BRUNO VESPA: BOSSI COME MUSSOLINI E CRAXI

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 Bossi come Mussolini e Craxi? Tre finissimi animali politici accecati dal potere fino al punto di non vedere quel che gli capitava intorno? 
Credo che Umberto Bossi non sia mai entrato in un albergo o in un ristorante di lusso. Dopo i comizi, andava sempre in trattoria. Trascorreva, come è noto, le sue vacanze in un alberghetto di Ponte di Legno e solo da ministro ha cominciato a indossare vestiti decenti. Sono stato nella sua casa di Gemonio tre volte nell’arco di un quindicennio e fra la prima e la terza era cambiato solo qualche manifesto appeso alle pareti. L’arredamento è stato sempre più che modesto. Che è successo dunque? È successo che il potere assoluto annebbia anche le teste più lucide.Si comprende lo sgomento di Bossi quando ha cercato il figlio Renzo dopo l’arrivo degli avvisi di garanzia e lo ha trovato in vacanza a Marrakech, in Marocco. Va bene sparire dalla circolazione, ma insomma… Dimessosi da consigliere regionale, quel ragazzo è ormai un disoccupato. Un po’ di sobrietà non guasterebbe, visto che tutti pensano – a torto o a ragione – alle vacanze pagate dalla Lega. I padri possono sbagliare e spesso sbagliano, ma fino a che punto deve essere impazzito Bossi per autorizzare una paghetta di cinquemila euro al mese a Renzo e a Riccardo, quattro volte la paga di un operaio? E gli alimenti alla ex moglie di Riccardo? E tutto il resto? Il tesoriere più pazzo del mondo, come amava definirsi Francesco Belsito, oltre a giocare con i soldi della Lega tra Cipro e la Tanzania, può avergli imbrogliato le carte fino a questo punto?
La verità è che il potere assoluto isola e dà alla testa. Era isolato Mussolini, lo era anche Craxi. Il Duce pranzava da solo e in modo più che frugale a palazzo Venezia: si vantava di costare quasi niente allo Stato. Pagava di tasca sua qualche regaluccio a Claretta, che si lamentava di tanta sobrietà. In casi eccezionali, smobilitava qualche buono del Tesoro dai suoi risparmi. Alla famiglia, dopo la sua morte, non sono stati sequestrati profitti di regime perché non ce n’erano, ma la famiglia Petacci (il fratello di Claretta, soprattutto) s’è sistemata alla grande. Mussolini sapeva, non sapeva, faceva finta di non vedere? Perfino un animale politico attentissimo a scrutare gli umori della gente era diventato cieco? Bossi ha molti tratti caratteriali simili a Mussolini e anche a Craxi: tre tra i migliori animali politici della nostra storia moderna. Ma tre dittatori, sia pure in circostanze e con caratteristiche diverse.
Mussolini eliminò la democrazia, gli altri due – che devono ad essa il loro successo – hanno eliminato il dissenso intorno a sé. Si sono isolati. Storditi da attenzioni ossessive e servili. I “cerchi magici” tolgono aria e lucidità. “Mi dicevano anche dove sputare”, si sfogava Bettino ad Hammamet. Quando andò a Parigi per chiedere invano soccorso a Mitterrrand, si accorse di non sapere attraversare la strada ai semafori. Non lo faceva forse da trent’anni. E Bossi certo non doveva cercare un accendino o un posacenere per il sigaro, né formare da solo un numero di telefono. La casa milanese di Craxi era infinitamente più bella di quella di Bossi, ma pochi professionisti italiani trascorrerebbero le loro vacanze nella villa di Hammamet “tra serpi e sciacalli” da dove non si vede nemmeno il mare. Né da vivo, né da morto gli hanno trovato tesori. Eppure intorno a lui tanta gente si è arricchita. Il potere assoluto rende agli occhi dei potenti normale quello che non lo è. Il carisma acceca. Non sappiamo come finirà il processo a Bossi, se la natura privatistica dei partiti lo toglierà dagli impicci. Ma la sentenza dell’opinione pubblica, la più importante per un politico, purtroppo è stata già emessa. Servirà a insegnare agli altri potenti la differenza tra potere e onnipotenza? Ne dubitiamo, purtroppo

Fonte:ilmattino