Sogno (ma forse no) di Luigi Pirandello al teatro La giostra

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PIRANDELLO AL TEATRO LA GIOSTRA. E IL “SOGNO” RACCONTA LA REALTA’. MA FORSE NO A Soccavo da venerdì 18 gennaio a domenica 20 la compagnia Caffè 900 di Frosinone mette in scena un classico Teatro La giostra – via dello Sport, 39 Soccavo – info: 349 218 7511 Anche un Pirandello in scena al teatro La giostra. Continua con la compagnia di Frosinone Caffè 900 la programmazione della “bomboniera” di Soccavo. In cartellone venerdì 18 e sabato 19 alle ore 21.00 e domenica 20 alle ore 18.00 un atto unico. “Sogno (ma forse no)” è interpretato da Francesca Reina e Flavio Fattinnanzi, per la regia di Francesco Mezzone, anche scenografo, l’assistenza tecnica e fotografia affidata a Marco Gualdini e con la direzione artistica e organizzativa di Patrizia Napoleone. Una giovane ed affascinante donna stanca del suo amante, si sente sta riavvicinando al precedente uomo, tornato ricchissimo dopo un allontanamento. Durante un sogno la ragazza vede l’amante ingelosito che la strangola tracciando sul collo un livido che sembra proprio una collana. Al risveglio la cameriera le porta una scatola inviata dal ricchissimo ex amante, che contiene proprio la collana da lei tanto desiderata. Viene a visitarla l’amante geloso che le racconta di essere contrariato perché avrebbe voluto farle una sorpresa regalandole la collana di perle ma che il gioielliere l’aveva già venduta a qualcun altro. La giovane fa finta di nulla e avvia un dialogo che sembra ripercorrere lo stesso tragitto del sogno (ma forse no). In questa commedia Pirandello è stato paragonato ad un pittore più che ad uno scrittore, per i suoi “sconfinamenti” espressionistici. Il sogno in Pirandello è stato più volte trattato. In “Nella realtà del sogno” o come nella novella postuma “Effetti di un sogno interrotto” o nel racconto “Tu ridi” solo per citare alcune situazioni, tipicamente pirandelliane, dove l’uomo proprio grazie al sogno, si trova davanti a se stesso e alle sue domande. Il sogno non è sempre quella condizione di fantasia, quel rifugio in cui ci sentiamo liberati dai fardelli della quotidianità. Sono zone di penombra quelle del sogno e dei sogni, dell’incerto, dell’ambiguo. Lo strumento tecnico nelle mani di Pirandello diventa un appuntito diamante con cui taglia a misura pezzi di specchio in cui si riflettono e prendono vita i personaggi. “Sogno (ma forse no)” si rivela modernissimo. E una parte dei dialoghi pure. Alla luce incerta di una candela, fuoriescono in rilievo tematiche attualissime come la solitudine e l’incomunicabilità all’interno di una coppia, fino alla violenza subita dalla donna, e al suo tentativo di spiegare all’uomo i segni della sua insofferenza. La rilettura è quasi cinematografica: suoni, luci, colori e musiche rendono l’atmosfera sospesa fra sensualità e thriller. Ma c’è anche tutta la rappresentazione di una umanità piccola, sofferente, indifesa rispetto ai colpi del destino, di Pirandello. Ufficio stampa Sabatino Di Maio