ANTONIO AMATO: MOMENTI DI TENSIONE TRA DIPENDENTI

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Finisce per trasformarsi in una guerra tra poveri il percorso per il riavvio della produzione dell’attività del pastificio Antonio Amato di Salerno. L’atmosfera civile, composta di forte unità che ha sempre contraddistinto il gruppo di 113 lavoratori che con serenità, a volte ansia e preoccupazione, ha atteso la risoluzione della vertenza e la ricerca dell’imprenditore disposto a gestire il fitto temporaneo o ad investire nell’acquisto dell’azienda, si è turbata proprio nel giorno in cui si ponevano le basi per costruire il futuro del pastificio a piccoli passi. Ed in questi piccoli passi erano però inclusi in un elenco, uscito a sorpresa ieri sera ed inviato al curatore fallimentare dall’amministratore delegato della Dicado Srl Gaetano Di Martino, solo 27 persone. La dicitura per eventuale assunzione ha scatenato rabbia e confusione tra chi era fuori da questo elenco. Contestate così le modalità utilizzate per formulare l’elenco e la rabbia degli esclusi si è scagliata contro i rappresentanti sindacali dei lavoratori Franco Memoli ed Alfio Barbato. Attimi di tensione con urla e aggressioni fisiche sedate dagli agenti della Digos, scene alle quali i lavoratori del pastificio non ci hanno mai abituato ad assistere tanto che sono loro stessi subito dopo a chiedere scusa. quando dagli uffici del curatore fallimentare arriva la notizia che Giuseppe Di Martino ha posticipato a domani pomeriggio l’incontro con i sindacati per motivi di ordine pubblico. Una volta calmate le acque, la rappresentante della famiglia Giovanna di Martino ha portato chiarezza incontrando un gruppo per volta i dipendenti. Saranno dieci quelli che dal 31 maggio e per 20 giorni saranno utilizzati nella pulizia ed il riavvio dei macchinari. Nessuna assunzione però. Solo sospensione della cassa integrazione e pagamento con i voucher.

FONTE TVOGGI SALERNO