Voglio diventare Falco

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Sfrecciano a tutta velocità tra vicoli e vicarielli dei quartieri spagnoli, si gettano all’inseguimento di borseggiatori e ladri, mantengono l’ordine in zone ad alto tasso di criminalità nella città di Napoli: sono i Falchi. Passati alla storia come la miglior squadra antiscippo, sono stati mitizzati attraverso televisione e cinema, grazie alle gesta e al look trasgressivo di “Er monnezza” ed a quelli di altri personaggi del grande schermo.

E’ forse anche per questo, oltre che per la loro risaputa attività di borderline tra legalità ed illegalità, che da sempre suscitano un certo particolare fascino su giovani e adulti, interessandoli e attraendoli al loro difficile lavoro di contenimento e tutela del libero cittadino.

Il crimine organizzato si annida nei posti più impensabili, si veste di inganni e violenze giorno per giorno, si ciba di ciò che riesce a sottrarre agli altri e per questo va combattuto con le sue stesse armi. Transalp contro motorini, manette contro camorristi, coraggio e distintivo contro omertà e pistole.

Luigi A., studente di 19 anni del Liceo scientifico “Elio Vittorini”, da sempre dice di sognare la professione del Falco, pur consapevole delle sue molteplici difficoltà e rischi: “Sin da piccolo sono cresciuto con la passione per i film polizieschi. Sparatorie, azione, divise blu e distintivi mi affascinavano troppo. Poi crescendo ho razionalizzato maggiormente questa mia passione, giungendo alla conclusione di voler entrare in polizia. Sono sempre stato un ragazzo che odia le ingiustizie, le tirannie dei più forti contro i più deboli, e non mi sono mai piaciute quelle persone che non rispettano come me questa fantastica città. Certamente so quanto sia pericoloso entrare in Polizia per poi diventare Falco, sempre a contatto con la parte peggiore di Napoli, ma nel mio futuro solo come tutore della legge mi ci vedo.”

Marco M., iscritto al primo anno della facoltà di Scienze Politiche della Federico II, anche lui confessa il suo sogno nel cassetto: “Studio per poter superare il concorso nella Polizia di Stato e da lì fare gavetta per poter presentare domanda come Falco a Napoli. Oltre che per il semplice fascino della divisa, io sono di quelli che credono di poter cambiare qualcosa in questa città solo sporcandosi le mani, solo mettendosi in gioco in prima persona e operando attivamente affinchè il potere della Camorra venga destabilizzato e ridotto in briciole. Se vuoi fermare uno scippatore, uno spacciatore o uno stupratore, non basta aver il coraggio di recarsi in Questura e denunciarlo, aspettando che qualcuno prima o poi lo individui e trovate le prove lo arresti. C’è bisogno di qualcuno che tempestivamente abbia il fegato e l’intelligenza di coglierlo sul fatto essendo sempre presente sul territorio. Come una torre di guardia a difesa del castello.”

Ideali, forti motivazioni, volontà e spirito di sacrificio: ecco cosa oggi spinge i giovani ad intraprendere questo arduo percorso, per gran parte in salita, ma ricco di soddisfazioni e di grandi responsabilità sociali.

Cosa dire di più a questi coraggiosi ragazzi? Buona fortuna!!

 

 

Simone Ambrò

Simone Ambrò, brillante e giovane studente al Suor Orsola Benincasa di Napoli, entra a far parte della “famiglia” di Positanonews, il quotidiano oline della Costiera amalfitana penisola Sorrentina Campania e oltre, affermatosi fra i web magazine in Italia che con lui acquisisce una nuova firma. I suoi articoli potete trovarli nella sua sezione apposita sulla colonna a destra del sito o cliccando qui