Rosa mamma coraggio: ha rinunciato alle cure anticancro per far nascere Desirè

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NAPOLI – Quando Rosa Carotenuto, trentasette anni, tre figli e un quarto in arrivo, ha scoperto di avere un brutto sarcoma che attentava alla sua vita, neppure per un secondo ha pensato di abortire per affrontare le cure contro il cancro. Rosa ha deciso di portare avanti la gravidanza, dare alla luce la sua piccina e poi di tentare di sradicare il tumore. A costo di mettere in discussione la propria salvezza. E così, grazie a un lavoro di squadra di ginecologo e oncologo, è nata, qualche giorno fa, la piccola Desirè, bella e sana bimba di due chili e mezzo. E, subito dopo il parto, sullo stesso tavolo operatorio, a Rosa è stata asportata dalla gamba destra la massa maligna che non le dava pace e le impediva addirittura di camminare. L’evento, come detto, è stato reso possibile grazie alla cooperazione di due squadre di medici, una diretta dal professore Achille Tolino, ordinario di ostetricia e ginecologia al policlinico Federiciano, l’altra dal dottore Flavio Fazioli, oncologo ortopedico dell’Istituto Tumori Pascale. La donna ha partorito con taglio cesareo nella struttura universitaria. Poi le è stato asportato il sarcoma che ora va analizzato per stabilire il tipo di cura che la donna dovrà affrontare. «È stata una gravidanza inaspettata. Ho una figlia di venti anni avuta quando ero poco più che adolescente e altri due bambini di 15 e 11 anni. Quando ho saputo di essere incinta, comunque, sono stata felice. E col passare delle settimane mi affezionavo sempre di più all’idea di dare un fratellino, o una sorellina, ai miei ragazzi» racconta Rosa. E ricorda: «A un certo punto la gamba destra ha cominciato a farmi male. E ha iniziato a gonfiarsi. Attribuivo il malessere alla gravidanza. Poi ho fatto una serie di test ma tutti hanno dato esito negativo. Infine una risonanza ha evidenziato il tumore. La biopsia mi ha dato il colpo di grazia: liposarcoma. Nel giro di qualche giorno non riuscivo più a camminare. Ma non ho mai considerato l’ipotesi di abortire». A quel punto la donna, assistita da sia dai medici del policlinico federiciano che da quelli del Pascale ha portato avanti la gravidanza. «Tutti mi dicevano di pensare prima alla mia salute. Ma io mi sono affidata compltamente a questi due dottori che non mi hanno persa di vista un solo secondo». Spiega il professor Tolino: «Sì è stato un lavoro di squadra col collega oncologo Flavio Fazioli. Intanto ci siano coordinati per capire quando era più opportuno eseguire contestualmente i due interventi: il parto e l’asportazione del tumore. Bisognava, infatti, cercare di fare in modo che si arrivasse alla trentaseiesima settimana di gestazione». «Abbiamo eseguito un attento monitoraggio ecografico e cardiotopografico. La donna è stata insomma sottoposta a monitoraggio clinico e strumentale per coordinare i due interventi e far nascere la bimba a un epoca tale che non potesse subire stress respiratorio. E così quando ci siamo resi conto che il feto poteva nascere senza problemi sono intervenuto con un taglio cesareo con anestesia epidurale. Tutto questo, ovviamente, dopo aver trattato farmacologicamente la madre per migliorare la maturazione polmonare fetale ed evitare così problemi respiratori dopo la nascita alla bimba». Poi allo stesso tavolo è intervenuto, con la sua equipe il dottor Fazioli per l’asportazione del sarcoma all’arto inferiore destro. Ora Rosa stringe tra le braccia la piccola Desirè in attesa della terapia contro il cancro.

FONTE IL MATTINO DI NAPOLI

INSERITO DA ANGELA CECERE