Minori, Costiera amalfitana Il Gioco è bella quando dura poco

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Sono rimasti solo due gli sport praticabili a Minori in Costiera amalfitana . Chiacchierare al vento, prossima disciplina Olimpica, in cui potremmo vantare ben 16 Atleti Comunali, ed Il Nuoto. Si certo, ma non nel nostro adorato mare d’ Amalfi ,  ma nel ben più ampio e attrezzato Pozzo Nero Comunale, in cui tutti noi cittadini (o quasi) sbracciamo ansimanti ormai da mesi. Silenziosamente ci alleniamo da anni ma siamo finalmente pronti ad affrontare la prova più dura, quella finale. Non c’è rimasto più niente da fare, oggettivamente parlando. L’ultimo ostacolo alla nostra morte sociale è il lungomare, che forse sarà rimosso chissà dopo l’estate per far spazio ad un grande giardino pieno di fiori. Con tutto il fertilizzante che scarichiamo dal comune, potremmo vincere qualche altro concorso di comune in fiore. Si sa, da un diamante non nasce nulla… e noi siamo in attesa di sequoie.

Comincio dalla fine, fine dei giochi. Per ospitare un futuristica serra danzante nel periodo di Natale, che ha fatto crescere solo delusione e danni alla struttura del campo comunale, si è deciso di ammodernare il suddetto campo. Risultato: sono passati 7 MESI per montare una nuova rete di protezione. Cosa ovviamente ancora non conclusa. Ci hanno privato di uno dei pochi luoghi di aggregazione storica per far spazio a 15 giorno di mancatissima aggregazione. Credo sia giusto sottolineare che la cosa non sia convenuta a nessuna delle parti. Ma è noto che l’interesse comune non è mai l’interesse del Comune. Il nostro amato Sindaco dello spettacolo, del teatro umano, riesce in una nuova impresa. La sua. Ora, non credo sia difficile trovare nelle vecchie promesse pre-elettorali, parole tipo, sviluppo sociale, spazio ai giovani, aggregazione, apertura ai cittadini in mancanza di opposizione, 5000 euro a famiglia al mese, riduzione delle tasse, bandiere blu, bandiere arcobaleno, e costruzione di altri 10 alberghi per tamponare l’overbooking turistico.

Non c’è nessun motivo di vanto, d’orgoglio nel vivere in un paese fantasma. 100 persone che si alternano durante la giornata per le vie del nostro piccolo presepe, includo chi scende a far la spesa e va a lavorare. Il Comune è aperto a tutti, ma la cosa che riesce meglio mi sa è che tutti sappiano chiudere. Saracinesche, luoghi d’incontro, lavori in corso, strade, attività, luoghi di sport e soprattutto porte in faccia al futuro.

Campo sportivo inutilizzabile, senza motivo, diventato una discarica, senza contare che alla prossima apertura (scusate ma la risata ci sta tutta) il campo sarà pericoloso per chi gioca (fosse causate dalla serra danzante e reti di protezione tutt’altro che soft), pericoloso per chi ci farà i suoi grassi e golosi spettacoli estivi, e ultimo ma non per importanza ANTIESTETICO. Abbiamo gli spazi, strade da costruire, ma si vuole invece fare tutto nello stesso spazio. Campo di calcio, teatro all’aperto, parcheggio anche e perché no campo di cricket, di bocce e di Basket. Eh già, perché ora anche la Tendostruttura è chiusa, non per colpa del Comune sia chiaro, il masso non ce l’hanno fatto cadere loro, quella è un’altra storia che tocca l’ambiente, il territorio e l’abusivismo (problema che non ci riguarda vero?).

Una volta assessori e sindaco scendevano sul lungomare, ma si sa che gli attori non vanno dove non c’è pubblico da illudere. Ora si fa tutto in tv e online. E visto che l’unica cosa che sembra funzionare è la nostra raccolta differenziata, porta a porta, che la sera comincino a farsi trovare loro davanti alla porta e farsi portare via. MINORI è stato un paese ricco, famoso, bello da vedere. Un vanto, per noi. Quando questo era in mano a chi aveva fame e divideva il brodo con gli altri. Ora a pancia piena si cercano sedie più robuste e non piatti più pieni. Chi si lamenta è chi si sente a pancia vuota, non solo a livello alimentare. Ma la storia è vecchia perché si sa che il sazio non crede a chi digiuna.

Il treno è passato, anzi a dirla tutta un treno da qui non lo vedrò mai passare. Solo traghetti forse. Ah no, scusate, quelli nemmeno possono attraccare. Che faccio continuo?

E non venitemi a dire “fai qualcosa per il paese tu che ti lamenti”. Io lo faccio, ci provo. E vorrei imitare i nostri vicini di Maiori, che hanno salvato anche a noi l’inverno. A prescindere dalla qualità altalenante del loro prodotto loro hanno fatto tutto il possibile e per me hanno vinto una battaglia sociale più difficile di quanto si pensi. Loro hanno fatto qualcosa.

 

DAVIDE SAMMARCO

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