Una tassa di sbarco a Positano come le isole Capri e Ischia

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Una tassa di sbarco a Positano come le isole, tipo Capri e Ischia in provincia di Napoli in Campania . Mario Amodio su Il Mattino cronaca di Salerno parla oggi della cittadina della Costiera amalfitana su una problematica più volte affrontata su Positanonews per la cittadina sommersa dalle vie del mare in costa d’ Amalfi .  Modificare il decreto legislativo, con cui si introduce la tassa di sbarco sulle isole, per consentire l’istituzione del balzello anche a quei Comuni della fascia costiera che dispongono di approdo e che rientrano nelle rotte delle linee marittime. La richiesta arriva da Positano che ha presentato un emendamento per consentire anche alle principali mete turistiche della penisola di poter usufruire della possibilità di introduzione della tassa di sbarco, utile a compensare i costi per la vigilanza ma anche per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. L’intuizione, maturata in seguito alle polemiche sulla tassa di soggiorno e più in particolare a un’analisi approfondita sul numero dei passeggeri sbarcati al molo di Positano (nel solo 2011 sono sbarcati circa 200.000, mentre quelli in partenza sfiorano i 250.000) è del sindaco Michele De Lucia. «Non siamo un’isola, ma è come se lo fossimo – spiega – Ogni anno registriamo centinaia di migliaia di sbarchi che nella maggior parte dei casi rappresentano un costo per la collettività. Basti pensare alla vigilanza dell’approdo o all’impiego di operatori ecologici. Con la tassa di sbarco andremmo a coprire una serie di spese, garantendo nel contempo anche riqualificazione e potenziamento dei servizi. Non si tratta di un’azione discriminatoria, ma compensativa. Anche perché, il Comune di Positano si è detto contrario alla tassa di soggiorno. Personalmente la ritengo iniqua in quanto va a colpire chi fa muovere l’economia del paese». Il sindaco, che spera di poter raggiungere il risultato, pensa di distribuire gli introiti per metà sulla riqualificazione e la sistemazione dell’approdo e per la restante metà sul potenziamento dei servi. «Anche se puntiamo ad acquisirne la gestione, l’approdo di Positano è al momento di competenza della Regione che proprio di recente ha effettuato una serie di interventi di messa in sicurezza – aggiunge De Lucia – Tutte opere che in futuro si potranno realizzare pescando dal capitolo della tassa di sbarco la cui applicazione avviene sulla scorta dei dati raccolti quotidianamente dalla capitaneria di porto»