Fare le scarpe

0

SCARPA DESTRA E SINISTRA 

 

La scarpe sono come i partiti politici. Ci sta la destra e la sinistra. Ma non si bisticciano mai, a meno che non mettono un piede il fallo. Non fallo di rigore, come nel calcio, che si tira pure con le scarpe appropriate, ma un fallo occasionale. Naturalmente sappia il lettore attento ed oculato (ce ne sta uno solo, ma se lo incontro…) che il calcio di rigore si tira col piede e quindi con la scarpa destra, a meno che il giocatore di calcio non sia mancino e tira con la sinistra. Bisogna subito fare una netta distinzione politica tra destra e sinistra politica e scarpa destra e scarpa sinistra. “Fare le scarpe” a qualcuno, nella terminologia usuale significa truffare, defraudare, derubare qualcuno di un qualcosa, che può essere sia di ordine materiale che morale. A questo punto dovremmo fare una lunga casistica di truffe perpetrate nella maggior parte ai danni di cittadini che non se l’aspettano proprio. Togliere la pensione di quattrocento euro al  mese ad un falso invalido è senza dubbio giusto. Ma togliere la pensione minima ad un invalido per un cavillo giuridico e per una perizia arrangiata è a mio avviso uno dei maggiori crimini. Ma ritorniamo alle scarpe. Sia la destra che la sinistra sono utili. Se uno va al lavoro solo con la scarpa destra ed un altro va al lavoro solo con la scarpa sinistra, non esiste una sostanziale differenza. In ambedue i casi il suddetto cammina claudicante e corre il rischio di mettere il piede in una cacca di cane. Se è quello provvisto di scarpa il danno è minore, ma se il piede è quello sprovvisto di scarpa, nella fattispecie nudo, il danno è senza dubbio maggiore. Pensate che nel capoluogo partenopeo per indicare la caduta in disgrazia di un tizio si esclama: “E’ gghiuto a fernì cu’ e piere dint’a mmerda!” Deve ricorrere ad una bacinella di acqua calda, o anche fredda se il fattaccio si verifica durante l’estate e ad una buona dose di sapone per estirpare la puzza che, caso mai, è già incorporata nel piede medesimo. A questo punto sempre il lettore attento ed oculato delle mie esternazioni senili si chiederà: ci sta differenza tra la sinistra e la destra? Certamente no. Quando un piede va a finire nella merda, non importa se sia a destra o a sinistra. La merda è sempre merda e puzza sia a destra che a sinistra. Portare le scarpe significa proteggere il piede ma non la scarpa. Fare le scarpe in politica, insomma, significa propiziare la messa del piede (o di tutti e due) nella merda. Se il titolare di un’azienda qualsiasi, non importa se del nord o del sud, non importa se produce prodotti di bellezza o preservativi, non ha i soldi per pagare gli operai a fine mese perché qualcuno gli ha fatto le scarpe e, vistosi sconfitto ed impotente di fronte ad un sistema senza dubbio iniquo, decide di porre fine alla sua esistenza terrena, dichiarando eterno forfait, cioè il fallimento dell’azienda perché è andato a finire coi piedi nella merda (politica, concorrenza sleale, usurai, banche esose e disoneste, sindacati, eccetera), significa che il sistema non funziona. Che al titolare di quella azienda hanno fatto le scarpe e non importa se la sinistra o la destra o magari tutte e due. Quando poi in queste vicende si intromette anche lo strozzinaggio, la mafia, la camorra o la ‘ndrangheta, l’opera è completa. A questo punto bisogna tirare in ballo anche l’apparato burocratico che non è provvisto di anima sensibile (dura lex sed lex). “O paghi o ti chiudiamo!!!” In siffatto apparato burocratico il fallito fa la figura dello stronzo, la burocrazia ha applicato la legge. Ma quale legge??? Quella di un comma isolato e senza senso? Oppure quello di una profonda analisi di una situazione senza dubbio scabrosa? Qua ci sta gente che cammina scalza e gente che cammina con scarpe fatte di pelle umana. La pelle degli altri non ha valore. Offrire un’alternativa alle aziende in crisi potrebbe essere un significativo passa in avanti. Ma fare le scarpe ad un’azienda in crisi significa solo condannare un imprenditore probabilmente innocente, ma disgraziato. Permettere che alcuni camminano con scarpe di pelle umana ed altri vanno a piedi, magari guazzando nella merda, non è giusto, non è umano, non è cristiano. Perciò diamoci una regolata. Altrimenti ritorneremo alla barbarie.

 

 

Catello Nastro.

 

PUBBLICATO SUL N.19 DEL 19 MAGGIO 2012

DI “UNICO SETTIMANALE” DI PAESTUM