LOTTA ALLE MAZZETTE, SI PARTE DA NAPOLI

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 Quello che non riesce in Parlamento – il varo del ddl anticorruzione, le forze politiche sono divise – decolla al ministero della Funzione Pubblica. Dove è stato stipulato un protocollo con il Comune di Napoli e la Regione Campania per contenere ed eliminare la corruzione e contro le infiltrazioni. «In attesa della legge – dice il ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi – ci mettiamo la buona volontà. È una utile anticipazione di quanto speriamo avvenga in tutta Italia». Non solo una battuta a margine della firma del Protocollo a Palazzo Vidoni. Firmato dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dal presidente della Regione Stefano Caldoro e dal presidente dell’Anci il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio. In sala il prefetto di Napoli Andrea De Martino, garante dell’attuazione del protocollo della durata di tre anni. Quando si spera che la legge anticorruzione sarà una realtà. Perché la Campania? Perché Napoli? Non perché in Regione o a Palazzo San Giacomo abbiano particolari problemi, anzi è l’opposto. Per chi avesse dubbi basta dare uno sguardo al fascicolo «The family Bossi». Un punto che chiarisce bene Patroni Griffi: «È importante e mi fa piacere che si cominci da Napoli, la mia città, questo è un modello che deve diventare una buona pratica da esportare, e cominciamo ad esportare buone pratiche da Napoli». Regione e Comune apri-pista per misure amministrative drastiche contro i dipendenti infedeli. Il Protocollo ha l’obiettivo di giungere alla elaborazione di un piano organizzativo «con finalità di prevenzione attraverso l’individuazione di settori nei quali più si annida il rischio di corruzione oltre che le soluzioni organizzative per abbatterlo. Nel caso di Napoli il Comune dovrà adottare un piano interno anti-corruzione, mentre i ministeri dovranno fornire supporto tecnico. Stessa cosa per la Regione. L’Anci darà il proprio supporto tecnico e informativo in modo da definire un modello che possa poi essere applicato in altri Comuni. «Napoli è l’Italia e il Paese è unito – spiega Delrio, fenomeni come quelli della corruzione riguardano il sud come le altre parti della nazione. Speriamo di potere estendere presto a tutti i Comuni il Protocollo». Il ministro Cancellieri è soddisfatto: «Uniti si vince è il grande salto di qualità che si aspetta il Paese dalla pubblica amministrazione. Insieme possiamo vincere le battaglie». Il piano in buona sostanza punta molto sulla semplificazione amministrativa, conta individuare poche figure a cui affidare le responsabilità. In modo da sapere sempre dove eventualmente si sbaglia. «È una grande opportunità – spiega Caldoro – e si parte dalla Campania, da Napoli, non perché ci siano più problemi ma semplicemente più voglia di cambiamento. E siamo modello di buon governo. In Regione stiamo riorganizzando la macchina amministrativa e saremo pronti per l’attuazione del Protocollo in tempi brevi». De Magistris è naturalmente fiero. «Entro il 30 giugno applicheremo il documento – racconta – stiamo riformando la macchina burocratica, e abbiamo fissato nel 30 giugno il varo della nuova organizzazione. Poco più di un mese e noi saremo pronti. Dal primo giorno del mio insediamento appena un anno fa abbiamo varato già una serie di provvedimenti per semplificare le procedure, perché dove ci sono troppi passaggi si annida la corruzione e il malcostume. Basta pensare al delibera con la quale premiamo quelle aziende che denunciano il racket». 

fonte:ilmattino