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SCUOLA 2013: indicazioni nazionali per il curricolo. Dubbi e verità
Quale nuovo scenario Quale nuovo Umanesimo di Anna Guarracino Primo Circolo DidatticoI miei dubbi di docente con un esperienza ultratrentennale, vissuta per lo piu in classe, a contatto diretto con gli alunni e con le loro famiglie, in una societa irrefrenabile che corre all impazzata verso un futuro alquanto incerto Vico Equense, 3 LUG Chi, come me, ha cercato nella bozza delle Indicazioni elementi strutturali di novita, soprattutto di ordine psico pedagogico, e rimasto profondamente deluso. Il documento ricalca pedissequamente le passate riforme della Scuola e, se non fosse per l accenno all unitarieta dei saperi poggiata sulla necessaria interdisciplinarieta, tesa a ridurre la frammentazione delle conoscenze praticata nel passato, e per il forte richiamo all innovazione tecnologica della didattica, per renderla piu consona alle esigenze formative degli utenti, riconosciuti finalmente nativi digitali a tutti gli effetti, potremmo dire tranquillamente che nulla e cambiato. Ovviamente ci sono alcuni riferimenti dovuti al cambiamento vorticoso della societa di questi ultimi anni e che, pertanto, non potevano essere presenti nelle precedenti riforme, come l esigenza di conformarsi sempre di piu al quadro di riferimento delle competenze europee; come il richiamo a valutare il grado di competenze raggiunte da ogni alunno a fine percorso scolastico, secondo criteri standard di qualita ricercati dall INVALSI per renderli comuni a tutte le scuole; come lo studio di piu lingue, dettato dalla presenza sullo stesso territorio di persone appartenenti a culture diverse e il ricorso alla tecnologia che diventa materia di studio e, nel contempo, assume la caratteristica dell elemento di unione tra le diverse discipline, dato che i suoi strumenti sono determinanti per l innovazione delle metodologie di insegnamento. Ribadisco: sono tutti aspetti imprescindibili dagli sviluppi attuali della nostra societa e pertanto sarebbe stato impossibile ignorarli.Quindi aspetti importanti ma non per questo trattati in modo esaustivo: anzi, a mio parere, si ravvisano, nell analisi riportata dalla Bozza, ancora omissioni, ambiguita e forti nodi di criticita. Ad esempio, al di la del proclama squisitamente politico, dove sta il vero Curricolo della Scuola, cioe quel documento di base che, pur abbandonando la logica della prescrittivita, dia riferimenti certi alla Scuola italiana Si cercano nella valutazione delle competenze standard di qualita comuni a tutte le scuole e poi si lasciano tutte le scuole senza un valido Documento Nazionale di riferimento, demandando tutta l azione formativa alla creativita e alla fantasia di queste ultime che sono costrette, loro malgrado, a inventarsi curricoli e progettazioni servendosi di operatori spesso poco qualificati, visto che negli anni passati la laurea in Pedagogia, in Psicologia e nelle Scienze Sociali oltre che quella in Ingegneria progettuale non era richiesta per l insegnamento nella scuola di base. Questo fa si che ancora nelle scuole si rischiera di trovarsi davanti a progetti mortificanti, come gia e avvenuto nel passato allorquando si e assistito al proliferare di stravaganti progetti che, pur trovando giustificazione nella logica aberrante della scuola che li aveva programmati e attuati, nulla avevano a che vedere con il discorso formativo dell istruzione e dell educazione degli alunni. Essi tante volte rispondevano solo alle aspettative degli adulti, vuoi perche venivano programmati tenendo conto delle competenze e o ambizioni degli operatori presenti a scuola in quel dato momento vuoi perche venivano ideati considerando i bisogni politici delle amministrazioni locali o addirittura le aspettative di alcuni genitori, prevaricanti. Quando si porra davvero fine a tutto questo strazio Bastano per questo le brevi e semplici indicazioni contenute nella bozza laddove e scritto: La scuola non puo interpretare questo compito come semplice risposta a un emergenza. Non e opportuno trasformare le sollecitazioni che le provengono da vari ambiti della societa in un moltiplicarsi di microprogetti che investono gli aspetti piu disparati della vita degli studenti Altro nodo evidente e quello determinato dalla voglia spasmodica, che traspare da ogni pagina di questa Bozza, di apertura della Scuola alle nuove realta territoriali, ai nuovi orizzonti sociali e culturali nonche ai nuovi saperi, a partire dalla stessa tecnologia. Mi chiedo: come si puo conciliare l ampliamento dell offerta formativa curricolare rispondente a questi nuovi bisogni aumento delle discipline di insegnamento con relative competenze con la riduzione dell organico e dell orario di insegnamento Nella bozza del Documento, nel profilo dello studente al termine del primo ciclo d istruzione, si fa riferimento, oltre alle competenze di base nelle discipline tradizionali, gia presenti nei curricoli della scuola, come quelle in Madrelingua, in Matematica, in Scienze e in Tecnologia nonche in Lingua straniera, anche a quelle nelle materie che io definisco dei nuovi tempi ovvero alle competenze in materia digitale, in arti sociali e civiche, in spirito di iniziativa e imprenditorialita, in consapevolezza ed espressione culturale. E mi chiedo: Puo la scuola, con i suoi orari ridotti, fronteggiare queste richieste E per l Inglese, basteranno i corsi di aggiornamento, per tutti quei docenti che ancora non si sono formati, visto che nel passato non era obbligatorio l insegnamento della Lingua e pertanto ai docenti non era richiesto una formazione in tal senso Solo agli ultimi concorsi i docenti sono stati chiamati ad abilitarsi per l insegnamento della Lingua Inglese, ma molti di loro stanno ancora tra la schiera dei precari, vista l esiguita delle assunzioni avutasi negli ultimi quindici anni . E che fine ha fatto il discorso epistemologico sulla conoscenza delle discipline che ha spinto tanti docenti ad approfondire la materia d insegnamento per specializzarsi e per meglio padroneggiarla E cambiata la Pedagogia e la Didattica, ossia quelle Scienze delle Educazione che nel passato avevano il compito di studiare i processi formativi per indirizzare l azione formativa della Societa oltre che della scuola E se tutto questo sara davvero praticabile, come si valuteranno le competenze di queste materie dei nuovi tempi Certamente non con i test dell Invalsi che sembrano andare in tutta altra direzione. Li, finora non ho mai trovato un solo item che potesse servire a valutare il pensiero divergente di un alunno: o si risponde nel modo richiesto o si sbaglia alternative non mi sembra che ce ne siano. Dunque che fare Bisognera indirizzare l azione didattica verso l acquisizione di competenze ben determinate, nella direzione INVALSI o indirizzare la proposta sui bisogni degli studenti, rispettando i loro stili cognitivi e i loro ritmi di apprendimento, proprio come richiesto nel paragrafo sulla Centralita della persona: i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. E, se si scegliera questa seconda opzione, come si valutera il soggetto creativo che, interpretando, con una sua logica personale, un argomento e un discorso, arrivera nella compilazione di un test o nella soluzione di una situazione problematica a dare riposte singolari, non previste dagli schemi pre strutturati, a risposte chiuse e a scelta multipla di verifica, come quelle dell INVALSI Infine, pur condividendo l interesse per la tecnologia, considerata fonte di informazione e di comunicazione , grande opportunita per la scuola e l attenzione riposta per i grandi problemi dell attuale condizione dell uomo planetario a cui la Bozza riserva ampio trattamento, mi meraviglia l assenza, quasi totale dell attenzione verso quei piccoli problemi che affliggono nella quotidianita la vita dei bambini di oggi, vale a dire: stili di vita inappropriati, mancanza di valori, consumismo sfrenato, iperstimolazioni sensoriali, cattiva alimentazione, educazione sessuale, ecc. Non e che questo ampliamento di orizzonti, a livello mondiale previsto nella Bozza, ci fara perdere di vista la realta di tutti i giorni che ci e disperatamente davanti gli occhi Insomma, la conoscenza del mondo avviene dopo la conoscenza di se ed e da qui che bisognerebbe partire, a mio avviso, ma io nel documento noto pochissimi accenni ai problemi reali e personali dei nostri utenti pur considerati ora a maggiore rischio di fragilita . Mi chiedo: Tra i redattori del documento almeno uno psicologo si e pronunciato E se si, perche ha lasciato che si invitassero i docenti della Scuola d Infanzia a iniziare i bambini alla pratica digitale anziche insistere sul racconto orale delle fiabe, che stimolandone l immaginazione, li avvierebbe alla conquista di un pensiero piu originale, come poi e specificamente richiesto per la Scuola Primaria, che di sicuro, per quanto se ne dica, ha meno tempo per gli insegnamenti informali Nel complesso, secondo me, il documento riflette, a mo di specchio, la confusione che stiamo vivendo in Italia: gli autori sembrano piu interessati alla situazione politica dell Europa che non a quella psico pedagogica della scuola reale del proprio paese e per questo, con proclami accattivanti, barcamenandosi tra le richieste europee da una parte e il rispetto delle istanze sancite dall autonomia scolastica dall altra, finiscono con il mantenersi sempre troppo sul vago, per non inimicarsi ne gli uni ne gli altri e, cosi facendo, dicono tanto per non dire niente e di fatti demandano il tutto alle Scuole. Dunque, a mio parere, puntando sulla liberta di insegnamento, sull autonomia funzionale e sulla professionalita dell organico, i nostri politici scaricano ancora una volta le loro responsabilita civili ed educative sulla scuola, sovraccaricandole oltre modo di funzioni e compiti che non le spettano del tutto, e trasformano improvvisamente i suoi operatori, ritenuti fino a poco tempo fa fannulloni , in colonne portanti del sistema scolastico nonche in tuttologi capaci di fronteggiare da soli, e in condizione di scarse risorse umane e materiali, la mole del lavoro da loro indicata e decantata.Sono chiamati in causa soprattutto i Dirigenti e i Docenti. Sono difatti i Docenti che guidati saggiamente dai Dirigenti, devono definire i curricoli, progettare il lavoro didattico, definire obiettivi e competenze, valutare, integrare e, in presenza di alunni affetti da fragilita o certificati DSA, stilare PDP e provvedere con gli opportuni strumenti compensativi. E che importa se in tali situazioni anche le ore di sostegno rischiano di essere ridotte L importante e che il bambino diversamente abile o in difficolta stia a scuola e non venga mandato via, nelle ore di assenza del sostegno; che venga sempre tenuto al centro dell attenzione, come ben precisa la Bozza, altrimenti l opinione pubblica potrebbe risentirsene. Egli deve sempre essere al centro della proposta educativa della scuola, a prescindere dalla numerosita dei compagni e dagli impegni di classe: e in questa scuola che deve crescere e apprendere con i compagni e con il docente che si ritrova; e qui che, trova, in assenza dell insegnante di sostegno, il docente di classe che, per sua fortuna, insegna tutto, e tutto sa fare, perche, nei ritagli di tempo, ha approfondito lo studio delle disabilita che ora non confonde piu con le diversita o peggio ancora, con le fragilita ; e qui che si risolvera il suo sacrosanto diritto allo studio, riconosciutogli dalla normativa vigente e penso tristemente all art 3 della nostra Carta Costituzionale . Agendo in questo modo, secondo il pensiero umano e costruttivo dei nostri esperti redattori della Bozza, i vantaggi formativi per lui e per i compagni di classe sono assicurati. Infatti, si risolvono, nello stesso tempo e in economia di interventi, piu problematiche: al bambino in difficolta viene riconosciuta la centralita del suo essere e nel contempo, si da la possibilita al suo docente di classe di promuovere azioni di socializzazione e di integrazione all interno dell aula in modo che gli alunni sperimentino la gioia della convivenza e del sovraffollamento e imparino a proiettarsi in una dimensione sociale piu ampia e piu complessa e cio foggera la loro futura essenza di cittadini italiani, o meglio di cittadini europei, anzi pardon del mondo, a dirla con le Indicazioni: La scuola raccoglie con successo una sfida universale, di apertura verso il mondo, di pratica dell uguaglianza nel riconoscimento delle differenze E cosi operando, siamo tutti d accordo per il nuovo Umanesimo Ottimi ideali, belle parole, bei proclami, ma lo spirito di fondo e sempre lo stesso: Armiamoci e partite