Via alla conta dei danni Ora trema anche il sud

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La terra continua a tremare. Epicentro tra Novi e Rolo. Clini: ’15 anni per sicurezza del suolo’

Il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani ha annunciato che “il presidente Napolitano farà visita giovedì 7 giugno ai territori terremotati”. Errani aveva preannunciato, uscendo dal Quirinale, “una bella notizia”.

Torna a tremare, con una certa intensità, la terra nel modenese. Alle 16.58 è stata registrata una scossa di 4.0. L’epicentro è fra Novi (Modena) e Rolo (Reggio Emilia), ai margini della zona dove si sono registrati i danni più gravi del sisma di lunedì. La scossa è stata avvertita distintamente anche in altre aree. Bologna compresa.

Mentre si tenta il difficile ritorno alla normalità, parte la conta dei danni con sopralluoghi su abitazioni e stabilimenti industriali colpiti dal terremoto in Emilia.

Arrivano intanto le prime misure del Governo per l’emergenza sisma: tagli alla spending review, aumento di 2 cent delle accise sui carburanti, rinvio dei versamenti fiscali e dei mutui.

Diciassette le vittime di martedì scorso col ritrovamento, ieri, del cadavere dell’ultimo disperso. Le prossime 48/72 ore saranno decisive per valutare l’evoluzione delle condizioni di salute di Liviana, la donna di 65 anni estratta viva il 29 maggio dalle macerie della sua casa a Cavezzo. Liviana è ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Baggiovara.

E’ stata aperta un’inchiesta sui capannoni crollati mentre la terra continua a tremare: ventisette scosse nella notte scorsa, la più forte da 2.7.

Anche al sud alcune scosse di terremoto. Una di magnitudo 2.6 è stata registrata alle ore 13.03, al confine tra Basilicata e Calabria, nell’area del Pollino. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8,3 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni cosentini di Morano Calabro e San Basile e di quello potentino di Viggianello. Un’altra scossa di magnitudo 3 era stata registrata alle 5:16 al largo delle coste campane e lucane, nel golfo di Policastro. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma aveva avuto ipocentro a 8,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni salernitani di Ispani, San Giovanni a Piro e Sapri, e di quello potentino di Maratea.

PRESUNTO ‘BIG ONE’, FALSE VOCI E PAURA – C’é la paura e c’é chi, probabilmente, ci specula sopra. Nei campi degli sfollati, nei paesi dove il sisma ha fatto più male nei giorni scorsi, ma anche in quelli vicini, hanno cominciato a diffondersi voci incontrollate, già smentite e completamente infondate, forse ad opera di ‘sciacalli’, su un presunto ‘big one’, una nuova imminente, fortissima scossa. Moltissime sono state le telefonate e le richieste di informazioni giunte ai centri di protezione civile ed ai coordinamenti allestiti sul territorio dai Comuni. Tanto che la protezione civile è dovuta intervenire con una nota per precisare che “lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area. Forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonché magnitudo di futuri eventi é priva di ogni fondamento”. Forse un po’ troppe, però, sono state le richieste di chiarimento per dar tutta la colpa alla psicosi collettiva, peraltro amplificata anche dal web e dai social network che rende più agevole la diffusione delle leggende metropolitane. Qualcuno, infatti, assicura di aver visto persone che vanno in giro con megafoni, dicendo alla gente di abbandonare le proprie case per imminenti nuove scosse di terremoto. Oppure, indossando false pettorine, si presentano ‘porta a porta’ o telefonano, con lo stesso messaggio da comunicare. Diverse segnalazioni, in questo senso, sarebbero arrivate alla Questura di Modena. Il timore è che dietro questi veri e propri procurati allarmi non ci sia solamente l’azione di qualche mitomane, ma che possa essere addirittura una strategia funzionale allo sciacallaggio, che permetta cioé ai ladri di aver campo libero in case abbandonate. In ogni caso, tutte le istituzioni hanno ripetutamente fatto appello a tutti di non prenderle in considerazione. La procura di Bologna ha disposto degli accertamenti. “Non appena ricevute le relazioni – ha detto il procuratore aggiunto e portavoce della procura Valter Giovannini – sarà aperto come atto dovuto un fascicolo per procurato allarme contro ignoti”. Alcune leggende metropolitane si sono diffuse anche a proposito del progetto di creare un deposito di gas sotterraneo a Rivara, a pochi chilometri dall’epicentro del sisma. Un progetto fortemente osteggiato dalle istituzioni locali e sul quale questo terremoto metterà probabilmente la pietra tombale. In molti hanno accusato le trivellazioni, peraltro in progetto ma mai effettuate, come causa del sisma. “Non è stato fatto nulla – ha precisato anche il ministro dell’ambiente Corrado Clini – e tutto quello che viene raccontato, che l’evento sismico possa essere collegato a qualcosa del genere, è completamente assurdo”.

CEI STANZIA ALTRI 2 MLN EURO DA FONDI 8XMILLE – La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, dopo il primo stanziamento di un milione di euro, ha destinato all’emergenza terremoto in Emilia altri due milioni di euro, prelevandoli dai fondi per l’otto per mille. Mentre “l’Emilia Romagna continua a tremare, decine le vittime, case, industrie e chiese crollate, e le ferite si allargano nelle terre e nelle città vicine”, sottolinea la Presidenza della Cei, “si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti della popolazione”. “Tutte le comunità ecclesiali – aggiunge – sono coinvolte nella Colletta nazionale del prossimo 10 giugno”.

CLINI, 15 ANNI PER METTERE IN SICUREZZA SUOLO – “Ho cominciato a parlare di un piano nazionale per la sicurezza del territorio non appena mi sono insediato. Un piano che duri quello che deve durare ma almeno 15 anni”. Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, parla di quella che ritiene “una priorità, una grande infrastruttura per il nostro paese, e l’evento sismico di questi giorni ne ha richiamato la necessità”. Secondo il ministro il piano per la sicurezza del suolo potrebbe essere sostenuto sia con risorse pubbliche che con investimenti privati agevolati”.

MONTEZEMOLO, FAREMO ASTA PER FAMILIARI VITTIME

– “All’inizio della prossima settimana faremo una grande asta via internet a livello mondiale, mettendo in palio anche delle vetture, per aiutare i familiari delle vittime che per la maggior parte erano dei lavoratori”. Lo ha annunciato il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo a margine dell’assemblea di Bankitalia, precisando che in seguito al sisma “non ci sono problemi in Ferrari, ma ce ne sono tra diversi nostri fornitori, e sono comunque risolvibili”.

GIORGIO ARMANI, SERVE ANCORA MAGGIOR SICUREZZA – “E’ una situazione brutta, davvero brutta” dice Giorgio Armani, raggiunto a Pechino dalle notizie delle nuove scosse di terremoto in Emilia, e delle tragiche conseguenze per lavoratori e imprenditori di tante aziende. Armani non è solo uno stilista, ma anche un grande imprenditore a capo di un gruppo industriale (da 1,8 miliardi di euro di fatturato) con importanti strutture produttive in Emilia. “Quello che sta succedendo mi fa pensare ancora di più alla sicurezza, di cui ci occupiamo già molto. I miei capannoni di Modena devono essere a prova di terremoto, faremo ancora di più di quanto già facciamo in termini di attenzione alle strutture, controlliamo e controlleremo con il massimo rigore”.

SPI CGIL, 100MILA ANZIANI IN DIFFICOLTA’

– Sono più di 100mila le persone anziane in situazioni di disagio o difficoltà in seguito al sisma che ha colpito l’Emilia. Il conto è della Spi-Cgil. Si tratta del 13% del totale della popolazione over 65 anni presente nei 25 Comuni colpiti dal sisma.

Verso le popolazioni colpite dal terremoto ci sarà il “massimo impegno delle forze dello Stato e della più ampia solidarietà nazionale per un’efficace risposta a bisogni acuti di assistenza e a prospettive di rapida ricostruzione”. E’ quanto hanno convenuto Napolitano, Monti, Fini e Schifani nell’incontro di ieri al Quirinale.

UN TENTATO SUICIDIO E UN ABORTO TRA TERREMOTATI– Uno sfollato della tendopoli di San Carlo ha tentato il suicidio con il gas di scarico della sua auto, una donna di 38 anni abitante a Finale Emilia ha perso ieri il bambino che aspettava ed è in gravi condizioni. Sono due notizie di stampa che mostrano quanto sia difficile la vita del terremotato. Nel Bosco della Panfilia, comune di Sant’Agostino, quello che ha pagato il tributo più alto in vite umane per il sisma del 20 maggio, in tarda serata di ieri – riferisce ‘il Resto del Carlino’ nell’edizione di Ferrara – l’uomo poco più che cinquantenne è stato trovato da una pattuglia di agenti nell’abitacolo della sua auto che aveva collegato con un tubo al gas di scarico. Poco prima aveva mandato un sms alla moglie: “voglio farla finita”. La donna ha dato l’allarme e i poliziotti che stavano facendo un servizio anti-sciacalli lo hanno individuato e soccorso. I sanitari del 118 poi lo hanno trasportato all’ospedale Sant’Anna di Ferrara. Non sarebbe in pericolo di vita. L’altro dramma, quello di Martina, la 38enne che ha perso il bambino che attendeva, qualche chilometro più in là. La donna, originaria di Scortichino nel comune di Bondeno (Ferrara) ma da qualche anno abitante a Finale Emilia (Modena) con il compagno, era incinta di un paio di mesi. Dalla mattina del 20 maggio era molto turbata. Il padre ha riferito che il sisma lo aveva vissuto con ansia e terrore. Andava nella casa dei genitori a dormire perché si sentiva più sicura. Poi la scossa di martedì ha aggravato la situazione. La sera del 29 era andata anche al pronto soccorso perché non si sentiva bene, poi però era stata meglio e aveva cenato con i genitori in giardino. Ieri mattina è andata con il compagno a Finale per cambiarsi. Ma ha perso i sensi. E’ stata portata all’ospedale di Bagiovara. Il bambino non ce l’ha fatta. Lei è stata ricoverata in gravi condizioni in terapia intensiva.

GRILLI, SOSPESE FINO A 31/12 RATE MUTUI  – Il Consiglio dei ministri ieri ha deciso anche di “differire fino al 31 dicembre i termini processuali” e le “rate dei mutui bancari”. Lo ha annunciato il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli, nel corso del question time, ricordando che non si tratta di materia su cui sia possibile intervenire con decreto del Mef. I versamenti sospesi fino al 30 settembre, ha proseguito Grilli, riguardano “sostanzialmente tutti i contributi: Irpef, Ires, Iva, Irap, Addizionali Irpef regionali e comunali e Imu”.

BARROSO, PRONTI A AIUTI CONCRETI A ITALIA – L’Unione Europea e’ solidale ed e’ ”pronta a aiutare concretamente l’Italia a far fronte alle conseguenze di questa e precedenti catastrofi naturali”. Lo ha dichiarato in italiano il presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso.

CIALENTE, ACCISE? ALL’AQUILA DISSERO NO

– Il neo rieletto sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha fatto anche un paragone tra il governo Berlusconi e la sua azione sull’Aquila e il governo Monti e le mosse per questo nuovo sisma, “dopo quello che hanno combinato forse conviene a noi metterci sulla scia della loro ricostruzione”. “Il primo atto dopo di questo governo dopo l’emergenza – ha detto – è stato una tassa di scopo sotto forma di accisa. Noi lo chiedemmo il 7 aprile, ci fu detto che non c’era problema e oggi vediamo le conseguenze. Un’altra cosa è stata tirare fuori i comuni terremotati dal patto di stabilità”

fonte:ansa