Dramma lavoro: fiori e tanti applausi per l´ex custode del centro ´CavaMarket´ di Salerno

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Più di 150 persone hanno affollato il Santuario francescano di Cava de’ Tirreni per rendere omaggio a Generoso ‘Gino’ Armenante Un uomo infinitamente al­legro e buono. E’ questo il ricordo che è emerso ieri tra colleghi, parenti ed amici di sempre di Generoso ‘Gino’ Armenante, il 48enne origi­nario di Vietri sul Mare ex custode del centro di distri­buzione ‘CavaMarket’ in via Stefano Brun a Salerno che si è tolto la vita dopo aver perso casa e lavoro. Più di 150 persone ieri pome­riggio hanno affollato il San­tuario francescano di Cava de’ Tirreni, per tributargli l’ultimo saluto e stringersi intorno al dolore dei figli An­gela e Gennaro, della moglie Maria, della mamma Angela, del fratello Massimiliano e delle sorelle Pina, Ida, Cinzia e Maria Grazia. Al funerale si è sentita l’assenza delle istitu­zioni locali, dei sindacati e dei vari proprietari dell’azienda di via Brun, che ieri hanno preferito non essere presenti al Santuario nemmeno depo­sitando una corona di fiori. Toccante è stata l’omelia di padre Luigi Petrone, rettore del Santuario francescano metelliano, che ha officia­to le esequie. “Gigi era una persona cara e giovane”, ha detto il sarcedote durante il suo intervento. Nella lettura del Vangelo secondo Marco abbiamo letto della morte e della resurrezione di Cristo nel Regno di Dio, e lì è stato accolto il nostro Gigi. I giu­sti saranno accolti da Dio”. Il parroco ha ricordato, dunque, affettuosamente il 48enne ori­ginario della Costiera amalfi­tana, che conosceva personal­mente: “Gino va via in punta di piedi. Era un uomo capace di portare avanti la sua fami­glia, un uomo orgoglioso di se stesso. Amava la sua fami­glia ed il suo lavoro”. Parole che hanno sciolto il cuore dei tanti presenti in chiesa che, alla fine della celebrazione, hanno aspettato l’uscita del feretro per tributargli l’ulti­mo vero saluto. E infatti, una volta giunta sul sagrato della chiesa, la bara è stata accolta da un lungo applauso di libe­razione, l’unico gesto sopra le righe di una funzione sobria e composta. E’ stata una vera e propria tragedia quella che ha visto protagonista l’uomo originario di Vietri sul Mare. Una storia di disperazione quella dell’uomo salernitano che martedì mattina, dopo averle provate tutte per usci­re dalla crisi che lo aveva at­tanagliato, ha deciso di farla finita lasciando a sua moglie ed ai suoi figli – una ragazza di 18 anni ed un bimbo di 10 – un biglietto d’addio strin­gato ma molto emblemati­co. “Chiedo perdono a tutti. Visto che sono un fallito ho deciso di farla finita. Senza la­voro non posso vivere”: que­sto il testo del messaggio rin­venuto nella tasca sinistra del suo giubbotto. Armenante non ha retto più alle pressioni di una vita che, negli ultimi tempi, era diventata davvero grama di soddisfazioni per lui. Dopo aver speso una vita per la ‘CavaMarket’, dove 15 anni fa era stato assunto come custode ottenendo così anche la sua abitazione, 48 mesi fa circa è arrivata l’onta del li­cenziamento. Il centro di via Brun, intanto era stato acqui­sito dalla famiglia Caramico ed il 48enne in cuor suo ha sperato in un’assunzione. Ma il posto di lavoro è rimasto una chimera, con l’uomo che poi ha perso anche la casa.

D. Luca Marrazzo METROPOLIS 10/05/2012