Box e boss in penisola sorrentina ci va giù pesante La Voce

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Se l’amministrazione Ruggiero ha fatto ieri sera un consiglio comunale informale al di fuori di occhi indiscreti al Comune di Piano di Sorrento, con la speranza che non si parlasse più di accuse di malaffare e camorra, ha sbagliato i conti o comunque strategia. Proprio oggi è uscito “La Voce delle Voci” (rivista diretta da Andrea Cinquegrana e Rita Pennarola, storici e bravissimi giornalisti di Napoli, già ex “Voce della Campania”, dove si sono formate grandi firme anche televisive come Michele Santoro) con un titolo che equivocare non si può: “Box  Boss” in un puntuale e dettagliato dossier con tanto di nomi e cognomi. Come abbiamo detto non si tratta solo della stampa locale, come Positanonews, che nel suo diritto-dovere di informare solleva dubbi e perplessità ed ospita ambientalisti, in primis il WWF Penisola Sorrentina di Claudio d’Esposito e forze politiche, quali l’IDV di Antonetti ed il consigliere comunale Rosario Fiorentino di Insieme per Sorrento e PD a Sorrento o la combattiva e incisiva avvocato Anna Iaccarino di Piano, con le voci autorevoli di un Francesco Saverio Esposito e di un Augusto Maresca, avvocati entrambi ex assessori, che richiamano il Comune di appartenenza a una sorta di fermo sulla cosidetta Boxlandia. Ebbene, con un servizio a pagina 32 Andrea Cinquegrana fa un incipit che più chiaro non si può: “Delibere facili, project finncing pronto uso, milioni a go go, abusi, scempi e via massacrando…”. Si comincia con il parcheggio di Sorrento di Via Rota sequestrato dalla procura di Torre Annunziata della Edil Green della famiglia Langello di Giuseppe ed il figlio Salvatore che – riporta la Voce – “è stato arrestato nel 2009 e fresco di condanna a sei anni” e parla di una società “Nizza” a Sorrento con socio il sindaco Cuomo stesso; poi, prosegue la Voce, segnalazioni anche a Piano di Sorrento dove la giunta ha dato disco verde con delibera 7 del 17 gennaio alla realizzazione di 60 box auto in Via Legittimo su proposta della società LAP Immobiliare srl la quale, avendo ottenuto l’autorizzazione, in cambio dovrà completare un marciapiede e risistemare a mercatino rionale l’area sovrastante il parcheggio stesso, un’area di circa 3500 metri quadrati che apparteneva ad Angelina D’Alessandro, moglie del Comandante Lauro, poi passata nelle mani del figlio Gioacchino e poi dei quattro nipoti Achille, Achille Eugenio, Fabrizio e Giampiero, qindi della vedova Isabella Marino. Inoltre passa di mano una fettta a Nicola Giglio, quella fettta diventa la srl Serenissima; insomma continua con la Lap Immobiliare che fa sede a Poggiomarino con proprietà a Telese Terme, a Benevento, ad Agropoli e Castellabate nel Cilento con Nocera in provincia di Salerno ed a Boscotrecase e Terzigno; poi – come riporta “La voce” – ci sono voci di un cognome D’Ammora che è lo stesso cognome di uno che ha sposato la figlia del boss Carmine Alfieri (nessuna verifica è stata fatta ancora al proposito e sarebbe opportuno che il sindaco di Piano si attivasse con la prefettura invece di prendersela con i giornali, siamo in presenza di cognomi uguali, ndr). Si continua con Vico Equense dove si punta il dito sui Passarelli che, con gli Apreda, hanno la IMEC, finita sotto i riflettori per i lavori del dopo terremoto, che hanno avuto un subappalto dalla Gpv con la Passarelli Spa su un progetto (quello del parcheggio) che doveva essere parcheggio pubblico con stalli a rotazione, appena 25 box auto, alla fine con varianti la prevalenza è stata privata con oltre 100 box. E chiude con Massa Lubrense dove sente Luciano Ricciardi presidente del Comitato civico in difesa della Marina della Lobra accusare che a far rombare progetti e ruspe secondo la voce è Gioacchino Gargiulo, candidato con l’attuale sindaco Leone Gargiulo che avrebbe amici in varie società. Insomma una panoramica complessa quella della “Voce” che getta una luce quantomeno inquietante sulla penisola sorrentina, dubbi che le amministrazioni potrebbero contribuire a sciogliere con una maggiore trasparenza.