SCHETTINO SPUNTA UNA NUOVA TELEFONATA. ASCOLTA L´AUDIO

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Mentre Schettino continua ad essere ai domiciliari nella sua casa a Meta in Penisola sorrentina emerge un’altra telefonata  (potete ascoltare una parte qui o le due parti nella videogallery di positanonews avvenuta la notte del naufragio della Costa Concordia, il 13 gennaio scorso, tra la Capitaneria di porto e il comandante della nave Francesco Schettino.

«Sì, sì. Eravamo a 0.18, 0.2 dal Giglio. Ci stava acqua. E di colpo ho  sentito un colpo: bum!»: così Schettino racconta al Comando generale della Capitaneria di Porto di Roma, che gli chiede conferma della distanza dall’Isola del Giglio, gli attimi della collisione con lo scoglio davanti al porto.

Una telefonata inedita che è stata trasmessa da Tgcom24 e che precede quella, diventata famosa, con il capitano De Falco della capitaneria di Livorno.

«Adesso ho fatto scaricare il Vdr (la scatola nera – ndr), ho detto al  comandante in seconda di fare il download del Vdr e niente, adesso vediamo le  cause. Io sono stato sul ponte», aggiunge Schettino. «Eravamo al Giglio, ho sentito un colpo improvviso: bum!».

«Le lance stanno tutte sul lato sinistro. Ho fatto venire i passeggeri dal lato sinistro, sul lato di dritto della nave praticamente», spiega ancora il comandante della Costa che poi, nel corso della telefonata, racconta quanto avvenuto a bordo.

«È successo che di colpo la nave si è inclinata – racconta ancora  Schettino – i vetri si sono rotti perché ho sentito lo scoppio e praticamente aprendo i cancelletti di imbarco, quelli del ponte 3 che stavano ormai a fior d’acqua, abbiamo mandato a terra le lance facendo servizio tenda e spola, fra la  terra e la nave. Un ufficiale mi ha detto: “Comandà, ci sono altre 200 persone, hanno fatto una corda umana, perché la nave sbandava sempre, li abbiamo fatti venire sul lato dritto della nave”».

Attimi concitati, durante i quali Schettino dice di essersi «trovato  con la nave praticamente addosso, perché la nave è alta 50 metri, allora mi sono trovato col ponte lance praticamente immerso di acqua e con i lanci delle gru che si stavano praticamente schiacciando e non riuscivano a uscire».

La telefonata tra Schettino e la Costa Crociere

«Ho preso con la poppa un fondale basso, io sono passato e ci stava questo  piccolo scoglietto…»: lo diceva il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, al capo dell’unità di crisi della compagnia di navigazione, Roberto Ferrarini, secondo quanto si può ascoltare nelle registrazioni della “scatola nera” – attualmente sottoposta ad incidente probatorio – di cui TgCom 24 ha i primi file audio. 

«Roberto… Roberto senti una cosa, io sono passato sotto gli scogli del Giglio qua… sono passato sotto qua e ho preso con la poppa un basso fondale…», dice Schettino in uno dei file durante il naufragio all’Isola del Giglio, poco dopo l’impatto contro lo scoglio delle Scole. 

«No, no guarda… io sto male… non mi dire nulla… ho fatto sta cosa…», spiega il comandante che aggiunge: «E… son passato che alla fine ci stava questo piccolo scoglietto qui, poi c’è stato un black-out e abbiamo dato una botta con la poppa… mo sto facendo fare l’assetto…». 

«Abbiamo buttato un’ancora perché sta arrivando acqua fino a poppa… e mo stiamo qua in black out». Schettino prova a dare una ricostruzione dell’accaduto: «No, stavo andando a 15 nodi e m’han detto puoi passare anche fino a sotto, non ti preoccupare. Sono andato dritto e alla fine son passato a dritta e c’era sto c… di scoglio qua c’era un basso fondale… sotto con la poppa… nel giardino a sinistra, sì: nella parte finale della poppa. E però mo adesso sta entrando acqua nella poppa…».

Verifiche sulla nave gemella

Gli inquirenti che indagano sul naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio scorso utilizzeranno la nave gemella Costa Serena per compiere alcune verifiche nel tratto di mare dell’isola del Giglio in cui si è verificato l’incidente. 

Secondo quanto appreso, gli inquirenti saranno a bordo della “Serena” nei  prossimi giorni: non si tratterà di una simulazione ma, sempre secondo quanto appreso, una verifica delle circostanze in cui c’è stata la collisione con lo scoglio delle Scole utilizzando una nave con le stesse caratteristiche.

SENTI QUI LA TELEFONATA NUOVA