ECCO LA SITUAZIONE DI LAVEZZI E CAVANI.IL NAPOLI PUNTA IKER MUNIAIN E FERNANDO AMOREBIETA DELL´ATLETICO BILBAO

0

 Come gia’ho scritto nei precedenti articoli Lavezzi se va via da Napoli andra’ a giocare in Inghilterra o in Francia ma non all’Inter.. Ma un fuoriclasse come Lavezzi dovrà essere sostituito degnamente. In questi giorni va di moda il nome di Giovinco, talento del Parma in comproprietà con la Juventus. Ci sarebbe anche il giovane Insigne, talento italiano del 91′ di proprietà del Napoli che ha già segnato 17 gol in Serie B con il Pescara.

 

 Il calciomercato del Napoli però ha iniziato ad osservare i talenti dell’Atletico Bilbao che ieri hanno perso tre a zero la finale di Europa League contro l’Atletico Madrid. Troppo giovani e inesperti i giocatori di Bielsa, furbi e scaltri quelli di Simeone con un Falcao in formato mondiale. Nell’Atletico Bilbao ci sono giocatori che si sono messi in mostra in maniere importante. Uno di questi è Iker Muniain, esterno d’attacco sinistro spagnolo classe 92′ che piace molto al d.s. Riccardo Bigon. Il dirigente del Napoli vorrebbe puntare sul giovane calciatore del club basco che può giocare anche come mezzapunta. Strappare Muniain al Bilbao non sarà facile soprattutto se sulla panchina dell’Atletico ci sarà Marcelo Bielsa, tecnico argentino che ha valorizzato molto il giovane calciatore iberico. Ieri Muniain è stato uno dei migliori della squadra basca. Il calciomercato del Napoli ha messo nel mirino anche un altro giocatore dell’Atletico Bilbao, ovvero Fernando Amorebieta, difensore venezuelano classe 84′ che ieri però non ha giocato molto bene. Il giocatore sudamericano potrebbe essere il rinforzo giusto per la difesa. Anche per lui però vale lo stesso discorso per Muniain, sarà difficile strapparlo al club basco.

 

 Cavani restera’ a Napoli e tutto dipendera’ dalla partita di domenica con il Siena, lui vuole la Champions ed un adeguamento di contratto.Mazzarri a fine campionato presentera’ la spesa al Presidente De Laurentiis lui vuole una rosa competitiva.Se il buon Aurelio mantiene il suo rigore attuale,cioe’ tetto di ingaggio sotto i due milioni di euro e i giocatori da prendere solo solo ventenni a questo punto Walter Mazarri andra’ via.Pandev rimarra’ al Napoli ma si dovra’ abbassae l’ingaggio.

In collaborazione con il sussidiario.net

 

  MAREKIARO HAMSIK,MI TAGLIO LA CRESTA SE VINCIAMO LA COPPA ITALIA

Maggio vuole la Champions: «Abbiamo il 50% di possibilità, dipende anche dai risultati degli altri. Sicuramente faremo il tifo per il Catania»

Marek Hamsik crede ancora nella Champions, ma soprattutto vuole conquistare la coppa Italia con la Juve nella finale all’Olimpico, e fa una promessa ai suoi tifosi. “Se vinciamo la Coppa Italia mi taglio la cresta – dice Hamsik – Lavezzi? Non so cosa farà, chiedetelo a lui”, aggiunge lo slovacco. Prima della finale con la Juve però c’è l’ultima giornata di campionato, che può valere la Champions. “Ora pensiamo a battere il Siena”. Il fascino della sfida contro i campioni d’Italia però, è troppo forte. “Certo quella partita non vediamo l’ora di giocarla”. 

MAGGIO – Anche Maggio crede nella corsa al terzo posto: “Abbiamo il 50% di possibilità, dipende anche dai risultati degli altri. Sicuramente faremo il tifo per il Catania”.

 

ALVAREZ CHIAMA IL POCHO LAVEZZI.VIENI A MILANO NON TE NE PENTIRAI QUI SI VIVE BENE

L’argentino nerazzurro sponsorizza il suo connazionale del Napoli: «Ho giocato insieme a lui con la Selección, fa la differenza. Un vero talento»

 

Alvarez, secondo gli osservatori lei è passato da “acquisto deludente” a “certezza” dell’Inter del futuro. Come c’è riuscito?«Con il lavoro e con la fiducia. Non ho mai smesso di credere in me stesso». 

Quante difficoltà ha incontrato? 
«Tante. La mia prima stagione in Europa è stata difficile, ma non mi ha cambiato: io mi alleno duramente ogni giorno per migliorarmi e non mollo mai». 

I suoi primi mesi all’Inter sono stati più difficili in campo o fuori? 
«Fuori, nella vita di tutti i giorni, tanta gente mi ha aiutato a inserirmi, mentre in campo, nonostante tutti i consigli, dipendeva soprattutto da me e le difficoltà erano maggiori». 

Quali sono le differenze tra il calcio italiano e quello argentino? 
«Il vostro è un calcio più tattico dove ci sono squadre che si chiudono bene e ripartono. In Argentina invece ci sono più spazio e tempo per pensare la giocata». 

Le imputano di essere un po’ lento e di giocare troppo in orizzontale. Come si difende? 
«E’ vero, devo imparare a essere più veloce, ma ci vuole un po’ di tempo e tanto lavoro in allenamento».

Eppure nel periodo più difficile sotto il profilo dei risultati per l’Inter, Alvarez era assente per infortunio. Un caso? 
«Sì, non datemi tutta questa importanza… L’Inter ha tanti giocatori di esperienza e qualità e le cose probabilmente sarebbero andate male anche se io non fossi stato infortunato». 

Durante i mesi più bui, quelli in cui è finito anche in tribuna per scelta tecnica, ha mai pensato“l’Italia non fa per me” ? 
«Sì l’ho pensato, ma è stato questo che mi ha fatto andare avanti, che mi ha dato la spinta per imparare e adattarmi a un calcio nuovo. E’ stato uno stimolo». 

L’ipotesi di andarsene a gennaio l’ha mai considerata? 
«No. Dal momento in cui sono arrivato qua, il mio unico pensiero è stato quello di affermarmi con la maglia dell’Inter per restarci tanti anni. So bene che nel calcio non c’è mai niente di certo, ma io ho chiaro in mente quello che voglio: rimanere a Milano a lungo». 

Se potessero tornare indietro nel tempo, secondo lei Branca e Ausilio acquisterebbero nuovamente Alvarez? 
(sorride) «Non lo so, dovete chiedere a loro. Dal momento che sono arrivato qua entrambi mi hanno aiutato molto, hanno parlato con me e mi hanno dato fiducia. Sto bene all’Inter anche grazie a loro». 

I tifosi nerazzurri finora hanno visto il vero Alvarez? 
«No, ma il prossimo anno lo vedranno. Questa è stata una stagione difficile che mi è servita ad abituarmi, la prossima partirò avvantaggiato». 

Usciamo dall’equivoco tattico: qual è il ruolo dove rende meglio? Centrocampista, attaccante esterno, trequartista? 
«A me piace giocare più avanti, ma essere in grado di ricoprire più ruoli è un vantaggio». 

Se dovesse scegliere un modulo, punterebbe sul 4-3-2-1 e si piazzerebbe alle spalle dell’unica punta? 
«In questo sistema di gioco ricevo più volte la palla e averla tra i piedi mi piace, ma ci sono tante partite in cui serve giocare più largo perché in mezzo non c’è spazio. Per me nessun problema». 

I paragoni con Kakà cosa le fanno pensare? 
«Mi riempiono di orgoglio perché Kakà è un giocatore incredibile. Io però penso a fare il mio lavoro, ad acquisire più velocità, a diventare più forte fisicamente per adattarmi al calcio italiano». 

Qual è stata la sua partita più bella? 
«Quelle in casa contro Lecce e Parma, anche se la vittoria più bella è stata quella del derby di domenica scorsa, con tutta la nostra gente pazza di gioia dopo una grande partita». 

E la più brutta? 
«La sconfitta per 3-0 in casa contro il Napoli». 

Cosa le ha trasmesso Stramaccioni? 
«Mi ha parlato e mi ha dato fiducia. Crede nel mio gioco e me lo ha trasmesso. E’ un bravo allenatore, uno a cui piace il calcio offensivo e tutti da questa sua prima esperienza hanno capito che ha un bel futuro». 

Alla squadra invece cosa ha dato? 
«Ha capito che il gruppo veniva da un momento non semplice e ha lavorato anche sotto il profilo psicologico. E’ stato bravo a dare certezze ai singoli, a rassicurarli». 

Raggiungere il terzo posto secondo lei è ancora possibile? 
«I numeri dicono di sì e dobbiamo crederci, senza però dimenticare che le nostre possibilità non sono molte visto che dovremo aspettare il risultato di altre 2 partite». 

Vincere contro la Lazio però di sicuro vorrebbe dire avere… vacanze più lunghe. 
«Un successo ci permetterebbe di arrivare magari al terzo o al quarto posto e di programmare meglio il lavoro della prossima annata. E poi finire bene questa stagione è importante».

Cosa pensa della Lazio? 
«E’ una squadra che gioca bene e, anche se nell’ultimo periodo è un po’ calata, rimane temibile perché è tra le più forti del campionato. Se giochiamo con l’intensità del derby però possiamo metterla in difficoltà». 

Scudetto alla Juventus: meritato? 
«Sì perché ha giocato grandi partite e non ha mai perso». 

E’ pronto a lanciare la sfida alla Juve per il prossimo anno? 
«Certo. Sogno di vincere qualcosa qua all’Inter. E’ l’obiettivo di tutti e anche il mio». 

E’ possibile ripetere il ciclo vincente dell’Inter del triplete? 
«Perché no? Adesso però è importante concentrarsi sul finale di questa stagione e poi sul ritiro precampionato per formare un gruppo che può ottenere grandi risultati». 

Di quel gruppo magari farà parte anche Lavezzi. Cosa pensa sul suo connazionale? 
«Il Pocho lo conosco perché ho giocato in nazionale con lui. Come giocatore tutti sanno che è fortissimo e lo ha dimostrato al Napoli dove ha fatto la differenza. Io che sono stato con lui in nazionale posso assicurarvi che è anche una persona brava e simpatica, uno che alla squadra può servire sia in campo che fuori». 

Se dovesse dirlo a Lavezzi, come si vive a Milano? 
«Benissimo. Io abito in centro e mi trovo bene anche perché uno tra i miei genitori o mio fratello Leonardo sono sempre con me. Un po’ di nostalgia dell’Argentina ce l’ho perché lì ho vissuto tutta la vita, ma qua mi sono abituato bene. Milano è una città bella e la consiglierei a Lavezzi e a chiunque altro perché qui si sta bene».