Piano di Sorrento Raffaele Russo a lezione di legalità alla Fienga a Meta sconcerto . NOTA

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Da Giovanni Prisco su Face Book ci segnala una notizia che riguarla la  Penisola sorrentina , l’ex sottosegretario di Stato Raffaele Russo, invitato a dare lezione ai nostri ragazzi presso la scuola media “Fienga” di Meta di Sorrento “E’ sconcertante – dice Prisco -, considerando quello che è successo a Russo in passato” al proposito ripropone un articolo di Repubblica

29 settembre 1994 — pagina 21 sezione: CRONACA 

NAPOLI – Ha taciuto per 14 anni. Era terrorizzato Raffaele Russo, già sottosegretario dc alle Poste. Aveva paura del suo capo Antonio Gava, temeva la vendetta della camorra. Ma adesso che la dittatura gavianea a Napoli è solo un ricordo, l’ ex delfino di don Antonio ha deciso di svuotare il cassetto dei ricordi: “Signori giudici, devo dirvi che il senatore Gava e Flaminio Piccoli furono i registi della trattativa per liberare Ciro Cirillo, il nostro assessore regionale, rapito dalle Br nell’ 81. E’ inutile continuare a tacere su questo”. Rinchiuso nel carcere di Poggioreale, il braccio destro del leader doroteo si è deciso a parlare. Un passo fondamentale per l’ inchiesta su Gava, la camorra e il patto di “mutua assistenza” nato sulle ceneri del caso Cirillo. E’ la prima confessione di un protagonista ‘ diretto’ di quella torbida vicenda: Russo era l’ ombra di Gava. Ma il suo non è l’ unico sconcertante retroscena sul binomio clan-politica: l’ ex senatore dc Vincenzo Meo, anche lui in carcere, incontrò Carmine Alfieri quando il boss era latitante. Meo, però, la racconta così: “Fui sequestrato e portato davanti a lui”. Pallido, magrissimo, Russo racconta: “Il denaro del riscatto per Cirillo fu raccolto in parte a Roma, attraverso Gava e Piccoli e tramite la Seat, società di telefonia del gruppo Stet. Altri soldi arrivarono da una riunione di imprenditori a casa di Gava, sì quella riunione di cui parlano molti vostri pentiti ci fu, eccome”. “Il grande errore di Gava e del partito – sentenzia Russo – è stato quello di nascondere per anni la verità su Cirillo. I servizi segreti si attivarono in modo eccessivo. E fu un altro gravissimo sbaglio utilizzare personaggi come Francesco Patriarca (già senatore dc, ndr) e Giuliano Granata (il politico che incontrava in carcere Cutolo, ndr)”. La confessione dell’ ex parlamentare doroteo conferma in pieno le conclusioni dei giudici sul caso Cirillo. Gava diede a Russo l’ incarico di raccogliere i soldi per liberare l’ assessore, lui obbedì. Chiamò a raccolta gli imprenditori amici dello scudocrociato e mise da parte i miliardi del riscatto: “Certo che lo feci, non ci vidi nulla di male. Non accadde forse lo stesso per il sequestro di Guido De Martino?” Russo afferma ancora: “La Dc si attivò per liberare Cirillo, d’ intesa con tutte le forze politiche, in primo luogo il Pci napoletano. Si tentò di valutare le pretese dei terroristi, per verificare quali accettare senza minare l’ immagine delle istituzioni. Si susseguirono le riunioni, anche con l’ onorevole Geremicca, sulle questioni sociali sollevate dalle Br, e qualcosa si fece per andare incontro alle loro richieste”. Due mesi dopo il rapimento, continua l’ ex sottosegretario alle Poste, “i figli di Cirillo mi parlarono della trattativa economica in corso con i terroristi”. A sorpresa, nei giorni scorsi, Cirillo ha rotto il silenzio dichiarando al settimanale Noi: “I servizi intervennero in mio favore, ma ignoro il mandante. Gava e Enzo Scotti? Mai entrati nel carcere dei mafiosi”. Le dichiarazioni di Raffaele Russo non sono le uniche novità che arrivano dagli interrogatori dei big democristiani arrestati nel caso Gava. Anche don Antonio, tra mille reticenze, si è lasciato sfuggire qualcosa. Ha ammesso di conoscere Renato Raffone, un pericoloso camorrista di Castellammare di Stabia, la città dell’ ex ministro dell’ Interno. Solo che, ha aggiunto malizioso, “conobbi Raffone 20 anni fa, all’ epoca era solo un tipo pittoresco, lavorava al Comune”. E su Matteo Cinque, l’ ex questore di Palermo arrestato mesi fa per collusioni con la camorra, Gava ha affermato serafico: “Anche Cinque è di Castellammare, fu designato dall’ ex capo della polizia Vincenzo Parisi e dal dottor De Luca, il responsabile del personale della Polizia di Stato”. Infine il dc Meo. Incalzato dai giudici, ha ammesso: “Fu quasi un sequestro di persona: due energumeni mi condussero in una masseria. Lì c’ era Alfieri. Mi fece i complimenti, poi sostenne di sentirsi braccato dal capitano Pasquale Angelosanto. Mi chiese: ‘ Faccia qualcosa lei e il suo partito per fermare l’ attività investigativa di Angelosanto. E si ricordi che io ho sempre aiutato la Dc e ho sempre votato Dc’ “. – di GIOVANNI MARINO e OTTAVIO RAGONE. Nella foto il Giudice Carlo Alemi che condusse le indagini sul caso Cirillo

Nota della redazione

La mattina dell’8 giugno 2012 abbiamo incontrato il preside Antonio D’Alterio della Scuola Media Fienga che ha evidenziato come Russo abbia collaborato, anche facendo trovare finanziamenti alla provincia di Napoli, al Comune (non sappiamo se anche alla Regione Campania) e che lui personalmente non ha preso soldi. Russo ha dei nipoti a scuola e da questo è dovuto il suo interessamento e ciò non può travolgere il lavoro della scuola. Così è stato detto. E noi siamo andati ad ascoltare. Diciamo di più, noi non solo non vogliamo travolgere il lavoro della scuola, ma neanche dello stesso Russo, che speriamo di poter intervistare. La notizia è partita dai social network , face book e twitter, ed è finita anche su un sito telestreet arcobaleno, presideduto dalla omonima associazione tenuta da Adele Paturzo, diretta da Antonio Volpe, giornalista e cittadino della penisola sorrentina, che fra l’altro è anche egli stesso docente, andando ben oltre quanto abbiamo scritto noi. Ma la nostra non è una giustificazione, spieghiamo la genesi della notizia e il riportarla non solo è un diritto, ma un dovere della testata. Non stiamo qui a dire dei nostri trenta anni di professione, premi nazionali, anche per giornali scolastici fatti ad Amalfi premiati per la prima volta nella storia come i migliori d’Italia, e di progetti PON ne abbiamo fatto. Non abbiamo messo in discussione ne il progetto,ne la scuola , ne Russo. Abbiamo riportato una notizia. In chiusura abbiamo scoperto un bel blog tenuto dai ragazzi grazie alla insegnante Giovanna Iaccarino, con la quale mi dispiace essere venuto a discussioni. Devo dire che è un gran bel lavoro per cui a tutta la scuola media ho dato la mia ampia disponibilità a pubblicare tutto quanto loro facciano.

Michele Cinque