Amalfi ad un anno dalle elezioni un bilancio negativo, tanti proclami e pochi fatti VIDEO

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Di Stanislao Balzamo .(In allegato il video di presentazione del sindaco Del Pizzo prima delle elezioni ) E’ passato oramai un anno da quando governa la nuova maggioranza guidata dal dottor Alfonso Del Pizzo. “Amalfi da vivere” ha vinto con oltre il 60% dei consensi, a dimostrazione della volontà di cambiamento della stragrande maggioranza degli amalfitani. Certamente, un risultato al quale hanno contribuito anche i capricci dei consiglieri della vecchia opposizione che, per una malcelata ambizione, hanno spaccato il blocco politico ed elettorale del centrodestra, uscendo con le ossa rotta.

A questo va aggiunta la manifesta volontà di liberazione dal passato, in particolare dal sindaco uscente. Il risultato è stato il varo di una supercorazzata, costruita solo sul consenso (familiare o clientelare) dei singoli candidati, con una percentuale altissima (6 su 9) di dilettanti allo sbaraglio (inesperti ed eterogenei), quasi tutti a digiuno di politica. Per questo abbiamo chiesto al Sindaco, nell’intervista qui sopra, alcune risposte in temente le nostre possibilità di muoverci. Così come è vero che questo primo anno di rodaggio è servito a tutti i neo-amministratori (sette su nove) per comprendere a pieno tutti i complessi meccanismi della macchina pubblica e di far fronte a problemi grossi con “armi” limitate.

 

 A un anno dalle elezioni, bilancio negativo Tanti sono stati gli annunci, ma poche finora le realizzazioni di Stanislao Balzamo merito alle questioni più spinose che attanagliano Amalfi da diversi decenni. Puntualmente le domande sono state inevase. Del resto come può il sindaco parlare di destagionalizzazione dell’economia turistica, con l’offerta di nuove opportunità ai giovani, e non solo, quando in consiglio comunale le categorie meglio rappresentate sono gli ultraconservatori albergatori, ristoratori ed esercenti della piazza? Analogamente, come si può pensare ad un riassetto del centro storico, con una nuova regolamentazione del suolo pubblico, degli spazi liberi e dei servizi? La formale disponibilità al confronto dei nuovi amministratori è palesemente insufficiente. Stando così le cose, Amalfi non sarà mai da vivere. Aggiungiamo che ai giovani sono stati tolti i pochi spazi fruibili e tutto senza che nessuno abbia alzato un dito: maggioranza e opposizione, unite come una sola cosa! Esempi ce ne sono tanti: quello della palestra nel porto, per la difesa della quale si poteva impostare una dura e lunga vertenza con la Finanza per lasciare ai giovani amalfitani quello spazio; oppure quello del cinema Ibsen: basterebbe un emendamento al regolamento attuale per trasformare la sala in cinema, o per allestirvi spettacoli musicali a cura di gruppi locali, dando spazio alla creatività nostrana. Discorso a parte va fatto per le frazioni, dove il divario rispetto ad Amalfi centro si allarga sempre più. In tutte le frazioni i bambini continuano a giocare per le strade, tra autovetture e passanti, a cominciare da Pogerola, nonostante il campetto; mancano spazi di aggregazione culturale e ricreativa; è estremamente carente la rete di trasporto pubblico; di turismo solo qualche ingannevole simulacro, in una realtà perfettamente immobile. Si è parlato di consulte di quartiere (rase al suolo dalla precedente maggioranza, compresi alcuni amministratori attuali). Che dire, vedremo, ma a buon diritto siamo scettici. Insomma, dopo un anno, ci si trova di fronte ad una situazione stagnante. Frutto dell’inesperienza? Oppure di una tenace volontà di conservazione da parte di inossidabili gattopardi, vecchi e nuovi? Il Sindaco parla di necessario rodaggio; ma il rodaggio lo si fa operando, non restando fermi. Né tantomeno ci si può sottrarre alle responsabilità del presente dicendo che è tutta colpa di chi ha amministrato in passato. E intanto, l’opposizione, o meglio, le opposizioni presenti in consiglio, cosa fanno? Spesso pirotecniche, sempre demagogiche, nella sostanza non propongono e non concludono nulla. Del resto, non dimentichiamolo, queste opposizioni, nelle loro espressioni più significative, non sono nuove. Eppure i numeri per dare una seria svolta ci sono. Basterebbe che i “malpancisti” rendessero pubblici i motivi della loro insoddisfazione. Sarebbe il trionfo della democrazia

Stanislao Balzamo

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