Memories from Ravello Festival di Olga Chieffi

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Poche le gemme di purissima luce in questa edizione, tra cui risplendono i Canadian brass, l’orchestra del teatro San Carlo diretta da Marshall, Jan Garbarek e le percussioni dell’anima di Triloku Gurtu, l’omaggio di Francesco Nicolosi a Thalberg, il galà di Eleonora Abbagnato

 

Di Olga Chieffi

“Non sarebbe la musica una lingua perduta? Una lingua della quale abbiamo dimenticato il senso e serbata soltanto l’armonia? Non sarebbe una reminiscenza? Una memoria?La lingua di prima? E, forse, anche la lingua di dopo?”. Così scriveva nella sua estetica il d’Azeglio e memorie è il tema di questa 59° edizione del Ravello Festival il cui cartellone è stato allestito da Stefano Valanzuolo. Il nichilismo è  il processo storico che stiamo vivendo nel corso del quale i supremi valori tradizionali – Dio, la verità, il bene – perdono il valore e periscono. In assenza dell’universale, che si dimostra irraggiungibile, tutto si equivale e nulla vale, aprendo la porta all’indifferenza, male della nostra società, che porta all’incultura e all’assenza di critica e dialogo. Come salvarci dall’erosione del tempo e dell’indifferenza? Attraverso l’arte, la memoria, umanizzando le occasionali emozioni. Non v’è infatti “fenomeno”, ovvero “vissuto”, emozionale e non, che non sia tale perché è sentito come “mio”, proprio di un sé. Movendo le emozioni e ritrovandosi in esse, l’erosione del tempo scomparirà, i rapporti saranno nuovamente possibili, grazie alla differenza e al dialogo, che si risolverà in discorsi d’Amore, unico viatico valido per il futuro dell’ Umanità. Sono circa cinquanta gli eventi che verranno inaugurati il 23 giugno della Evergreen Symphony Orchestra di Taiwan. Non riconosciute compagini a Ravello ma formazioni provenienti da realtà geografiche e culturali poco frequentate , quali l’Orchestra Sinfonica di Shenzen, il 20 luglio, cui la direzione artistica ha commissionato un programma interamente wagneriano, in cui spiccano gli affascinanti “Wesendonck Lieder”. Un discorso a parte merita il progetto “The Kinshasa Symphony” (31 agosto), che segna il debutto in Italia della straordinaria Kimbanguist Symphony Orchestra, nata e cresciuta nel cuore dell’Africa più povera grazie al coraggio ed all’entusiasmo di un gruppo di appassionati, poi diventati musicisti veri e propri nel culto di Beethoven e Mozart. A sostenere il buon nome della musica italiana provvederanno l’Orchestra Rossini di Pesaro, già al centro del Rossini Opera Festival, protagonista di un Concerto all’Alba interamente a tema (10 – 11 agosto). Prima perla del cartellone sarà  l’Orchestra del Teatro di San Carlo, in scena il 7 luglio, affidata ad un direttore eclettico e molto amato come Wayne Marshall. Il concerto del San Carlo si muove in un territorio raffinato di confine tra classica e jazz, dando spazio a Ravel (La Valse) ed al rarissimo “Schiaccianoci” secondo Duke Ellington. Su questa stessa linea di contaminazione ritroviamo la proposta di Fabrizio Bosso, solista al fianco della Nuova Orchestra Scarlatti (30 giugno) in un corposo omaggio sinfonico a Nino Rota.Sempre a proposito di orchestre, il cartellone 2012 esibisce un altro evento top nella serata del 28 luglio. “The Artist”, film vincitore di cinque Oscar qualche mese fa, verrà proposto con la sonorizzazione dal vivo dell’Orchestra Italiana del Cinema; sul podio Ernst van Tiel, al pianoforte Ludovic Bource, compositore premiato con la statuetta. È una prima mondiale, costruita con la produzione francese, per la quale il regista e l’attrice protagonista del film potrebbero annunciare la propria presenza. Attesisima la tastiera di Martha Argerich, il 6 luglio, al fianco del violinista Geza Hosszu-Legochy in una serata di musica d’insieme persino un po’ informale, sospesa tra atmosfere tzigane e pathos romantico, quella Ramin Bahrami, il 13, alle prese con il suo Bach insieme all’ottima European Union Chamber Orchestra. Mentre il grande regalo del cartellone di Ravello saranno i Canadian Brass , il 26 agosto, un concerto impedibile, in cui si potranno ascoltare gli ottoni come non mai, un quintetto che riesce a far propri materiali musicali diversissimi fra loro, Bach, Gershwin, i Beatles, Mozart, Bizet, Rossini e altri autori di pagine classiche e operistiche, spingendosi anche nei territori del ragtime e del jazz. Con sempre pari  freschezza ed efficacia delle sue interpretazioni. La rassegna jazz vanta un incontro empatico, il 21 luglio, che vedrà protagonisti   Jan Garbarek ai sax tenore e le percussioni dell’anima di Triloku Gurtu., seguiti da Paolo Fresu e Ludovico Einaudi insieme per un connubio già collaudato, previsto per il tre agosto. Quindi, un altro duo originale: quello tra Gino Paoli e Danilo Rea (17 agosto): è in questa serata che il Festival, assecondando una tradizione recente, renderà omaggio alla canzone napoletana. Altro omaggio è quello che Peppe Servillo regalerà ai cultori di Adriano Celentano: “Memorie di Adriano”, si chiama lo spettacolo (9 agosto) che coinvolge un manipolo di grandi jazzisti (Marcotulli, Girotto, Bosso, Di Castri), Ron si racconterà in un progetto esclusivo, toccando affettuosamente anche i grandi successi di Lucio Dalla (12 agosto). Infine Elio, in inconsueta veste cameristica con Roberto Prosseda complice al pianoforte (1 settembre). La danza saluta  la presenza di  Eleonora Abbagnato: il gala che la vedrà protagonista, il 4 agosto, darà spazio alla musica di Vasco Rossi e di Mozart, mettendo in scena coreografie classiche e contemporanee. Il 18 agosto, invece, Ravello ritroverà le star del leggendario New York City Ballet, per un tributo a George Balanchine, tra i padri nobili della compagine americana. Sarebbero ancora molti gli spettacoli da citare: dal divertente omaggio musical-cinematografico a James Bond (5 agosto), per i 50 anni dalla uscita del primo film dell’agente segreto, al ritorno di un gruppo unico al mondo, Le Mystere des Voix Bulgares (24 agosto). Si riduce un po’ lo spazio per la musica da camera, del duo formato da Bruno Canino e Vittorio Ceccanti, di quello che unisce Domenico Nordio ad Andrea Bacchetti,  né l’omaggio a Thalberg, nel bicentenario della nascita. La sezione del Festival dedicata alle Arti Visive si apre alla presenza di Igor Mitoraj, che aggiungerà una selezione di suoi quadri alle sculture già presenti nelle strade e nelle piazze di Ravello. Video Medium Intermedium, invece, è il titolo della mostra di video d’artista degli anni Settanta curata da Bice Curiger perla Biennaledi Venezia ed in esposizione, in Villa Rufolo. Molti anche gli eventi di parola: quelli di argomento scientifico saranno curati da Luigi Amodio per Città della Scienza e comprenderanno anche un appuntamento conla FondazioneUmbertoVeronesi, al cui fianco si è voluta schierare, con finalità sociali,la FondazioneRavello.Sono poi attesi a Ravello il filosofo Giulio Giorello, il giornalista melomane Alberto Mattioli, l’ex campione del mondo Paolo Rossi (al secolo Pablito), l’archeostar Valerio Massimo Manfredi.