ha chiesto ed ottenuto dal Senato anche l’autorizzazione ad usare le mie intercettazioni legate alla vicenda. Venerdì si è scritta la parola fine: non ho né truffato né falsificato alcunché”.

Per la precisione, l’inchiesta era incentrata sull’attività del centro fisioterapico di Casavatore, provincia di Napoli, “Fisiodomus”, il quale secondo i P.M. di Napoli aveva continuato la produzione di certificati e fatture riferite a prestazioni in realtà mai effettuate, visto che l’attività era ormai chiusa dal 2010.

Le indagini, però, hanno portato all’assoluzione del senatore Milo.

Presso l’Università di Salerno Corso di aggiornamento e perfezionamento professionale “Politiche di Pari Opportunità, Leadership femminile e Diversity management”

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Al via presso l’Università di Salerno il Corso di aggiornamento e perfezionamento professionale “Politiche di Pari Opportunità, Leadership femminile e Diversity management” (POLF&DM).

Il corso è promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici (DIPSUM) e progettato dall’Osservatorio Interdipartimentale per gli Studi di Genere e le Pari Opportunità (OGEPO) con il patrocinio del CUG.

  • È finalizzato a formare consulenti per ilwelfare aziendale e docenti per promuovere la cultura della parità, del contrasto a ogni forma di violenza e di discriminazione di genere nelle scuole di ogni ordine e grado. In particolare le figure professionali di: 1) Consulenti in materia di innovazione organizzativa e welfare aziendale secondo i principi e gli strumenti dell’approccio al Diversity Management presso organizzazioni pubbliche, private o del Terzo settore operanti nel territorio campano; 2) Personale amministrativo dell’Ateneo addetto alla progettazione e all’implementazione di azioni positive indirizzate a conciliare i tempi di vita e di lavoro anche attraverso la sperimentazione di appositi servizi e di modalità di lavoro agile (smart working); 3) Formatori nell’ambito scolastico per diffondere la cultura delle parti opportunità, nonché il contrasto a ogni forma di violenza di genere.

La scadenza del bando è l’8 febbraio 2017

 

Il corso si rivolge a neolaureate/i e laureate/i; ad operatori e operatrici di parità e inclusione; a dipendenti di Enti o Aziende pubbliche o private che fanno parte di organismi di parità o che intendano sviluppare competenze in tale settore; a specialisti di gestione risorse umane in aziende private o presso la P.A. che vogliano approfondire conoscenze legate al Diversity Management e alle Pari Opportunità; a formatori e liberi professionisti/e attivi che intendano valorizzare la diversità di genere come capitale strategico e operativo; a docenti degli Istituti Superiori, delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado e delle Scuole Primarie e dell’Infanzia, che considerano importante nella formazione scolastica l’educazione ai sentimenti e il superamento degli stereotipi e dei pregiudizi, con particolare riferimento a quelli di genere.

Il percorso formativo prevede fondamenti teorici di livello universitario, testimonianze di quanti lavorano all’interno di organizzazioni e attività pratiche di project work.  Il Corso comprenderà lezioni frontali interattiveseminari e laboratori presso le Pubbliche Amministrazioni e le Imprese, sui temi dell’organizzazione, del diritto del lavoro, della normativa fiscale, della cittadinanza attiva, del welfare aziendale e delle politiche di conciliazione. Il Corso si avvaler di una rete di collaborazione con imprese e associazioni, operanti sia a livello locale e nazionale, instaurando confronti con realtà comunitarie ed extracomunitarie. Nel programma del Corso viene dato ampio spazio alle tematiche di genere e alle questioni legate alla leadership femminile. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’acquisizione di capacità utili nella costruzione di reti di comunità attraverso il networking. L’obiettivo formativo, in particolare per le donne, è quello di imparare a riconoscere e valorizzare le proprie competenze e abilità per esprimere capacità di leadership inclusiva, diretta a migliorare – innovando – i contesti organizzativi in cui operano.

Direttrice del Corso è la prof.ssa Maria Rosaria Pelizzari (Dipartimento di Studi Umanistici), Delegata del Rettore per le Pari Opportunità e Direttrice dell’OGEPO (Osservatorio interdipartimentale per la diffusione degli Studi di Genere e la Cultura delle Pari Opportunità).

Il Comitato scientifico del Corso è costituito da:

  • ssa Maria Rosaria Pelizzari (Direttrice)
  • ssa Rosa Maria Grillo
  • Claudio Azzara
  • ssa Maria Rosaria Garofalo
  • ssa Ornella Malandrino
  • ssa Daniela Vellutino

 

requisiti generali di ammissione laurea di primo livello, diploma di laurea quadriennale, laurea specialistica, laurea magistrale

Per il personale UNISA

Il corso è valido come aggiornamento e perfezionamento professionale. Al personale amministrativo UNISA è destinato il 20% dei posti disponibili.

 

Al seguente link è possibile consultare e scaricare il Bando integrale del Corso, per conoscere nel dettaglio i requisiti di ammissione e le modalità di partecipazione:

http://web.unisa.it/amministrazione-trasparente/albo?file=001635465-UNSACLE-2def8904-eeb8-4882-9c55-d9dbb3cc057f-000.pdf

Per ulteriori informazioni telefonare, dal lunedì al giovedì ai seguenti numeri: 089 96 2340/4426/2424. Uno sportello informativo è aperto, negli stessi giorni e nelle stesse ore, presso la sede dell’OGEPO (DIPSUM-Edificio C, Piano III). Contatti: Dott. Antonio Elefante genderlab@unisa.it

La selezione avverrà sulla base dei requisiti di accesso e della valutazione dei titoli da parte di una Commissione esaminatrice.

Durata e periodo di svolgimento: Il Corso si svolgerà nel Secondo Semestre dell’AA. 2016-17. L’avvio è previsto a marzo 2017, chiusura entro luglio 2017.

Quota d’iscrizione: Il costo di partecipazione è di € 500,00. È prevista la possibilità di accedere a Borse di Studio totali o parziali che saranno bandite insieme agli Enti pubblici e privati collaboranti.

ENTI E SOGGETTI ESTERNI COLLABORANTI: AIV (Associazione Italiana di Valutazione); Associazione Le Nove. Studi e ricerche sociali; Camera di Commercio di Salerno; Confindustria Salerno; Fondazione di Comunità; Fondazione Valenzi; Consorzio Handy Care. Rete Solidale; Italia Lavoro; Comune di Salerno- Assessorato alle Pari Opportunità; Comune di Baronissi (SA); Comune di Fisciano (SA), Comune di Pellezzano (SA); Comune di Pontecagnano SA); Comune di Sarno (SA); Comune di Siano (SA); Associazione Cittadini Reattivi, Rete WISTER (Women for Intelligent and Smart TERritories); Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (per i soli Seminari).

Magrina Di Mauro

I luoghi di Maradona, dove sono rimasti solo i ricordi

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Il reportage Da Posillipo a Soccavo sulle tracce della sua Napoli

La casa a Posillipo dove Maradona ha abitato.L’abitazione Via Scipione Capece, qui ora c’è il padre dell’ex azzurro Ferrara

Il murale realizzato nel 1990 ai Quartieri Spagnoli e restaurato l’anno scorso.L’ottico che ha riempito le vetrine di foto di Maradona. In basso, il Centro Paradiso e il Virgilio

Le foto della pagina sono di Antonio Di Laurenzio

Diego da Ciro a Mergellina andava con tutta la famiglia. Sotto, l’altarino con il capello nel Bar Nilo ai Decumani

Diego non gioca più ma resta sempre Diego. Maradona e abbiamo detto tutto. Napoli brilla a intermittenza, come l’albero di un Natale che non vuole passare, ma ha spento molte delle luci che facevano brillare la stella del Pibe de Oro, venuto dalla fine del mondo, prima del Papa (absit iniuria), a miracol mostrare. Miracolo pallonaro, ma pur sempre miracolo che, quando non si affida al piede dell’uomo, sfrutta la mano di D10s. Dai rutilanti anni Ottanta, da quella pedata che sfidò il cielo, nel luglio 1984 in un San Paolo delirante a priori, alla primavera del 1991 che lo vide fuggire sconfitto di notte, tanti sancta sanctorum di Maradona, pubblici e privati, sono cambiati o sono spariti. Ventisei anni non sono una bazzecola. Hanno resistito di più le tracce della memoria, i palpiti del cuore, l’ansia per un sogno che ancora non si ripete. Da Posillipo a Soccavo, da Fuorigrotta ai Decumani, la ragnatela qua e là perde i fili. Centri sportivi, la casa, gli alberghi, i ristoranti, le strade percorse con la Ferrari, di notte (la notte era il suo liquido amniotico) quando la città non lo agguantava con un amore stordente, con la frenesia per un riscatto che avrebbe profumato di felicità. La lunga ombra del passato si è distesa sul presente con murales rigenerati, altarini profani, centinaia di foto che ripropongono le mirabolanti gesta, come in teatro di paladini e sarracini. Lo stadio, certo, il San Paolo, ma pure, all’estremo opposto della sua vita spericolata (altro che Blasco o Steve McQueen), Forcella con gli scatti di frequentazioni borderline. In mezzo e attorno, un itinerario con tappe capaci di tenere insieme quartieri alti e periferia, la bellezza e l’inferno, la luce e il vicolo. Ebbene, se partite dal Centro Paradiso (tanto nomine), in fondo a Soccavo, tra palazzine, orti e auto in perenne sosta, dove il Napoli si allenava, troverete un rudere chiuso dietro un cancello azzurro con una scritta eloquente: «Acab Fuck». I tempi cambiano, magari si incarogniscono e quel campo dove si preparavano vittorie e scudetti è da tempo un rudere, pura archeologia sportiva. Il calcio è del popolo, recita un adesivo recente attaccato al portone. Miele per le orecchie del popolo del calcio. Un’altra tappa è al Virgilio, centro sportivo di Gianni Improta, ex-azzurro. Qui Diego andava a tirare calci come un bambino. È a via Lucrezio Caro e rimane ancora un vessillo dell’era maradoniana. La città è piena di icone del santo laico al quale si sognava di poter baciare il piede, sinistro ovvio: è l’arte del calcio nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Fino a una decina di anni fa impazzavano, poi il tempo ne ha fatto intaccare qualche reliquia. Ma è solo vernice che si sgretola, il palinsesto dei sentimenti è intatto. Hanno chiuso dei luoghi dove Diego passava le notti brave e quelle galanti. Non c’è più La Sacrestia a via Orazio e nemmeno La Stangata a via Martucci, giù a Chiaia. Dove impazzava Il Sarago della convivialità azzurre, a piazza Sannazaro, adesso ci si mette in fila per la pizzeria 50 Kalò. Ora i ricordi imbanditi li custodisce e li apparecchia Ciro Fummo di Ciro a Mergellina. «È venuto qui tante volte e per molti anni» racconta. Con tutta la famiglia, ovviamente? «Spesso. Ed era un’adunata che cominciava dal 17 e arrivava al 20» spiega indicando quattro tavoli ora divisi, tra la cassa e il bancone. Gli piaceva la cucina napoletana? Cosa preferiva? «Mangiava tutto» sorride. «Anzi tutti mangiavano tutto e con abbondanza. Gli altri clienti in sala andavano in estasi. Foto, autografi, mentre i bambini della famiglia si rincorrevano tra i tavoli. Ero amico di tutta la squadra. Il tecnico Ottavio Bianchi il giovedì mi invitava a giocare qualche partitella di allenamento a Soccavo, con loro. Che tempi». Risalendo a Posillipo, dalla parte che affaccia su Mergellina si arriva alla casa dove Diego ha abitato: una palazzina su due livelli a via Scipione Capece. Al piano rialzato viveva Ciro Ferrara (ora troverete il padre del calciatore), sopra, in due appartamenti riuniti che coprivano tutto il piano, era accampato Diego con la famiglia allargata, un’allegra e numerosa brigata, dove i parenti si mescolavano agli amici, grazie alla grande ospitalità del campione argentino. Adesso, la casa è occupata dai proprietari. Non conserva memorie concrete degli anni del Pibe, del suo oro, forse qualche eco la percorre con il sibilo del pallone calciato per un’imprendibile punizione. Ma c’era un altro Paradiso, oltre il campo di Soccavo, che ha visto tra le proprie mura prodezze sebbene di genere differente da quelle da stadio. È l’hotel Paradiso, appunto, a via Catullo, qui, narrano le cronache, il gossip e la leggenda, Maradona amava intrattenersi, omaggiando inconsapevolmente il poeta latino, con le sue Lesbie: dammi mille baci e dopo cento e dopo altri mille. E non erano solo baci. Camerieri e receptionisti con diversi decenni di attività alle spalle conoscono aneddoti e segreti, ormai ben poco segreti, perché hanno fatto il giro del campo e il giro del mondo. Se si scende da Posillipo, buen retiro e base di partenza per le incursioni lontano dalla pazza folla, Maradona è più vivo e presente. Sebbene in effigie. La popolarità lo faceva marcare a uomo dai napoletani. Non poteva uscire dai luoghi protetti. Si può essere schiacciati dall’affetto eccessivo. Dopo il primo scudetto, nel maggio brillante del 1987, Diego fu praticamente ostaggio del tifo. Preda e predatore contemporaneamente, sebbene i trucchi per sfuggire agli agguati e alle paparazzate li conoscesse e li sperimentasse con astuzia. Chi gira tra i Quartieri Spagnoli e Spaccanapoli ha l’imbarazzo della scelta tra il murales e il capello. Il primo è sulla facciata di un palazzo di via De Deo. Fu realizzato da Mario Filardi dopo il secondo scudetto. Il tempo gli aveva aperto una finestrella sul volto e aveva reso opachi i colori. Un anno fa, con una colletta ispirata da Salvatore Iodice, è stato restaurato come un Caravaggio pop del XX secolo. Il capello, ormai tappa turistica obbligata dopo aver ammirato il Cristo Velato, è all’interno del Bar Nilo, dirimpetto al Corpo di Napoli. La sua storia è nota in tutto il mondo. E i giovani baristi, Nicola Russo e Gennaro D’Andolfo, possono solo aggiungere che «vengono a fotografarlo da ogni Paese. Dall’Argentina e dalla Spagna, soprattutto ma pure dall’Olanda, dove in un museo d’arte contemporanea c’è una copia».».Poco lontano, a Santa Maria La Nova,un altro santuario temporaneo per la divinità del Te Diegum. Ferdinando Sparnelli di Filottica ha tolto gli occhiali dalle vetrine e le ha tappezzate di immaginiin biancoenero di Maradona in azione. «Fanno parte della collezione d ifamiglia» racconta orgoglioso. «Un amico fotografo,dopo ogni partita, portava uno scatto a mio padre, tifoso accanito come me.Ho deciso di celebrare il mio mito. Le terrò esposte fino a lunedì».Ha anche una foto con l’autografo e da alcune buste ne tira fuori altre centinaia. «Niente San Carlo,non è facile,ma spero che Diego si ricordi della nostra passione e magari chieda di vedere il mio personale pantheon. Anche alle due di notte, se mi avvertono, correrò ad aprire il negozio, per lui». La speranza non muore mai. I luoghi passano,la memoria resta.

fonte:ilmattino

Ferlaino,Maradona grande calciatore -non lo giudico come uomo

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L’intervista all’ex presidente degli scudetti  Ferlaino che acquistò il campione non potrà essere al San Carlo

Per un attimo, l’impensabile è parso probabile. «Se incontrerò Maradona? Può darsi», apre uno spiraglio Corrado Ferlaino, lasciando intravedere l’abbraccio che avrebbe potuto scaldare un inverno lungo quindici anni. Invece neanche stavolta il presidente e il campione, l’ingegnere con la passione per le auto da corsa e per il pallone e il genio ribelle che consegnò il suo Napoli alla storia e alla gloria si incontreranno. Mentre uno arriva, l’altro fa le valigie. Sliding doors all’ombra del Vesuvio (nel senso del vulcano, ma anche del’albergo). Non è detto, però, che sia un caso. Insieme, Ferlaino e Maradona entrarono nella leggenda, ma tutto ciò che è venuto dopo è storia nota, fatta di reciproche e ripetute stilettate. «Acqua passata: nella mia mente sono rimasti solo i ricordi belli», assicura il presidente degli scudetti e delle coppe, che trentatré anni fa volle, fortissimamente volle, vestire d’azzurro il più grande calciatore di tutti i tempi.

Ingegnere, domani andrà al San Carlo? «No. Mi hanno invitato, ma oggi andrò a Innsbruck per la comunione di mio nipote Michele: mia figlia Francesca, che vive lì, ci tiene moltissimo. Lunedì mattina, poi, partirò per Firenze, dove martedì sarò premiato alla Hall of fame del calcio italiano».

Quindi non incontrerà Maradona? «Avrei voluto, ma non saprei quando: ieri sono andato allo spettacolo di Sal Da Vinci, mentre lunedì c’è la cena di gala a Firenze. Però ho intenzione di chiamarlo».

Quando vi siete visti l’ultima volta? «A Montevideo, una quindicina di anni fa: lui stava male, andai a trovarlo. Lo incontrai anche qualche anno dopo a Buenos Aires. Se in questi anni ci siamo sentiti? Qualche volta. Ma io non ho mantenuto rapporti con i calciatori: dopo aver lasciato il calcio, non ho sentito più quasi nessuno. Quando uno decide di chiudere non deve voltarsi indietro. Io, almeno, la vedo così».

Che idea s’è fatto di questo omaggio al San Carlo? «Visto col distacco del cittadino, è un’operazione commerciale. Ma se lo guardo con gli occhi del tifoso, da vero napoletano, dico che è una bella festa. Maradona ha rappresentato per questa città qualcosa di unico. Se anche il presidente oggi volesse spendere una fortuna per prendere Cristiano Ronaldo, non ci riuscirebbe. Accettando di venire a Napoli, invece, Diego ha fatto la fortuna del Napoli e anche la propria. Il suo carattere si sposava perfettamente con quello dei napoletani, questo era il posto ideale per lui. Era un grande giocatore ma bisognava gestirlo. E a Napoli lo abbiamo gestito bene».

Ogni volta che il Pibe rimette piede in città sembra che non sia mai uscito dal campo. Perché da trent’anni Napoli è immersa fino al cuore in questa passione? «E perché mai ci si dovrebbe liberare di un grande amore? Maradona è stato artefice di due scudetti, ha condotto la squadra alla vittoria della Coppa Uefa e di una Supercoppa. Ci ha dato gioie enormi».

C’è chi dice che non sappiamo guardare avanti. «Un uomo che pensa al futuro non può rinnegare il proprio passato. E comunque i napoletani amano Maradona non solo per i suoi enormi meriti sportivi, ma anche perché pur essendo argentino è rimasto napoletano. Certo, quando lo conobbi, nella sua villa di Barcellona, mai avrei pensato che trent’anni dopo sarebbe stato omaggiato al San Carlo. Anzi, le racconto un aneddoto: dopo aver firmato il contratto che lo legava al Napoli, mentre ero in albergo nell’attesa che un aereo privato mi portasse a Milano, dove la mattina seguente avrei dovuto depositare il contratto in Lega, ordinai un whisky on the rocks. Il barman me lo servì e, sorridendo, commentò: Vi abbiamo rifilato un bidone: avete pagato tredici miliardi e mezzo un calciatore grasso. Mi gelò al punto che nel bicchiere mi pareva ci fosse solo ghiaccio».

Prese una bella cantonata, il barman spagnolo. «Sì. All’inizio non andò benissimo, ma poi con il 3-1 in casa della Juve, dove non vincevamo mai, arrivò la svolta. La scalata allo scudetto cominciò da lì».

Lei ha dei nipoti ai quali è molto legato. Se dovesse scegliere tre aggettivi per spiegare loro chi era Diego, quali userebbe? «Parlerei della sua onestà sportiva, una dote che pochi giocatori hanno. E direi che, oltre ad essere eccezionale per tecnica e personalità, in campo era leale. Un vero innamorato del calcio».

E dell’uomo che cosa racconterebbe? «Non sta a me valutarlo: io giudico il calciatore. Quello che ha fatto come uomo sono fatti suoi».

Se lei mancherà, domani al San Carlo ci sarà Aurelio De Laurentiis. Che rapporto ha con il suo successore? «Ci siamo incontrati qualche volta a Capri, un paio di volte in treno. Si dedica molto al Napoli, forse un po’ meno alle sue attività cinematografiche. È in gamba».

Maradona ha riservato parole affilate anche a lui. «Diego è fatto così, ma bisogna amarlo per quello che ha dato al Napoli. Ricordo come se fosse oggi la festa nello spogliatoio alla fine della partita con la Fiorentina, quella che ci consegnò lo scudetto. Ho bevuto tanto di quello champagne che dopo trent’anni sono ancora ubriaco».

Quel prodigio si potrà ripetere? «Ce lo auguriamo tutti, ma non mi chieda previsioni. Società e squadra stanno facendo bene, facciamole lavorare in pace. Piuttosto, non vorrei che il clamore intorno all’arrivo di Maradona facesse dimenticare la cosa più importante: cioè, la partita che oggi il Napoli deve giocare col Pescara. All’andata ci hanno dato filo da torcere, non bisogna sottovalutarli».

Domani, dunque, non sarà al San Carlo. Ma se il prossimo 10 maggio si farà la festa al San Paolo per la cittadinanza onoraria a Maradona, lei ci sarà? «Se mi avvertiranno per tempo, volentieri».

fonte:ilmattino

Presto a Vico Master Show, la sfida è per tutti. Si cercano candidati per le perfomance

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Da un’idea di Ornella Ostieri e Carlo Alfaro, arriva a Vico Equense Master Show, lo show per chi ha voglia di un palcoscenico. E’ Ornella Ostieri, scrittrice di successo, attrice ed ex-modella, a spiegare l’iniziativa del nuovo talent targato Vico Equense: “Sai cantare, o forse ballare, o recitare, o mimare, fai ridere, sei un artista mancato o un talento incompreso o viceversa un attore con la A maiuscola o un performer affermato? Bene, allora, qualunque sia la tua attitudine, basta che ami l’arte e l’esibizione,  sei nel posto giusto, anzi nello Spazio. Spazio Vita ospiterà il primo contest di arti performative per professionisti ed amatoriali. Al momento stiamo vagliando le candidature per poi comunicare la data della puntata pilota”. “Master- Show- precisa Carlo Alfaro, medico e operatore culturale molto noto in Penisola- è un contest performativo aperto a tutti, in cui chiunque vorrà potrà esibirsi in ciò che preferisce. Canto, ballo, musica, recitazione, lettura di poesie o testi, danza del ventre, arte circense, giocoleria, mimo, sensitività, barzellette, imitazioni, sfilata di moda tutto quello che fa spettacolo…L’unico requisito? La passione per l’arte e lo spettacolo, e la voglia di mettersi in gioco. Tutti possono gareggiare: nessuna selezione, nessun limite, nessun costo”. In ognuna delle serate, che avranno una cadenza mensile, i performer in gara dovranno attenersi per la loro esibizione ad un tema dato, che saranno liberi di esprimere a loro gusto e giudizio. Tema della prima puntata: “I piaceri della vita”, che, precisa il dinamico patron del locale, Gennaro Fraddanno: “i candidati potranno interpretare con una perfomance a propria scelta: una lettura di un testo, l’interpretazione di un brano comico o drammatico, una canzone, una coreografia, un’imitazione, una barzelletta, qualsiasi cosa permetta loro di esprimersi e catturare un’emozione da condividere col pubblico”. Partecipare alla gara, per gli artisti di mestiere, può essere un modo di farsi conoscere in Costiera sorrentina, mettendosi sportivamente in gioco, per divertirsi ad esprimere la propria qualità in un clima amicale e accogliente; per i non professionisti, un modo di cimentarsi, sperimentarsi, sognare e giocare. Il vincitore sarà decretato dalla somma dei punti della giuria critica nelle persone di Carlo Alfaro e Gennaro Fraddanno, i quali accorderanno 5 punti a testa all’ artista o gruppo che meglio avrà inscenato il tema del mese, e della giuria popolare, composta dal pubblico del locale, che ha diritto a segnalare la propria preferenza accordando 1 punto all artista o gruppo preferito. In palio premi per il primo classificato ma anche per l’ultimo! Conduce la serata Ornella Ostieri. Per  candidarvi, scrivete una mail a:  ornellaostieri@inwind.it oppure carloalfaro@tiscali.it .

 

I BALLERINI DELLA LABORART DI GRAGNANO TRIONFANO AL VIBE USA 2017

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Laborart trionfa al VIBE (Vienna International Ballet Experience) USA 2017.  Gli allievi della scuola di danza e recitazione di Gragnano (Napoli) – ideata da Imma Cuoco, in collaborazione con l’insegnante Rosaria Cannavale – si sono distinti per la loro professionalità e per l’elevata qualità artistica tra più di 200 giovani ballerini provenienti da tutto il mondo. Miriam Rafone (16 anni) è arrivata terza nella categoria “Contemporaneo Junior” con “Insanity”, coreografia di Francesca Rapicano.  Le gemelle Annachiara e Federica Maresca (14 anni), si sono classificate terze nella categoria “Duo classico junior 1” con la variazione “Le fate”, aggiudicandosi anche una borsa di studio in Portogallo. A Raffaella Esposito (12 anni) è stata assegnata una borsa di studio in Canada. Corinne De Bock (18 anni) ha vinto il terzo posto “Cat senior contemporaneo” con una coreografia di Guy De Bock.

Tra i partecipanti della Laborart selezionati da Charlene Campbell Carey  (direttrice artistica di Vibe USA 2017) e dal Maestro Giuseppe Carbone (ex direttore della Scala di Milano), anche Daniele Esposito (15 anni), che ha ottenuto grandi apprezzamenti di pubblico e critica per la variazione danza classica “Grand Pas Classique” e l’assolo contemporaneo “Mamma ti scrivo dalla guerra”.

La seconda edizione di Vibe Vienna International Ballet Experience (che si è tenuta dal 10 al 14 gennaio, nella città di Missoula, Montana) ha riunito oltre 200 giovani ballerini più importanti di tutto il mondo, offrendo loro un’occasione unica ed irripetibile.

Il team del Vibe Vienna International Ballet Experience: Gregor Hatala (Presidente), Charlene Campbell Carey (direttrice USA) Karen Carreno (direttrice musicale) e Jenifer Kerber (amministratrice).

A decretare la tecnica e la competenza artistica dei partecipanti, la giuria composta dae Chan Hon Goh, Gharla Genn, Leslie Stevens, Ming Yan Davis, Andile Ndlovu, Rasta Thomas, Juliette Crump, Campbell Midgley, Roberto Munoz, Liu Bing, Lousie Plant SR., Carlton Wilborn, Guy De Bock, Maria Sascha Khan, Alex Atzewi.

Massa Lubrense Marina della Lobra, Balduccelli “Siamo noi i danneggiati, chiediamo 15 milioni di euro”

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Massa Lubrense. Questa mattina alle prese con la marcialonga seguita da Positanonews il sindaco Lorenzo Balduccelli non è preoccupato per la prossima causa del 26 gennaio a Torre Annunziata dove Gioacchino Gargiulo, per conto della società Marina della Lobra, ha chiesto 5 milioni di euro di danni per il project financing arenato dopo il ricorso al Tar Campania di Napoli di ambientalisti e associazioni locali, con la conferenza dei servizi che ha subito gia due rinvii. Il Comune si è difeso con gli avvocati Paolo Vosa e Gianvincenzo Esposito ha deposito una riconvenzionale, 15 milioni di euro. Nessun commento al proposito “Saranno i giudici a decidere, noi abbiamo rispettato la legge e le sentenze del Tar”

Giovani UNESCO a Napoli per rilanciare la cultura. Parte progetto Positanonews VIDEO

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Da Napoli, il Comitato Giovani CNI Unesco lancia un piano annuale di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale italiano. È questo l’obiettivo della Seconda Assemblea Nazionale di Unesco Giovani, che si svolge in città fino a domenica.  A seguire l’evento Positanonews, il primo giornale online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, riferimento anche del Cilento che, con la costa d’ Amalfi, è fra i territori beni dell UNESCO di rilievo in Campania  . Positanonews per l’ ANSO sta portando avanti un progetto di comunicazione per mettere in rete tutte le testate nazionali locali online per la valorizzazione dei beni UNESCO. A seguire l’evento le telecamere di Positanonews TV con Lucio Esposito e Sara Ciocio

A darsi appuntamento sono i 300 delegati under 35 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura che incontreranno istituzioni nazionali e internazionali per un confronto sul ruolo dei giovani nella salvaguardia del patrimonio nazionale.

Obiettivo del gruppo è fare un bilancio del lavoro svolto nel 2016 e lanciare in Italia la campagna internazionale #UNITE4HERITAGE, promossa dall’Unesco a Parigi, un hashtag che contribuirà, attraverso i social network, a creare una sensibilità diffusa sull’importanza di proteggere, tutti insieme, il patrimonio culturale dell’umanità.

“Si tratta – ha spiegato il presidente del Comitato Giovani CNI per l’Unesco, Parolo Petrocelli – di un’iniziativa globale che l’Unesco promuove per sensibilizzare i cittadini a tutelare i nostri patrimoni. Questo è già un tema centrale per il nostro Paese e su cui anche i giovani devono iniziare ad appassionarsi, a capire che nel loro quotidiano possono dare un contributo per far si che il nostro patrimonio sia di tutti e aperto a tutti”.

Unesco Piano Valorizzazione Cultura. Obiettivo: sensibilizzare i cittadini a tutelare i nostri patrimoni
L’iniziativa è stata accolta positivamente anche dal sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni: “Questa campagna – ha commentato – può essere un megafono per dare amplificazione a un tema importante: anche a seguito degli attacchi dell’Isis, penso a Palmira, bisogna riconoscere che in tutto il mondo il nostro patrimonio culturale e’ in pericolo. Occorre proteggerlo e valorizzarlo”.

Anche Alessandra Clemente, assessore ai Giovani del Comune di Napoli, ha scelto di portare i suoi saluti ai 300 delegati dell’Unesco Giovani: “L’idea che abbiamo lanciato a Napoli nel 2013 è stata quella di legare lo sviluppo e la crescita di questa città – ha detto – alla valorizzazione del suo capitale più importante, quello umano. Possiamo andare avanti solo grazie al contributo che ciascuno di noi da’ per il futuro di Napoli”.

Scuola si cambia , prova invalsi anche in inglese

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Roma. Esami più semplici, più valore al curriculum scolastico, più inglese. E più impegno per la scuola dell’infanzia. Approvati ieri in extremis in Consiglio dei ministri, i decreti attuativi sulla scuola arrivano ora in Parlamento e inizia l’iter per una nuova riforma dell’istruzione che andrà a completare il percorso avviato dalla legge 107. Le 9 deleghe previste dalla Buona Scuola, infatti, sarebbero scadute oggi e il lavoro svolto finora, tra tavoli al ministero dell’istruzione e dibattiti infuocati, sarebbe andato perduto. Così ieri la ministra all’istruzione Valeria Fedeli ha tenuto banco in Consiglio dei ministri, spingendo forte sull’acceleratore per non mandare all’aria il lavoro di mesi. Alla presenza del premier Gentiloni alla sua prima uscita dopo il ricovero, sono state approvate 8 deleghe su 9 lasciando fuori quella relativa alla revisione del Testo unico della scuola, che sarà affidata ad un disegno di legge specifico perché necessita di più tempo. I testi approvati riguardano la formazione iniziale e di accesso all’insegnamento, l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, la riforma del settore educativo da zero a sei anni, il diritto allo studio, la promozione della cultura umanistica, il riordino della normativa delle scuole italiane all’estero e la riforma della valutazione e degli Esami di Stato. L’esame di maturità viene semplificato con due sole prove scritte (invece di tre) più il colloquio orale. I test Invalsi non daranno punteggio ma l’esito sarà riportato nella documentazione allegata al diploma. Viene introdotta una prova Invalsi in Inglese sia al termine della scuola primaria, sia della secondaria di primo e secondo grado, per certificare le abilità di comprensione e uso della lingua inglese. E così, tra favorevoli e contrari, si apre ora l’iter legislativo che vedrà lavorare in prima linea le commissioni parlamentari. «Abbiamo scelto di salvaguardare le deleghe, la loro attuazione e il lavoro fatto finora avviandone l’iter di approvazione prima della loro scadenza prevista il 15 gennaio – dichiara il ministro Fedeli -. Oggi comincia un percorso, è un punto di partenza. Aver dato il primo via libera in Consiglio dei ministri non significa pensare che i testi siano chiusi: lavoreremo nelle Commissioni parlamentari, assicurando una forte partecipazione e presenza del ministero e del governo per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti. Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder in modo che i testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile». Ancora molto, quindi, c’è da fare e i testi giunti in Cdm non sono che il punto di partenza. Ma ieri è emerso chiaramente che la neo ministra Fedeli farà sentire la sua voce: la titolare di viale Trastevere infatti, nominata da poche settimane, è riuscita a dettare l’agenda dei lavori dando la sua impronta all’intera discussione. Non senza scontrarsi con i colleghi con cui non sono mancati confronti anche dai toni accesi: innanzitutto sul tema dell’educazione di genere che la ministra avrebbe voluto portare nelle classi da zero a sei anni. Quindi in nidi e materne. Incrociando il veto del titolare della Farnesina, Angelino Alfano. Dopo il duello con il ministro degli Esteri, la Fedeli ha posto il suo veto alla richiesta del ministro della giustizia Orlando di abolire le bocciature nella scuola elementare. Una novità non gradita alla ministra all’Istruzione. È invece scomparsa la possibilità, prevista nella delega sulla valutazione, di abolire alle scuole medie i voti numerici voluti nel 2008 dall’allora ministra Gelmini e sostituirli con le lettere: A, il massimo dei voti, B, C, D ed E. La norma è stata cancellata e, per le medie, resta solo la revisione dell’esame conclusivo del primo ciclo. Lorena Loiacono , Il Mattino

Successo a Sorrento per Giuseppe Santabarbara, la recensione del libro di Luisa Notino

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Grande riscontro a Sorrento, alla Libreria Tasso, il 9 gennaio, per la presentazione, condotta da Carlo Alfaro, del romanzo di Giuseppe Santabarbara, AL DI LA’ DEL VUOTO, edito da Brignoli (presente in sala anche l’editrice, la professoressa Imma Brignoli), con relatrice Luisa Maria Notino, letture a cura di Teresa Corcione, Silvana Gargiulo, Elena Guarracino, comunicazione e immagini a cura di Michele De Angelis e Simona De La Feld. Commenta Alfaro: “Il libro è un noir dall’intenso afflato psicologico, scritto con grande maestria. Pur nella impietosa descrizione della desolazione e brutalità della società odierna, Giuseppe Santabarbara non rinuncia a trovare un messaggio di speranza, già a partire dal titolo, al di là del vuoto. Al di là del vuoto, qualcosa dovrà pur esserci…”. Riportiamo qui l’appassionata recensione del libro a cura di Luisa Maria Notino.“Un buon libro non si sceglie dalla copertina, ma dall’incipit” ammonisce Eco, che ha ribadito alla grande questo concetto scrivendo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” solo con incipit di romanzi. E per  “Al di la del vuoto” questa regola trova conferma perfetta: chi si approccia per la prima volta al romanzo, leggendo la prima pagina resta ammaliato da  impressioni sospese nel tempo e nello spazio. Questa vaghezza creata da una serie di immagini che l’autore ci pone davanti desta in noi una sana curiosità. Ed invece la scena e lo stile cambiano appena voltiamo pagina: qui Giuseppe Santabarbara subito ci pone in “media res”, cioè al centro della scena del crimine: un androne di un palazzo di via dei Condotti a Roma, l’ambiente medio-borghese della Capitale dove avviene una morte inaspettata quanto misteriosa. Qui tanti personaggi iniziano a fare capolino: dalla coppia di portieri napoletani alla misteriosa Valentina e alla dottoressa Righetti, l’investigatore che cercherà di dipanare il misterioso intreccio. Ognuno di essi ci viene descritto in primis nella sua dettagliata fisicità e in maniera velata, cioè attraverso la loro reazione alla scena, nella propria interiorità. La caratterizzazione dei personaggi è un punto forte del romanzo:  molto spazio viene dedicato alla loro descrizione introspettiva, ogni loro moto d’animo è approfondito e indagato. I personaggi sono tutti importanti e presentati a tutto tondo. La dottoressa Righetti, il Poirot della nostra storia, è una donna all’apice del  successo. Dotata di multiforme ingegno, impiega il suo tempo libero a coltivare  interessi che spaziano dalla musica classica, infatti sa suonare il pianoforte, al cinema, infatti si fa prestare dvd thriler dal portiere, a prova anche del fatto che ella è intrigata da ogni tipo di mistero. A lei contrapposta, Andreina, vittima della sua stessa interiorità, cupa e tumultuosa. Ella si è costruita un muro  di fredda razionalità per mascherare la sua introversione. Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia,  si sente un po’ vittima di quella realtà: l’infanzia vissuta in solitudine con le tate e il conflitto con la  carismatica  madre, donna di altissimo spessore culurale, imprenditrice, portano Andreina ad essere emotivamente instabile e tesa sempre ad un rapporto di amore a odio in primo luogo nei confronti della madre e poi verso i suoi partners. Valentina rappresenta ancora un altro topos: ella vive il rapporto con vittima Roberto Nitti tra amore e idolatria e si strugge per la sua morte cercando spasmodicamente di capire le ragioni dell’apparente disgrazia. Benchè gli attori principali del romanzo appartengano al gentil sesso, sono tratteggiati anche significattive figure maschili. Il commissario Paolo Giorgini è il più importante tra essi. Aiutante indispensabile della Righetti, non distingue il suo ruolo istituzionale dal sentimento che prova per la donna. Appartenente al passato di Andreina è il pittore Folco, ex fidanzato della donna e profondo conoscitore del suo animo. E poi vi è la vittima dalla cui morte si dipana la vicenda dai sordidi retroscena: Robero Nitti, stimato uiversitario e persona integerrima, convinto di poter riempire il vuoto di ideale della politica con idee di giustizia ed equità. Non voglio aggiungere altro sul plot se non dedicare un’ultima osservazione al titolo del romanzo: ’Al di la del vuoto’, che letteralmente richiama subito alla mente la caduta dal balcone dello sfortunato professore, ma leggendo il romanzo si capisce che il vuoto espresso nel titolo è la chiave per leggere l’intera struttura sociale descritta. Vuota è la politica a cui  Nitti si rapporta,  vuota è la vita di Valentina senza il suo amato, vuota è l’infanzia di Andreina senza l’affetto familiare. Invito i lettori  a cercare il vuoto di tutti i personaggi perchè è solo così, al di la della ben scritta storia, che si può onorare l’impegno che lo scrittore ha messo nel descriverci la nostra società che non conosce e riconosce altro che il vuoto”.

 

Ravello ancora in crescita Villa Rufolo. Record nel 2016

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Ravello, Costiera amalfitana Ancora record per Villa Rufolo dai dati inoltrati .Oltre 272mila visitatori paganti e un incasso di oltre 1,2 milioni di euro. Sono questi i numeri di Villa Rufolo che chiude il 2016 con un altro record. All’appello, dopo le cifre rese note dal Ministero per i Beni culturali, mancava solo la città della musica con il suo principale monumento che, seguendo il trend positivo che dura ormai da ben otto anni, ha chiuso ancora in costante rialzo il proprio bilancio sia in termini di fruizioni (visitatori paganti), che d’incasso.

«Per non correre rischi ci rifugiamo nel freddo e oggettivo rigore dei numeri: nell’anno di presa in carico del complesso monumentale da parte della Fondazione Ravello, i visitatori paganti erano 135.788 per un incasso di € 607.476; nel 2016 tutto viene raddoppiato a biglietto d’ingresso immutato: 272.138 paganti per un incasso di € 1.225.020» spiega il direttore del complesso monumentale, Secondo Amalfitano, che con una politica attenta di gestione del bene affiancata a una pianificazione strategica oculata e lungimirante, ha contribuito a rendere Villa Rufolo un autentico caso di studio.

Non a caso il Ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, nel luglio 2014 ebbe a dichiarare che Fondazione Ravello, nella gestione di Villa Rufolo e più in generale della politica culturale di Ravello, rappresentava un’eccellenza da implementare in tutta Italia e segnatamente al Sud.

Sorrento regina della Campania anche d’inverno: a gennaio successo di Gragnaniello e Chiara Covello si aspetta Irene Grandi e Alice

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Sorrento regina del turismo in Campania anche d’ inverno. Grandi eventi che proseguono per tutto gennaio gli appuntamenti con “M’Illumino d’inverno” , i nomi di altissimo livello e interesse per rendere appetibile la città del Tasso anche in pieno inverno puntando in pieno alla “destagionalizzazione” obiettivo dichiarato dell’amministrazione Cuomo e perseguito con successo dall’assessore al ramo Mario Gargiulo.

Chiara Civello, Irene Grandi, Alice, Enzo Gragnaniello e Ambrogio Sparagna, sono alcuni degli artisti che si esibiranno a Sorrento nell’ambito del cartellone M’Illumino d’inverno, promosso dall’assessorato agli Eventi.
Dopo l’esibizione di Ron, Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, del 5 gennaio scorso, gli appuntamenti proseguono il 12 e il 13 gennaio, alle ore 20, nella chiesa dell’Annunziata, con Sorrento Jazz. Il primo giorno si terrà il concerto Neapolis Mediterranea con il duo Marcello Vitale, chitarra battente e barocca e Fiorenza Calogero, voce e tamburi a cornice. L’indomani sarà la volta di Enzo Gragnaniello, accompagnato da Piero Gallo alla mandolina.
Sarà invece il teatro Tasso, con inizio alle ore 19, ad accogliere l’esibizione dopo il successo di  Chiara Civello (14 gennaio), Irene Grandi (20 gennaio), Alice (21 gennaio) e Ambrogio Sparagna (28 gennaio), nell’ambito della rassegna Sorrento Incontra, diretta da Mvula Sungani e patrocinata dalla Fondazione Lucio Dalla.
“Un calendario di appuntamenti che, anche per il mese di gennaio, dopo il successo raccolto in due mesi precedenti, accoglierà turisti e visitatori, oltre ad offrire ai residenti occasioni di incontro con la grande musica – commenta l’assessore Mario Gargiulo – Per tutti i concerti, come di consueto, l’ingresso è libero”. Su Positanonews.it nella sezione Eventi, dove abbiamo i migliori appuntamenti della Costiera amalfitana, Penisola Sorrentina e dintorni tutto sulle manifestazioni con aggiornamenti in tempo reale per un inverno alla grande a Sorrento.

Chiara Civello foto Gennaro Giglio

Su Positanonews TV e sulla pagina facebook di Positanonews foto e video

Fascicolo del fabbricato, come prevenire il rischio sismico.

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di Marco Caccaviello, ingegnere civile-ambientale

Uno strumento chiaro e semplice che indichi le caratteristiche strutturali e la storia dell’edificio, nello stesso tempo snellire l’iter burocratico ed  adoperarsi affinché coloro che abbiano  competenza e capacità possano esprimersi tecnicamente al meglio, onde evitare che future tragedie si verifichino. Visto le criticità del patrimonio immobiliare,un dispositivo indispensabile anche in penisola sorrentina.

Gli attuali e recenti tragici avvenimenti continuano a ricordarci che l’Italia è un paese ad alto rischio sismico.  Per ovviare a tale grave situazione nel 2003 furono definiti con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, i criteri di una nuova classificazione sismica nazionale, basati sulle probabilità che un territorio venga interessato in un certo arco di tempo (50 anni)da un evento che superi una determinata soglia  di intensità. Furono realizzate 4 zone o livelli di pericolosità, la prima comprende le aree maggiormente a rischio sismico, scendendo fino alla quarta che non dovrebbe rappresentare problemi. Tuttavia, a differenza di quanto succedeva in precedenza, si sono escluse purtroppo aree a rischio nullo.  Per quanto riguarda la Regione Campania sono stati individuati 129 comuni  ad elevata sismicità. Localizzate nelle zone appenniniche della provincia di Avellino, in particolare dell’Irpinia e del Matese, nelle provincie di Caserta e Benevento. Scendendo, verso le zone pianeggianti e rivierasche, incontriamo con una sismicità media 360 comuni localizzati nelle  provincie di Napoli,Caserta e Salerno. A Rischio basso, sono stati considerati i comuni lungo i litorale casertano,  della Costiera amalfitana e del basso Cilento. Capitolo a parte per il Comune di Napoli che è stato classificato con rischio sismico di livello 2 ,mentre i Comuni della penisola sorrentina sono classificati a livello di pericolosità sismica 3, ossia  a rischio basso che può essere soggetta a scuotimenti modesti. Con la classificazione sismica, del territorio nazionale, si sono introdotte normative tecniche specifiche per la realizzazione di strutture in aree geografiche caratterizzate dal medesimo rischio sismico. Ultimamente, proprio in seguito al continuo susseguirsi di eventi sismici, da parte di Enti istituzionali e Comuni si sta valutando la possibilità di ripristinare l’obbligatorietà per tutti gli edifici del così detto fascicolo del fabbricato. Tale strumento, oltre a monitorare lo stato di conservazione, è indispensabile per individuare le situazioni di rischio dei fabbricati. Affinché si possa programmare nel tempo interventi di ristrutturazione e manutenzione degli immobili e nello stesso tempo monitorare la qualità e lo stato di conservazione  del patrimonio edilizio italiano. Realizzato, per oltre il 60%, prima dell’entrata in vigore delle prime norme antisismiche nel 1974. Inoltre, anche gli edifici costruiti successivamente, pur essendo in regola rispetto alla legge vigente al momento della realizzazione, potrebbero non essere conformi all’ attuale normativa sismica

In effetti il fascicolo del fabbricato non è altro che  una documentazione contenente tutte le informazioni relative la situazione progettuale,strutturale, urbanistica, edilizia nonché impiantistica ed autorizzativa dell’immobile. Inoltre una sintesi di tali informazioni deve essere inserita in una scheda informatizzabile. Sia il fascicolo che la scheda di sintesi devono essere obbligatoriamente aggiornati in occasione di ogni modifica significativa apportata sia ad una parte che all’intero fabbricato. Non sono esclusi dai suddetti aggiornamenti lavori eseguiti sul fabbricato da enti erogatori di pubblici servizi, come energia elettrica, comunicazioni, acqua e gas.     Fondamentale  risulta inoltre conoscere l’ indice di efficienza composto da due parametri: indice documentale e indice tecnico, che associati al fascicolo rendono lo strumento facile da consultare e da aggiornare. –  L’indice documentale, oltre a misurare qualità e quantità di informazioni documentali in possesso del proprietario, fornisce indirettamente l’idoneità dell’immobile a svolgere le funzioni richieste, soprattutto quelle difficilmente verificabili. L’indice tecnico permette di valutare sia l’invecchiamento dell’edificio sia il suo stato di degrado e può essere visto come la misura della quantità di manutenzione effettuata sull’immobile. Il fascicolo del fabbricato viene conservato dal proprietario dell’immobile oppure dall’amministratore del fabbricato e deve rimanere a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti.

Spesso la differenza tra ciò che crolla e ciò che resiste è data dalle caratteristiche e dal diverso e disomogeneo comportamento dei terreni di fondazione e dalla loro capacità di non amplificare l’accelerazione sismica. Pertanto contrastare il rischio sismico potrebbe risultare prioritario  conoscere dettagliatamente  i terreni su cui poggiano gli edifici quindi avere una conoscenza geologica, da parte del tecnico, diventa indispensabile. A tale proposito sarebbe ultra modo utile  completare la cartografia geologica del territorio nazionale e gli studi di microzonazione sismica dei comuni italiani. Attraverso i quali è possibile individuare e caratterizzare le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilità.

Nonostante l’elevata sismicità del territorio italiano l’introduzione del fascicolo del fabbricato tuttavia stenta a decollare. Finora a livello nazionale ci sono stati diversi disegni di legge che però non hanno mai completato l’iter di approvazione parlamentare. Su tale materia l’Associazione Nazionale Costruttori Edili  ha ritenuto opportuno predisporre un quadro normativo riepilogativo delle normative regionali vigenti in tema di fascicolo del fabbricato.

Di recente il Presidente del Consiglio Nazione degli Ingegneri (CNI), Ing. Armando Zambrano ha evidenziato l’importanza di rendere obbligatorio il fascicolo del fabbricato sottolineando che “la conoscenza del livello di sicurezza di un edificio deve diventare  parte essenziale , della sua carta di identità. E’ assurdo constatare come in una compravendita di un immobile venga chiesto il certificato di classe energetica e non un documento che attesti l’adeguamento dello stesso alle norme antisismiche”. – 15 gennaio 2017  ing.Marco Caccavielloing.marcocaccaviello@gmail.com

Eventi

L’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia indice un concorso di idee per...

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