NIENTE FONDI PER LE AZIENDE CAMPANE LO HA CHIARITO IL VICEMINISTRO VITTORIO GRILLI

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 Il testo definitivo sarà reso noto nelle prossime ore ma il governo è già sotto accusa. Le misure messe in campo dal ministro Corrado Passera per dare ossigeno alle imprese strozzate dai debiti delle pubbliche amministrazioni potrebbero non valere per le Regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit della sanità, come la Campania. Lo ha chiarito il viceministro Vittorio Grilli, ne sono consapevoli il presidente della Regione Stefano Caldoro, le forze politiche, le associazioni di categoria. E la tensione sale alle stelle.
Le polemiche
Il governatore aspetta di leggere le carte, ma avverte: «Metteremo in campo ogni azione a tutela delle imprese, del tessuto economico e sociale del territorio. Sono in contatto con l’esecutivo e con le forze produttive per far valere le nostre ragioni e non faremo passi indietro». Caldoro – che ieri ha sentito i colleghi Vasco Errani, Renata Polverini e Giuseppe Scopelliti – invoca pari diritti: «Non abbiamo intenzione di subire discriminazioni. Le Regioni in piano di rientro, che hanno raggiunto gli obiettivi programmati con comportamenti virtuosi, devono essere comprese nei provvedimenti in corso di emanazione. Va fatto per garantire maggiore liquidità e per ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione». Secondo l’ex ministro socialista «in queste regioni con le addizionali al massimo, perché previste dalla legge, il governo deve intervenire prioritariamente». Caldoro rinnova quindi l’invito a fare squadra perché la partita riguarda tutti, non solo la Regione. I costruttori insorgono: la posizione assunta a Roma, tuona il presidente Rudy Girardi, «è inaccettabile».
I rilievi
I tecnici sono al lavoro senza sosta. L’obiettivo è verificare se esistano le condizioni per impugnare i decreti davanti alla Corte Costituzionale. Escludere alcune aree, infatti, significherebbe favorire fornitori che operano in determinati territori e penalizzarne altri o riservare trattamenti diversi alla stessa impresa a seconda del luogo in cui opera. Va chiarito, inoltre, se l’effetto dei benefici (certificazioni, compensazioni e un fondo di garanzia che somiglia molto allo strumento proposto nei mesi scorsi dallo stesso Caldoro) sia sospeso solo per la sanità o anche per gli altri settori in sofferenza.
I conti
Ma perché la Campania rischia di restare fuori dal decreto Passera? I problemi principali sono legati ai conti in rosso della Regione, che sta fronteggiando un indebitamento strutturale di 15 miliardi di euro e una grave crisi di liquidità. L’ente è sottoposto a sanzioni e limitazioni per lo sforamento del patto di stabilità compiuto nel 2009 dalla giunta Bassolino ed è commissariato per la parte della sanità (nell’ambito del piano di rientro i fondi dovuti alla giunta sono congelati e sbloccati progressivamente di pari passo con la riduzione del deficit). In questo quadro drammatico, con un concreto pericolo di default, la Regione non offre adeguate garanzie al sistema bancario che sta accompagnando questa operazione di ristrutturazione del debito italiano. Ecco, probabilmente, uno dei motivi dell’altolà di Passera. In risposta Caldoro oppone le performance di miglioramento della Campania che, sulla sanità, ha ridotto il deficit da 773 a 250 milioni di euro e ora punta al pareggio di bilancio entro il 2012.

fonte:ilmattino