La cattedrale del mare: un romanzo storico dei nostri giorni

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Per coloro che apprezzano il romanzo storico di ambientazione medievale,  è molto interessante ‘ La cattedrale del mare’ di Ildefonso Falcones pubblicato in Spagna nel 2006 ed edito in Italia dalla casa editrice TEA (Ildefonso Falcones, la cattedrale del mare Euro 13,00). (Pier Francesco Bello)

La storia è ambientata nella Catalogna del XIV secolo,(all’epoca era uno Stato sovrano ed indipendente) tra i feudi di campagna dei nobili catalani e Barcellona –che fino alla metà del ‘500 quando fu fondata Madrid a opera di Filippo II, era la città più grande e ricca della Spagna e uno dei principali porti del Mediterraneo. La storia è quella di Bernat Estanyol e il suo figlioletto Arnau, servi della gleba del prepotente signorotto di Navarcles Llorenç de Bellera, la cui violenza li costringe a fuggire dalla campagna e trovare rifugio nella ‘città comitale’, Barcellona, nella quale Arnau inizia a seguire con passione i bastaixos (gli scaricatori del porto di Barcellona) che si dedicano alla costruzione di una immensa cattedrale dedicata alla Madonna del Mare, avviando in tal modo il suo riscatto sociale.

Il romanzo, pur nella sua lunghezza, affascina il lettore fin dalle prime pagine proiettandolo in un momento storico  tanto lontano cronologicamente(anche perchè oggi conosciamo Barcellona e la Catalogna come luoghi di turismo giovanile e trasgressivo) quanto vicino riguardo la violenza e le ingiustizie che vengono perpetrate nella società catalana tardo- medievale. Il romanzo non è certo privo di elementi mutuati dal mondo manzoniano de ‘I Promessi Sposi’ che costituisce ancor oggi un modello imprescindibile per qualunque romanzo storico.

Non sfugge all’occhio del lettore più colto la strutturazione sociale e religiosa del ‘300, che si mostra in tutta la sua viscosità e complessità di trame, intrighi, tradimenti e sottili psicologismi che rendono ‘la cattedrale del mare’ , secondo il giudizio del quotidiano catalano La Vanguardia ‘un libro che si vorrebbe non finisse mai…una pala delle meraviglie’ che ha nel riscatto sociale del protagonista il suo più alto insegnamento.