Nel 2011 stangata fiscale sulle auto

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Da bolli e Rc Auto 9 miliardi di euro, il 17,5% in più in un anno 

 ROMA. Pochi se ne sono accorti, ma c’è stata una vera stangata sulle quattro ruote: nel 2011 le tasse sulle auto hanno portato nelle casse delle amministrazioni locali quasi 9 miliardi di euro. Le tasse automobilistiche sono aumentate del 14,9% e si sono attestate a quota 6,4 miliardi di euro, mentre l’imposta sulla Rc Auto ha dato un gettito di 2,3 miliardi, con un aumento sull’anno precedente del +17,5%.
 A fare i calcoli è la Banca d’Italia nella Relazione Annuale. Le entrate tributarie complessive delle amministrazioni locali sono aumentate del 4,9% e si sono attestate a quota 100,7 miliardi di euro; l’incremento delle imposte indirette e di quelle dirette è stato analogo (il gettito si è attestato rispettivamente a 68 e 32,7 miliardi di euro).
 Nel periodo di imposta 2011 sono aumentate le aliquote applicate sui principali tributi di competenza degli enti territoriali, dall’Irap all’addizionale Irpef. Bankitalia fa i conti nelle tasche degli enti locali nel loro complesso ed evidenzia che la riduzione dei trasferimenti da parte dell’amministrazione centrale si fa sentire soprattutto sugli investimenti. La spesa in conto capitale delle amministrazioni locali nel 2011 è infatti calata, escludendo le dismissioni immobiliari, del 12,3%.
 E c’è allarme su altri pagamenti fiscali. Quattro aziende si cinque sono in ritardo sui versamenti fiscali effettuati con il modello F24 predisposto dall’agenzia delle Entrate. Questa la stima di Unimpresa sulla base delle informazioni raccolte nei giorni scorsi, dopo la scadenza del 16 maggio ultimo giorno utile per parecchi pagamenti fiscali, contributivi e previdenziali. Secondo l’analisi dell’associazione, l’81,3% delle micro, piccole e medie imprese associate non ha rispettato i termini di legge previsti per il versamento di tasse e contributi all’amministrazione finanziaria.
 E’ un trend in atto da tempo e in continuo peggioramento a causa dell’aggravarsi della crisi finanziaria internazionale che ha di fatto prosciugato le casse degli imprenditori. Il dato è in forte aumento rispetto alla rilevazione di aprile, quando la percentuale si era attestata al 76,5%. «Si supera il primo appuntamento e si punta a pagare subito dopo, appena la cassa lo consente, usufruendo del regime del ravvedimento oneroso, che consente di pagare con sanzioni lievi» spiega il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. Ma stavolta i ritardi sono in sensibile aumento.
 
 fonte:lacittadisalerno

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