Sorrento, ennesima svolta nella vicenda immobiliare del “Vallone dei Mulini"

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Sorrento, ennesima svolta nella vicenda immobiliare del “Vallone dei Mulini”; tra diritto di prelazione, esercizio dell’usucapione ed inchiesta della magistratura sui soldi spesi negli anni per la pulizia.

Antonetti (Idv) “E’ da tre mesi che attendiamo la documentazione per esercitare l’azione popolare di usucapione; il sindaco si renda conto dell’importanza dell’iniziativa e solleciti gli uffici competenti”.

Continua a tenere banco la vicenda immobiliare del “Vallone dei Mulini”, serio grattacapo per l’amministrazione comunale, già in difficoltà negli ultimi tempi per altre questioni, da ultima la “grana” Info Point.

Sulla vicenda, infatti, sono ben 3 i fronti aperti dall’Italia dei Valori che, attraverso una nota dell’avvocato Giovanni Antonetti coordinatore del partito in penisola sorrentina, segnalò la vicenda già nel febbraio scorso: innanzitutto il diritto di prelazione, spettante alle Autorità Statali (tra cui il  comune), in merito alla cui esistenza il sindaco, con una nota datata 24 maggio, rispondendo ad una specifica richiesta proprio dell’Idv, l’ha ritenuta assorbita e definita, in virtù della comunicazione da parte del soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Napoli e Provincia, mentre, invece, si apprende recentemente che la questione non si è affatto conclusa, nel senso della non sussistenza della “prelazione storico/artistica” in capo all’Autorità Statale e ciò in ragione dell’applicazione al “Vallone dei Mulini” (dichiarato di interesse culturale particolarmente rilevante dal Ministero, ai sensi della legge 11 giugno 1922 n. 778 e ss. mm. ii., con decreto dell’8 novembre 1927) della norma di cui all’articolo 128) del D.Lgs 42/2004, titolato “Notifiche effettuate a norma della legislazione precedente”; si attendono, quindi, nuovi sviluppi in Consiglio Comunale e soprattutto risposte da parte del soprintendente Stefano Gizzi.

Più spinoso ed intricato, invece, è il secondo profilo relativo all’impegno di spesa comunale, accertato sinora per oltre 52mila solo negli anni 2011 e 2012, per pulire ed abbellire il vallone ed il mulino nel periodo natalizio, un bene privato poi acquistato, pochi mesi dopo, da una società in cui socio e legale rappresentate è un soggetto che è stato assessore comunale: in questo senso procedono le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Commissariato della Polizia di Stato di Sorrento, per accertare eventuali responsabilità in merito all’adozione delle determine comunali di spesa.

Ed infine, terzo ed ultimo profilo, sul quale forte è stato il pressing negli ultimi mesi dell’Idv sull’amministrazione comunale, riguarda il possibile esercizio dell’azione di usucapione che, nell’inerzia del comune che non sembra esserne interessato, può essere intentata da parte di ciascun cittadino iscritto nelle liste elettorali del comune di Sorrento, grazie all’istituto giuridico dell’azione popolare, disciplinata dall’articolo 50 dello Statuto Comunale.

“Indipendentemente da chi sia attualmente il proprietario, solo formalmente e sulla carta, del Vallone dei Mulini” afferma Antonettiè nostra convinzione che questo bene debba appartenere alla collettività e per questo siamo intenzionati a restituirlo ai cittadini attraverso l’azione popolare di usucapione; stiamo incontrando però delle difficoltà, ed è bene che tutti i cittadini ne siano a conoscenza, nel rilascio da parte degli uffici comunali della documentazione necessaria per lo studio della causa (atti amministrativi, determine, delibere di giunta, delibere di consiglio comunale, corrispondenza tra l’Ente Comunale e i vecchi proprietari dell’immobile degli ultimi 22 anni). E’ per questo” continua l’esponente dipietrista “che oggi ho protocollalo l’ennesimo sollecito, con contestuale diffida (IN ALLEGATO IL TESTO INTEGRALE), per ottenere questa documentazione; fino a pochi giorni fa, mi è stato anche risposto che i tempi per reperirla sono lunghi. Questo è assurdo! Non è concepibile addossare al cittadino, problemi organizzativi interni agli uffici della pubblica amministrazione, vista anche la delicatezza ed importanza della questione, nota alla cittadinanza tutta ed agli organi inquirenti. E’ per questo” conclude Antonettiche qualsiasi ulteriore colpevole ritardo nel rilascio, preclusivo e/ ostativo e/o dannoso nei confronti dei cittadini che eserciteranno l’azione popolare sarà addebitato, in sede di successivo giudizio, agli uffici e dirigenti responsabili