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30/05/2012

TERREMOTO: NUOVA SCOSSA ALLE 8, ALTRE 70 NELLA NOTTE. 16 MORTI

 

ROMA - Una notte lunga e piena di ansia e paura quella appena trascorsa nelle tendopoli degli sfollati del terremoto che ieri colpito nuovamente l'Emilia. Decine di scosse, seppure non violente, hanno accompagnato e interrotto il sonno leggero delle migliaia di persone rimaste senza un tetto nel modenese, ma anche in provincia di Bologna e nel ferrarese, dove sono attendati gli sfollati del terremoto del 20 maggio. Fuori dalle tendopoli si continua a scavare per rimuovere le macerie, recuperare qualcosa, ma soprattutto per cercare il disperso nel crollo dell'Haemotronic di Medolla. Al momento la conta dei morti è ferma a 16 vittime, mentre i feriti sono centinaia tra cui 12 ricoverati in gravi condizioni all'ospedale Baggiovara di Modena. La popolazione dei Comuni di Mirandola, Medolla, Cavezzo, ma anche di Crevalcore e San Felice hanno trascorso la notte nei campi allestiti dalla protezione civile, ma c'è anche chi ha dormito in macchina e chi ha montato una tenda privata non lontano dalla propria casa dichiarata inagibile o crollata. Anche a Modena città c'è chi non ha voluto passare la notte in casa, sebbene non ci fossero controindicazioni. Il sindaco Giorgio Pighi ha deciso di tenere i parchi cittadini aperti e molti ne hanno approfittato, montando tende al parco Ferrari o sistemandosi in auto e camper. A Bologna come a Modena oggi le scuole e l'università sono rimaste chiuse, per consentire le verifiche tecniche sulla stabilità degli edifici. LA DIRETTA Ore 9.35: la terra trema ancora altra scossa in Emilia. Ancora scosse di entità minore nel territorio emiliano già martoriato dalle forti scosse delle scorse ore. Sale a oltre 70 il numero delle scosse registrate nella notte e stamani. Ore 9,30: sale a 14.000 il numero degli sfollati. Dopo le decine di scosse della notte e la forte scossa delle 8 di magnitudo 3.8 sale il numero degli sfollati. Al momento si contano 14.000 persone che hanno dovuto lasciare le loro case per il rischio di nuovi crolli. Ore 8: altra scossa di magnitudo 3.8. La scossa è stata avvertita nelle province di Modena e Mantova. I comuni prossimi all'epicentro sono Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 8 con magnitudo 3.8. DI NUOVO IL TERRORE (di Claudio Fabretti). La terra trema ancora, e l’Emilia Romagna sprofonda nel terrore. Sedici morti, un disperso, oltre 350 feriti. E una moltitudine sempre più vasta di sfollati: 8.000, che si vanno ad aggiungere alle seimila persone già fuori casa dopo il sisma di una settimana fa. A una prima scossa di magnitudo 5,8, rilevata alle 9 con epicentro in provincia di Modena, ne sono seguite altre due, intorno alle 13, di magnitudo superiore a 5. Il mondo del lavoro paga un prezzo durissimo: dieci operai sono morti nel crollo dei capannoni che erano stati dichiarati agibili nonostante lo sciame sismico. La triste mappa delle vittime ne registra tre a San Felice, nel crollo della azienda Meta, due a Mirandola, una a Concordia, una a Finale, una a Medolla, una a Cento, più due donne a Cavezzo, una sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Alla lista si aggiunge anche don Ivan Martini, il parroco di Rovereto, travolto nel crollo della sua chiesa. Danni pesanti in tutta l’Emilia, tra crolli di edifici storici, chiese e fabbriche distrutte. L’epicentro del sisma è stato rilevato tra i comuni di Medolla, Mirandola e Cavezzo. E all’origine delle scosse potrebbe esservi la rottura di una nuova faglia di 40 km. È tornato a tremare il margine settentrionale dell'Appennino sepolto sotto la Pianura Padana. La sequenza delle repliche «sarà lunga, e non si può escludere che possano avvenire altri forti terremoti», ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Stefano Gresta. Un sisma violentissimo, che è arrivato in gran parte del Nord. Le scosse sono state avvertite a Milano, Genova, Venezia, Padova, persino Aosta e in alcune aree del Centro, inclusa Firenze. Danni pesanti, in particolare, a Mantova, dove è crollato il Cupolino di Santa Barbara e dove, nell’intera provincia, gli sfollati sono 1.300. A favore delle popolazioni colpite dal sisma è stato attivato il numero 45500 per inviare messaggi o chiamare da telefonia fissa e donare 2 euro per l'emergenza terremoto. Mentre si scava ancora tra le macerie, ferve già una nuova polemica politica. Nel mirino la festa della Repubblica del 2 giugno. A chi chiede di annullarla per devolvere i fondi alle popolazioni terremotate, il presidente Giorgio Napolitano replica che le celebrazioni si faranno, ma saranno «sobrie» e dedicate «alla memoria delle vittime».

LEGGO.IT

Inserito da: Michele Pappacoda

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