PIEDIGROTTA DELLA REGINA

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PIEDIGROTTA DELLA REGINA         di Lucio Esposito

 

Obiettivo centrato. Complimenti a Mario Gargiulo, consigliere comunale, che ha voluto questo evento per valorizzare il parco archeologico della Regina Giovanna, noto anche come la villa di Pollio Felice, complimenti  ad Antonio dell’Arcolaio, che riesce a teatralizzare e spettacolizzare l’evento con costumi , materiali e idee. Ma soprattutto complimenti al Trio Tarantae e al numerosissimo pubblico, che sulle prime ha sfidato condizioni metereologiche poco felici, sfociate poi in un tramonto ad occhio di padreterno, lasciando a bocca aperta anche i più restii.Le foto testimonianza  delle decine di fotografi sono su Facebook.

 

Il sito merita la profusione di tutte le energie necessari per la sua bellezza e per i suoi contenuti. Papinio Stazio nelle Selve libro terzo è il più antico e miglior descrittore di questi luoghi, su questi scritti la sovrintendenza archeologica ne ha operato la ricostruzione plastica in uno spettacolare modello custodito presso il Museo  Archeologico Territoriale “G.Vallet”,ma anche la rivista “Bell’Italia” anni fa vi dedicò tante pagine belle con le prime ipotesi ricostruttive. Si consideri inoltre che tra le tantissime ville  imperiali, di cui il golfo di Napoli da Baia a Punta Campanella, quella di Pollio Felice è l’unica ricostruita su fonti attendibili e valide.

 

Superato qualche anno fa lo scoglio della proprietà, con l’acquisizione da parte del comune di Sorrento di quasi tutta l’area con gli uliveti ,ben raccontati nel volume di Mario Russo, i cisternoni e ruderi di pertinenza, ora non resta che affidare  la gestione ad una cooperative di giovani, non necessariamente laureati archeologi, che organizzi il Parco Archeologico con un sito di accoglienza internazionale, pannellature esplicative e fruizione guidata , si preoccupi della pulizia e manutenzione ordinaria e organizzi eventi , di cui già il solo luogo, è capace di attrarre sicuramente folle di turisti, via mare e via terra.

 

Non sto sognando, ne sono ignaro delle difficoltà burocratiche, ma sono reduce dallo spettacolo della Villa Romana di Minori o quello della villa Pausillipon, dalle teatralizzazioni notturne di Pompei. Vi assicuro che la conformazione geomorfologica de sito della Regina Giovanni, con la naturale piscina ninfeo, è di gran lunga più bella e pregiata di quelli citati.

 

L’Arcolaio, ci ha dimostrato che l’acustica, pur essendo all’aperto, è ottima e che si possono realizzare tantissime cose facendoci rivivere l’atmosfera tardo medievale di Giovanna II, ma con costumi dell’antica Roma potremmo generare , nei luoghi e nelle ore , la quotidiana vita di aristocratici romani, magari  i Menecmi di Plauto elaborati dai ragazzi del nautico Bixio. Il Parco Archeologico della Villa Romana del Capo potrebbe e dovrebbe funzionare 24 su 24 perché è l’ultimo retaggio ambientale intatto e ricco di storia stratificata , dalla grande villa alla torre cinquecentesca , alla Cappella di santa Fortunata, tutto in quei quattro sassi , di cui però oggi ci camminavamo sopra senza coglierne il senso, perché privi di strumenti o di qualcuno che raccontava.

 

E come per il Parco della regina Giovanna, anche per i Cisternoni di Spasiano, unico , dico unico monumento romano intatto, o la preistorica Grotta Nicolucci, fruibili e visitabili fino al secolo scorso , ma che oggi non sappiamo nemmeno dove stanno, e non solo perché i programmi scolastici hanno bypassato la storia romana.