Praiano riflessioni dopo una meravigliosa festa: una chiesa troppo chiusa e bagni pubblici nel Centro Sub chiuso

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 Praiano, Costiera amalfitana. Ieri pomeriggio alla Praia la redazione di Positanonews ha raggiunto la Regata ad Amalfi parcheggiando l’auto e arrivando via mare con le veloci e comode barche de La Sibilla (che ringraziamo per la gentilezza, cortesia e professionalità). Al ritorno via terra, dopo una (prevedibile) odissea con la Sita che doveva partire dall’hotel Convento ex Cappuccini ma era un mistero conoscere gli orari esatti fra le corse di Agerola, quelle di Sorrento, autisti esasperati, corse saltate (quella delle 19,30 stando a quanto riferito da Emma ed altri sul posto, ndr), giunti stanchissimi a La Praia abbiamo notato una festa meravigliosa che ci ha incantato al punto tale da farci rimanere a cena da Armandino. Ma, ci siamo chiesti, perchè non farla conoscere questa festa nei dintorni? Da Positano, ma anche dalla penisola sorrentina, verrebbero in tanti per la gioia dei ristoranti con un’indotto che non sarebbe limitato alla sera stessa (chi vede La Praia ci torna sempre, è un posto incantevole). Ci siamo incamminati nella chiesetta che festeggiava la Madonna dell’Assunzione (festa rinviata per aspettare migliori condizioni atmosferiche) mentre le barche seguivano in processione la Statua illuminata dalla luna piena che era uno spettacolo. A far da contorno musicale la bravissima banda della Città di Minori. Insomma era un tripudio. La chiesetta è un vero e proprio gioiellino, una gemma nascosta, troppo nascosta. Qui ci fu una terribile alluvione nel marzo 1924 con morti, fra cui anche un parroco, don Michele. Dunque una tragedia storica. Si arriva nella chiesetta e si trovano le testimonianze dell’epoca, un pavimento miracolosamente integro dell’epoca e due statue, fra cui quella originaria della Madonna, recuperate dalle reti dei pescatori. Anche delle foto d’epoca. Insomma la chiesa potrebbe diventare un vero e proprio museo, forse una delle testimonianze più interessanti dell’intera costiera amalfitana. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare una custode Wanna Benvenuto, ma è la prima volta, in trent’anni, che la abbiamo trovata aperta. Peccato che non lo sia tutti i giorni e che non si allestisca sul posto un museo dell’alluvione.  Un’altro spazio, invece, doveva essere destinato a museo o a strutture pubbliche e sociali, se la nostra memoria non ci inganna, ma provvederemo a correggerci se non è così, lo abbiamo trovato occupato dal Centro Sub di Gaetano Milano. Ma era chiuso, e con esso anche i bagni pubblici che vi si trovavano.